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Osoppo

Coordinate: 46°15′N 13°05′E
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Osoppo
comune
(IT) Osoppo
(FUR) Osôf[1]
Osoppo – Stemma
Osoppo – Bandiera
Osoppo – Veduta
Osoppo – Veduta
Panorama, 2020
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Friuli-Venezia Giulia
Provincia Udine
Amministrazione
SindacoLorenzo Tiepolo (lista civica) dal 10-6-2024
Territorio
Coordinate46°15′N 13°05′E
Altitudine184 m s.l.m.
Superficie22,4 km²
Abitanti2 795[2] (31-5-2026)
Densità124,78 ab./km²
FrazioniPineta, Rivoli
Comuni confinantiBuja, Forgaria nel Friuli, Gemona del Friuli, Majano, San Daniele del Friuli, Trasaghis
Altre informazioni
Lingueitaliano, friulano
Cod. postale33010
Prefisso0432
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT030066
Cod. catastaleG163
TargaUD
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)[3]
Cl. climaticazona E, 2 483 GG[4]
Nome abitanti(IT) osoppani[5] o osovani
(FUR) osovans
Patronosanta Colomba
Giorno festivo7 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Osoppo
Osoppo
Osoppo – Mappa
Osoppo – Mappa
Posizione del comune di Osoppo nella provincia di Udine
Sito istituzionale

Osoppo (Osôf in friulano[6]) è un comune italiano di 2 795 abitanti[2] della provincia di Udine, nel Friuli-Venezia Giulia.

Fa parte della regione storica del Gemonese.

Geografia fisica

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Il comune si estende su una superficie di circa 22 km². Il territorio è prevalentemente pianeggiante, vi sono però 6 colline (i tre principali rilievi sono colle omonimo, dove si trova il Forte, il Colle di San Rocco e il Col Vergnâl).

Il forte di Osoppo, la cui vetta rappresenta il punto più elevato del territorio comunale, arriva a circa 330 metri di altezza. Dal paese e dal bosco che lo circonda partono numerosi sentieri, ma la principale via utilizzata per giungere in vetta è una larga e comoda strada che parte dal Borgo Ulivo.

Il colle presenta due vette principali e numerose diramazioni e cime minori. Il punto più elevato è costituito dal Colle di Napoleone, sui cui versanti, dal tempo della dominazione Veneta del Friuli e fino alla seconda guerra mondiale, si trovava una caserma. Il colle di San Rocco è il 2° rilievo per altezza nel comune. Nei pressi della vetta si trova una piccola chiesa, dedicata appunto a san Rocco.

Il Col Vergnâl è un piccolo rilievo, situato nel territorio della frazione di Rivoli di Osoppo. Buona parte del territorio comunale è ricoperta dal bosco, che è attraversato da numerosi sentieri e da un percorso ad anello su strada in terra battuta e ghiaia, lungo circa 7 km.

All'interno della zona boschiva del comune scorrono diversi torrenti, fiumi e canali. Il bosco è delimitato ad est dalle magredi del Tagliamento, il fiume più importante della regione Friuli-Venezia Giulia. Tra i luoghi da visitare nel bosco, vi è sicuramente al primo posto la zona delle suggestive risorgive di Bârs. Osoppo è famosa anche per la crescita spontanea di numerose specie di orchidee nel bosco che la circonda.

Origini del nome

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Numerose sono state le interpretazioni del nome della località, come le latine Os-Apertum (luogo aperto), Os-Oppidum (luogo fortificato), Os-Opum (luogo di ricchezze), Hyssopum (dalla pianta dell'issopo), Aus-opum (luogo presso il fiume), la preromana Os-Osis (da frassino), la gallocarnica Os-Hop (luogo per chiamare a voce alta).

Dalle origini alla romanizzazione

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Le più antiche testimonianze della presenza umana nel territorio di Osoppo risalgono alla preistoria, mentre durante l'età del ferro l'area era abitata dai Carni, popolazione di origine celtica insediata in gran parte dell’attuale Friuli. La presenza dei Carni ha lasciato profonde tracce nella toponomastica, nella cultura materiale e soprattutto nella formazione della futura lingua friulana, nella quale numerosi studiosi riconoscono consistenti apporti lessicali e fonetici di matrice celtica.

