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Lady Madonna

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Lady Madonna
Screenshot tratto dal video promozionale
ArtistaThe Beatles
Autore/iLennon-McCartney
GenereBoogie-woogie
Pubblicazione originale
IncisioneLady Madonna/The Inner Light
Data18 gennaio 1968

Lady Madonna è un brano musicale dei Beatles, pubblicato su singolo nel 1968 con The Inner Light come lato B.

I Beatles nel 1968, durante la sessione fotografica per la copertina del singolo.

Fu scritto da Paul McCartney ma accreditato a Lennon-McCartney. McCartney si ispirò a scrivere il brano dopo aver visto un'immagine su un numero di National Geographic del 1965 intitolata Mountain Madonna,[1] dove c'era una madre con un figlio al seno e uno sotto che la guardava ridendo. Paul McCartney dichiarò: «Sembrava molto orgogliosa e aveva un bambino... E io l'ho vista come una sorta di simbolo della Madonna, madre e figlio. [...] A volte vedi le foto delle madri e pensi: 'È una brava madre'. Si percepisce chiaramente il legame che le unisce e quella foto mi ha profondamente colpito. Così, da quella foto ho tratto ispirazione per scrivere Lady Madonna, la mia canzone.»[2]

Paul McCartney basò la parte di pianoforte di Lady Madonna ispirandosi alla versione del 1956 incisa da Humphrey Lyttelton e prodotta da Joe Meek dello standard jazz Bad Penny Blues.[3] Inoltre la canzone fu fortemente influenzata dallo stile del pianista rock-blues Fats Domino.[1] Lo stesso McCartney dichiarò nel 1994 a Barry Miles: «Lady Madonna è venuta fuori sedendomi al piano, mentre provavo a comporre qualcosa che assomigliasse a un "blues boogie-woogie". Mi ricordai alcuni brani di Fats Domino per una serie di motivi, così incominciai a canticchiarla sotto questa influenza.» La canzone piacque talmente a Fats Domino da indurlo, subito dopo, a registrare una sua versione del brano.

Musica e arrangiamento

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Come già detto, l'introduzione e la musicalità della canzone sono simili a Bad Penny Blues di Humphrey Lyttelton. John Lennon collaborò alla stesura del testo inserendo la frase: «see how they run», (questo emerge dall'intervista di David Sheff a Lennon). In evidenza la vocalità variegata e molteplice di Paul McCartney, la peculiarità dei coretti nel ritornello, la grossa sezione di fiati guidata da Ronnie Scott e il testo.

Il testo, a parte il riferimento provocatorio, che si prestava a qualche equivoco, non venne giudicato blasfemo e osceno nemmeno dai severissimi direttori della Rai, tanto è vero che il filmato promozionale venne trasmesso sul Programma Nazionale nel corso del programma Settevoci condotto da Pippo Baudo.[4]

Il quadretto familiare descritto era tutt'altro che idilliaco, sembrava simboleggiare lo sfacelo della famiglia moderna, con donne e prole abbandonati al loro difficile e incerto destino; l'autore pareva voler richiamare la protagonista ad una maggiore dose di realismo e di concretezza, e forse rimproverarle un attaccamento alla fede e alla speranza fatalista.

Ma l'immagine della Lady distesa sul letto, forse per prostrazione, o per disperazione o in preda ad altri effimeri palliativi fa da controaltare a quella dei bambini ai suoi piedi che, già dotati di quella arguzia e di quella abilità, tipiche di chi lotta per la sopravvivenza, si chiedono come farà la loro madre a sbarcare il lunario.

Registrazione

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Il pianoforte verticale Steinway Vertegrand del 1905 utilizzato da Paul McCartney per Lady Madonna

La canzone fu registrata agli studi di Abbey Road durante le sessioni effettuate il 3 febbraio e il 6 febbraio 1968, appena pochi giorni prima della loro partenza per l'India verso l'ashram del Maharishi Mahesh Yogi.[5] Sei mesi prima era mancato Brian Epstein e Paul McCartney incominciò a prendere per mano il gruppo e, da quel momento, compose tutti i singoli, tranne due, pubblicati dai Fab Four, grazie alla propensione per le canzoni brevi, trascinanti, di facile presa.

