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Plutarco di Atene

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Probabile ritratto di Plutarco di Atene (Museo dell'Acropoli di Atene)

Plutarco di Atene (metà del IV secolo431 o 432) è stato un filosofo greco antico, seguace della dottrina neoplatonica, e fondatore nel 380 d.C. di una nuova Scuola che si ricollegava alla celebre Accademia risalente a Platone.

Attività e pensiero

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Questa nuova scuola, di cui Plutarco fu il primo scolarca, si basava sulla rielaborazione del platonismo operata da Plotino, Porfirio e Giamblico, rivolta a recidere i legami con l'orientamento scettico della precedente Accademia,[1] andata distrutta durante l'assedio di Atene dei soldati romani di Silla nell'87 a.C.,[1] ed era legata, per mezzo di lui e per il tramite di Prisco, con quella siriaca. Plutarco era infatti nipote di Nestorio.[2]

Ebbe tra i suoi discepoli Siriano di Atene, che fu a sua volta maestro di Proclo.

Plutarco di Atene scrisse un commento al Parmenide di Platone, nel quale faceva corrispondere un livello di realtà o ipostasi ad ogni distinzione ideale del mondo intelligibile operata da Platone, sulla base della veridicità o meno delle conclusioni a cui ognuna di quelle distinzioni conduceva. Egli ritenne veri cinque piani della realtà:

  1. L'Uno-Uno
  2. L'Intelligenza o Uno-Molti
  3. L'Anima (l'Uno e Molti)
  4. Le molte Forme materiali in relazione all'Uno
  5. La materia (i molti)
  1. 1 2 Mauro Bonazzi, Academici e Platonici. Il dibattito sullo scetticismo di Platone (PDF), in "Athenaeum", recensione, vol. XCIV, n. 1, LED Edizioni Universitarie, 2006, p. 333, ISBN 978-8879162197.
  2. Nicola Bizzi, Da Eleusi a Firenze: la trasmissione di una conoscenza segreta, pag. 815, Aurora Boreale, 2018.

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