L'importanza strategica del colle di Osoppo era già nota in epoca preromana. Il sito controllava infatti i principali itinerari che collegavano la pianura con la Carnia e con i valichi alpini, rendendolo un punto di osservazione e di difesa naturale. La scoperta di un’iscrizione presso l’incrocio fra la via Iulia Concordia e la via Iulia Augusta, effettuata dal conte Girolamo Savorgnan, è stata interpretata da alcuni studiosi come possibile indizio dell’esistenza di percorsi viari anteriori alla romanizzazione. Sebbene tale interpretazione non sia unanimemente accettata, essa testimonia comunque l’antica centralità del nodo viario di Osoppo.

La conquista romana della pedemontana friulana e della Carnia avvenne progressivamente tra il II e il I secolo a.C., nell'ambito dell’espansione della Repubblica romana nella Gallia Cisalpina. In seguito all’assoggettamento dei Carni iniziò un lungo processo di romanizzazione, favorito dalla costruzione delle grandi arterie consolari che attraversavano il territorio. Sul colle sorsero strutture di avvistamento e controllo, mentre l'insediamento locale venne progressivamente integrato nell'organizzazione amministrativa e militare romana.

La diffusione della lingua latina e della cultura romana non cancellò completamente il precedente substrato celtico, che continuò a sopravvivere per diversi secoli. L'incontro tra il latino volgare parlato nella regione e gli elementi linguistici celtici costituì una delle basi della successiva formazione della lingua friulana, alla quale si sarebbero aggiunti, nei secoli successivi, anche apporti germanici.

Dal periodo longobardo al patriarcato di Aquileia

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Con la dissoluzione dell'Impero romano d'Occidente il territorio di Osoppo fu interessato dalle invasioni barbariche che coinvolsero l'intero Friuli. Dopo il passaggio di diverse popolazioni germaniche, la regione entrò stabilmente a far parte del Regno longobardo, assumendo un ruolo di rilievo all’interno del Ducato del Friuli, istituito quale principale baluardo difensivo del regno verso le Alpi orientali.

Nel 774 il dominio longobardo fu sostituito da quello dei Franchi di Carlo Magno, ai quali seguirono le strutture politiche del Sacro Romano Impero. La lunga appartenenza del Friuli all’orbita imperiale, protrattasi per diversi secoli, lasciò profonde tracce nelle istituzioni, nell’organizzazione del territorio e nella cultura locale, contribuendo anche all’introduzione di numerosi elementi lessicali germanici nella lingua friulana.

Le prime attestazioni documentarie di Osoppo risalgono all’XI secolo, quando il castello apparteneva all’abbazia benedettina di Santa Maria in Silvis di Sesto al Reghena. Successivamente il complesso passò sotto il controllo del patriarcato di Aquileia, che verso la metà del XIII secolo lo concesse in feudo a Cono, figlio di Amaldarico, capostipite della famiglia signorile locale.

I discendenti di Cono si distinsero ben presto per la loro politica autonoma e per le frequenti ostilità nei confronti dei territori vicini. L'avvicinamento ai conti di Gorizia, principali antagonisti del Patriarcato, destò la preoccupazione dei patriarchi aquileiesi, timorosi che una piazzaforte così importante potesse cadere nell’orbita goriziana. Per questo motivo, nel 1328, il patriarca investì del feudo Federico Savorgnan, esponente di una delle più influenti famiglie nobili friulane.

La dominazione veneziana e le guerre del Cinquecento

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Con la conquista del patriarcato di Aquileia da parte della Repubblica di Venezia nel 1420, anche Osoppo entrò a far parte dei domini veneziani. La Serenissima comprese immediatamente il valore strategico della fortezza, destinata a costituire il principale baluardo difensivo lungo il confine nord-orientale dello Stato da Terra. Per questo motivo le fortificazioni furono ampliate e modernizzate, trasformando il colle in uno dei più importanti capisaldi militari della regione.

Nel corso delle guerre d'Italia la fortezza fu più volte teatro di assedi. Uno degli episodi più significativi si verificò nel 1514 durante il conflitto tra Venezia e l’Impero. La difesa della piazzaforte era affidata a Girolamo Savorgnan, che rifiutò di arrendersi alle truppe imperiali guidate da Cristoforo di Frangipane. L’assedio si protrasse abbastanza a lungo da consentire l’arrivo dell’esercito veneziano comandato da Bartolomeo d'Alviano, il quale sconfisse gli imperiali davanti alle mura di Osoppo e catturò lo stesso Frangipane, assicurando così la permanenza della fortezza sotto il dominio veneziano.

Dall’età napoleonica alla Restaurazione

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Nei secoli successivi la fortezza continuò a rappresentare uno dei principali obiettivi strategici dell’Italia nord-orientale. Nel corso del XVIII e dell’inizio del XIX secolo fu occupata, in tempi diversi, da eserciti francesi, russi e austriaci.

