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Surf sulla folla

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Surf sulla folla durante un concerto

Il surf sulla folla[1][2][3] (in inglese crowd surfing,[4] lett. "fare surf su una folla") è un atto che consiste nel passare una persona sopra le teste di una folla, spesso durante un concerto.

Iggy Pop si lanciò sulla folla al Cincinnati Summer Pop Festival del 1970, in un atto che è stato definito un primo esempio di surf sulla folla.[5]

All'inizio del 1980, Peter Gabriel faceva crowd surfing durante varie esecuzioni di Games Without Frontiers, lasciandosi cadere tra il pubblico in una posa a "croce" e venendo poi passato di mano in mano[6][7] e ripetendo il processo durante le esecuzioni del brano Lay Your Hands on Me.[8]

Gabriel ha poi commentato a riguardo:

«Iggy Pop si era già tuffato tra il pubblico prima di me", spiegò Gabriel a Mark Blake, "ma non aveva mai fatto quella cosa di lasciarsi andare all'indietro, sostenuto dalle mani della folla, e farsi trasportare in giro. L'idea mi era venuta da un gioco praticato nei gruppi di terapia, in cui dovevi lasciarti cadere all'indietro confidando che la persona alle tue spalle ti afferrasse... Durante un concerto all'aperto a Chicago, venni fatto passare di mano in mano e riportato sul palco senza più alcun indumento addosso, a eccezione delle mutande. C'era una certa tensione nel farlo, e una parte di te pregava di riuscire a tornare sul palco sano e salvo.[9]»

Il primo video ufficiale a raffigurare Gabriel che fa surf sulla folla fu POV, una registrazione parziale di tre concerti del 1987 ad Atene pubblicata nel 1990 e prodotta da Martin Scorsese.[10]

Durante l'esibizione dei Pearl Jam al Roskilde Festival del 2000, a causa del caos tra il pubblico morirono nove persone ed altre furono calpestate; da allora, alcuni locali proibiscono il mosh e il surf sulla folla.[11]

Il crowd surfing si estese per la prima volta alla scena della musica classica nel 2014, quando ai Bristol Proms di quell'anno uno spettatore fu espulso da altri spettatori durante un'esecuzione del Messiah di Georg Friedrich Händel, dopo che tentò di fare crowd surfing avendo preso l'invito del direttore a "battere le mani e urlare" a ritmo di musica con troppa enfasi.[12]

  1. Piero Negri, Tutti pazzi per la musica dal vivo, in La Stampa. URL consultato il 26 luglio 2026 (archiviato dall'url originale il 21 giugno 2017).
  2. Sharon Moalem, L'eredità flessibile: Come i nostri geni ci cambiano la vita e come la vita cambia i nostri geni, Feltrinelli Editore, 8 aprile 2015, ISBN 978-88-588-2059-9. URL consultato il 26 luglio 2026.
  3. Philip Norman, Mick Jagger, Edizioni Mondadori, 4 giugno 2013, ISBN 978-88-520-3991-1. URL consultato il 26 luglio 2026.
  4. Laura Santoro, Sport estremi e responsabilità, Giuffrè Editore, 2008, ISBN 978-88-14-14732-6. URL consultato il 26 luglio 2026.
  5. (EN) Richard Metzger, Raw Power: Iggy Pop invents stage diving in 1970 and smears himself in peanut butter, su dangerousminds.net, 22 settembre 2010. URL consultato il 10 ottobre 2013.
  6. (EN) The Games People Play (JPG), su Genesis Archive. URL consultato il 27 luglio 2026.
  7. (EN) Peter Plays with Politics and Passion (JPG), su Genesis Archive. URL consultato il 27 luglio 2026.
  8. (EN) Paul Hegarty, Peter Gabriel: Global Citizen, Reaktion Books, 2020, ISBN 9781789140231.
  9. Q, dicembre 2011, pag. 44
  10. (EN) Bill Clarke, First Recorded Instance Of Crowd Surfing?, su bilclarke.blogspot.com, 7 settembre 2008. URL consultato l'8 ottobre 2013.
  11. Pearl Jam: la storia della tragica notte al Roskilde Festival che cambiò per sempre il volto dei concerti, su Virgin Radio Italia, 29 giugno 2026. URL consultato il 26 luglio 2026.
  12. (EN) Miranda Prynne, Audience ejects crowd-surfer from classical concert, in The Telegraph, 19 giugno 2014. URL consultato il 27 luglio 2026.

Voci correlate

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