Eutropio
| Eutropio | |
|---|---|
| Console dell'Impero romano | |
| Nome originale | Eutropius |
| Morte | dopo il 387 |
| Consolato | nel 387 |
| Proconsolato | d'Asia nel 371/372 |
| Prefetto | prefetto del pretorio dell'Illirico nel 380-381 |
| Procuratore | magister memoriae dell'imperatore Valente |
| Eutropio | |
|---|---|
| Morte | dopo il 387 |
| Dati militari | |
| Paese servito | Impero romano |
| Forza armata | Esercito romano |
| Grado | Dux |
| Guerre | Guerre romano-sasanidi |
| Campagne | Campagna sasanide di Giuliano |
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Flavio Eutropio (in latino Flavius Eutropius; fl. 361–387) è stato un politico, storico, insegnante, militare e maestro di retorica romano.
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Le informazioni certe su origini e luogo di nascita di Eutropio sono incerte. Probabilmente nacque nel primo trentennio del IV secolo ed era originario di Burdigala,[1] anche se la Suda lo definisce un sofista italico.[2] Lo storico bizantino Giorgio Codino, nel suo De originibus Constantinopolitanis («Sulle origini di Costantinopoli»), afferma che un Eutropio fu segretario di Costantino I, ma è probabile che si tratti di un omonimo, data la distanza temporale.
È incerto se Eutropio fosse pagano o cristiano: gli studiosi odierni propendono per la prima ipotesi, dato che in nessun punto della sua opera storica si dilunga sul cristianesimo, mentre in passato si credeva fosse cristiano, in quanto in alcuni manoscritti del Breviarium, trattando la politica di restaurazione pagana dell'imperatore Giuliano questi è definito nimius insectator religionis Christianae.
Ricoprì in due riprese importanti cariche pubbliche, sotto vari imperatori: la prima, probabilmente quella di magister epistularum, sotto l'imperatore Costanzo II (quindi prima della morte di questi nel 361).[1] In base alla sua stessa testimonianza,[3] prese poi parte alla campagna sasanide di Giuliano, nel 363. Successivamente fu segretario e storico (magister memoriae) dell'imperatore Valente, su richiesta del quale, all'inizio della campagna sasanide, scrisse il Breviarium ab Urbe condita («Breviario dalla fondazione di Roma»).
Nel 371/372 fu proconsole (governatore) della provincia d'Asia, occasione in cui restaurò alcune costruzioni di Magnesia al Meandro. Fu accusato di tradimento contro Valente dal suo successore Festo, ma assolto.[4] Nel 379 circa si recò alla corte dell'imperatore Graziano e visitò Roma;[5] nello stesso periodo fu corrispondente di Simmaco e di Gregorio di Nazianzio.[6]
Sotto Teodosio I fu prefetto del pretorio dell'Illirico nel 380-381; sono rimaste diverse leggi a lui indirizzate, da cui si potrebbe dedurre che fosse abbastanza mite nell'esercizio della giustizia.[1] Nel 387 fu console posterior, con l'imperatore Valentiniano II come collega.[1]
Il Breviarium
[modifica | modifica wikitesto]Il Breviarium ab urbe condita, in dieci libri, è un compendio (breviarium in latino indica una stesura di sintesi) della storia romana, dalla fondazione della città fino alla morte di Gioviano, avvenuta nel 364.
L'attenzione dell'autore è concentrata più sugli avvenimenti di politica estera, con le campagne e le guerre di conquista, che alla politica interna. Gli ultimi quattro libri, dedicati alle vicende imperiali, offrono interessanti ritratti dei sovrani.
Le fonti utilizzate da Eutropio sono varie: da Tito Livio e Svetonio, fino a cronache imperiali a noi non pervenute, come l'ipotizzata Enmannsche Kaisergeschichte, e ai ricordi personali dell'autore.
Lo stile, generalmente imparziale, è semplice e chiaro, rendendo l'opera accessibile a tutti e contribuendo al suo enorme successo. Essa, infatti, non soltanto fu usata come testo di iniziazione al latino nelle scuole (come ancora oggi accade), ma suscitò tanto interesse che fu ampliata a più riprese (fino all'età di Giustiniano da Paolo Diacono nella Historia Romana e, successivamente, fino al tempo di Leone l'Armeno da Landolfo Sagace nella Historia Miscella) e ne vennero eseguite traduzioni anche in greco (quella di Capitone Licio è perduta, mentre rimane pressoché completa quella di Peanio).
Edizioni
[modifica | modifica wikitesto]- Carlo Santini (ed.), Eutropius. Breviarium ab urbe condita, Leipzig 1979.
- Eutropio, Storia di Roma, Introduzione di Fabio Gasti, Traduzione e note di Fabrizio Bordone, Santarcangelo di Romagna, Rusconi Libri, 2014, ISBN 978-88-18-03023-5
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 3 4 PLRE, vol. 1, p. 317.
- ↑ Ettore Paratore, Storia della letteratura latina dell'età imperiale, Milano, Biblioteca Universale Rizzoli, 1992, p. 302, ISBN 88-17-11253-4
- ↑ Eutropio, x.16.
- ↑ Ammiano Marcellino, Res gestae xxix 1.36; Libanio, Orazioni, 1.159.
- ↑ Simmaco, Lettere, III 50.
- ↑ È il destinatario di Simmaco, Lettere, III 46–51, e di Gregorio, Lettere, 70–1.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Arnold Hugh Martin Jones, John Robert Martindale, John Morris, "Eutropius (2)", The Prosopography of the Later Roman Empire: A.D. 260-395, volume 1, Cambridge University Press, 1971, ISBN 0521072336, p. 317.
Altri progetti
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Wikisource contiene una pagina dedicata a Eutropio
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Wikiquote contiene citazioni di o su Eutropio
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Eutropio
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Eutròpio, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- Marco Galdi, EUTROPIO, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1932.
- Eutropio, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
- Eutròpio (storico), su sapere.it, De Agostini.
- (EN) Eutropius, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- (EN) Eutropio, in Encyclopædia Iranica, Ehsan Yarshater Center, Columbia University.
- (LA) Opere di Eutropio, su digilibLT, Università degli Studi del Piemonte Orientale Amedeo Avogadro.
- Opere di Eutropio, su MLOL, Horizons Unlimited.
- (EN) Opere di Eutropio, su Open Library, Internet Archive.
- Breviarium ab Urbe condita (testo latino), su thelatinlibrary.com.
- Breviarium ab Urbe condita (testo latino IntraText, indici e concordanze)
- Breviarium ab Urbe condita (testo latino e traduzione inglese), su forumromanum.org.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 25396473 · ISNI (EN) 0000 0001 2124 8871 · SBN MILV108581 · BAV 495/14750 · CERL cnp01260168 · LCCN (EN) n85083031 · GND (DE) 118682768 · BNE (ES) XX904451 (data) · BNF (FR) cb11995592s (data) · J9U (EN, HE) 987007260951405171 · NSK (HR) 000118099 · CONOR.SI (SL) 51140707 |
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