Durante l’età napoleonica il sistema difensivo venne ulteriormente potenziato attraverso la realizzazione di nuove opere fortificate, comprendenti anche il rilievo oggi noto come Colle Napoleone, posto nei pressi della sommità del forte.[7]

Dopo il Congresso di Vienna del 1815 Osoppo ritornò sotto il controllo dell’Impero austriaco, che trasformò la fortezza in una moderna guarnigione permanente, dotandola di caserme, magazzini, depositi di munizioni e polveriere.

Il Risorgimento

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La pagina più celebre della storia di Osoppo fu scritta durante la prima guerra d'indipendenza. Nel 1848 la fortezza venne assediata dalle truppe austriache e resistette eroicamente per oltre sette mesi sotto la guida dei patrioti italiani. La lunga resistenza, conclusasi soltanto per l’impossibilità di proseguire la difesa, suscitò grande ammirazione anche tra gli stessi assedianti, che concessero ai difensori l'onore delle armi al momento della resa.

L'episodio assunse un forte valore simbolico nel Risorgimento italiano e consacrò Osoppo come uno dei principali luoghi della memoria patriottica nazionale. Alla città venne successivamente conferita la medaglia d'oro al valor militare per l’eroismo dimostrato durante l’assedio.

Dal Novecento ai terremoti del 1976

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Durante la prima guerra mondiale la fortezza ospitò un presidio del Regio Esercito, ma con lo spostamento del fronte sull'Isonzo uomini e materiali furono trasferiti verso le nuove linee operative.

In seguito all'armistizio di Cassibile e all'occupazione tedesca dell’Italia nord-orientale, Osoppo subì pesanti bombardamenti aerei da parte delle forze alleate. Nel contesto della Resistenza italiana il nome della località fu scelto per designare le Brigate Osoppo, formazioni partigiane di ispirazione cattolica, azionista e liberal-democratica, impegnate nella lotta contro l'occupazione nazista e contraddistinte da una propria autonomia rispetto alle formazioni comuniste operanti nel Friuli.[8]

Il riferimento alla resistenza del 1848 intendeva richiamare i valori patriottici della difesa della libertà nazionale. Proprio l'autonomia politica e militare delle Brigate Osoppo contribuì alle tensioni che sfociarono il 7 febbraio 1945 nell'eccidio di Porzûs, durante il quale diciassette partigiani osovani furono uccisi da un reparto dei GAP guidato da Mario Toffanin.

Nel secondo dopoguerra il comune affrontò una complessa fase di ricostruzione economica e sociale, accompagnata da un intenso fenomeno migratorio. Negli anni 1970 l’istituzione della zona industriale favorì una significativa crescita produttiva, bruscamente interrotta dal terremoto del Friuli del 1976. Le due violente scosse del maggio e del settembre provocarono gravissimi danni al patrimonio edilizio, con la distruzione di gran parte dell'abitato, oltre un centinaio di vittime e la perdita di circa l'80% delle abitazioni. La successiva ricostruzione, divenuta uno dei modelli di riferimento nella pianificazione post-sismica italiana, portò alla completa riedificazione del paese secondo moderni criteri antisismici.

Lo stesso argomento in dettaglio: Armoriale dei comuni della provincia di Udine.

Lo stemma e la bandiera sono stati riconosciuti con decreto del presidente del Consiglio dei ministri Alcide de Gasperi del 1º febbraio 1949.[9]

Stemma
«D'azzurro, allo scaglione di nero, al monte al naturale, sulla cui vetta è piantata la bandiera tricolore italiana. Ornamenti esteriori da Comune. Sotto la punta dello scudo, al punto di incrocio dei rami d'alloro e di quercia, è appesa la medaglia d'oro al valor militare.»
Bandiera

La bandiera è un drappo interzato in palo di verde, di bianco e di rosso, il verde caricato in centro dello stemma comunale.

