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Menorah

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Ricostruzione della Menorah del Tempio di Gerusalemme.

La Menorah (in ebraico מְנוֹרָה?, candeliere,[1] in italiano anche menorà[2]) è una lampada ad olio a sette braccia che nell'antichità veniva accesa all'interno del Tempio di Gerusalemme attraverso la combustione di olio consacrato.

Il progetto originale, la forma, le misure, i materiali e le altre specifiche tecniche si trovano per la prima volta nella Tōrāh, nel libro dell'Esodo, in corrispondenza delle regole inerenti al tabernacolo: le stesse regole adottate poi per il Santuario di Gerusalemme.

È tradizionalmente uno dei simboli più antichi della religione ebraica.

Descrizione e aspetto

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La Menorah è descritta nella Bibbia ebraica come rivelata da Mosè direttamente dallo stesso Yahweh:

« Farai anche un candelabro d'oro puro. Il candelabro sarà lavorato a martello, il suo fusto e i suoi bracci; i suoi calici, i suoi bulbi e le sue corolle saranno tutti di un pezzo. Sei bracci usciranno dai suoi lati: tre bracci del candelabro da un lato e tre bracci del candelabro dall'altro lato. Vi saranno su di un braccio tre calici in forma di fiore di mandorlo, con bulbo e corolla e così anche sull'altro braccio tre calici in forma di fiore di mandorlo, con bulbo e corolla. Così sarà per i sei bracci che usciranno dal candelabro. Il fusto del candelabro avrà quattro calici in forma di fiore di mandorlo, con i loro bulbi e le loro corolle: un bulbo sotto i due bracci che si dipartano da esso e un bulbo sotto gli altri due bracci e un bulbo sotto i due altri bracci che si dipartano da esso; così per tutti i sei bracci che escono dal candelabro. I bulbi e i relativi bracci saranno tutti di un pezzo: il tutto sarà formato da una sola massa d'oro puro lavorata a martello. Farai le sue sette lampade: vi si collocheranno sopra in modo da illuminare lo spazio davanti ad esso. I suoi smoccolatoi e i suoi portacenere saranno d'oro puro. Lo si farà con un talento di oro puro, esso con tutti i suoi accessori. Guarda ed eseguisci secondo il modello che ti è stato mostrato sul monte. »  (ES 25,31-40[3])

Il Libro dei Numeri aggiunge che le sette lampade devono illuminare la parte anteriore del candelabro e ribadisce che la lampada fu realizzata secondo il modello mostrato a Mosè sul monte.[4]

Fonti talmudiche descrivono la Menorah originale come alta (senza la piattaforma alla base) 18 palmi (tre cubiti), ovvero circa 1,62 metri.[5] Storicamente era sorto un dibattito fra diversi studiosi sulla forma esatta dei bracci, dritti secondo alcuni[6], curvi e semicircolari secondo altri. Sebbene la maggioranza delle opinioni le abbia spesso identificate come curve[7][8], la questione è tuttora considerata dibattuta da alcuni fonti rabbiniche.[9]

Nel tabernacolo d'Israele, la menorah era d'oro e di disegno simile a quello delle comuni lampade (o candelabri) d'uso domestico, era adorna di pomoli e fiori alternati e aveva un'asta centrale e tre braccia per parte, che sostenevano in tutto sette piccole lampade. Per queste lampade si usava solo olio di oliva puro di olive schiacciate.[10]

Una famosa raffigurazione della Menorah, nella sua versione a bracci curvi, è presente sull'Arco di Tito a Roma, eretto in memoria della prima guerra giudaica combattuta dall'imperatore Tito in Galilea[11]. Nel 2009 sono state rinvenute le rovine di una sinagoga a Magdala, con reperti risalenti a prima della distruzione del Secondo Tempio. All'interno delle rovine di quella sinagoga è stato rinvenuto un blocco di pietra scolpito, che presentava sulla superficie, tra altre decorazioni, una raffigurazione della Menorah a sette bracci che differiva per i suoi bracci poligonali da quella sull'Arco di Tito, e che potrebbe essere stata scolpita da un testimone oculare della Menorah realmente presente all'epoca nel Tempio di Gerusalemme.[12]

In quanto portatrice di luce, la Menorah è stata identificata come il simbolo dell'illuminazione divina che raggiunge tutti gli uomini.[13] Il fatto che la fiamma centrale fosse sempre accesa, inoltre, stava ad indicare l'eternità della rivelazione e del patto di Dio con Israele.[14]

I suoi sette bracci rappresentano tradizionalmente i sette giorni della creazione (con il sabato al centro), oltre che i 7 pianeti.[15]

