Brigitte Bardot
| Brigitte Bardot | |
|---|---|
| Nazionalità | |
| Genere | Pop Chanson |
| Periodo di attività musicale | 1962 – 1973 |
| Etichetta | Philips, Fontana |
| Album pubblicati | 6 |
| Studio | 5 |
| Raccolte | 1 |
| Sito ufficiale | |
| Brigitte Bardot | |
|---|---|
| Occhi | castani |
| Capelli | biondi (castani ossigenati) |
Brigitte Anne Marie Bardot, anche conosciuta come B.B. (Parigi, 28 settembre 1934 – Saint-Tropez, 28 dicembre 2025[1]), è stata un'attrice, modella, cantante, ballerina e attivista francese.
Dopo gli esordi come danzatrice classica, raggiunse la notorietà internazionale negli anni cinquanta e sessanta, affermandosi come una delle principali icone del cinema e del costume dell'epoca. Ritiratasi dalle scene nel 1973, si dedicò interamente all'attivismo per i diritti degli animali, diventandone una delle figure più note a livello internazionale.[2]
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Infanzia e prima giovinezza
[modifica | modifica wikitesto]Brigitte Anne-Marie Bardot nacque in una famiglia borghese cattolica. Il padre, Louis Bardot, era un ingegnere e imprenditore, mentre la madre, Anne-Marie Mucel, proveniva da una famiglia dell'alta borghesia parigina. Aveva una sorella minore, Mijanou Bardot. Fin dall'infanzia fu avviata allo studio della danza classica: iniziò a praticare il balletto in giovane età e, nel secondo dopoguerra, fu ammessa al Conservatoire de Paris, dove seguì una formazione rigorosa che influenzò profondamente la sua disciplina personale e artistica.[3]
Durante l'adolescenza frequentò scuole private a Parigi, conducendo una vita familiare improntata a regole severe e a un'educazione tradizionale. Parallelamente agli studi, cominciò a posare come modella e, nel 1950, all'età di quindici anni, apparve sulla copertina della rivista Elle, episodio che segnò l'inizio della sua esposizione pubblica e aprì la strada alla futura carriera cinematografica.[4] All’età di sedici anni, Bardot partecipò a un’audizione con il regista Marc Allégret, durante la quale conobbe il futuro marito Roger Vadim.[5] I due cominciarono a frequentarsi nonostante i genitori della giovane imponessero che il matrimonio potesse avvenire solo al compimento dei 18 anni.[6] Bardot e Vadim si sposarono nel 1952.[7]
Gli esordi cinematografici (1952-1955)
[modifica | modifica wikitesto]Bardot esordì sul grande schermo nel 1952 con il film francese Le Trou normand, diretto da Jean Boyer, in cui interpretò un piccolo ruolo.[8] Nello stesso anno recitò nel film Manina ragazza senza veli, diretto da Willy Rozier, uno dei suoi primi ruoli cinematografici da protagonista.[9] Questi primi film segnarono l'inizio della carriera cinematografica di Bardot e contribuirono a far emergere la sua notorietà nel contesto del cinema francese degli anni cinquanta, caratterizzato da commedie leggere e da un crescente interesse per nuovi volti femminili sul grande schermo.[10]
All'inizio recitò principalmente in film romantici leggeri, alcuni a sfondo storico, interpretando spesso il ruolo di giovani donne ingenue o figure idealizzate di interesse amoroso. Ottenne piccole parti in alcuni film in lingua inglese, tra cui Atto d'amore (1953), la commedia Un dottore in altomare (1955), accanto a Dirk Bogarde, ed Elena di Troia (1956), prodotto dalla Warner Bros., in cui interpretò l'ancella di Elena.[11]
L'affermazione internazionale e il film con Vadim (1956)
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Vadim cercò di valorizzare artisticamente la carriera della moglie oltre i ruoli leggeri dei suoi primi film. Nel 1956 diresse e co-scrisse il film Piace a troppi, in cui la Bardot recitò accanto a Jean-Louis Trintignant e che fu determinante per la sua affermazione internazionale.[12][13] Durante la lavorazione, la Bardot ebbe una relazione sentimentale con Trintignant.[14][11] La relazione terminò nel 1957 e, nello stesso anno, Bardot divorziò da Vadim. In seguito ebbe una relazione, prima con il cantante Gilbert Bécaud – che però i due vissero in segreto per evitare lo scandalo, dal momento che Bécaud era sposato e non voleva compromettere la sua unione – e poi con l'attore Raf Vallone.[7] Nell'estate del 1958 Bardot conobbe Sacha Distel ed ebbe con lui una relazione seguita da vicino dalla stampa scandalistica, che frutterà a Distel una grossa pubblicità, contribuendo a lanciarlo nel mondo della canzone.[7]
