di Paolo Ottolina - @pottolina

Tag "Apple Watch"

Non si vedrà l’iPhone 7, il cui debutto è previsto per settembre (qui qualche rumors), ma Apple è pronta a mostrare le sue novità primaverili. A questo link tutti i rumor circolati negli ultimi giorni. Tim Cook dal palco potrebbe fare qualche riferimento a privacy e sicurezza: l’evento arriva alla vigilia dell’udienza, prevista a Riverside (California), sul caso che oppone Apple e Fbi in merito allo sblocco dell’iPhone del killer di San Bernardino.
Diretta dell’evento qui sotto (si aggiorna da sola, non c’è bisogno di fare refresh) e sul mio account Twitter @pottolina

Stiamo usando da un paio di settimane l’Apple Watch, che dal 26 giugno sarà disponibile anche in Italia (in coda al post trovate alcune indicazioni pratiche in merito).
Che cosa ne pensiamo? Guardatevi la nostra videoprova dell’Apple Watch, girata a Expo 2015:

Era dai tempi dell’iPad (2010) che Apple non aggiungeva nel suo listino una nuova categoria di prodotti. Ora ci prova con gli smartwacht, un settore in cui molti concorrenti hanno già fatto le loro mosse (Samsung ha debuttato quasi due anni fa, Sony ancora prima). In un solo colpo recupera il ritardo: Apple Watch è l’«orologio connesso» più riuscito e piacevole da usare che abbiamo testato finora.

La qualità dei materiali, le finiture, i dettagli più minuti sono in linea con la tradizione Apple. Anche nel più economico Watch Sport si tocca con mano lo sforzo di volersi tenere alla larga da certe scelte “cheap” della concorrenza: il cinturino Sport ad esempio è sì in plastica, ma è una plastica dalla consistenza “cerata”, quasi setosa al tatto; ben lontana dall’orribile plasticaccia di molte fitness band o di altri smartwatch.

(Un inciso per quelli delusi dal fatto il Watch non sia tondo, mentre diversi eleganti rivali, tipo Moto 360, lo sono. È una scelta deliberata dell’azienda, per motivi funzionali: uno smartwatch a ben pensarci NON È un orologio analogico ma un prodotto simile in alcuni funzioni – mostrare l’ora –  ma diverso in moltissime altre. Ha ha davvero senso usare uno schermo tondo per veicolare informazioni che si leggono dall’alto in basso e da sinistra a destra? Probabilmente no)

La vera differenza rispetto ai concorrenti la fanno, come sempre, l’interfaccia e il software. La corona digitale, il Force Touch e il feedback tattile (Taptic Engine) con le sue vibrazioni cambiano in senso positivo l’esperienza utente. Anche se familiarizzare con il Watch – anche per un “power user” – non è semplice e immediato come fu con il primo iPhone o con l’iPad. La curva di apprendimento è piuttosto ripida e gli utenti meno tenaci potrebbero stufarsi presto o limitarsi a sfruttare questo Watch in maniera monca.

Il punto debole, oltre a un prezzo molto elevato (si parte da 399 euro e si arriva a oltre 1.000, senza contare la versione Edition per nababbi) per un “gadget” che dipende comunque dall’iPhone, è nella qualità delle app di terze parti. Ce ne sono già oltre 3.500 ma molte sono poco utili, ridotte nelle funzioni e a volte anche mal funzionanti. Molto cambierà in autunno con il nuovo sistema operativo Watch Os 2.0 (leggi qui che cosa cambierà). Al di là di questo, però l’Apple Watch si è rivelato fin dall’inizio – se riuscite a profilare in maniera corretta  le informazioni essenziali da ricevere sul polso – un formidabile rimedio contro «l’ansia da notifica» che la dipendenza da smartphone ha imposto a tanti di noi in questi ultimi anni. Me compreso.

