Perché è un bravo ragazzo

Al grande condottiero inglese John Churchill, Duca di Marlborough (1650 -1722), combattente a fianco di Eugenio di Savoia contro i francesi nella guerra di successione spagnola,  il compositore austriaco Anton Tischler ha dedicato la Marlborough Marsch da lui composta.

Nell’ascoltarla, qualcuno potrebbe riconoscere la melodia della popolare canzone For he’s a jolly good fellow meglio nota in italiano con il titolo “Perché è un bravo ragazzo”.

For he’s a jolly good fellow” è stata scritta ai primi del Settecento in risposta – con la stessa musica ma con parole e spirito diversi – alla canzone francese Marlbrough s’en va-t-en guerre, le cui parole ricordano la battaglia di Malplaquet (1709), durante la Guerra di successione spagnola. La battaglia fu una vittoria inutile per gli austriaci comandati dal Duca di Marlborough, e i francesi cominciarono a irriderlo con questa canzone. Gli inglesi, in contrapposizione, composero delle parole nuove per inneggiarlo e infatti il “bravo ragazzo” (il “jolly good fellow“, letteralmente il “felice buon compagno”) era in origine proprio il Duca inglese.

L’innovatore

Raimondo Montecuccoli fu uno studioso di strategia militare ma anche un grande innovatore nella tattica ossia nelle modalità del combattimento.

Nell’arte militare la tattica è altrettanto importante che la strategia: si può avere chiaro l’obbiettivo ma se non si sa come raggiungerlo la lotta è vana.

Montecuccoli scrisse pagine e pagine sulla tattica: basti ricordare il movimento sul terreno delle truppe che lui insisteva fosse “obliquo” affinché favorisse il movimento dell’ala dello schieramento per realizzare l’accerchiamento del nemico.

Questo principio del “movimento obliquo” fu poi ripreso dal Re prussiano Federico Il Grande, grande estimatore di Montecuccoli, che l’applicò con successo contro gli austriaci nella battaglia di Leuthen del 5 dicembre 1757.

Oggi nel 1609 nel Castello di Montecuccolo (nell’attuale comune di Pavullo nel Frignano) nasceva il grande condottiero modenese: merita sempre di essere ricordato!

Scudo comune

L’Austria e la Svizzera sono entrate nell’ ESSI- European Sky Shield Initiative.

Ambedue gli Stati neutrali hanno firmato oggi a Berna la lettera d’intenti promossa dalla Germania. Con l’adesione di Svizzera e Austria salgono a 19 i Paesi aderenti all’ESSI.

Il progetto ESSI è stato lanciato lo scorso ottobre dal Cancelliere tedesco Olaf Scholz e ha l’obiettivo di creare uno scudo antiaereo e antimissilistico in Europa oltre prevedere lo sviluppo di sistemi d’arma comuni al fine di migliorarne l’efficacia e razionalizzare la spesa nel delicato e costoso settore.

Eppur qualcosa si muove!

L’amazzone austriaca

Questo blog chiude l’anno con un articolo che ci riempe di gioia e soddisfazione: Livia e Mathias, due giovani che seguono costantemente Storia&Soldati, ci hanno inviato questo interessante articolo su una delle prime donne soldato della storia militare che volentieri pubblichiamo (anche in considerazione delle celebrazioni per il ventennio trascorso dall’ingresso delle donne nelle Forze Armate italiane).

L’occasione poi è propizia per formulare a tutti i nostri lettori i più fervidi auguri di Buon Anno!