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria
«Per la strenua difesa ivi sostenuta nel 1848 dal presidio e dalla popolazione contro forte e tenace nemico.»
 Monza, 9 agosto 1898
Medaglia d'oro al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria
«In occasione di un disastroso terremoto, con grande dignità, spirito di sacrificio ed impegno civile, affrontava la difficile opera di ricostruzione del tessuto abitativo, nonché della rinascita del proprio futuro sociale, morale ed economico. Splendido esempio di valore civico e d'alto senso del dovere, meritevole dell'ammirazione e della riconoscenza della Nazione tutta. Eventi sismici del 1976.»
 12 dicembre 2002[10][11]

Monumenti e luoghi d'interesse

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La chiesa parrocchiale

Tra i principali monumenti ed opere d'arte, sono presenti:

  • Chiesa di Santa Maria ad Nives, con la famosa pala del Pellegrino da San Daniele, e la pala di Pomponio Amalteo, che comprende la più antica veduta esistente di Osoppo;[12]
  • Chiesa di San Pietro, le origini risalgono al Duecento. Nel 1797 i francesi la trasformarono in magazzino e la sacrestia nel corso dell’Ottocento funzionò anche come mulino. Danneggiata dal terremoto del 1976, è stata in parte restaurata. Della costruzione si osservano oggi il primo ordine della facciata, parte dell’abside, dei muri perimetrali e la sagrestia.[13]
  • Chiesa di San Giacomo è situata sotto il colle di Osoppo, l'edificio originario risale al Quattrocento. Fu successivamente ampliata e poi ricostruita dopo il terremoto del 1976.[14]
  • Chiesa di San Rocco;
  • Colle di San Rocco;
  • la Fortezza o Rocca di Osoppo - il colle è sempre stato un punto cardine delle difese da invasioni che si spingevano verso sud, presumibilmente abitato sin dal neolitico, assume importanza in epoca celtica ed ancor di più in epoca romana, storica la difesa longobarda contro gli assalti degli àvari, ha avuto un gran ruolo nella difesa della Repubblica di Venezia contro gli imperiali nella Guerra della Lega di Cambrai, nella Prima guerra di indipendenza italiana, ed è stata teatro di combattimenti anche nella prima guerra mondiale.[15].
Fortezza di Osoppo, particolare delle mura, vista panoramica
  • risorgive di Bars;
  • colle Vergnâl;
  • colle Gnima;
  • magredi del Tagliamento;
  • piste di impronte fossili di Hipparion (uniche in Europa) sulla Fortezza;

Aree naturali

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  • Sentiero Storico Naturalistico C.A.I. Osoppo

In un'ampia zona pianeggiante alla fine della strada che da Borgo Ulivo porta sul Forte di Osoppo, vi sono numerose costruzioni di epoche diverse, dalla dominazione veneta fino alla Grande Guerra.

All'interno dell'antica "Casa del Tamburo", oggi si trova un bar. Sulle pareti dell'edificio vi sono numerose fotografie scattate prima del terremoto del 1976 in Friuli.

Proseguendo il cammino su un comodo sentiero, si arriva alla cosiddetta "piana dei cannoni", appunto perché fino alla battaglia dell'Isonzo erano qui situati una decina di cannoni. Durante la Grande Guerra, i cannoni furono trasferiti sull'Isonzo, perché a Osoppo, che era lontano dalle truppe austro-ungariche, questi risultavano inutili. Sul sentiero si incontra inoltre l'antico castello della famiglia Savorgnan e, se si prende una stretta via che si diparte dal sentiero principale, si giunge al cimitero di famiglia dei Savorgnan.

Sempre sul Forte di Osoppo, prendendo un sentiero che parte di fronte alla "casa del tamburo", si giunge in cima al Colle di Napoleone, passando attraverso alle rovine della caserma francese. Il colle è un ottimo punto panoramico su tutto il territorio del Gemonese, in particolare su Gemona del Friuli, Osoppo, Artegna e Buja.

  • Parco del Rivellino è un parco naturale, ricco di alberi e prati immensi, che si estende per oltre 240000  lungo un costone di roccia, dove si erge la fortezza del XIV secolo che vi cade a strapiombo. Dal marzo 2024 non è più di proprietà del Demanio regionale, ma del comune di Osoppo.[16]

Evoluzione demografica

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Abitanti censiti[17]

Lingue e dialetti

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A Osoppo, accanto alla lingua italiana, la popolazione utilizza la lingua friulana. Ai sensi della Deliberazione n. 2680 del 3 agosto 2001 della Giunta della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia, il comune è inserito nell'ambito territoriale di tutela della lingua friulana ai fini della applicazione della legge 482/99, della legge regionale 15/96 e della legge regionale 29/2007.[18]
La lingua friulana che si parla a Osoppo rientra fra le varianti appartenenti al friulano centro-orientale[19].

