{"id":212,"date":"2024-01-29T01:18:35","date_gmt":"2024-01-28T23:18:35","guid":{"rendered":"https:\/\/rambaldi.hypotheses.org\/?p=212"},"modified":"2024-01-31T01:11:13","modified_gmt":"2024-01-30T23:11:13","slug":"gyorgy-reti-lungheria-e-dante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/rambaldi.hypotheses.org\/212","title":{"rendered":"Gy\u00f6rgy R\u00e9ti, &#8220;L&#8217;Ungheria e Dante&#8221;"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_214\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-214\" class=\"wp-image-214 size-medium\" src=\"https:\/\/rambaldi.hypotheses.org\/files\/2024\/01\/sepolcro-maria-d-ungheria-particolare6-300x166.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"166\" srcset=\"https:\/\/rambaldi.hypotheses.org\/files\/2024\/01\/sepolcro-maria-d-ungheria-particolare6-300x166.jpg 300w, https:\/\/rambaldi.hypotheses.org\/files\/2024\/01\/sepolcro-maria-d-ungheria-particolare6.jpg 491w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><p id=\"caption-attachment-214\" class=\"wp-caption-text\">Tino da Camaino, monumento funebre di Maria d&#8217;Ungheria, particolare<\/p><\/div>\n<p><em>Avendo gi\u00e0 ospitato in questo sito un articolo concernente i rapporti fra Dante e l&#8217;Ungheria (con riferimento agli echi ch&#8217;essi lasciarono nel commento di Benvenuto), presentiamo ora un altro articolo che investe, fra l&#8217;altro, un interessante dettaglio esegetico, quello cio\u00e8 dell&#8217;effettivo valore del verbo \u201cmalmenare\u201d in <\/em>Paradiso<em>, XIX, 143 (dove il senso fortemente realistico, nel quale in fondo \u201csviare\u201d e \u201cpercuotere\u201d possono confondersi, va forse accostato ad un passo del <\/em>Fiore<em>, CCV, 7-8: \u201cAllor credetti ben ricever morte, \/ Tanto facean di me gran malmenata\u201d, in cui il rilievo prosodico e fonosimbolico dell&#8217;urto delle dentali, enfatizzato dalle vocali aperte, \u00e8 di una evidenza e di una corposit\u00e0 tutte dantesche).<\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><em>E giover\u00e0 citare proprio il commento di Benvenuto: \u201cO, idest, dico, beata Ungheria, respectu aliorum regnorum, se non lascia pi\u00f9 malmenare, scilicet, a rege novo, quasi dicat: si non peiorat\u201d; dove a \u201cpi\u00f9\u201d viene attribuito un valore non temporale, ma comparativo (n\u00e9 del resto i due valori necessariamente si escludono, essendo per la logica medievale sia intensit\u00e0 che durata entrambe riverberi dell&#8217;analogia entis); come a dire che non c&#8217;\u00e8 limite ultimo, n\u00e9 sicuro freno, di grado in grado, alla degenerazione del potere. <\/em><br \/>\n<em>L&#8217;articolo si sofferma anche sul problema della traduzione. Anche i due brevissimi passaggi esaminati evidenziano il carattere elegante e sfumato proprio della traduzione di Babits, il quale evidentemente seppe trovare, nella fluidit\u00e0 e nella flessibilit\u00e0 grammaticali e sintattiche dell&#8217;ungherese poetico (un po&#8217; simile in ci\u00f2, e paradossalmente, al latino, esso pur cos\u00ec lontano linguisticamente dalla latinit\u00e0), il ricettacolo ideale del proprio immaginario simbolista: l&#8217;acqua che \u201criga\u201d, che solca la terra &#8211; \u201cbalneat\u201d, \u201cbagna\u201d, dice Benvenuto nel suo corposo, quasi maccheronico latinus grossus -, nella versione del poeta ungherese, invece, con un fonosimbolismo pascoliano che trascende le lingue, \u201ccsobban\u201d, \u201cschiocca\u201d; mentre \u201cmalmenare\u201d, cos\u00ec popolarescamente concreto quand&#8217;anche assuma una connotazione concettuale e politica, diviene, pi\u00f9 intellettualmente, \u201cf\u00e9lre vezetni\u201d, \u201csviare\u201d, \u201cfuorviare\u201d (in antitesi del resto al Sole \u201cpianeta \/ che mena dritto altrui per ogni calle\u201d). (Matteo Veronesi)<\/em><!--more--><\/p>\n<p>\u201cO beata Ungheria, se non si lascia \/ pi\u00f9 malmenare!\u201d<\/p>\n<p>L&#8217;evento pi\u00f9 degno di nota per la celebrazione del centenario dantesco in Ungheria \u00e8 stata la pubblicazione della completa traduzione della monumentale trilogia dantesca, frutto della collaborazione di Ferenc Baranyi e Gyula Simon.<\/p>\n<p>Alessandro De Bosis, che ha prestato servizio come ambasciatore italiano durante l&#8217;era di K\u00e1d\u00e1r in Ungheria (e che conosceva molto meglio la cultura del paese ospitante rispetto alla stragrande maggioranza dei suoi colleghi), fece una volta una spiritosa osservazione: &#8220;Tra i paesi del Patto di Varsavia, l&#8217;Ungheria \u00e8 l&#8217;unico menzionato due volte nella &#8216;Divina Commedia&#8217; di Dante.