Carlo Pisacane è stato un grande sostenitore (se non il fondatore) del concetto strategico della “Nazione armata” secondo cui l’Esercito, costituito solo per scopi difensivi, doveva essere formato volontariamente dai cittadini.
A riguardo, il grande storico Piero Pieri scrisse:
“L’originalità di Pisacane … no, non è nell’interpretazione dell’arte
napoleonica, e tantomeno nel suo, chiamiamolo così, “primato guerresco degli italiani” … L’originalità e la singolarità del patriota e soldato napoletano è nella sua concezione della nazione armata… Per questo egli, ad onta del molto d’utopistico e a volte addirittura d’ingenuo che in esso si trova, si eleva tra gli altri scrittori militari italiani e stranieri, e rappresenta un che di caratteristico e del tutto particolare nel pensiero militare italiano, anche se appunto per questo il martire di Sanza non figuri per nulla nell’elenco ufficiale dei rappresentanti di tale pensiero”.
(Piero Pieri, Guerra e politica negli scrittori italiani, Ricciardi Editore, Milano- Napoli 1955, pp. 240-241.)