Dal Col. Vincenzo Stella riceviamo e volentieri pubblichiamo questo interessante articolo sul Trattato CFE.
Il 10 maggio 2023 il presidente russo, Wladimir Putin, ha firmato un decreto per avviare la procedura per uscire definitivamente dal Trattato sulle Forze armate Convenzionali in Europa (CFE) firmato a Parigi il 19 novembre 1990.
Già nel 2007 la Russia aveva notificato la sospensione dell’applicazione delle disposizioni del Trattato CFE. Si era arrivati a ciò a seguito della mancata ratifica, da parte dei Paesi NATO, del Trattato CFE Adattato (redatto e approvato nel 1999) che teneva conto della dissoluzione del Patto di Varsavia e dell’espansione della NATO.
Alla sospensione dell’applicazione del Trattato è seguita, nel 2015, la cessazione, sempre da parte della Russia, della partecipazione alle riunioni del Gruppo Consultivo Congiunto del CFE.
Il vero successo del Trattato CFE era stato di negoziare un livello di parità nel settore delle forze armate convenzionali attraverso riduzioni asimmetriche. Ciò era stato raggiunto soprattutto grazie al nuovo pensiero del presidente sovietico Gorbaciov secondo il quale le relazioni tra gli Stati devono basarsi su reciprocità e cooperazione e che la condivisione dei pericoli implica il ricorso ad una “sicurezza comune”. A ciò Gorbaciov aggiunse una dimensione militare con il concetto dei “livelli di ragionevole sufficienza difensiva” quale base per qualsiasi concezione di controllo e riduzione degli armamenti e soprattutto per accettare riduzioni asimmetriche di armamenti e forze.
Si era riusciti a realizzare uno dei principi fondamentali di un equilibrato controllo armamenti cioè il principio del “pari livello di sicurezza” per tutti i partecipanti al dialogo ovvero la rinuncia da parte di ciascun membro della Comunità Internazionale a ricercare la superiorità militare per ottenere un margine di super sicurezza o per imporre sugli altri Stati la proiezione politica della propria potenza militare.
Uno degli scopi del Trattato, oltre a quello di livelli più bassi e verificabili degli armamenti convenzionali, era stato di diminuire la possibilità e il rischio di attacchi di sorpresa o intraprendere operazioni offensive su larga scala.
Con quest’ultima decisione, che segue all’uscita dal Trattato Cieli Aperti (si veda https://storiaesoldati.wordpress.com/2021/01/07/__trashed-2/ ) e alla sospensione del Trattato New Start, viene portato il colpo finale ai successi raggiunti dai negoziati multilaterali portati avanti durante la guerra fredda (si veda https://storiaesoldati.wordpress.com/2022/07/01/equilibrio-passato/ ).
Le lancette dell’orologio sono state portate molto indietro. Del resto Machiavelli, nel basarsi su una concezione ciclica della storia, affermava che ”Tutti li tempi tornano, li uomini sono sempre li medesimi”.
Voglio sperare che, come scrive Benedetto Croce in “La storia come pensiero e come azione”: «in senso assoluto, e in istoria, non c’è mai decadenza che non sia insieme formazione o preparazione di nuova vita, e, pertanto progresso» e che quindi ci si sforzerà presto a riavviare negoziati per tornare ad un clima di fiducia e stabilità e ad escogitare nuovi strumenti ancora più efficaci.