&#8221; Ora, vorrei occuparmi di queste due menzioni.<br \/>\n\u00c8 noto che il discendente del &#8220;secondo fondatore&#8221; della nostra grande nazione, Re B\u00e9la IV, instaur\u00f2 legami dinastici con gli Angi\u00f2. La nipote Maria spos\u00f2 infatti Carlo II &#8220;lo Zoppo&#8221;, figlio di Carlo d&#8217;Angi\u00f2. Da questo matrimonio nacquero tredici figli. Inizialmente, Maria trasfer\u00ec il diritto di successione al trono ungherese al figlio maggiore, Carlo Martello, che da giovane principe divenne amico di Dante Alighieri. Il poeta-sovrano italiano lo immortal\u00f2 come re d&#8217;Ungheria nell&#8217;ottavo canto del &#8220;Paradiso&#8221;: &#8220;Fulg\u00edemi gi\u00e1 in fronte la corona \/ di quella terra che \u2019l Danubio riga \/ poi che le ripe tedesche abbandona&#8221;.<\/p>\n<p>Voglio notare che, tanto pi\u00f9 nello specchio della magistrale traduzione di Babits (\u201cS a vil\u00e1g l\u00e1tta, hogy homlokomon van \/ ama f\u00f6ld koron\u00e1ja, hol az osztr\u00e1k \/<br \/>\npartokt\u00f3l elv\u00e1lt Duna vize csobban\u201d: retroversione letterale &#8220;Sa il mondo che sulla mia fronte \/ c&#8217;\u00e8 la corona di quella terra dove, dalle sponde austriache \/ divise, schioccano le acque del Danubio&#8221;), i versi danteschi indicano con grande precisione la separazione dalle rive tedesche segnata dal Danubio. Forse neanche Dante, informato pi\u00f9 di ogni suo contemporaneo circa gli affari esteri, conosceva esattamente la differenza fra tedesco e austriaco.<\/p>\n<p>Ma torniamo a Carlo Martello, il cui stemma riusc\u00ec a unire il giglio degli Angi\u00f2 con le strisce che simboleggiavano i quattro fiumi principali dell&#8217;Ungheria. In realt\u00e0, non riusc\u00ec mai a salire sul trono ungherese perch\u00e9, nel 1295, lui e sua moglie caddero vittime della peste a Napoli. Dopo numerosi tentativi falliti, Maria riusc\u00ec infine a far salire al trono ungherese uno dei suoi nipoti, che divenne Carlo Roberto, uno dei pi\u00f9 significativi re della storia ungherese. La regina Maria stessa svolse un ruolo significativo nel Regno di Napoli dell&#8217;epoca dei Vespri Siciliani (1282).<\/p>\n<p>La chiesa di Santa Maria di Donna Regina, fondata e nominata in suo onore a Napoli, non conserva solo il suo ricordo, ma anche quello della sua patria; ed \u00e8 forse il pi\u00f9 bello tra le innumerevoli testimonianze ungheresi in Italia.<\/p>\n<p>La navata della chiesa \u00e8 decorata con affreschi dei maestri senesi raffiguranti Maria e la sua famiglia. Hanno immortalato anche i santi dell&#8217;antica dinastia degli Arpadi: Stefano, Ladislao ed Elisabetta.<\/p>\n<p>Cinque affreschi raccontano la storia di Santa Elisabetta d&#8217;Ungheria, sorella maggiore del nonno di Maria, re B\u00e9la. Sulla tomba di Maria si trova una grande statua distesa della regina, opera di Tino da Camaino, l&#8217;unica statua contemporanea rimasta di un membro degli Arpadi. Sui lati del sarcofago sono raffigurati i suoi otto figli, tra cui Carlo Martello. Quindi, nel XIV secolo, i discendenti degli Angi\u00f2 francesi si sedettero sui troni dei regni ungherese e napoletano.<\/p>\n<p>Tuttavia, questo legame di parentela non imped\u00ec che fossero coinvolti in sanguinose contese tra loro e con i loro avversari ungheresi. A questi contrasti allude Dante nel XIX canto del Paradiso, quando scrive: \u201cO beata Ungheria, se non si lascia \/ pi\u00f9 malmenare!\u201d. Io intenderei e tradurrei: &#8220;Oh, felice Ungheria, se la malattia non la ferisce pi\u00f9&#8230;&#8221; Chiedo scusa per la mia modestia nel restituire questi versi non nella gi\u00e0 eccellente traduzione di Babits (\u201c\u00d3, boldog Magyarorsz\u00e1g! csak ne hagyja<br \/>\nmag\u00e1t f\u00e9lre vezetni m\u00e1r\u201d: retroversione letterale &#8220;Oh, felice Ungheria! Se solo ora non ti lasciassi ingannare&#8221;), ma nel mio umile tentativo (\u201c\u00d3, Te boldog Magyarorsz\u00e1g, ha nem b\u00e1nt t\u00f6bb\u00e9 a k\u00f3rs\u00e1g\u2026\u201d, retroversione &#8220;O tu felice Ungheria, se la malattia non ti ferisse pi\u00f9&#8221;).