
È merito di Francesco Chiappinelli, con lo studio Dante e l’altra Iliade. Le tracce di Ditti e Darete nel divino poema, l’aver evidenziato i possibili echi di una apparentemente marignale tradizione mediolatina (la quale peraltro affondava certo le proprie radici in originali archetipi greci) nell’opera dantesca.
In due passi, Benvenuto cita l’operetta latina (la Historia de excidio Troiae), anche se considerandola più come una fonte di fatti e versioni del mito che come diretto antecedente, o termine di confronto essenziale, per la comprensione del poema dantesco.
I riferimenti a Ditti e Darete riflettono comunque il gusto benvenutiano per le digressioni narrative e le divagazioni mitiche ed immaginose.
Inferno XXVI 136-142
Noi. Hic Ulyxes concludit modum suae mortis, dicens: noi ci allegrammo, sicut est de more, quod terra primo visa praestat laetitiam marinariis, qui diu navigaverunt; sed ista
laetitia conversa est cito in tristitiam, quia putavimus ire ad portum salutis, et ivimus ad interitum mortis; unde dicit: e tosto tornò in pianto; et ecce quare, chè, idest, quia, un Continua a leggere