Durante la lavorazione di Babette va alla guerra, Bardot iniziò una relazione con l'attore Jacques Charrier, con il quale convolò a nuove nozze il 18 giugno 1959 e dal quale ebbe, nel 1960, il suo unico figlio, Nicolas-Jacques Charrier, che lei inizialmente rifiutò e con cui ebbe un rapporto difficile, affidandolo subito a una nutrice.[7] Il matrimonio e la nascita del figlio vennero costantemente seguiti dai paparazzi, e l'assedio da parte di fotografi e giornalisti ebbe ripercussioni anche nella vita privata dell'attrice, provocando molteplici tentativi di suicidio, avvenuti tra la fine degli anni cinquanta e i primi anni sessanta.[7] Durante le riprese del film La verità, l'attrice ebbe una relazione con l'attore Sami Frey, e in seguito Charrier chiederà il divorzio, che avverrà nel 1962.[7]
Successi artistici e ruoli drammatici (1958-1962)
[modifica | modifica wikitesto]Durante la seconda metà degli anni cinquanta e l'inizio degli anni sessanta, Brigitte Bardot consolidò la propria reputazione internazionale grazie al successo di film, come Piace a troppi (1956), diretto da Roger Vadim e considerato tra i ruoli che la resero nota a un pubblico oltre i confini francesi.[3][15] Pur ricevendo attenzione internazionale, Bardot non sviluppò una carriera stabile all'interno del sistema cinematografico statunitense e continuò a lavorare principalmente in produzioni europee.[16][17] Nel corso di questo periodo, la carriera cinematografica di Brigitte Bardot registrò una crescente attenzione sia da parte della critica sia del pubblico. L'interpretazione di Dominique Marceau nel film La verità (1960), diretto da Henri-Georges Clouzot, fu particolarmente rilevante per la sua carriera.[18] Vita privata (1962), diretto da Louis Malle, contiene elementi ispirati a esperienze personali dell'attrice.[19]
Gli ultimi anni di carriera e il ritiro (1963-1974)
[modifica | modifica wikitesto]Poco tempo dopo, Bardot si trasferì nel sud della Francia. In quel periodo affrontò problemi personali, mentre nei primi anni sessanta, in concomitanza con i cambiamenti sociali della rivoluzione sessuale, il suo stile di vita divenne più riservato e la pressione mediatica su di lei si ridusse gradualmente.[20] Nel 1963 prese parte a Il disprezzo (1963) di Jean-Luc Godard. Nel 1965 interpretò se stessa nel film Erasmo il lentigginoso, accanto a James Stewart, e recitò in coppia con Jeanne Moreau in Viva Maria! (1965) di Louis Malle, consolidando la propria immagine di icona femminile. Nel 1966 si sposò con Gunter Sachs, unione che avrà termine nel 1969. Prima della fine del suo matrimonio, l'attrice ebbe una relazione con il cantautore Serge Gainsbourg e, nell'estate del 1968 con l'attore Gigi Rizzi.
Successivamente al divorzio da Sachs, trascorsero molti anni prima che Bardot intraprendesse un nuovo legame sentimentale; si sposò per la quarta volta soltanto nel 1992 con un esponente politico del Fronte Nazionale, Bernard d'Ormale, con il quale visse il più duraturo dei suoi matrimoni. Nel 1974, poco prima del suo quarantesimo compleanno, annunciò il ritiro dal cinema, dopo aver partecipato a oltre cinquanta film.[21][22] Nel 1996 pubblicò il libro autobiografico Initiales B.B. (titolo ispirato all’omonima canzone di Serge Gainsbourg), edito in Italia con il titolo Mi chiamano B.B..[7] Nel volume raccontò la propria vita, la carriera di attrice, i suoi amori e il rapporto conflittuale con la stampa, da cui si sentiva assediata. Nel 2011 cedette i diritti del proprio nome per una linea di abiti.[23]
Carriera musicale
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A partire dal 1962 Brigitte Bardot affiancò alla carriera cinematografica anche quella musicale, incidendo numerosi singoli e partecipando a colonne sonore e spettacoli televisivi negli anni sessanta. La sua prima incisione significativa fu Sidonie, pubblicata nel 1962 in concomitanza con l'uscita del film Vita privata, brano scritto appositamente per lei e divenuto tra i suoi pezzi più noti di quel periodo.[24] Esplorò generi, quali il pop leggero, la bossa nova e il tango, collaborando con autori e arrangiatori dell’epoca, come Sacha Distel e Charles Blackwell.[25] Nel corso della seconda metà degli anni sessanta collaborò artisticamente con il cantautore Serge Gainsbourg. La loro relazione personale e professionale portò alla composizione di diversi brani, tra cui Bonnie and Clyde, inciso insieme a Gainsbourg e pubblicato nel 1968, combinando sonorità pop con riferimenti alla celebre coppia di fuorilegge.[26]
