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Zebra

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Come leggere il tassobox
Zebra
Un branco di zebre di pianura (Equus quagga) nel cratere di Ngorongoro in Tanzania
Intervallo geologico
Stato di conservazione
Vulnerabile
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
ClasseMammalia
OrdinePerissodactyla
FamigliaEquidae
GenereEquus
SottogenereHippotigris
Hamilton-Smith, 1841
Areale
Range moderno delle tre specie di zebre ancora esistenti
Zebre al Parco Safari di Pombia.
Zebra

Le zebre sono dei mammiferi perissodattili, appartenenti, come il cavallo domestico, alla famiglia Equidae. Distribuite nelle regioni orientali e meridionali dell'Africa, le zebre si distinguono marcatamente dagli altri membri della famiglia per le striature nere o brune-rossastre, alternate a bande chiare, bianche o giallastre, verticali sui quarti anteriori, che spesso tendono all'orizzontale sui quarti posteriori.

Molti zoologi ritengono che le strisce fungano da meccanismo di mimetizzazione, anche se alcuni credono che giochino un ruolo nelle loro interazioni sociali, agendo come mezzo di distinzione di un individuo in mezzo agli altri, a causa di lievi variazioni nelle strisce.

Gli esperti zoologi sono d'accordo nel dire che le zebre siano nere a strisce bianche, tant'è che i loro antenati erano completamente scuri e che le strisce vengono generate solo al termine della fase embrionale.[1]

Una ricerca dell'Università di Bristol è riuscita a dimostrare come la funzione di queste striature sia quella di proteggere le zebre da quegli insetti (soprattutto i tafani), che succhiano il sangue e che sono portatori di malattie mortali, come la peste equina; le strisce, infatti, pare che tendano a infastidire il sistema visivo degli insetti durante gli ultimi momenti di avvicinamento[2].

Nel 2019, è stato avvistato un primo esemplare di zebra a pois, nato in una riserva naturale in Kenya[3], con manto scuro e macchie bianche, ma alcuni studiosi temono che si possa trattare di un allarmante segno di una mutazione genetica rischiosa per la specie[4].

Illustrazione comparativa delle tre specie

Lo stato tassonomico di alcune sottospecie è controverso. Una recente revisione ne riconosce tre specie e otto sottospecie[5]:



La zebra di pianura (Equus quagga, già Equus burchelli) è la più comune e conta in tutto sei sottospecie, con una ormai estinta (Equus quagga quagga) e altre cinque distribuite ampiamente in Africa orientale e meridionale. Fa parte, insieme alla zebra di Grévy e alla zebra di montagna, al sottogenere Hippotigris.

La zebra di montagna (Equus zebra), diffusa in Sudafrica, tende ad avere un mantello lucido, con ventre bianco e strisce più sottili rispetto alla zebra di pianura; è una specie in pericolo di estinzione. Fa parte, insieme alla zebra di pianura e alla zebra di Grévy, al sottogenere Hippotigris.

La zebra di Grévy (Equus grevyi) è la più grande delle zebre viventi. La si riconosce dalle orecchie arrotondate e dalle striature nere più sottili e fitte, con una criniera eretta e una testa lunga e stretta che la rende simile al mulo. Vive nelle zone semiaride di Etiopia, Somalia e Kenya settentrionale; anch'essa è in pericolo d'estinzione. Inizialmente, era l'unica rappresentante del sottogenere Dolichohippus, ma fu spostata nel sottogenere Hippotigris.

Rapporti con l'uomo

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Addomesticamento

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Sono stati fatti tentativi di allenare zebre per l'equitazione, in quanto hanno una resistenza migliore alle malattie africane rispetto al cavallo domestico. La maggior parte di questi tentativi non è riuscita, a causa della natura imprevedibile e della tendenza al panico sotto lo stress. Per questo motivo, si preferiscono zebroidi (incroci tra qualsiasi specie di zebra e cavallo, pony, asino o mulo) rispetto a zebre pure.

Conservazione

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L'essere umano ha avuto un grande impatto sulla popolazione delle zebre. Le zebre erano e sono ancora cacciate per le loro pelli e per la carne, e sono anche in concorrenza con il bestiame per il foraggio.

La zebra di montagna del Capo è stata cacciata fin quasi all'estinzione. Nel 1930, infatti, meno di 100 individui erano sopravvissuti. Da allora, la popolazione è aumentata a circa 700, grazie a degli sforzi di conservazione. Ambedue le sottospecie della zebra di montagna sono attualmente protette nei parchi nazionali, ma sono ancora in pericolo.

Anche la zebra di Grévy è in pericolo. La caccia e la concorrenza con il bestiame ne hanno notevolmente ridotto la popolazione. A causa delle piccole dimensioni della popolazione, le avversità ambientali, come, per esempio, la siccità, sono in grado di mettere a rischio l'intera specie.

La zebra di pianura è molto più numerosa e ha una popolazione sana. Tuttavia, anch'essa è state ridotte di numero dalla caccia e dalla riduzione di habitat a favore dell'agricoltura. Una sottospecie, ovvero il quagga, è estinta.


  1. Di che colore è davvero il manto delle zebre e perché hanno le strisce?, su geopop.it, 15 maggio 2022. URL consultato il 13 giugno 2025.
  2. Cavalli mascherati da zebre rivelano il segreto delle strisce - Scienza & Tecnica, su ANSA.it, 27 febbraio 2019. URL consultato il 28 febbraio 2019.
  3. La 'zebra a pois' esiste, è stata avvistata in Kenya, su ANSA.it, 17 settembre 2019. URL consultato il 25 gennaio 2021.
  4. In Africa sono state trovate delle zebre a pois e col manto dorato, su AGI.it, 25 gennaio 2021. URL consultato il 25 gennaio 2021.
  5. Groves C.P. & Bell H.B. New investigations on the taxonomy of the zebras genus Equus, subgenus Hippotigris. Mammalian Biology. 2004; 69: 182-196.

Altri progetti

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Collegamenti esterni

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Controllo di autoritàThesaurus BNCF 29103 · LCCN (EN) sh85149696 · GND (DE) 4190555-6 · BNF (FR) cb12010574k (data) · J9U (EN, HE) 987007534263805171 · NDL (EN, JA) 00575351
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