Numeri che parlano

Una mia recente visita a Bologna mi ha portato a soffermarmi su questa lapide posta in Piazza Maggiore di cui pubblico la foto (parziale).

Sono numeri che parlano da soli e che non hanno bisogno di commento.

Ricordo solo che il Gonfalone di Bologna (e altre città italiane come Roma, Firenze e Milano) è decorato di Medaglia d’oro al valor militare per il contributo dei suoi cittadini alla guerra di liberazione nazionale

Papa Francesco e la Storia

Papa Francesco, Testimone del Vangelo, Pastore Misericordioso e Profeta di Pace e di Giustizia, è tornato nella Casa del Padre.

Nel suo libro Life La mia storia nella Storia (HarperCollins, Milano, 2024) si legge questa significativa frase:

“…, chi narra una storia renderà un servizio a chi ha fame di sapere e metterà in guardia soprattutto i più giovani su ciò che potrebbe aspettarli lungo il loro cammino: raccontare ciò che è stato per capire meglio ciò che sarà.”

Parole che ispirano l’opera di divulgazione storica perseguita da questo Blog.

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In Paradisum deducant te Angeli;
in tuo adventu suscipiant te Martyres,
et perducant te in civitatem sanctam Jerusalem.
Chorus Angelorum te suscipiat,
et cum Lazaro quondam paupere,
aeternam habeas requiem.

In Paradiso ti accompagnino gli Angeli
al tuo arrivo t’accolgano i Martiri,
e ti scortino alla città santa di Gerusalemme.
Il coro angelico ti accolga
e insieme a Lazzaro, povero un tempo,
tu possa godere della pace eterna.

Mancanze europee

Di recente il giornale tedesco Die Welt ha pubblicato, rifacendosi ad un rapporto NATO, un elenco di settori nei quali i Paesi europei sono in difetto.

Tra le altre cose, l’Europa necessita di 49 brigate (con quale personale?!), 1200 carri armati, 2700 veicoli di fanteria  900 pezzi di artiglieria.

A questo, si aggiunge la nota insufficienza nel campo dei satelliti, aerei di rifornimento e Intelligence.

Basteranno i promessi 150 miliardi di fondi comuni UE (nel prossimo maggio dovrebbero essere emesse le prime obbligazioni) per eliminare tali mancanze? Ai posteri l’ardua sentenza!

Causa ed effetto

Lo storico Ercole Ricotti (1816 -1883) nella sua monumentale opera Storia delle compagnie di ventura in Italia (5 volumi, Torino, 1845) scrisse:

<Le istituzioni militari d’una nazione sono tali quali ne sono le civili e politiche, e che le une non si possono mutare sostanzialmente senza che le altre se ne risentano, anzi mutino con rispondenza di cause e di effetti >

Un’importante massima da tenere sempre a mente quando si studia la storia e l’attualità delle istituzioni militari (non solo italiane).

Il comando di Bruxelles

Di particolare rilievo, nell’ambito della Cooperazione Strutturata Permanente – Permanent Structured Cooperation  (PESCO) dell’Unione Europea, l’istituzione di una capacità militare di pianificazione e condotta (Military Planning and Conduct Capability – MPCC) all’interno dello Stato Maggiore della UE (EUMS). Il MPCC sarà la struttura di comando e controllo a livello strategico-militare, permanente e situata fuori dalla zona di operazioni incaricata della pianificazione e della condotta operative delle missioni senza compiti esecutivi, come pure di costituire, proiettare, sostenere e ripristinare le forze dell’Unione Europea. In questo modo il personale della missione sul campo potrà concentrarsi sulle attività specifiche della sua missione, contando su un maggiore sostegno da parte dell’EUMS. Il MPCC agisce sotto il controllo politico e la direzione strategica del Comitato politico e di sicurezza (CPS) composto dagli ambasciatori dei Paesi membri della UE e con sede a Bruxelles. Il Direttore generale dello Stato Maggiore della UE assume anche l’incarico di direttore del MPCC ed esercita il comando e controllo sulle missioni militari della UE, curando inoltre tutti gli aspetti relativi al bilancio, audit e comunicazione.

Perché è un bravo ragazzo

Al grande condottiero inglese John Churchill, Duca di Marlborough (1650 -1722), combattente a fianco di Eugenio di Savoia contro i francesi nella guerra di successione spagnola,  il compositore austriaco Anton Tischler ha dedicato la Marlborough Marsch da lui composta.

Nell’ascoltarla, qualcuno potrebbe riconoscere la melodia della popolare canzone For he’s a jolly good fellow meglio nota in italiano con il titolo “Perché è un bravo ragazzo”.

For he’s a jolly good fellow” è stata scritta ai primi del Settecento in risposta – con la stessa musica ma con parole e spirito diversi – alla canzone francese Marlbrough s’en va-t-en guerre, le cui parole ricordano la battaglia di Malplaquet (1709), durante la Guerra di successione spagnola. La battaglia fu una vittoria inutile per gli austriaci comandati dal Duca di Marlborough, e i francesi cominciarono a irriderlo con questa canzone. Gli inglesi, in contrapposizione, composero delle parole nuove per inneggiarlo e infatti il “bravo ragazzo” (il “jolly good fellow“, letteralmente il “felice buon compagno”) era in origine proprio il Duca inglese.