Un comandante leggendario

Oggi è scomparsa una delle personalità più importanti e prestigiose della storia militare repubblicana: il Generale Franco Angioni (1933-2025), indimenticabile comandante del contingente militare italiano in Libano (1982 -1984).

Ricordarne la brillante carriera e le valorose gesta non basterebbe per delinearne la grandezza personale e professionale; una figura ormai storica e finanche leggendaria.

Mi limito a testimoniare il grande carisma che promanava dalla sua persona unitamente ad un carattere schietto e determinato che conquistava le menti e i cuori.

Ho avuto la fortuna di conoscere personalmente il Generale Angioni e di frequentarlo (nei limiti della sua cortese disponibilità) fino al termine del mio soggiorno romano qualche anno fa: mi resta il privilegio della sua attenzione che lui, onorandomi, definiva generosamente stima.

+++ News: la Croazia reintroduce il servizio militare obbligatorio+++

Il Parlamento croato ha approvato una legge che reintroduce il servizio militare obbligatorio.

18.000 ragazzi saranno arruolati ogni anno per svolgere un periodo di addestramento obbligatorio della durata di due mesi. Per il Ministero della Difesa croato questo tempo sarà necessario per insegnare ai giovani le competenze e le conoscenze basilari e necessarie in modo che possano contribuire alla sicurezza nazionale in situazioni di crisi.

Gli obiettori di coscienza invece svolgeranno il servizio civile.

In Croazia il servizio di Leva era stato sospeso nel 2008 quando il reclutamento militare era diventato volontario.

Aneddoto svizzero

Nella recente storia militare della Svizzera esiste questo interessante aneddoto che merita di essere conosciuto e che ha come protagonisti il Kaiser tedesco Guglielmo II e un anonimo tiratore svizzero.

Nel 1912 il Kaiser fu invitato dalle autorità elvetiche ad assistere alle grandi manovre che si tenevano nella Svizzera orientale.

Impressionato dalla precisione di un tiratore svizzero, volle incontrarlo e gli disse ” molto bene, figlio mio, voi siete come i 100.000 tiratori che ci sono in Svizzera; ma se io venissi con 200.000 soldati prussiani?”.

E il tiratore svizzero rispose prontamente “allora ciascuno di noi sparerebbe due colpi, Maestà!”.

Questo aneddoto ricorda come la qualità dell’addestramento può far premio sulla quantità delle forze.

Il protagonista del suo tempo

Al tempo di Raimondo Montecuccoli, uno dei protagonisti principali fu Albrecht von Wallenstein (1583 -1634), duca di Friedland, vero e proprio “imprenditore” militare.

La discesa in campo della Danimarca nel 1625 a fianco delle forze protestanti durante la guerra dei Trent’anni fece temere il peggio per la parte cattolica capeggiata dall’imperatore Ferdinando II d’Asburgo.

In tale contesto, Wallenstein si offrì, a proprie spese, di levare un esercito da porre al servizio dell’imperatore: Ferdinando II acconsentì  e lo nominò feldmaresciallo e comandante in capo delle truppe imperiali.

Entro un anno Wallenstein organizzò un esercito di 30.000 mercenari (che nel tempo accrebbe fino a 100.000 uomini!) con cui sconfisse i danesi costringendoli alla pace col trattato di Lubecca dell 22 maggio 1629.

Le vittorie di Wallenstein lo resero famoso, ricco e potente fino a rappresentare una minaccia per l’imperatore stesso che favorì una congiura per il suo assassinio nel 1634.