Katane
| Katane | |
|---|---|
| Nome originale | Kατάvη |
| Cronologia | |
| Fondazione | 729 a.C. |
| Territorio e popolazione | |
| Nome abitanti | Katanaioi (Καταναῖοι) |
| Lingua | greco |
| Localizzazione | |
| Stato attuale | |
| Località | |
| Coordinate | 37°30′10.65″N 15°05′17.31″E |
| Cartografia | |
Katane (in greco antico Kατάvη?, Katánē[1]; in latino Catina) fu una polis greca situata sulla costa orientale della Sicilia, nel territorio dell'odierna Catania.
Etimologia
[modifica | modifica wikitesto]L'origine del toponimo è oscura. Secondo lo storico greco Plutarco, il nome deriverebbe dal greco katane ("grattugia"), in riferimento alle asperità del territorio lavico su cui sorge[2]. Secondo altre fonti deriverebbe dal protolatino katina (catino, bacinella) per via della conformazione a conca delle colline intorno alla città.[3]
Secondo altre interpretazioni il nome deriverebbe dall'apposizione del prefisso greco katà- ("presso") ad Aitnè, il nome greco dell'Etna (con il significato quindi di "nei pressi di" o "appoggiata all'Etna").[senza fonte]
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Katane era originariamente un insediamento sicano[4], divenuto siculo dopo il XIII secolo a.C. circa[5]. Secondo Tucidide cinque anni dopo la fondazione di Siracusa, ovvero nel 729 a.C, un gruppo di coloni greci calcidesi guidati da Tucle scacciarono i siculi e sui loro insediamenti fondarono la polis di Katane; successivamente, per ragioni non chiare, i suoi abitanti attribuirono il titolo di ecista a Evarco e non a Tucle.[6]
Nel 476 a.C. fu conquistata da Gerone I che la ribattezzò Aitna. Dopo la morte del tiranno siracusano e la sconfitta di Trasibulo di Siracusa, che segnò la fine della dinastia dei Dinomenidi, la città fu riconquistata dai suoi abitanti originari, che le restituirono il nome di Katane. Nel 403 a.C. fu conquistata da Dionisio I e gli abitanti furono deportati.
Fu poi conquistata dai Romani nel 263 a.C. e ribattezzata Catina.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ A.M. Schmidt, Catania, in Enciclopedia dell'arte medievale, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1993. URL consultato l'11 luglio 2014.«CATANIA (gr. Κατάνη; lat. Catana, Catina; arabo Qutāna, Madīnat al-fīl)»
- ↑ Plutarco, 58, v.4, in Vite Parallele, Dione.«Mossosi per prendere Catania, subito perse Siracusa; e fu in quella occasione che, secondo alcuni, egli avrebbe detto: ho perso una città e ho preso una grattugia.»
- ↑ Viene indicata Catania come l'antica "Catina": cfr. Francesco Maurolico, La Descrittione dell'Isola di Sicilia, Venezia, 1546, p. 34.
- ↑ Rinvenimenti del 1978 presso il monastero dei Benedettini, sotto la direzione di F. Giudice; vedi F. Giudice, E. Procelli, R. M. Albanese, M. Frasca, «Catania. Scavo all'interno del muro di cinta del Monastero dei Benedettini», in Cronache di Archeologia n° 18, 1979, pp. 129-141.
- ↑ Gesualdo Iatrino, K A T A N A ovvero dell'archeologia della cultura dei vinti (PDF), in Agorà, n° 25-26, 2006. URL consultato l'11 luglio 2014 (archiviato dall'url originale il 5 marzo 2016).
- ↑ Tucidide, 3, v.3, in Guerra del Peloponneso, vol. 6.«Tucle e i Calcidesi, partiti da Nasso nel quinto anno dalla fondazione di Siracusa, fondarono Leontini, scacciati i Siculi con una guerra, e poi Catania: i Catanesi stessi però nominarono fondatore Evarco.»
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Sebastiano Tusa, La Sicilia nella preistoria, Palermo, Sellerio Editore, 1999, ISBN 88-389-1440-0.
- Giuseppe Giarrizzo, Catania, Bari-Roma, Laterza Editore, 1986, ISBN 88-420-2786-3.
- Salvatore Spoto, Sicilia antica, Roma, Newton & Compton, 2002, ISBN 88-8289-750-8.
- Santi Correnti, Breve storia della Sicilia. Dalle origini ai giorni nostri, 8ª ed., Roma, Tascabili Economici Newton, 1998, ISBN 88-7983-511-4.
- Maria Teresa Di Blasi e Concetta Greco Lanza, Il Cicerone. Storia, itinerari, leggende di Catania, 2ª ed., Catania, Edizioni Greco, 2007, ISBN 978-88-7512-060-3.
- Antonino Scifo, Catania antica. Storia e monumenti della città durante l'età greca, romana e bizantina, Catania, AE, 2011, ISBN 978-88-88683-78-2.
- Giovanni Rizza, Catania in età greca, in Bruno Gentili (a cura di), Catania antica. Atti del Convegno della S.I.S.A.C. (Società Italiana per lo Studio dell'Antichità Classica; Catania, 23-24 maggio 1992), Pisa, Istituti Editoriali e Poligrafici Internazionali, 1996, ISBN 88-8147-076-4.
- Maria Grazia Branciforte, Da Katane a Catina, in M. G. Branciforte e Vincenzo La Rosa (a cura di), Tra lava e mare. Contributi all'archaiologhia di Catania. Atti del Convegno, Catania, Le Nove Muse Editrice, 2010, pp. 135-258, ISBN 978-88-87820-46-1.
- Massimo Frasca, Gli scavi all'interno dell'ex monastero dei Benedettini e lo sviluppo urbano di Catania antica, in Fabrizio Nicoletti (a cura di), Catania Antica. Nuove prospettive di ricerca, Palermo, Regione Siciliana, 2015, pp. 163-177.
- Fabrizio Nicoletti (a cura di), Catania Antica. Nuove prospettive di ricerca, Palermo, Regione Siciliana, 2015.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Catana, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- La città antica: l'origine greca, su comune.catania.it, Comune di Catania. URL consultato il 14 dicembre 2015 (archiviato dall'url originale il 19 giugno 2015).
