Originalità di pensiero

Carlo Pisacane è stato un grande sostenitore (se non il fondatore) del concetto strategico della “Nazione armata” secondo cui l’Esercito, costituito solo per scopi difensivi, doveva essere formato volontariamente dai cittadini.

A riguardo, il grande storico Piero Pieri scrisse:

“L’originalità di Pisacane … no, non è nell’interpretazione dell’arte
napoleonica, e tantomeno nel suo, chiamiamolo così, “primato guerresco degli italiani” … L’originalità e la singolarità del patriota e soldato napoletano è nella sua concezione della nazione armata… Per questo egli, ad onta del molto d’utopistico e a volte addirittura d’ingenuo che in esso si trova, si eleva tra gli altri scrittori militari italiani e stranieri, e rappresenta un che di caratteristico e del tutto particolare nel pensiero militare italiano, anche se appunto per questo il martire di Sanza non figuri per nulla nell’elenco ufficiale dei rappresentanti di tale pensiero”.

(Piero Pieri, Guerra e politica negli scrittori italiani, Ricciardi Editore, Milano- Napoli 1955, pp. 240-241.)

Retaggio bavarese

L’esercito bavarese di fatto cessò di esistere il 9 novembre 1918 con l’abdicazione del Re Luigi III (1845 – 1921) e la conseguente dissoluzione del Regno di Baviera.

Ma qualcosa di quell’Esercito ancora oggi sopravvive nella Bundeswehr (Forze Armate Federali) perquanto non ufficialmente parte delle tradizioni ufficiali di quest’ultima.

È la Gebirgsjägerbrigade 23 “Bayern” (Brigata Cacciatori da Montagna 23 “Baviera”) che ha sede nella cittadina di Bad Reichenhall al confine austro -tedesco (vicino a Salisburgo).

Erede della 1. Gebirgsdivision (1^ Divisione da Montagna – sciolta il 30 settembre 2001) che a sua volta si richiamava al prestigioso Deutsche Alpenkorps (Corpo Alpino Tedesco) della Grande Guerra, la Gebirgsjägerbrigade 23 è l’unica grande unità specializzata in combattimento in montagna. Si compone di 3 Battaglioni di Cacciatori, 1 Battaglione di Genio pionieri, 1 Battaglione esplorante e 1 Battaglione logistico, tutti esclusivamente formati da Truppe da Montagna (Gebirgstruppe) il cui segno distintivo è l’ Edelweiß (la Stella alpina). Appartiene alla Brigata anche un Centro Addestramento Conduzione animali da soma, che trovano ancora impiego nelle Truppe da Montagna tedesche.

L’ organico della Brigata (che dipende dalla 10^ Divisione corazzata) è di circa 5.300 uomini dispiegati tutti nel sud della Baviera. La sua marcia d’ordinanza è la König Ludwig II. Marsch composta dal musicista militare Georg Seifert (1819 – 1876) in onore di uno dei monarchi bavaresi più famosi al mondo: il Re Ludwig II (1845 – 1886) che fece costruire i castelli da fiaba che attirano ogni anno in Baviera milioni di visitatori.

La Guardia dei cittadini

La Guardia Nazionale italiana nasce nel 1861 (all’indomani della costituzione dello Stato unitario) come corpo armato volontario ad emulazione della Guardia Nazionale francese costituitasi dopo la rivoluzione del 1789.

Nel periodo della sua esistenza (1861 – 1876), venne impiegata sia sul territorio nazionale che in concorso all’Esercito nella III Guerra d’indipendenza. La sua consistenza nel tempo arrivò a toccare ben 220 Battaglioni.

La sostanziale conclusione del Risorgimento, l’introduzione del servizio militare obbligatorio e la cosiddetta Riforma Riccotti dell’Esercito ne determinarono l’inutilità e, dunque, lo scioglimento.

Ciononostante, l’esperienza storica della Guardia Nazionale italiana resta un concreto esempio del cittadino -soldato che testimoniava, con il servizio, quel dovere di difesa collettiva che contraddistingue ancora oggi l’appartenenza agli Stati moderni basati sul sistema democratico.

Il filosofo e giurista Gian Domenico Romagnosi (1761 -1835) considerava la Guardia Nazionale 《il terzo corpo scelto di milizia avente lo scopo di difendere i cittadini contro i nemici interni, e sì per sussidiare le armate contro i nemici esterni》(Della costituzione di una monarchia nazionale rappresentativa, Filadelfia, 1815, p.149). Gli altri due corpi erano le Legioni e l’Esercito.