Strategie di auto-etnicizzazione dei ristoranti napoletani

Davide Borrelli e Marialuisa Stazio

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Pizzeria ‘Le sorelle Bandiera’, Via Chiaia/Gradoni di Chiaia – 80132 Napoli

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Nei ristoranti popolari napoletani non è mai mancato, magari in un angolino, il pantheon fotografico che riunisce – di solito – i visi di Totò e Eduardo De Filippo, di volta in volta affiancati da divinità minori come la Loren o Peppino de Filippo. Negli ultimi decenni, in questa sorta di altarini dedicati ai lares pubblici della napoletanità, troviamo spesso anche Massimo Troisi, Pino Daniele e Maradona.

Questo lavoro, però, oltre che di questa rivendicazione delle origini in spontanea associazione con il mondo del cinema e dello spettacolo, si vuol più specificamente occupare di quelle strategie della messa in scena, teatralmente etniche, che i ristoratori napoletani mettono in atto consciamente e/o inconsciamente.

In una città che, nei suoi quartieri storici è da sempre luogo di frizione fra culture differenti, i ristoratori napoletani – spigolando le tracce della napoletanità nelle produzioni musicali, cinematografiche e televisive – sembrano, infatti, destinare le loro strategie di auto-etnicizzazione, più che ai turisti e, comunque, oltre che a loro, ai napoletani ‘dei piani alti’.

 

Marialuisa Stazio
Marialuisa Stazio

OpenEdition vi suggerisce di citare questo post nel modo seguente:
Marialuisa Stazio (9 Settembre 2016). Strategie di auto-etnicizzazione dei ristoranti napoletani. Italian Restaurants. Field Notes. Recuperato il 26 Luglio 2026 da https://doi.org/10.58079/qjff


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