Secondo alcune tradizioni la Menorah richiama inoltre il roveto ardente in cui si manifestò a Mosè la voce di Dio sul monte Oreb, e in quanto portatrice di luce, la presenza di Yahweh nel Tempio[16] e la saggezza divina donata agli uomini,[17]. Secondo altre, i sette bracci rappresentano il sabato (al centro) e i sei giorni della creazione.[18]

«I sette giorni di Sukkot commemorano le Sette Nubi di Gloria che proteggevano gli ebrei nel deserto. Queste sette nubi corrispondono ai sette canali del volto dell'essere umano: i due occhi, due orecchie, due narici e la bocca.[19] Quando una persona purifica i suoi sette canali raggiunge il Ruach haQodesh, una "coscienza trascendentale". Questa coscienza trascendentale viene anche chiamata "Nubi di Gloria", come in una Sukkah. Così, santificando i nostri sette canali, possiamo meritare uno stretto legame con la santità oltre alla protezione della Sukkah anche durante l'anno[20]»

Differenze con la Hanukkiah

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La Menorah a sette bracci non va confusa con la Hanukkiah, un candelabro a nove bracci utilizzato esclusivamente durante la festività di Hanukkah.[21] Mentre la Menorah del Tempio ha sette rami come prescritto nella Tōrāh per l'illuminazione del Santuario, la Hanukkiah possiede otto bracci principali più uno centrale o laterale chiamato shamash ("servitore") usato per accendere gli altri[22]. Questa struttura a nove luci commemora il miracolo dell'olio della riconsacrazione del Tempio, i cui dettagli storici e religiosi sono descritti nel Talmud babilonese all'interno del trattato Shabbat 21b[23].

La Menorah raffigurata sull'Arco di Tito

La Menorah era uno degli elementi decorativi riservati al tabernacolo, l'area più santa del Tempio di Gerusalemme[24]. Secondo il Libro dell'Esodo, le lampade della Menorah venivano accese ogni giorno con olio d'oliva fresco e consacrato e rimanevano accese dalla sera fino al mattino.[25] Giuseppe Flavio afferma che tre delle sette lampade potevano rimanere accese anche durante il giorno[26]; tuttavia, secondo un'opinione riportata nel Talmud, solo la lampada centrale rimaneva accesa tutto il giorno, nella quale veniva versata la stessa quantità di olio delle altre[27]. Sebbene tutte le altre luci fossero state spente, quella lampada continuava a bruciare l'olio, nonostante fosse stata accesa per prima. Questo miracolo, secondo il Talmud, era considerato un segno che la Shekhinah (la presenza divina) dimorava in mezzo a Israele[28]. Nomi tradizionali della lampada erano ner hama'aravi ("lampada occidentale"), a causa della direzione del suo stoppino, e ner Elohim ("lampada di Dio")[29]. Sempre secondo il Talmud, il miracolo del ner hama'aravi terminò dopo il sommo sacerdozio di Simone il Giusto nel III o IV secolo a.C.[30].

Secondo il Secondo Libro dei Re e i Libri delle Cronache, Salomone fece realizzare dieci copie della mMenorah che furono collocate nell’heikhal, la sala principale del Tempio di Salomone[31][32][33]. Secondo il Libro di Geremia, i candelabri furono portati via dal generale babilonese Nebuzaradan in seguito alla distruzione di Gerusalemme nel 587 a.C.[34].

La distruzione del Tempio di Gerusalemme di F. Hayez. Si nota la Menorah trafugata dai soldati romani in basso a sinistra

Il destino della Menorah originale è tuttora oscuro: fatta interamente d'oro, d'un sol blocco, venne con molta probabilità portata a Roma quando dopo la conquista della terra di Israele da parte di Tito nel 70. Giuseppe Flavio riporta che sarebbe stata conservata ed esposta come trofeo nel Tempio della Pace[35]. Secondo altre testimonianze, sarebbe rimasta a Roma fino al sacco di Roma del 455 finendo poi, dopo alterne vicissitudini, a Cartagine[36] o a Costantinopoli.[37] Da qui in poi se ne perdono le tracce. La presenza della Menorah a Costantinpoli venne attestata da Procopio di Cesarea, secondo il quale l'imperatore Giustiniano I l'avrebbe poi rimandata a Gerusalemme, per paura che il destino infausto che l'oggetto aveva portato a Roma e Cartagine si abbattesse anche sulla sua città[35]. Altre tradizioni ebraiche sostengono invece che la Menorah trafugata da Tito fosse una copia (come provato dalle incongruenze fra il bassorilievo raffigurato sull'arco di Tito e la forma conosciuta della Menorah biblica).[38] Quella vera sarebbe stata nascosta in previsione della distruzione del secondo Tempio di Gerusalemme.[36] Altre interpretazioni ritengono possibile che la Menorah sia nascosta in Vaticano.[39]

