Uomo e soldato di pace

Il 6 ottobre 1981 veniva assassinato in un attacco terroristico durante la parata per la celebrazione della festa nazionale il presidente egiziano Anwar al Sadat.

Il suo coraggio e la sua risolutezza lo portarono a intraprendere il 18 novembre 1977, dopo la guerra arabo -israeliana dello Yom Kippur del 1973, lo storico viaggio a Gerusalemme con cui si spianò la strada alla pace tra Egitto e Israele, sancita poi dagli accordi di Camp David (USA) del 17 settembre 1978, premessa del trattato di pace israelo-egiziano del 1979.

Per questo processo di pace, Anwar al Sadat e il Primo Ministro israeliano Menachem Begin vennero insigniti nel 1978 del Premio Nobel per la pace.

Alla pace tra Egitto e Israele seguì quella degli israeliani con la Giordania, gli accordi di Oslo con i palestinesi e la normalizzazione diplomatica d’Israele con gli Emirati Arabi Uniti, il Bahrain,  il Sudan e il Marocco.

Tutto questo è stato possibile grazie alla volontà e lungimiranza di Anwar al Sadat, uomo e soldato che pagò con la propria vita (come dopo di lui Yithzak Rabin nel novembre 1995) il desiderio di pace per il proprio Paese e l’intero Medio Oriente.