Articoli con tag “guerra

Venezuela

Trump e la sua operazione petrolifera speciale.


Giornalisti uccisi nel 2025

Nell’ultimo anno nel mondo sono stati uccisi 67 giornalisti. 29 sono stati uccisi a Gaza. In gran parte dei casi non si tratta di vittime collaterali, ma sono stati colpiti intenzionalmente per il loro lavoro.

Nel mondo ci sono almeno 503 giornalisti rinchiusi in carcere: 121 reporter imprigionati in Cina, 48 in Russia (26 di questi sono giornalisti ucraini arrestati nei territori occupati), 20 reporter palestinesi sono in carceri israeliane.

Per quanto riguarda i giornalisti scomparsi (di cui non si hanno più notizie) 37 sono scomparsi in Siria e 38 in Messico.

Fonte: il Post, Reporter senza Frontiere


Mariam Abu Daqa

Lunedì mattina sono stati uccisi 5 giornalisti a Gaza, ora il totale è 192. Difficile credere all’esercito israeliano che nega di prenderli apertamente di mira.
Erano sulle scale esterne dell’ospedale Nasser e stavano intervistando un medico. Un colpo di cannone di un carro armato israeliano ha ucciso il primo dei cinque giornalisti. Il secondo colpo di cannone è arrivato alcuni minuti dopo per uccidere i soccorritori. Anche l’uso del “double tap” (un secondo attacco dopo un certo periodo di tempo per uccidere i soccorritori) non è una novità da parte delle forze israeliane.
Nel doppio attacco sono morte 20 persone compresi i 5 giornalisti.
Una dei reporter uccisi è Mariam Abu Daqa, 33 anni, giornalista freelance per varie testate giornalistiche (tra cui l’Associated Press) e madre di un figlio dodicenne. Aveva documentato la fame, usata come strategia, a Gaza.


Bambini in guerra

Il 2024 è stato uno dei peggiori anni della storia per numero di bambini colpiti in conflitti.
Un bambino su sei del mondo vive in aree di conflitto.
La percentuale dei bambini del mondo che vivono in zone di guerra è raddoppiato: da circa il 10% nel 1990 a quasi il 19% di oggi.
Migliaia di bambini sono stati uccisi e feriti a Gaza e in Ucraina.
Le Nazioni Unite hanno rilevato il numero maggiore di vittime tra i bambini nei primi nove mesi del 2024 rispetto a tutto il 2023.
Più di 52 milioni di bambini neii paesi interessati da conflitti non frequentano le scuole.
Milioni di genitori lottano tutti i giorni per garantire un futuro ai propri figli.
Nonostante le guerre e nonostante i paesi più ricchi, come il nostro facciano tutto per impedirglielo.

Fonte Giuditta Pini e Unicef


Mahasen Al-Khatib

Il 18 ottobre la fumettista palestinese Mahasen Al-Khatib (31 anni) e la sua famiglia sono stati uccisi da un bombardamento israeliano che ha distrutto alcuni edifici nel campo profughi di Jabalia.

Nelle sue ultime immagini la giovane fumettista aveva raccontato il dramma dei bombardamenti, degli incendi e delle morti nella striscia di Gaza. Si stima che dall’inizio dell’offensiva delle forze israeliane a Gaza ci siano state almeno quarantamila morti dirette dovute ai combattimenti e ai bombardamenti. La maggior parte di queste vittime erano civili. Contando anche le morti indirette del conflitto (fame, disidratazione e malattie) le stime delle vittime a Gaza superano le 180mila persone.


Rafah

Nella notte a Rafah l’aviazione israeliana ha bombardato la tendopoli di al-Sultan, che dava rifugio a molti profughi, uccidendo almeno quaranta persone tra cui donne e bambini. Circola in rete un video molto impressionante che mostra il corpo di un bambino decapitato e carbonizzato, mentre viene sollevato. L’area era stata indicata come sicura per i profughi. L’esercito israeliano parla di bombardamento chirurgico per colpire due comandanti di Hamas. Ma per blogger militari informati, che citano fonti arabe, l’obiettivo era anche un deposito di missili di Hamas e per questo l’aviazione israeliana ha sganciato sette bombe.


Giornalisti uccisi nel 2023

Per la Federazione Internazionale dei Giornalisti sono 120 i giornalisti e gli operatori dei media uccisi nel 2023 nel mondo. Il 68% di loro ha perso la vita a Gaza .

Sempre nel corso dell’anno 779 giornalisti sono stati arrestati per il loro lavoro (547 di loro sono ancora in carcere). Gli arresti arbitrari di giornalisti sono utilizzati per reprimere il diritto all’informazione in molti paesi come Cina (quasi un quarto di tutti i giornalisti in carcere), Bielorussia, Iran, Turchia, Russia, Vietnam e Myanmar.


Il ciliegio di Volodymyr

È stato trovato il corpo di Volodymyr Vakulenko, il più famoso scrittore per bambini dell’Ucraina.

A fine marzo, sapendo che i militari russi sarebbero venuti a prenderlo, aveva scritto a mano trenta pagine di pensieri e annotazioni. Poi aveva sepolto il suo diario ai piedi di un ciliegio.