Lo scrittore Stefan Zweig nella novella Il candelabro sepolto immagina che la Menorah sottratta agli Ebrei da Tito fosse quella originale, forgiata dalle mani di Mosè; trafugata dai Vandali nel 455 e portata a Costantinopoli da Belisario nel 534, nel racconto di Zweig la Menorah sarebbe ritornata rocambolescamente in possesso degli Ebrei[40].

Nelle sinagoghe, oltre ad una lampada semplice ad olio sempre accesa di fronte all'Aron, chiamata ner tamid (fiamma eterna),[41][42] è spesso presente una menorah o una sua rappresentazione.[43] La Menorah è inoltre l'elemento principale di numerosi monumenti commemorativi dell'Olocausto[44][45][46][47].

Una menorah è rappresentata sullo stemma dello Stato di Israele, basata sulla rappresentazione della menorah sull'Arco di Tito.[48]

Nella religione cristiana

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Rappresentazione artistica della Menorah, tratta dal soffitto affrescato della sinagoga di Saluzzo, Piemonte.

Nell'arredo liturgico medievale di molte chiese cristiane europee si trova un candeliere a sette braccia, emulato sul simbolo originale ebraico.[49] Il più antico esistente tra questi è il candelabro a sette braccia di Essen conservato nella sua cattedrale di Essen in Germania.[50] Nella prima cristianità, infatti, il "sette" simboleggiava l'unità del divino e del terreno, poiché univa il "tre" della trinità e il "quattro" dei punti cardinali terrestri.[51] Allo stesso tempo, il numero sette rappresentava i sette doni dello Spirito Santo, mentre il candelabro rappresentava Cristo stesso[52].[53]

