Dal Colonnello Vincenzo Stella riceviamo e volentieri pubblichiamo questa interessante recensione del libro “L’artillerie des stratagèmes ” del Colonnello dell’esercito francese Olivier Fort
“[…] nell’immaginario collettivo, l’artiglieria è l’arma della potenza e, nella mente di ciascuno, quando è impiegata, essa serve a distruggere.[…]
L’arte dello stratagemma, […], mira ad ottenere degli effetti indiretti, spesso per ingannare un avversario. […] L’artiglieria sembra dunque, a prima vista, incompatibile con i trucchi della guerra.
Paradossalmente, questa contraddizione apparente, così come lo straordinario potere psicologico dell’artiglieria sui combattimenti, ne fanno un’arma eccezionalmente adatta alla pratica dello stratagemma e delle tattiche di inganno.”
E’ quanto scrive lo storico militare Olivier Fort, già Colonnello di artiglieria francese, nel libro “L’artillerie des stratagèmes” (L’artiglieria degli stratagemmi).
L’autore, nell’illustrare l’importante ruolo dell’artiglieria nella realizzazione dell’inganno, presenta, in ordine cronologico e per tipologia, gli stratagemmi impiegati dall’artiglieria. Inizia con quelli messi in atto già quando l’artiglieria era impiegata solo nel tiro diretto e continua esaminando le numerose tipologie di inganni messi in atto, tramite il tiro indiretto, in numerose battaglie di cui alcune poco conosciute. Viene evidenziata la capacità di provocare non solo il panico nelle unità nemiche ma anche di portare i comandanti a commettere errori tattici e a volte strategici. In effetti lo scopo principale degli stratagemmi di artiglieria e ci cercare di distorcere la comprensione della situazione da parte del nemico.
Certo che “Il vero potenziale dell’artiglieria per la realizzazione degli stratagemmi ha preso vita con l’avvento dell’artiglieria delle traiettorie. Cioè un’artiglieria che può sparare a parecchi chilometri, oltre la vista diretta […]. In effetti, contrariamente alle unità di fanteria o di cavalleria delle quali i minimi movimenti sono osservati in permanenza, l’artiglieria non ha bisogno di spostare i suoi cannoni per portare i suoi effetti da un’estremità all’altra della zona d’azione. Nella maggior parte dei casi essa non si sposta ed è limitata solo dalla sua gittata.”
I progressi attuali e in divenire dell’artiglieria quali ad esempio i lanciarazzi, le granate di precisione, l’incremento di gittata e i radar controfuoco potranno fornire altri strumenti agli artiglieri per poter realizzare nuovi stratagemmi sia nella manovra che nella selezione degli obiettivi.
L’analisi permette di concludere che “l’artiglieria è l’arma della sorpresa. Essa permette di ingannare o manipolare il nemico, ma anche di rendere le nostre azioni meno facili da interpretare offrendo possibilità di azione più varie.”
L’opera affronta eventi e periodi ampi e complessi e pertanto indica una ricca bibliografia cui fare riferimento per eventuali approfondimenti.
Non ho dubbi nell’affermare che, non solo perché si tratta di un libro appassionante e ben documentato ma soprattutto per la ricchezza degli stratagemmi di artiglieria presentati, l’opera “L’artillerie des statagèmes” merita di essere conosciuta non solo dagli appassionati di storia militare ma soprattutto agli artiglieri e da tutti coloro che potrebbero occuparsi di operazioni o di pianificazione operativa. Solo conoscendo la storia si potrà imparare dalle esperienze passate ed evitare di ripetere gli stessi errori.
Il libro è posto in vendita al pubblico via il sito web economica.fr.
“L’Artillerie des Stratagèmes” Éditions Économica, 224 pagine, 15 euro, codice: 9782717868937.