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Chicago

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Veduta di Chicago

Citazioni su Chicago.

  • Dopo colazione, giriamo per Chicago, bella, brutta, grandiosa, miserabile, lussuriosa come Vienna, sporca come una miniera, desolata come un villaggio polacco, secondo il quartiere e la via. Ha l'aria di una città incominciata a finire e non finita, incominciata a distruggere e lasciata lì a sopravvivere, o non finita di rovinare perché si è pensato meglio di fabbricarcene sopra un'altra. Potrebbe o dovrebbe essere bianca, rossa, gialla, secondo gli intendimenti originarii della materia e dell'artefice, ma è uniformemente grigia e nera, come piace a messer lo frate fumo, pel quale sia laudato il Signore, almeno dai chicagoani, perché il fumo delle officine è il segno della grandezza di Chicago. La quale è caratteristicamente la città del secolo venturo. (Amy Bernardy)
  • Dov'è adesso il vecchio mondo? [...] E dov'è adesso Filadelfia, con le sue innumerevoli piccole case isolate, e Chicago con i suoi interminabili magazzini e la sua popolazione poliglotta malcontenta? (H. G. Wells)
  • – Io sono di Chicago, amico.
    – Chicago! Allora qui in Vietnam ti senti a casa tua, eh? (Good Morning, Vietnam)
  • – Joe, è ora di dare addio a questo paese, ce la filiamo.
    – E dove andiamo?
    – A Chicago, dove le cose si fanno in grande. (Piccolo Cesare)
  • La colpa estremamente grave [del mangiare carne] consiste nel peccato orribile di uccidere gli animali. Gli abitanti di Chicago, la città macello, ne sanno qualcosa. Questa città provvede quasi tutto il mondo di carne a buon mercato ed i suoi abitanti fanno delle fortune colossali in questo commercio insozzato di sangue. (Charles Webster Leadbeater)
  • La mia città, Chicago, non sarebbe la stessa senza il contributo di tanti migranti tedeschi, inclusi molti bavaresi. (Barack Obama)
  • Nel 1871 uno spaventoso incendio quasi distrusse Chicago. Ma dalle ceneri della vecchia città, ne sorse una nuova: città di pietra e di cemento, di violenza e di audacia, dalla vita breve ma intensa e febbrile. Di questa città fu scritta la storia, la scrissero i cronisti, a cui i giornali di Chicago devono la loro brillante tradizione. Nessun periodo della storia di Chicago fu caratterizzato da maggior violenza degli anni del proibizionismo. Vita e morte dei regni clandestini dell'alcol furono scritte col sangue. Nel 1932 furono commessi a Chicago 365 assassinii, uno per ogni giorno dell'anno. (Chiamate Nord 777)
  • Tutto vi è crudo, nuovo, diruto, e ha già l'aria nera, vecchia, sporca; le case su le loro armature di ferro sono appena finite di compiere all'ultimo piano, che già bisogna rimodernarle al pianterreno, il quale in un anno è divenuto troppo antiquato, e si ricominciano a scalzar le fondamenta e ciò si fa, impunemente e continuamente, perché l'edificio di Chicago, cioè l'edificio caratteristicamente americano non risulta, come sapete, di quella bella armonia architettonica per la quale ogni pietra è connessa all'altra col magistero dell'arte che non vuole si tolga una pietra all'edificio più che un verso ad Omero. La forza dell'edificio americano sta nell'ossatura ferrea, robusta, e inestetica, che, quando è spogliata della sua buccia di mattone e di stucco, ha delle sagome di scheletro scarno, tragicamente profilato sul cielo, l'orrore di occhiaie vuote e di mascelle immani digrignanti un rictus d'angoscia e di desolazione... (Amy Bernardy)

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