“Una verace risoluta virtù non trova impresa impossibile a lei.“

Questo motto, scelto peraltro da lei stessa, rispecchia il modo di vivere di una donna straordinaria che ha sfidato le norme dettate dalla sua società: Francesca Scanagatta.
Nata a Milano durante il dominio austriaco il 1° agosto 1776, Francesca (nella letteratura conosciuta anche sotto il nome di Franziska) era madrelingua italiana e parlava anche un basilare tedesco e francese.
Il 1° luglio del 1794 si iscrisse all’Accademia di Wiener Neustadt (Theresische Militärakademie) sotto il nome di Franz, e fu cosi la prima donna ad essere allieva in questo instituto militare.
Grazie ad un alloggio privato al di fuori dell Accademia e alla sua astuzia (nonchè determinazione), il suo segreto non fu svelato e nel 1797 concluse gli studi con il grado di Alfiere. In seguito partecipò ad alcune operazioni militari, distinguendosi sempre per il suo coraggio. Durante questi incarichi militari (per esempio in Galizia nel 1798 oppure durante la battaglia di Genova il 14-15 dicembre 1799 contro la Repubblica Ligure) fu anche gravemente ferita e per poco sfuggì al pericolo di essere riconosciuta come ragazza.
ll primo marzo 1800 venne persino promossa tenente e tornò orgogliosa dai genitori a Milano. Allora la famiglia, specialmente il padre, cercò di convincerla a lasciare l’esercito. Alla fine cedette e nel 1801 si congedò dalla carriera militare con una pensione annua di 200 fiorini garantita dall’ Imperatore Francesco II d’Asburgo-Lorena che gliela concesse anche dopo aver scoperto che il Tenente Franz in realtà era una donna.
Nel 1804 Francesca si sposò con un ex commilitone, Celestino Spini, e la coppia ebbe 6 figli, di cui solo 4 raggiunsero l’ età adulta.
Dopo piu di vent’anni vissuti insieme, il marito morì e Francesca soffrì molto la perdita. Anche da civile „ l’amazzone“ rimase sempre molto vicina alla vita militare e per il centenario dell’Accademia militare di Wiener Neustadt scrisse una lettera in latino esprimendo il rammarico per non essere presente personalmente (essendo ormai ultra settantenne). L’epistola fu sottoscritta da lei come „Franz Scanagatta, tenente, vedova del maggiore Spini.“
Prima di morire a Milano (ormai italiana) il 20 novembre 1864, riuscì a veder entrare suo nipote nella stessa prestigiosa istituzione.

Ali italiane per l’Austria

Lo scorso settembre il Ministero della Difesa austriaco ha reso noto che la Forza Aerea dell’Esercito Federale (Bundesheer- Luftstreitkräfte) ordinerà 18 elicotteri AW169M da Leonardo S.p.A..Questi nuovi elicotteri andranno a sostituire gli Alouette III (in servizio da più di 50 anni) che hanno terminato la loro vita tecnica. L’ AW169M è gia in servizio nelle forze armate d’Italia e del Qatar.

Il programma, per un valore approssimativo di 300 milioni di euro, è il più costoso approvvigionamento austriaco dai tempi dell’acquisizione dell’Eurofighter.

È previsto l’acquisto di 18 elicotteri: 12 per le operazioni e 6 per l’addestramento. Le consegne avverranno dal 2022 al 2024 mentre la piena capacità operativa sarà dal 2026.

Indubbiamente un buon esempio di cooperazione europea!

Forze unite

La Confederazione tedesca (Deutscher Bund) riuniva tutti gli Stati della Germania un tempo parte del Sacro Romano Impero della Nazione tedesca.

Nata nel 1815, si sciolse nel 1866 in seguito alla vittoria della Prussia sull’Austria (e i suoi alleati, tra cui la Baviera), quest’ultima fino ad allora egemone nell’ambito della Confederazione.

La Confederazione tedesca aveva anche una Costituzione militare (Militärverfassung) che univa tra loro i vari eserciti degli Stati Confederati.

Questi avevano due nemici fondamentali: la rivoluzione (all’interno) e la Francia (all’esterno). Per far fronte al (supposto) pericolo francese vennero costruite delle fortezze (Lussemburgo, Magonza, Rastatt e Ulm) amministrate da una Commissione militare confederata (Bundesmilitärkommission), capeggiata dall’Austria, che aveva sede a Francoforte sul Meno (città che ospitava anche la sede del Parlamento confederato).

La Commissione militare confederata aveva anche il compito di coordinare e armonizzare la politica di difesa e sicurezza degli Stati della Confederazione. In caso di guerra, gli Stati confederati avevano l’obbligo di costituire 10 Corpi d’Armata di 30.000 soldati ciascuno da porre a disposizione della Confederazione. Per l’esattezza: 3 l’Austria, 3 la Prussia, 1 la Baviera e 3 (misti) i restanti Stati confederati.

Non era però chiaro chi sarebbe stato il capo dell’esercito confederato che, peraltro e per fortuna, non fu mai impiegato in battaglia.