Bandiera dell'EstoniaDiffusione dell'estone in Europa
Lingua estone come lingua maggioritaria
Lingua estone come lingua minoritaria
L'estone (Eesti keel in estone) è una lingua della famiglia delle lingue ugro-finniche di cui fanno parte, almeno in Europa, anche il finlandese e l'ungherese. Il fatto di appartenere a questa famiglia, a differenza della stragrande maggioranza delle lingue europee che appartiene al ceppo indoeuropeo è causa dell'evidente diversità di questa lingua da tutte le altre e motivo di disperazione per gli europei che cercano di impararla. Il lessico è quasi totalmente estraneo alle altre lingue d'Europa e i pochi prestiti sono così camuffati da non risultare più riconoscibili.
Oggi l'estone è parlato da circa un milione e mezzo di persone in Estonia e nelle regioni confinanti ed è mutualmente intellegibile con il finlandese. Imparare l'estone in vista di un viaggio in Estonia non è affatto necessario dato che la quasi totalità degli abitanti parla almeno l'inglese, a volte anche il russo. Tuttavia nel caso decidiate di visitare anche paesini della campagna estone in cui l'inglese è meno diffuso, qualche frase basilare potrà tornarvi utile, senza contare il fatto che riuscirete a impressionare i vostri interlocutori estoni (per nulla abitutati a sentire stranieri parlare la loro lingua) e riceverete un'accoglienza entusiasta.
Un'ultima piccola nota tanto per cominciare: anche se esistono le forme di cortesia (il voi, come in inglese), in Estone non si usano mai. Se non volete essere presi per snob vi conviene dare sempre e sin da subito del tu.
Volendola classificare l'estone è una lingua di tipo agglutinante, esattamente come il turco. Questo significa che aggiunge un suffisso alle parole per esprimere le varie funzioni che noi esprimeremmo con delle preposizioni. Si ottengono così dei casi grammaticali, grosso modo come in latino o in russo. Unica, piacevole, differenza è che mentre queste lingue (latino o russo) distinguono delle declinazioni e dei generi, l'estone non lo fa. Imparati i ben 15 suffissi (tanti sono i casi in estone) li si potrà aggiungere a qualsiasi parola e otterremo i vari significati. Così per esempio:
raamat = libro
raamat-u = del libro (genitivo)
raamat-u-t = "uno dei libri", un libro (partitivo)
raamat-u-lle = al libro
raamat-u-s = nel libro ...
Oltre ai casi l'estone ha una grammatica abbastanza semplice per quel che riguarda i sostantivi, in quanto non distingue né un maschile né un femminile né tantomeno un neutro. Aggettivi e quant'altro segue o precede il nome va solo accordato mettendo lo stesso suffisso del sostantivo.
L'alfabeto estone si compone di 24 lettere dell'alfabeto latino, a cui si aggiungono alcune altre (c, q, w, x, y, z, š e ž) che compaiono solamente nei prestiti dalle altre lingue.
Dal punto di vista della pronuncia, a differenza della grammatica, l'estone si pronuncia esattamente come si scrive, senza alcuna eccezione. Importantissimo è il ruolo delle vocali, presenti in quantità abbondante (a volte anche 4 o 5 in fila).
Un concetto con cui bisogna fare i conti in estone come in tutte le lingue baltiche è la quantità vocalica, ovvero quanto tempo vengono fatte durare le vocali. In Estone ci sono tre quantità: breve (una sola vocale), lunga (due vocali), ultralunga o iperlunga (indicata anch'essa con due vocali). Sbagliare quantità può portare a fraintendimenti! Es: sada = cento (breve), saada = mandare (lunga), saada = ricevere (ultralunga, all incirca 3 volte una nostra normale a).
Come già detto prima, un ruolo centrale nell'estone è rappresentato dalle vocali. Di conseguenza le consonanti vengono tutte pronunciate molto più deboli che in italiano e tendono ad essere tutte sorde (la "b" si pronuncia come una "p", la "d" come una "t" e così via).
Bozza: l'articolo rispetta il modello standard e ha almeno una sezione con informazioni utili (anche se di poche righe). Il piè pagina è correttamente compilato.