Dal nostro collaboratore Colonnello Vincenzo Stella riceviamo e volentieri pubblichiamo questo prezioso articolo relativo allo Strategic Compass dell’Unione Europea
Nel mese di novembre 2021, a Bruxelles, è stata avviata l’ultima fase del processo che dovrebbe consentire all’Unione Europea di dotarsi di una “Bussola Strategica” (Strategic Compass) per la sicurezza e la difesa.
In estrema sintesi si tratta di un documento, basato su un’analisi condivisa della minaccia, in cui gli stati membri dell’Unione si impegnano a concretizzare un livello di ambizione nell’ambito della sicurezza e difesa.
Tutto ha avuto inizio il 16 giugno 2020 sulla base di una decisione del Ministri della Difesa dell’UE. Pochi mesi dopo che il Regno Unito aveva cessato di essere uno stato membro dell’UE (31 gennaio 2020), al termine del semestre di presidenza del Consiglio dell’UE della Croazia e all’avvio del semestre della Germania. E’ previsto che le attività si concludano a marzo 2022, durante il semestre di presidenza della Francia. Che singolare combinazione! In effetti la decisione arriva subito dopo che è venuto a mancare uno stato membro che ha spesso creato intralcio a progressi nell’ambito della sicurezza e difesa e dopo la decisione del Presidente degli Stati Uniti di ritirare e riposizionare un grosso contingente di forze dislocate in Germania senza prima consultarsi o concordare con la NATO.
Ovviamente, come del resto è prassi presso la NATO per la preparazione di analoghi documenti che determinano il livello di ambizione, si è dovuto innanzitutto analizzare la minaccia e le probabili sfide da tenere quale riferimento per indirizzare le riflessioni su obiettivi, priorità e strumenti necessari. Questa prima fase è stata condotta dall’Alto Rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza assieme alle organizzazioni di intelligence civili e militari dell’UE (SIAC- Single Intelligence Analysis Capacity) e in stretta cooperazione con gli stati membri.
Le conclusioni dell’analisi, che possono essere considerate un successo del semestre di presidenza tedesca, sono risultate in un documento riservato che è stato utilizzato per realizzare un primo consenso e per indirizzare l’avvio dei lavori delle altre Istituzioni europee per la redazione della prima bozza della Bussola Strategica.
La bozza è stata completata a novembre del 2021 ed è stata presentata agli stati membri per essere discussa e modificata con l’obiettivo di avere un documento condiviso e pronto per l’approvazione a marzo 2022, durante il semestre di presidenza Consiglio dell’UE della Francia.
E’ opportuno ricordare che nel corso della redazione della citata bozza è avvenuto il ritiro dall’Afghanistan e il caso dei sottomarini a propulsione nucleare all’Australia. Entrambi gli avvenimenti, apparentemente scollegati, hanno spinto gli stati membri e l’UE nel suo complesso ad interrogarsi sulle alleanze e sul ruolo dell’UE quale attore globale e hanno contribuito ad indirizzare la redazione del documento.
La posizione dell’Italia circa la Bussola Strategica, che ha soprattutto una dimensione altamente politica, può essere sintetizzata dalla risposta fornita dal Ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, ad un intervista pubblicata su “Il Messaggero” il 14 novembre a cura di Cristiana Mangani.
Alla domanda “La Difesa europea sta prendendo forma. Secondo le prime indiscrezioni sarà composta da circa 5000 militari effettivi e sarà operativa entro il 2025. Gli eventi più recenti, a cominciare dall’Afghanistan, hanno messo in luce la necessità che l’Europa si smarchi dagli USA, quale sarà il ruolo di questo esercito?” il Ministro ha così risposto:
“Una maggiore ambizione da parte dell’Europa non significa affrancarsi da qualcosa. Anzi, vorrei essere molto chiaro su questo punto: l’architrave della nostra sicurezza è e resta l’indissolubilità del rapporto transatlantico. Si sta finalmente riconoscendo nella dimensione della sicurezza e della difesa un tassello fondamentale nella costruzione di un’Unione più capace di competere sulla scena mondiale. Vorrei, però, invitare ad una riflessione molto concreta: prima di essere una questione tecnica, di numeri e di assetti in campo, che sono certamente importanti, il tema è tutto di scelta politica. Io penso che il cuore della questione sia innanzitutto ed essenzialmente questo. Oggi l’Unione Europea sta svolgendo una riflessione strategica approfondita, è il momento che si compiano convinte e coraggiose scelte politiche e l’Italia sta dando un contributo importante in questo senso per tenere alto il livello della discussione.”
Concludendo vorrei attirare l’attenzione del lettore sul fatto che l’UE non parte da zero. Negli ultimi anni sono state sviluppate procedure e strumenti tesi a promuovere una maggiore efficienza e coerenza nel settore della sicurezza e della difesa. Solo per citarne alcuni: la Revisione Annuale Coordinata sulla Difesa (CARD) per razionalizzare le spese militari europee; la Cooperazione Permanente Strutturata (PESCO) per incrementare le capacità e l’interoperabilità delle Forze Armate europee; i Fondi Europei per la Difesa (EDF) per promuovere collaborazioni nell’industria della difesa. Infine ricordo che al momento l’UE ha 18 missioni o operazioni civili e militari schierate nel mondo.
Sulla base di quanto appena riportato la “Bussola Strategica” cercherà di costituire una guida per preparare, decidere e agire proponendo concrete idee in quattro settori:
- Agire: più velocemente e in maniera decisa in caso di crisi;
- Assicurare: i cittadini europei contro minacce in veloce mutamento;
- Investire: in capacità e tecnologie;
- Collaborare: con altri per raggiungere obiettivi comuni.