Ora, dopo un certo lavoro per evitare che il mio polso vibrasse in continuazione, ricevo sul Watch tutto quello che so richiedere un’attenzione urgente: le mail da un numero selezionato di contatti (privati e di lavoro), gli sms, le notifiche di poche app. Tutto il resto, che può essere visto anche con decine di minuti o ore di ritardo, arriva sullo smartphone. Un piccolo, ma sostanziale miglioramento nelle mie giornate lavorative. Non abbastanza però per consigliare a tutti (o meglio, a tutti i possessori di un iPhone) di fiondarsi a fare la coda in un Apple Store.
Ma abbastanza per guardare con un rinnovato interesse agli smartwatch e alla categoria, finora di nicchia o piuttosto fumosa, della “tecnologia da indossare”.

(Una nota pratica per chiarire le modalità con cui il Watch viene distribuito in Italia: dal 26 giugno si può comprare online sull’Apple Store, se lo si vuole ricevere a casa; oppure lo si può prenotare online per acquistarlo in un Apple Store “fisico”. La prenotazione permette di indicare a quale ora lo si intende ritirare. Vista la vastità dei modelli e delle combinazioni di materiali, cinturini e dimensioni, 38 e 42 mm, consiglio di provare il Watch prima di decidere l’acquisto. Anche la prova deve essere prenotata online)

Conoscete qualcuno pronto ad accamparsi fuori da un Apple Store per mettere le mani sul  Watch, l’atteso orologio della Mela, il prima possibile? Ditegli che può rimettere nell’armadio il sacco a pelo. Niente file apocalittiche stavolta. E non solo perché l’orologio non richiama le folle oceaniche dell’iPhone. Ma perché è la stessa azienda di Cupertino a voler cambiare la prassi: chi vuole acquistare un Apple Watch non potrà andare in un negozio e portarlo a casa. Dovrà prima prenotarlo online (o nel punto vendita fisico).

È stata Angela Ahrendts, ex ceo di Burberry e ora responsabile degli Apple Store, a scriverlo in una nota (finita online su BusinessInsider):

«I giorni d’attesa in fila e di dita incrociate sono finiti  per i nostri clienti. L’app di Apple Store e il nostro negozio online rendono molto più semplice acquistare un Apple Watch o un nuovo MacBook. I clienti sapranno esattamente quando e dove il prodotto arriverà. Questo è un significativo cambio di mentalità».

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DAL NOSTRO INVIATO
BERLINO – Che ce ne dovremmo fare di uno smartwatch al polso? È la questa la domanda cui Apple cerca di dare risposta con il Watch, il suo nuovo orologio digitale. In arrivo dal 24 aprile, ma non in Italia (bisognerà attendere qualche settimana in più) con prezzi che partono da 349 dollari e arrivano a listini da nababbi, sopra i 10 mila dollari per la versione in oro 18 carati. Quel che certo quindi è che Apple entra a piedi uniti nel mercato del lusso. Quello meno certo è se riuscirà dove le altre aziende finora hanno fallito, ovvero imporre la moda degli orologi connessi. Secondo gli analisti, comunque vada sarà un successo: gli esperti si aspettano almeno 15 milioni di Apple Watch venduti in questo primo anno.  (altro…)

Riuscirà Apple dove gli altri hanno stentato? Il lancio dell’Apple Watch, il primo orologio connesso (imparate a chiamarli “smartwatch”), della casa americana cerca di fare quello che i concorrenti finora non sono riusciti a fare: inventarsi una nuova categoria di prodotto, creare un nuovo mercato e modificare anche l’uso, ormai già consolidato, degli smartphone. Il passo della casa americana arriva quando molti concorrenti hanno già lanciato i propri orologi: Samsung, ad esempio, ne ha tirati fuori ben 6 in un anno. Senza grande riscontro di pubblico, finora.

La cronaca del lancio da Cupertino, minuto per minuto > > >
Le foto di Apple Watch >>>
Le foto di iPhone 6 e 6 Plus >>>

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