È stato identificato tramite le analisi del Dna. Era sepolto, assieme ad altri quattrocento tra uomini e donne, in una fossa comune scoperta dalle forze ucraine quando hanno liberato la città di Izyum.


Dimmi Sergej


La scuola

Sabato pomeriggio un bombardamento aereo russo ha colpito e incendiato una scuola a Bilohorivka, nella regione di Luhansk, nell’est dell’Ucraina.

Il governatore della regione ha dichiarato che all’interno si erano rifugiate novanta persone. I soccorsi hanno portato in salvo trenta persone e recuperato due corpi. Si pensa che le rimanenti sessanta siano sotto le macerie.


Non è poi così difficile da capire


Bucha

Le truppe russe si sono ritirate da Bucha lasciandosi alle spalle fosse comuni e civili giustiziati in strada.


Kateryna Dyachenko

Kateryna Dyachenko era una bambina undicenne che sognava di diventare una ginnasta di fama mondiale. I missili russi hanno raso al suolo la sua abitazione a Mariupol uccidendo anche il padre. La madre e il fratello si sono salvati, ma quest’ultimo ha riportato ferite gravi. Ha dato la notizia della morte di Kateryna la sua allenatrice che ha postato una foto che la ritrae assieme alla piccola ginnasta sorridente, mentre mostra una medaglia e una piccola coppa appena vinte.

La città di Mariupol, è bombardata quasi costantemente dal primo giorno dell’invasione militare russa.
Elettricità, acqua, cibo e riscaldamento sono stati interrotti a causa dei continui bombardamenti intrappolando almeno 100mila persone.


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Il discorso di #Putin allo stadio


Igor e Mishka

Poco fa stavo leggendo su la Stampa di Igor Mozhayev.
L’uomo era stato estratto dalle macerie della sua casa a Markhalivka, un piccolo villaggio, senza installazioni militari, bombardato dalle forze russe.
La moglie di Igor, la figlia dodicenne, la sorella e due nipoti sono morti nell’esplosione.
Nel villaggio altre nove case sono state rase al suolo dalle bombe.
Nonostante le ferite, Igor è tornato ai resti della sua abitazione.
Lì è scoppiato a piangere trovando Mishka, il gatto di famiglia, sopravvissuto anche lui.
Ora Mishka e il cane Gerda sono tutto quello che resta della sua famiglia.


Salvare anche l’arte.

Nel timore che anche #Leopoli possa essere teatro di combattimenti e bombardamenti, come sta accadendo in molte altre città ucraine, le autorità comunali di #Lviv stanno spostando nei sotterranei tutte le opere d’arte che possono essere spostate e allestendo delle protezioni per quelle che non possono essere rimosse.


Yelena Osipova

daugChiusi l’Eco di Mosca e Dozhd TV, due degli organi indipendenti più critici sull’operato di Putin. Limitato l’accesso alle piattaforme Twitter, Facebook e Instagram. Disperse le manifestazioni di piazza, con 7000 persone arrestate, tra cui due madri che con le bambine erano andate a posare dei fiori davanti all’ambasciata Ucraina e anche Yelena Osipova, un’ottantenne sopravvissuta all’assedio di Leningrado: portava due cartelli che invitavano i soldati a deporre le armi.


Una favola della buonanotte a Kiev


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L’abitudine più antica del mondo


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La trattativa.


Il cammino

Ieri Germania e Olanda hanno fatto marcia indietro e sospenderanno i rimpatri dei rifugiati afghani.
Le due nazioni facevano parte dei sei Stati firmatari della lettera di martedì con cui si chiedeva alla Commissione europea di non sospendere i voli verso Kabul.
Invece Austria, Danimarca, Belgio e Grecia restano nella loro posizione decisi a non cambiare idea nonostante l’avanzata dei talebani.
La partenza delle truppe occidentali dall’Afghanistan e la riconquista di molte città da parte dei talebani ha spinto decine di migliaia di persone alla fuga. Chi in passato è riuscito a scappare adesso rischia di essere rispedito in una situazione di alto pericolo dove le possibilità di subire ritorsioni o addirittura di perdere la vita sono altissime.
I nove ambasciatori dei Paesi dell’Unione europea ancora presenti a Kabul hanno sconsigliato di effettuare i trasferimenti.


Escalation in Libia

Sta crescendo il coinvolgimento contrapposto di Turchia e Russia nel conflitto interno libico.
La Russia, che appoggia il generale Haftar, ha appena spostato in Libia sei Mig29 e due Sukhoi 24, in risposta agli attacchi di droni forniti alle truppe governative dalla Turchia.
Negli ultimi giorni, anche grazie all’uso dei droni, le truppe governative fedeli a al Serraj hanno distrutto diverse batterie antiaeree e riconquistato la base aerea di Watyia.
Oltre ad aver fornito mezzi ed equipaggiamenti, Russia e Turchia hanno messo sul campo anche truppe di compagnie mercenarie: la Wagner per la Russia e la Sadat per la Turchia.


Pax epidemica

Uno dei pochi aspetti positivi del coronavirus.
Pare che, in varie parti del mondo, il timore della pandemia stia inducendo molte fazioni in guerra a proclamare delle tregue temporanee.


Il tragitto

L’Iran ha ammesso d’aver abbattuto per errore il Boeing ucraino.