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Channichthyidae

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Cannictidi
Chionodraco hamatus
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
ClasseActinopterygii
OrdinePerciformes
SottordineNotothenioidei
FamigliaChannichthyidae
Generi

I Channichthyidae, chiamati comunemente pesci ghiaccio (dall'inglese icefish) o pesci ghiaccio coccodrillo (dall'inglese crocodile icefish), sono una famiglia di pesci marini appartenenti all'ordine Perciformes.

Distribuzione e habitat

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Sono tra i pochi pesci che vivono nelle acque dell'Antartide. Hanno perso la vescica natatoria e sono prevalentemente bentici. Si riproducono sul fondale marino.[1]

Presentano un corpo allungato che si affina verso la coda. La testa è grossa con muso appuntito e occhi molto grandi. Le pinne pettorali sono ben sviluppate, le ventrali sono lunghe e rigide (spesso utilizzate come sostegno per appoggiarsi al fondo) la pinna anale è sottile e poco visibile, la coda ampia e muscolosa. Sul dorso presentano due pinne dorsali, la prima con forti raggi sviluppati. I cannictidi mancano di vescica natatoria. I pesci ghiaccio sono insoliti sotto diversi aspetti, mancando di scaglie e avendo ossa trasparenti, ma ciò che più il contraddistingue tra i vertebrati è il loro "sangue bianco" privo di emoglobina[2].

Le acque fredde come quelle dell'Antartide rendono il sangue viscoso. I pesci dell'Antartide (i Notothenioidei), devono quindi diminuire il numero di eritrociti nel sangue. Hanno un ematocrito tra 16-18%. Ma la famiglia dei pesci ghiaccio (Channichthyidae) hanno portato questo valore a zero. Così riescono a sopravvivere nelle acque antartiche, la cui temperatura oscilla tra -1 e -2°C, poiché il loro sangue presenta una ridotta viscosità. Per ridurre la viscosità del sangue i cannictidi si sono evoluti eliminando sia i globuli rossi che l'emoglobina, approfittando del fatto che in acqua a bassa temperatura l'ossigeno è molto più solubile e tende ad essere assorbito dal sangue branchiale con più facilità. Inoltre, questi pesci attuano una respirazione cutanea: presentano una fitta rete di capillari vicino alla cute, sprovvista di scaglie, dove può quindi avvenire un ulteriore scambio di gas con l'ambiente. Anche il cuore è molto più grande.[3]

Nel genoma di una specie di pesce ghiaccio (Chaenocephalus aceratus) sono stati riscontrati adattamenti evolutivi fondamentali per la loro sopravvivenza. Alcuni erano comuni ai pesci a sangue rosso che vivono nelle acque antartiche, come la presenza di geni supplementari coinvolti nella protezione da danni causati dal congelamento, come glicoproteine antigelo e proteine della zona pellucida. Altri erano più strettamente legati alla mancanza di globuli rossi, come geni che codificano enzimi attivi nel controllo dello stato ossidoriduttivo cellulare, tra i quali membri delle famiglie genetiche sod3 e nqo1 che proteggono i tessuti dall'ossigeno libero altamente reattivo presente nel sangue[2][4].

I microtubuli sono proteine che mantengono la forma della cellula e che sono quindi fondamentali per il mantenimento del citoscheletro. Per questo motivo sono molto conservati in tutti gli eucarioti. Diventano instabili però a temperature sotto i 10°C. Nei pesci ghiaccio, i geni per i microtubuli sono mutati per potere resistere alle basse temperature. Anche i geni che regolano il ritmo circadiano sono mutati, probabilmente per via degli inverni bui e lunghi e per la vita sotto il ghiaccio che ha diminuito la pressione sulla conservazione di questi geni.[4]

La fecondazione è esterna, le uova (giallo-arancioni, di 2–3 mm di diametro) vengono fecondate al momento della deposizione. All'inizio del 2022 è stata scoperta una gigantesca colonia che si estende sul fondale della parte meridionale del Mare di Weddell per circa 240 chilometri quadrati. Si è stimata la presenza di circa 60 milioni di nidi di pesci ghiaccio ad una profondità tra i 420 e i 535 metri, in una zona con acque di circa 2°C più calde rispetto alle aree circostanti[5][1]

Alimentazione

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I cannictidi si nutrono di krill, copepodi e piccoli pesci.

  1. 1 2 (EN) Autun Purser, Laura Hehemann e Lilian Boehringer, A vast icefish breeding colony discovered in the Antarctic, in Current Biology, vol. 0, n. 0, 13 gennaio 2022, DOI:10.1016/j.cub.2021.12.022. URL consultato il 17 gennaio 2022.
  2. 1 2 I pesci ghiaccio e la storia del sangue, su Le Scienze. URL consultato il 17 gennaio 2022.
  3. Sean B. Carroll, The Making of the Fittest, London, Quercus, 2009, pp. 19-29, ISBN 978 1 84724 724 7.
  4. 1 2 (EN) Bo-Mi Kim, Angel Amores e Seunghyun Kang, Antarctic blackfin icefish genome reveals adaptations to extreme environments, in Nature Ecology & Evolution, vol. 3, n. 3, 2019-03, pp. 469-478, DOI:10.1038/s41559-019-0812-7. URL consultato il 17 gennaio 2022.
  5. Un'inattesa gigantesca colonia di pesci in Antartide, su Il Post, 14 gennaio 2022. URL consultato il 17 gennaio 2022.
  6. Fish Identification, su fishbase.org.

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