+++News: La Baviera promuove la Bundeswehr+++

La Baviera, prima fra gli Stati della Repubblica Federale Tedesca, vuole promuovere per legge la Bundeswehr sul proprio territorio.

Come riporta il sito Br.de, il governo regionale bavarese ha presentato al Parlamento bavarese (Bayerische Landtag) un disegno di legge che permetta la collaborazione tra la Bundeswehr e gli Istituti di Alta Formazione (Hochschulen) specie nel settore tecnologico, consenta agli ufficiali preposti al reclutamento giovanile (Jugendoffiziere) il libero accesso alle scuole bavaresi, permetta la costruzione di nuove caserme allentando gli esistenti vincoli burocratici.

In questo modo il governo del Presidente della Baviera, Markus Söder (dell’Unione Cristiano Sociale – CSU), intende favorire e rafforzare la presenza della Bundeswehr sul territorio bavarese.

La proposta farà senz’altro discutere a livello nazionale perché tutto ciò che attiene alla Difesa tedesca, ovviamente Bundeswehr compresa, è di competenza esclusiva del Parlamento (Bundestag) e del Governo (Bundesregierung) federali.

L’illustre capostipite

Massimiliano I di Baviera (1573 -1651) rappresenta uno dei più importanti sovrani nell’Europa dell’epoca moderna.

Appartenente alla casa regnante dei Wittelsbach, Massimiliano I, grazie alle sue capacità politiche e militari, rese la Baviera una significativa potenza europea e una componente di assoluto rilievo nell’ambito del Sacro Romano Impero.

Nella Guerra dei Trent’anni, Massimiliano I restò fedele all’Imperatore, pagando questa sua fedeltà con l’invasione dei suoi territori da parte degli svedesi e francesi: fu uno dei periodi più tragici della storia della Baviera.

Con la pace di Vestfalia nel 1648 Massimiliano I venne ricompensato con l’elevazione a Principe elettore (Kurfürst) ovvero la possibilità di eleggere (o essere eletto) imperatore del Sacro Romano Impero. Questo dignità imperiale venne poi trasmessa ai suoi discendenti fino alla fine (per opera di Napoleone) del Sacro Romano Impero nel 1806.

Nel Museo Nazionale Bavarese di Monaco esiste un’intera sala a lui dedicata; tra i tanti oggetti si può ammirare un monumentale stemma araldico in bronzo che accomuna la Baviera di Massimiliano I e la Lorena di sua moglie Elisabetta.

Ricordo perenne

Sotto il loggiato della Feldherrnhalle (la Loggia dei Condottieri) di Monaco di Baviera, copia fedele della Loggia dei Lanzi di Firenze, vi è una statua di bronzo raffigurante il Feldmaresciallo Principe Carl Philipp von Wrede (1767 – 1838), una delle figure più importanti della storia militare bavarese.

Wrede emerse negli anni dell’epopea napoleonica, durante la quale la Baviera (elevata a Regno nel 1806 per volontà di Napoleone) fu alleata della Francia (fino al 1813 quando passò dalla parte dei suoi nemici concorrendo alla sconfitta di Napoleone) al fianco di cui combatté numerose campagne, compresa quella di Russia nella quale il contingente bavarese, al comando di Wrede, venne di fatto annientato: di 33.000 soldati tornarono in Baviera solo in 4.000.

Il monumento a Wrede rappresenta un ricordo perenne del valore delle armi bavaresi (che cessarono di esistere di fatto con la fine del Regno di Baviera nel novembre 1918) e come tale ben figura in uno dei luoghi più belli della città di Monaco.

Raupenhelm

Ci sono degli elementi distintivi caratteristici di ogni esercito: per l’esercito bavarese questo è stato il Raupenhelm (che non ha una traduzione puntuale in italiano, mentre in francese è definito – non del tutto correttamente, per chi scrive – Casque à la romaine).

Caratterizzato da un ornamento superiore di pelliccia (per gli ufficiali) e di lana (per i sottufficiali e graduati di truppa), ha le sue origini negli elmi di cavalleria inglese indossati nella guerra d’indipendenza americana così come nella fanteria dell’esercito prerevoluzionario francese.

Il Raupenhelm è stato indossato dalle truppe bavaresi fino alla morte del Re Luigi II nel 1886 ed è oggi osservabile nei tanti monumenti ai caduti sparsi per la Baviera (nella foto il monumento ai caduti di Taufkirchen vicino Monaco).

Al comando dei bavaresi

Durante la Guerra dei Trent’anni (1618 – 1648) Raimondo Montecuccoli viaggiò (e combattè) in lungo e in largo per la Germania.