Galleria d'immagini

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  1. Menorah, su treccani.it. URL consultato il 19 maggio 2026.
  2. Musei Vaticani, LA MENORÀ: CULTO, STORIA E MITO (PDF), su museivaticani.va. URL consultato il 19 maggio 2026.
  3. ES 25,31-40, su La Parola - La Sacra Bibbia in italiano in Internet.
  4. Nm 8, 4, su laparola.net.
  5. (EN) D. Michelson, The form of the Menorah and the weight of the shekel, su truthofland.co.il. URL consultato il 19 maggio 2026.
  6. (EN) Rashi on Exodus 25:32, su sefaria.org. URL consultato il 19 maggio 2026.
  7. (EN) Y. Shurpin, Why the Straight-Branched Menorah?, su chabad.org. URL consultato il 19 maggio 2026.
  8. (EN) A. E. Berkowitz, Temple Menorah/Hanukkiah controversy: straight arms or round, su israel365news.com, 19 dicembre 2022. URL consultato il 19 maggio 2026.
  9. (EN) R. Netz, Straightening Out the Menorah, su jewishreviewofbooks.com, 25 dicembre 2024. URL consultato il 19 maggio 2026.
  10. (EN) S. Ezagui, Humility Fuels the Light of Hanukkah: The Science and Soul of the Menorah’s Oil., in The Times of Israel, 16 dicembre 2025. URL consultato il 15 maggio 2026.
  11. (EN) The Arch of Titus, su visitjewishitaly.it. URL consultato il 17 maggio 2026.
  12. (EN) First-century Synagogue Discovered on Site of Legion’s Magdala Center in Galilee, su web.archive.org, 17 settembre 2009. URL consultato il 20 maggio 2026 (archiviato dall'url originale il 17 settembre 2009).
  13. (EN) K. Churcher, Menorah, su ebsco.com. URL consultato il 10 giugno 2026.
  14. (EN) The Menorah, su dantesisofo.com. URL consultato il 10 giugno 2026.
  15. La settima lampada, su danieleimperiale.it, 18 dicembre 2022. URL consultato il 20 maggio 2026.
  16. (EN) The Symbolism of the Olive Branch, su oneforisrael.org. URL consultato il 15 maggio 2026.
  17. Il candelabro ebraico - La Menorah e la Hanukkya, su corsoebraico.com. URL consultato il 15 maggio 2026.
  18. La Menorah: storia e significato del candelabro ebraico, su holyart.it, 13 giugno 2019. URL consultato il 15 maggio 2026.
  19. Tikkuney Zohar 13b
  20. Likutey Moharan I, 21: 2-4
  21. (EN) M. Posner, Menorah vs. Hanukkiah, su chabad.org. URL consultato il 16 giugno 2026.
  22. Hanukkah, la luce da condividere, su meis.museum, Museo Nazionale dell'Ebraismo Italiano e della Shoah (MEIS). URL consultato il 16 giugno 2026.
  23. (EN) Talmud Bavli, Shabbat 21b, su sefaria.org, Sefaria Library. URL consultato il 16 giugno 2026.
  24. Es 26, 35, su laparola.net.
  25. ES 27, 21, su laparola.net.
  26. (EN) The Antiquities of the Jews, 3.199, su lexundria.com. URL consultato l'8 giugno 2026.
  27. (EN) Shammat 22b:2, su sefaria.org. URL consultato l'8 giugno 2026.
  28. (EN) Menachot 86b, su sefaria.org. URL consultato l'8 giugno 2026.
  29. 1 Sam 3, 3, su laparola.net.
  30. (EN) Yoma39a, su sefaria.org. URL consultato l'8 giugno 2026.
  31. 1 Re 7, 49, su laparola.net.
  32. 1 Cronache 28, 15, su laparola.net.
  33. 2 Cronache 4, 7, su laparola.net.
  34. Geremia 52, 19, su laparola.net.
  35. 1 2 (EN) A. Abrams, The Search for the Lost Menorah, su aish.com, 15 settembre 2024. URL consultato l'8 giugno 2026.
  36. 1 2 (EN) Lost Treasures: The Enigmatic Journey of the Original Menorah: A Tale of Triumph, Tragedy, and Mysteries, su archmdmag.com, 11 gennaio 2026. URL consultato il 20 maggio 2026.
  37. (EN) The Menorah: Worship, History and Legend, su primolevicenter.org. URL consultato il 17 maggio 2026.
  38. (EN) N. Shragai, 2,000 years later, search for Second Temple menorah continues, su jns.org, 17 dicembre 2023. URL consultato il 20 maggio 2026.
  39. (EN) H. Moskoff, Is there new evidence of Jewish Temple treasures in the Vatican?, in Jerusalem Post, 10 febbraio 2022.
  40. Susanna Nirenstein, «Stefan Zweig e il mistero del candelabro errante», La Repubblica del 26 febbraio 2013
  41. Ner tamid, su visitjewishitaly.it, 2 novembre 2020. URL consultato il 20 maggio 2026.
  42. (EN) Ner Tamid: The Eternal Light, su chabad.org. URL consultato il 20 maggio 2026.
  43. (EN) Menorah, su britannica.com. URL consultato il 20 maggio 2026.
  44. Monumento agli Ebrei caduti durante la guerra, su monumentale.comune.milano.it. URL consultato il 10 giugno 2026.
  45. (EN) Holocaust Memorial "Menora in Flames 2" in Thessaloniki, Greece, 1997, 2007, su cja.huji.ac.il. URL consultato il 10 giugno 2026.
  46. (EN) Menorah in the JCC in Rochester, NY, USA, 1992, su cja.huji.ac.il. URL consultato il 10 giugno 2026.
  47. A. Lesnevskaya, In ricordo dell’eccidio di Babij Jar, 80 anni dopo, su mosaico-cem.it, 13 settembre 2021. URL consultato il 10 giugno 2026.
  48. (EN) The Flag and the Emblem, su gov.il, 28 aprile 2003. URL consultato il 19 maggio 2026.
  49. (EN) Catholic Church, Rome Jewish Community Partner On “Menorah: Worship, History, Legend” Exhibit, su bnaibrith.org, 7 aprile 2017. URL consultato il 20 maggio 2026.
  50. (DE) Siebenarmiger Leuchter, su domschatz-essen.de. URL consultato il 20 maggio 2026.
  51. N. Barocco, L’Eco Segreta della Forma: la Proporzione Medievale Tra Bellezza Divina e Arte, su divinap.com, 3 aprile 2026. URL consultato il 20 maggio 2026.
  52. Pothmann, p. 140.
  53. (EN) Sacred Menorah Symbolism in Judaism & Christianity, su judaicamore.com, 21 settembre 2025. URL consultato il 20 maggio 2026.
  • Alfred Pothmann: Der Essener Kirchenschatz aus der Frühzeit der Stiftsgeschichte. In: Günther Berghaus, Thomas Schilp (a cura di): Herrschaft, Bildung und Gebet. Gründung und Anfänge des Frauenstifts Essen. Klartext-Verlag, Essen 2000, ISBN 3-88474-907-2, p. 135–153.

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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