Il primo esercito europeo

L’Esercito spagnolo della Fiadra (XVI -XVII secolo) è stato il primo grande esercito permanente d’Europa.

Tale esercito comprendeva soldati spagnoli, italiani, borgognoni e olandesi, tutti però sudditi del re di Spagna.

A queste truppe si aggiungevano i mercenari provenienti dall’Inghilterra, dall’Irlanda e dalla Germania.

Tale multinazionalità aveva le sue ragioni anzitutto nel fatto che all’epoca nessuno stato era in grado di organizzare un esercito di grandi dimensioni (e in poco tempo) solo con i suoi sudditi.

Un’altra ragione poi è che con un esercito multinazionale si evitavano le diserzione perché allora le truppe native dei luoghi in cui si svolge la guerra si sbandavano alla prima occasione soprattutto per ragioni familiari.

Una curiosità. Ben due (famosi) comandanti dell’esercito della Frianda furono italiani: Alessandro Farnese (1545 -1592) e Ambrogio Spinola (1569 -1630).

Eminenza grigia

Negli anni dell’occupazione tedesca dell’Italia, c’era un Generale che appariva poco e decideva molto: Rudolf Toussaint (1891 – 1968).

Comandante dell’Amministrazione militare tedesca, il Generale Toussaint si occupava di tutto ciò che non era strettamente connesso all’attività operativa (svolta da ben due Armate, la 10^ e la 14^). Un vero plenipotenziario militare che si accostava al plenipotenziaro politico nella figura del diplomatico Rudolf Rahn.

Toussaint rimase nell’incarico fino al luglio 1944 quando venne sostituito dal Generale delle SS Karl Wolff , che poi condusse segretamente le trattative per la resa di tutte le forze militari tedesche sul fronte italiano avvenuta il 2 maggio 1945.

Rudolf Toussaint venne quindi trasferito (con lo stesso incarico che ricopriva in Italia) in Boemia e Moravia e fu l’ultimo comandante militare di Praga.

Arresosi agli americani, venne da questi consegnato ai Cecoslovacchi che lo processarono e lo condannarono all’ergastolo, Toussaint venne liberato nel 1961 nell’ambito di uno scambio di spie.

Stabilitosi a Monaco di Baviera (Toussaint era d’origine bavarese) vi morì il 1° luglio 1968.

Festa dell’esercito italiano

L’esercito italiano si prepara per un anniversario significativo: i 164 anni della propria costituzione. Per celebrare questo importante traguardo e rafforzare il legame tra la Forza Armata e la popolazione, è stato organizzato un evento speciale che si terrà dal 1° al 4 maggio al “Villaggio Esercito” allestito davanti al palazzo del Governo in Piazza Libertà a Bari.

Il 4 maggio del 1861, con una Nota a firma del Ministro della Guerra Manfredo Fanti, nasceva l’esercito italiano. A quella data, ancor prima dell’integrazione di quanto restava degli eserciti garibaldino e borbonico, l’esercito italiano si componeva di cinque corpi d’armata, ciascuno su tre divisioni,  e una divisione di cavalleria. I supporti erano costituiti da 8 reggimenti di artiglieria e 2 reggimenti del genio.

L’esercito italiano oggi concorre, con le altre forze armate, alla difesa dello Stato, alla realizzazione della pace e della sicurezza internazionali, alla salvaguardia delle libere istituzioni e al pronto intervento in caso di pubblica calamità e/o straordinaria necessità e urgenza (art. 89 Codice Ordinamento Militare).

Un plauso importante

A proposito della vittoriosa battaglia di Filottrano (Ancona) durata dal 1° al 9 luglio 1944, il Comandante dell’8^ Armata britannica generale Oliver Leese scrisse al comandante del Corpo Italiano di Liberazione – C.I.L. Generale Umberto Utili,

«Sono contento di apprendere dal Generale Anders le buone notizie riguardanti il comportamento delle vostre truppe durante i recenti combattimenti e mi congratulo con voi e con loro per l’avanzata. Ho avuto molto piacer di apprendere come i vostri uomini hanno saputo agire brillantemente nel corso del duro combattimento che ha portato alla conquista di Filottrano, e credo abbiate ricevuto il mio telegramma con le congratulazioni per l’azione svolta. Personalmente io ritengo che sia un grande avvenimento il fatto che assieme con l’8^ Armata vi sia un contingente italiano: le azioni di questo contingente potranno diventare un grande contributo per il prestigio d’Italia».

Parole importanti e storiche che meritano essere conosciute e ricordate.