Avviso ai lettori
Cari amici e nemici, cari lettori occasionali, cari studiosi e curiosi, cari folli, saggi, martiri e santi, un saluto a tutti.
In questo blog, per il momento ho scritto 1.563 articoli, per un totale di 1.418.789 parole (senza considerare i PDF, le immagini, i video e altri allegati). Questo conteggio è aggiornato al 19 gennaio 2026. L'ultima stampa completa del blog in PDF, fatta il 31 dicembre 2024, contava 5174 pagine A4. Non so quante pagine occorrerebbero adesso.
Vorrei chiedervi una cortesia. Per favore, non cercate una coerenza o un filo conduttore comune in questo oceano di parole, di immagini e di video. Sarebbe una fatica sprecata. E' più interessante notarne le contraddizioni e meditare se dietro l'inganno dei ragionamenti e dei sentimenti c'è qualcosa di reale. E', in fondo, un'attitudine che richiama Pasolini e la sua esperienza della contrapposizione (cfr. L’illuminante attualità di Pasolini, 2 novembre 2025, di Giulio Ripa).
Per favore, anche se vi pare di conoscermi, evitate la presunzione di provare a decifrare quello che penso o che credo. Scrivo perché la mia natura mi chiede di farlo, ma non cerco di cambiare le idee o i comportamenti di nessuno: universalizzare le proprie idee e farne propaganda o retorica "per cambiare gli altri" è una forma sottile di violenza. Solo i fessi "hanno ragione". Le idee sono illusioni mutevoli e cangianti che svaniscono nella vacuità e nella contradditorietà di questa allucinazione chiamata mondo, in cui ciò che è giusto è anche sbagliato, il falso è anche vero.
Per favore, non cercate di convincermi di qualcosa, perché non sono d'accordo nemmeno con i miei pensieri. Ciò che qui leggerete è, non è, è e non è, né è né non è.
Grazie per la vostra presenza e pazienza,
pace e bene a tutti,
qui sotto trovate i miei ultimi articoli.
Anche quando il cuore soffre e piange...
Anche quando il cuore soffre e piange, c'è sempre uno spazio protetto dove andare.
Questo luogo si trova nascosto nella matassa delle relazioni.
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(dedicato a Silvia Tagliaferri, 5 gennaio 2026, vai alla mia galleria)
Fidarsi del miracolo della vita
Ho il sospetto che una delle cause primarie della sofferenza umana sia il fatto di "non fidarsi" della vita, ovvero di non riuscire ad essere una "tranquilla presenza" in questo mondo, felice per il semplice fatto di esserci. Già questo basterebbe, eppure non siamo mai contenti.
Il malcontento nasce fin da piccolissimi, se entriamo nel binario di pensiero che l'amore dei genitori sia "condizionato" dai nostri comportamenti, ovvero se dobbiamo fare qualcosa per meritarcelo. Da adulti, questo si traduce negli insegnamenti della società secondo cui "se non produci abbastanza", "se non guadagni abbastanza", allora non meriti di esistere... Quindi, siamo educati all'incapacità di amare.
Il significato del "fare" senza aspettative di giudizi sociali o interiorizzati è nell'azione fatta per il desiderio di farla, senza motivazioni ulteriori. Non abbiamo bisogno di "consumare" o di "produrre" per giustificare ciò che facciamo. Non abbiamo bisogno di giustificarci né agli altri, né a noi stessi.
Collegato a tutto questo, ovvero all'amare la realtà così com'è, al fidarsi della vita, allo sgombrare la mente da zavorre inutili e controproducenti, c'è la consapevolezza dell'andare bene, dell'essere ok, così come siamo. "Io sono ok, tu sei ok".
L'uomo medio di oggi, quello che con i suoi comportamenti esemplifica la quasi totalità della popolazione, non riesce né ad essere tranquillo, né a credere di andare bene così com'è. Da ciò ne seguono un'infinità di comportamenti disfunzionali. Tra questi, paradossalmente, non ci sono soltanto un ben nutrito numero di dipendenze, ma anche l'erudizione, l'essere intellettuali, il caricarsi di studio e di conoscenze.
Le conoscenze che servono davvero sono poche come le foglie che possono stare nelle proprie mani. Tutte le altre foglie della foresta non ci servono, possiamo farne a meno e rimanere più leggeri.
La cura per le sofferenze inizia dal fidarsi della vita e dall'amarla. Se questo non c'è, l'alternativa è il caos totale in cui l'umanità sta sprofondando.
Alcuni spunti:
1. Più diventi silenzioso, più inizi a sentire ciò che conta davvero.
2. Non inseguire nulla: ciò che è destinato a te arriva nella quiete.
3. Una mente limpida è più forte di una mente sempre occupata.
4. La felicità nasce dalla disciplina, non dal desiderio.
5. Chi domina la pazienza, domina la vita.
6. Soffri perché lotti contro ciò che è.
7. Meno cose superflue possiedi, più leggero diventa il tuo cuore.
8. La rabbia è come un carbone ardente: brucia solo la mano che lo stringe.
9. La routine vissuta con consapevolezza diventa meditazione.
10. La vera forza è essere gentili quando è più difficile.
11. L’ego urla, la saggezza sussurra.
12. Più osservi le cose semplici con stupore e sacralità, e più ti accorgi che tutto è un miracolo.
13. La verità non ha bisogno di essere urlata.
14. Il sorriso è la causa, non l'effetto, della felicità.
15. Questo punto scrivilo tu.
(15 gennaio 2025)
Il potere del Gohonzon è assoluto
Nichiren Daishonin, all'isola di Sado, era "armato" solo della sua fede nel Sutra del Loto, cioè nel Gohonzon, cioè in Nam-myoho-renge-kyo. Adempiere allo scopo per cui si era incarnato era la motivazione principale che lo teneva vivo.
Il potere del Gohonzon è assoluto, più forte di qualsiasi cosa, più forte di tutte le ricchezze materiali e più forte della bomba atomica. Nonostante due bombe atomiche, oggi l'insegnamento del Daishonin è diffuso in tutto il mondo.
Questo significa che alla logica della guerra possiamo contrapporre una logica molto più forte, che non ha bisogno di violenze e che nel tempo sarà l'unica vincente.
(10 gennaio 2026)