<\/p>\n<p>Lo faccio perch\u00e9 il principe dei poeti e traduttori ungheresi qui ha un po&#8217; distorto due versi di Dante per noi importanti. La versione di Babits li intende cos\u00ec: &#8220;Oh, felice Ungheria! solo non lasciarti pi\u00f9 ingannare&#8221;. La mia variazione riguardo alla traduzione dell&#8217;espressione &#8220;non si lascia malmenare&#8221; \u00e8 sicuramente pi\u00f9 lontana formalmente dall&#8217;originale, ma &#8211; permettetemi di nuovo un po&#8217; di modestia &#8211; esprime meglio il pensiero di Dante. Vale a dire, le lotte di parte di cui Dante fu attivo partecipe e sofferente non l&#8217;hanno &#8220;ingannata&#8221;, ma l&#8217;hanno &#8220;ferita come una malattia&#8221; (e l&#8217;hanno ferita ancora oggi).<\/p>\n<p>La &#8220;malattia&#8221; certamente non \u00e8 una delle parole pi\u00f9 comuni in ungherese, ma &#8211; spero &#8211; riflette bene il linguaggio arcaico del poema che \u00e8 nato all&#8217;inizio della modernit\u00e0. Inoltre, la &#8220;malattia&#8221; potrebbe avere anche un&#8217;interpretazione medica: la peste, che nella sua epoca decim\u00f2 entrambe le popolazioni come le contese di parte.<br \/>\nSorge ancora una domanda sulla mia traduzione: questa breve frase di Dante rappresenta solo la met\u00e0 di una delle perfette terzine, quindi da sola non ha una struttura di rime. Ha il diritto il traduttore di restituire l&#8217;originale non rimato in una forma rimata? Penso di s\u00ec. Anche perch\u00e9 in questa forma questa nostra importante mezza frase potrebbe forse fissarsi meglio. Non nascondo che desidererei molto che questa mezza frase di Dante, estremamente attuale per il terzo millennio, diventasse un proverbio in Ungheria e aiutasse almeno a mitigare le contese di parte insensate e distruttive che, dall&#8217;epoca degli Angi\u00f2 ai nostri giorni, hanno ostacolato e ostacolano la creazione di una <em>Hungaria felix<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Avendo gi\u00e0 ospitato in questo sito un articolo concernente i rapporti fra Dante e l&#8217;Ungheria (con riferimento agli echi ch&#8217;essi lasciarono nel commento di Benvenuto), presentiamo ora un altro articolo che investe, fra l&#8217;altro, un interessante dettaglio esegetico, quello cio\u00e8 &hellip; <a href=\"https:\/\/rambaldi.hypotheses.org\/212\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":16416,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_license":"","publish_to_discourse":"0","publish_post_category":"0","wpdc_auto_publish_overridden":"","wpdc_topic_tags":"","wpdc_pin_topic":"","wpdc_pin_until":"","discourse_post_id":"","discourse_permalink":"","wpdc_publishing_response":"","wpdc_publishing_error":"","footnotes":""},"categories":[193],"tags":[2045817,2045827,2045837,2045832,2045822],"ppma_author":[2045866],"class_list":["post-212","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-non-classe","tag-dante-e-lungheria","tag-dante-in-ungherese","tag-fortuna-di-dante-nelleuropa-orientale","tag-mihaly-babits-traduttore-di-dante","tag-traduzioni-di-dante"],"authors":[{"term_id":2045866,"user_id":16416,"is_guest":0,"slug":"rambaldi","display_name":"Matteo Veronesi","avatar_url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/23b1c46a535a223dfbf224876b9a7d15c4c2de4479887b33ead55f6af11616e2?s=96&d=blank&r=g","1":"","2":"","3":"","4":"","5":"","6":"","7":"","8":""}],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/rambaldi.hypotheses.org\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/212","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/rambaldi.hypotheses.org\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/rambaldi.hypotheses.org\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/rambaldi.hypotheses.org\/wp-json\/wp\/v2\/users\/16416"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/rambaldi.hypotheses.org\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=212"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/rambaldi.hypotheses.org\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/212\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":227,"href":"https:\/\/rambaldi.hypotheses.org\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/212\/revisions\/227"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/rambaldi.hypotheses.org\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=212"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/rambaldi.hypotheses.org\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=212"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/rambaldi.hypotheses.org\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=212"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/rambaldi.hypotheses.org\/wp-json\/wp\/v2\/ppma_author?post=212"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}