  • La festa di santa Colomba è sorta per onorare la figura della patrona, una giovane cristiana che visse e morì ad Osoppo nel 524 d.C..[20]

Il fulcro della festa è la chiesa di Santa Maria ad Nives, che custodisce la lastra tombale originale della santa, scoperta nel 1717 e risalente al VI secolo e per l'intrattenimento dei visitatori al Parco della ex Colonia.[21]

  • Rototom Sunsplash, Osoppo ospitava dagli anni novanta uno dei più importanti festival di musica reggae in Europa, si svolgeva all'inizio del mese di luglio presso il Parco del Rivellino. Dal 2010 il comitato organizzatore ha deciso di spostarlo a Benicàssim, in Spagna.

Geografia antropica

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Il comune è suddiviso nel capoluogo, nelle frazioni di Rivoli di Osoppo e Pineta, e in numerose borgate (le più importanti Borgo Ulivo e Borgo del Forte).

Infrastrutture e trasporti

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Nel territorio comunale sono presenti due stazioni ferroviarie, non servite ancora da servizio viaggiatori, sulla ferrovia Pinzano-Gemona:

Amministrazione

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Municipio

Sindaci dal 1995

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Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1995 1999 Albino Venchiarutti Lista civica Sindaco
1999 2004 Viviana Londero Lista civica Sindaco
2004 2014 Luigino Bottoni Lega Nord Sindaco
2014 2019 Paolo De Simon Lista civica Sindaco
2019 2024 Luigino Bottoni Lega FVG Sindaco
2024 In carica Lorenzo Tiepolo Lista civica Sindaco

La squadra di calcio locale, l'A.S.D. Osoppo, ha militato nel campionato di calcio di Seconda Categoria regionale fino al termine della stagione sportiva 2013-2014. Al termine della stagione, conclusasi con la retrocessione dopo la sconfitta nel play-out contro la Majanese, la società non si è iscritta al campionato provinciale di Terza Categoria 2014-2015 terminando di fatto ogni attività sportiva sia relativa alla prima squadra sia relativa alle squadre giovanili.

Il paese ha anche ospitato alcuni arrivi di tappa del Giro del Friuli. Il 31 maggio 2014 nel paese è transitata la 20ª e penultima tappa del Giro d'Italia 2014.

Inoltre nel territorio è presente una palestra di roccia, sita sul versante orientale del Colle di Osoppo. Questa falesia ospita numerose vie alpinistiche e una via ferrata. La gestione della falesia è affidata alla sezione di Gemona del Friuli del Club Alpino Italiano

  1. Toponimo ufficiale in lingua friulana, sancito dal DPReg 016/2014, vedi Toponomastica ufficiale, su arlef.it.
  2. 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  3. Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  4. Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  5. Osoppo - Enciclopedia - Treccani, su www.treccani.it. URL consultato il 9 agosto 2026.
  6. toponomastica ufficiale (DPReg 016/2014), su arlef.it.
  7. Storia, su valdarzino.info. URL consultato il 5 maggio 2026.
  8. Marina Cattaruzza, L’Italia e il confine orientale, Bologna, Il Mulino, 2007, p. 277.
  9. Osoppo, su Ufficio araldico - Fascicoli comunali, Archivio Centrale dello Stato. URL consultato il 13 marzo 2024.
  10. Comune di Osoppo, Medaglia d'oro al merito civile, su quirinale.it. URL consultato il 26 ottobre 2023.
  11. Il Presidente Ciampi ha conferito Medaglie al Merito Civile alla Regione Friuli - Venezia Giulia e ai Comuni colpiti dal terremoto del 1976, su presidenti.quirinale.it.
  12. Chiesa di Santa Maria ad Nives, su beweb.chiesacattolica.it. URL consultato il 5 maggio 2026.
  13. Osoppo, Forte di Osoppo, su ecomuseodelleacque.it. URL consultato il 5 Maggio 2026.
  14. Chiesa di San Giacomo, su Comune di Osoppo. URL consultato il 5 maggio 2026.
  15. Il Forte di Osoppo, su explorerfvg.com. URL consultato il 5 maggio 2026.
  16. Osoppo. Parco del Rivellino e Forte ora di proprietà del Comune, su lavitacattolica.it. URL consultato il 5 M maggio 2026.
  17. Dati tratti da:
  18. Toponomastica: denominazioni ufficiali in lingua friulana., su arlef.it.
  19. Lingua e cultura, su arlef.it.
  20. Festa di Santa Colomba, su zac.rubynetti.it. URL consultato il 5 maggio 2026.
  21. Ambito friulano (524), Lapide sepolcrale di S. Colomba, su beweb.chiesacattolica.it. URL consultato il 5 maggio 2026.
  22. Comune di Osoppo: Gemellaggi, su comune.osoppo.ud.it.

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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