McCartney registrò per primo la sua parte di pianoforte, utilizzando il pianoforte verticale Steinway Vertegrand "Mrs Mills" della EMI, accompagnato da Ringo Starr che suonava un rullante con le spazzole. Starr ricordò che durante la registrazione del brano i Beatles consultarono George Martin per ricreare il suono che Lyttelton aveva ottenuto su Bad Penny Blues.[6] George Harrison e John Lennon aggiunsero i riff di chitarra distorti della canzone, suonando parti identiche attraverso lo stesso amplificatore; McCartney sovraincise la parte al basso e Starr aggiunse altra batteria, questa volta suonata su una batteria completa.[7] McCartney cantò la sua voce solista in uno stile che l'autore Ian MacDonald definisce "presleyano", e Lennon, Harrison e McCartney sovraincisero i cori, parte dei quali consisteva nell'imitazione di strumenti a fiato durante la parte strumentale della canzone.[8]

La sessione di sovraincisione per la sezione di fiati composta da quattro elementi ebbe luogo il 6 febbraio.[9] L'assolo di sassofono tenore nel brano fu suonato dal musicista jazz britannico Ronnie Scott. Harry Klein, che suonò il sassofono baritono nel brano, ricordò che la sessione fu organizzata all'ultimo minuto, mentre Bill Povey, il secondo sassofonista tenore, disse che non era stata scritta alcuna musica da far seguire ai musicisti e McCartney offrì loro solo vaghe istruzioni.[9] Il secondo sassofono baritono fu suonato da Bill Jackman.

Lo stesso argomento in dettaglio: Videoclip dei Beatles § Lady Madonna/Hey Bulldog.

I due filmati promozionali per Lady Madonna vennero registrati nel febbraio del 1968.[10] I Beatles si erano recati in studio per la registrazione dei filmati, ma siccome non volevano perdere neanche un giorno di sessioni decisero di farsi filmare mentre registravano Hey Bulldog.[10][11] I due filmati, molto simili ma con alcune clip diverse (ad esempio nel secondo videoclip appare una scena con George Harrison che mangia dei fagioli), vennero montati in modo che il ritmo riprendesse quello di Lady Madonna.[10] Nel 1999, il girato originale dei videoclip venne rimontato per realizzare il video di Hey Bulldog.[11]

  • Fats Domino nel 1968.
  • Phoenix (gruppo rumeno - sull'EP Vremuri 1968).
  • Lenny White nel 1978 album Streamline (Elektra records-W 12328) cantata da Chaka Khan
  • Øystein Sunde (musicista norvegese - in una versione strumentale).
  • The Punkles (gruppo punk - compresa nel secondo album Punk!).
  • Aretha Franklin (utilizzata come sigla di Grace Under Fire dal 1993 al 1996).[12]
  • Rajaton (band finlandese).
  • Swamp Dogg nell'album Cuffed, Collared, Tagged and Gassed.
  • I Gleemen nel loro primo disco (1968).
  • Giorgio Cordini e Andrea Braido versione strumentale per l'album Giorgio Cordini & Andrea Braido ... playing the Beatles (1994) (Beatlesiani d'Italia Associati, BDIA0001), pubblicato anche negli Emirati Arabi Uniti.

Altri musicisti

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  1. 1 2 (EN) "Lady Madonna" (John Lennon – Paul McCartney), su www.beatlesebooks.com. URL consultato il 13 luglio 2026.
  2. (EN) Inspiration for the Beatles' Lady Madonna? National Geographic, in The Guardian, 2 novembre 2017. URL consultato il 13 luglio 2026.
  3. Walter Everett - The Beatles As Musicians: Revolver through the Anthology. New York, NY: Oxford University Press, 2009, pag. 153, ISBN 0-19-988093-X
  4. Lady Madonna | E.I.C.C. Elvis Italian Collector Club, su elvis-italian-collector-club.it. URL consultato il 13 luglio 2026.
  5. Schaffner, p.95
  6. (EN) Ken Womack, Everything Fab Four: The Beatles, Humphrey Lyttelton, and “Mountain Madonna”, su CultureSonar, 13 febbraio 2018. URL consultato il 13 luglio 2026.
  7. MacDonald, p.241
  8. Babiuk, p.213
  9. 1 2 Lewisohn, p.133
  10. 1 2 3 (EN) Allison Rapp, Here's Why the Beatles' 'Lady Madonna' Music Video Isn't What You Think It Is, su Ultimate Classic Rock, 14 marzo 2026. URL consultato il 13 luglio 2026.
  11. 1 2 (EN) Lady Madonna (Version 1) (film), su The Paul McCartney project. URL consultato il 13 luglio 2026.
  12. (EN) Robert Fontenot, Lady Madonna, in About.com Oldies Music. URL consultato il 13 luglio 2026 (archiviato dall'url originale il 26 marzo 2013).

Collegamenti esterni

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