Il Generale di Anzio

Tra i protagonisti dello sbarco di Anzio (e la conseguente battaglia per Roma) il Generale americano John Porter Lucas (1890 – 1949) svetta su tutti.

Comandante del VI Corpo angloamericano (appartenente alla 5^ Armata USA) sbarcato ad Anzio (e Nettuno, allora riunite in Nettunia) il 22 gennaio 1944, la sua azione di comando è ancora oggi molto dibattuta.

Lucas infatti non puntò subito alla liberazione di Roma ma rafforzò la testa di ponte, offrendo così al nemico la possibilità di trasferire sul fronte di Anzio in poco tempo ben un’intera Armata (la 14^), al comando del Generale Eberhard von Mackensen, che per poco non rigettò a mare le forze sbarcate: fu proprio la strategia di Lucas (che schierò un potente dispositivo di fuoco) che evitò che questo avvenisse.

D’altraparte, se Lucas anche avesse occupato Roma (con conseguente taglio delle vie di rifornimento dei tedeschi schierati sulla “Linea Gustav”) con l’esigue forze del VI Corpo d’Armata, i suoi uomini sarebbero stati probabilmente travolti dalla 10^ Armata avversaria in ritirata dal fronte di Montecassino. Famosa è la frase di un suo (non meglio identificato) ufficiale: “il giorno liberatori di Roma, la sera prigionieri dei tedeschi!”. Ma, come è noto, con i se e con i ma non si fa la storia…

Per il suo temporeggiamento venne sostituito col Generale Lucian Truscott jr. (considerato più energico dai superiori) che però non poté ribaltare la difficile situazione degli alleati ad Anzio, di fatto assediati per mesi dai tedeschi.

La situazione si sbloccò solo alla fine del maggio 1944 quando gli angloamericani provenienti da Montecassino si ricongiunsero a quelli di Anzio e insieme finalmente liberarono Roma il 4 giugno 1944.

Soldati lontani

Nel cimitero di Anzio – Falasche (Roma) riposano più di 2300 soldati del Commonwealth britannico caduti durante la battaglia per la liberazione di Roma (22 gennaio – 4 giugno 1944).

Soldati provenienti dal Regno Unito ma anche dal Canada, Nuova Zelanda, Australia e persino dalle lontane colonie britanniche d’Africa morirono nei dintorni di Anzio (nonché in tutti i luoghi ove combatterono la dura Campagna d’Italia): vennero da lontano per andare incontro al loro destino di soldati.

Ispirato da tale estremo sacrificio, Ugo Giaime ha scritto questa testimonianza:

Soldati da lontano inviati

da nobili virtù animati,

caddero nella migliore età

accolti infine dalla divina pietà.

I loro volti ormai svaniti nella gloria

rivivono sempre giovani nella memoria.

Mai più la guerra!

gridano uniti nel silenzio

accolti dalla verde terra

che il loro ricordo

con universale amore serra.

Ugo Giaime