Nel gennaio 1645 l’Imperatore Ferdinando III lo incaricò di un’importante missione presso il Principe Elettore di Baviera Massimiliano I (fondatore e capo della Lega cattolica, che univa i principi cattolici tedeschi contro i connazionali principi luterani). Così Montecuccoli si recò a Monaco per convincere Massimiliano I a correre in soccorso delle truppe imperiali che si trovavano a Magdeburgo minacciate dagli svedesi.

Evidentemente Montecuccoli riuscì nell’impresa tant’è che Massimiliano I non solo concesse i sperati rinforzi ma mise Montecuccoli a capo degli stessi: fu uno straordinario gesto di fiducia nell’ancora giovane ma già glorioso condottiere modenese.

La lunga marcia di avvicinamento (in inverno, fatto eccezionale per l’epoca) verso la Sassonia fu segnata dagli scontri con gli svedesi, in uno dei quali lo stesso Montecuccoli fu ferito dovendo così rinunciare al comando e all’impresa che di fatto fallì.

Montecuccoli raggiunse poi il Castello di Hohenegg in Bassa Austria dove trascorse la convalescenza e potè dedicarsi agli amati studi fino all’aprile 1645.

Retaggio bavarese

L’esercito bavarese di fatto cessò di esistere il 9 novembre 1918 con l’abdicazione del Re Luigi III (1845 – 1921) e la conseguente dissoluzione del Regno di Baviera.

Ma qualcosa di quell’Esercito ancora oggi sopravvive nella Bundeswehr (Forze Armate Federali) perquanto non ufficialmente parte delle tradizioni ufficiali di quest’ultima.

È la Gebirgsjägerbrigade 23 “Bayern” (Brigata Cacciatori da Montagna 23 “Baviera”) che ha sede nella cittadina di Bad Reichenhall al confine austro -tedesco (vicino a Salisburgo).

Erede della 1. Gebirgsdivision (1^ Divisione da Montagna – sciolta il 30 settembre 2001) che a sua volta si richiamava al prestigioso Deutsche Alpenkorps (Corpo Alpino Tedesco) della Grande Guerra, la Gebirgsjägerbrigade 23 è l’unica grande unità specializzata in combattimento in montagna. Si compone di 3 Battaglioni di Cacciatori, 1 Battaglione di Genio pionieri, 1 Battaglione esplorante e 1 Battaglione logistico, tutti esclusivamente formati da Truppe da Montagna (Gebirgstruppe) il cui segno distintivo è l’ Edelweiß (la Stella alpina). Appartiene alla Brigata anche un Centro Addestramento Conduzione animali da soma, che trovano ancora impiego nelle Truppe da Montagna tedesche.

L’ organico della Brigata (che dipende dalla 10^ Divisione corazzata) è di circa 5.300 uomini dispiegati tutti nel sud della Baviera. La sua marcia d’ordinanza è la König Ludwig II. Marsch composta dal musicista militare Georg Seifert (1819 – 1876) in onore di uno dei monarchi bavaresi più famosi al mondo: il Re Ludwig II (1845 – 1886) che fece costruire i castelli da fiaba che attirano ogni anno in Baviera milioni di visitatori.

Forze unite

La Confederazione tedesca (Deutscher Bund) riuniva tutti gli Stati della Germania un tempo parte del Sacro Romano Impero della Nazione tedesca.

Nata nel 1815, si sciolse nel 1866 in seguito alla vittoria della Prussia sull’Austria (e i suoi alleati, tra cui la Baviera), quest’ultima fino ad allora egemone nell’ambito della Confederazione.

La Confederazione tedesca aveva anche una Costituzione militare (Militärverfassung) che univa tra loro i vari eserciti degli Stati Confederati.

Questi avevano due nemici fondamentali: la rivoluzione (all’interno) e la Francia (all’esterno). Per far fronte al (supposto) pericolo francese vennero costruite delle fortezze (Lussemburgo, Magonza, Rastatt e Ulm) amministrate da una Commissione militare confederata (Bundesmilitärkommission), capeggiata dall’Austria, che aveva sede a Francoforte sul Meno (città che ospitava anche la sede del Parlamento confederato).

La Commissione militare confederata aveva anche il compito di coordinare e armonizzare la politica di difesa e sicurezza degli Stati della Confederazione. In caso di guerra, gli Stati confederati avevano l’obbligo di costituire 10 Corpi d’Armata di 30.000 soldati ciascuno da porre a disposizione della Confederazione. Per l’esattezza: 3 l’Austria, 3 la Prussia, 1 la Baviera e 3 (misti) i restanti Stati confederati.

Non era però chiaro chi sarebbe stato il capo dell’esercito confederato che, peraltro e per fortuna, non fu mai impiegato in battaglia.