Durante lo stesso periodo, Gainsbourg scrisse e registrò con Bardot Je t'aime... moi non plus. Secondo fonti contemporanee, la canzone fu concepita alla fine del 1967, quando Bardot gli aveva chiesto di comporre «la più bella canzone d’amore possibile».[26] La registrazione fu completata in studio, ma Bardot, preoccupata per lo scandalo e per la reazione del marito Gunter Sachs, chiese l’annullamento della pubblicazione. Il nastro rimase quindi negli archivi per quasi vent’anni e fu pubblicato solo nel 1986, con i proventi destinati ad associazioni animaliste a cui Bardot era legata.[27] Oltre a Je t’aime… moi non plus e Bonnie and Clyde, Bardot incise altri brani significativi, come La Madrague (1963), divenuto uno dei suoi pezzi più ricordati, e Harley Davidson, scritto da Gainsbourg e pubblicato nel 1967.[28] La carriera musicale di Bardot, sebbene più breve rispetto a quella cinematografica, si inserì nel contesto della cultura pop francese degli anni sessanta e contribuì alla sua immagine di icona internazionale, intrecciandosi con mode, tendenze e le collaborazioni di autori celebri dell’epoca.[29]
Attivismo
[modifica | modifica wikitesto]A partire dal 1962, e soprattutto dopo aver abbandonato il cinema nel 1972, Bardot si affermò come attivista per i diritti degli animali.[30] Già nel 1962 intervenne in una trasmissione televisiva denunciando i maltrattamenti subiti dagli animali da macello e divenne vegetariana.[7] Nel 1977 partecipò a una campagna internazionale contro la caccia ai cuccioli di foca in Canada, contribuendo ad attirare l’attenzione globale sulla pratica della caccia a questi mammiferi.[31] Nel 1986 istituì la "Fondazione Brigitte Bardot per il benessere e la protezione degli animali", finanziata in parte con circa 3 milioni di franchi raccolti attraverso la vendita all’asta dei suoi gioielli e altri oggetti personali.[32] La fondazione promuove campagne contro il maltrattamento degli animali in allevamenti e macelli, contro pratiche come la corrida e l’uso della carne di cavallo, e sostiene progetti di soccorso e sterilizzazione per animali randagi.[33]
Il 25 maggio 2011, la Sea Shepherd Conservation Society le intitolò una delle proprie navi, rinominando il veliero "MV Gojira" come "MV Brigitte Bardot" in segno di riconoscimento per il suo sostegno alle campagne dell’organizzazione in difesa dei mammiferi marini e contro la caccia illegale.[34] Si tratta di un trimarano oceanico che ha partecipato a numerose missioni di Sea Shepherd per la protezione degli oceani e della fauna marina.[35] Nel corso della sua attività, indirizzò lettere aperte a leader politici, tra cui il presidente francese François Hollande, chiedendo l’adozione di misure per la tutela degli animali, come l’abolizione della macellazione rituale senza stordimento e la chiusura dei macelli per cavalli, per ridurre la sofferenza degli animali.[36]
Morte e tributi
[modifica | modifica wikitesto]Brigitte Bardot è deceduta il 28 dicembre 2025, all'età di 91 anni, nella sua residenza "La Madrague" a Saint-Tropez.[37] L'annuncio ufficiale è stato dato dalla sua Fondazione, la "Fondation Brigitte Bardot", che non ha reso note le cause del decesso, per mantenere il massimo riserbo. I funerali si sono svolti il 7 gennaio 2026 nella chiesa Notre-Dame-De-l’Assomption a Saint-Tropez, in forma privata, ma con allestimento di uno schermo nel porto e nella piazza centrale per permettere ai fan di seguire le esequie. Riposa nel cimitero marino di Saint-Tropez, dove sono già sepolti i suoi genitori e il suo primo marito, il regista Roger Vadim.
Dopo l’annuncio, numerosi omaggi e reazioni pubbliche sono arrivati da personalità politiche, istituzioni culturali e associazioni per il benessere degli animali. Il presidente francese Emmanuel Macron ha scritto che Bardot «incarnava una vita di libertà» e l’ha definita «una leggenda del secolo».[38] La “Foundation Brigitte Bardot” ha dichiarato che continuerà il suo lavoro per la causa animale.[39] Organizzazioni per la protezione degli animali, come la Société Protectrice des Animaux (SPA), l’hanno ricordata come una figura chiave nella difesa del benessere animale, sottolineando i progressi ottenuti grazie alla sua opera. Il comune di Saint-Tropez ha reso omaggio alla sua figura come «ambasciatrice radiosa» della città e della cultura francese, mentre molti fan hanno portato fiori davanti alla sua villa come segno di commozione e saluto all’icona del cinema e attivista.[40]
Opinioni e dichiarazioni
[modifica | modifica wikitesto]Brigitte Bardot ha sempre dichiarato di essere politicamente schierata a destra; negli anni sessanta sostenne e votò Charles de Gaulle.[7]
Il suo quarto marito, Bernard d'Ormale, è un attivista del Fronte Nazionale[41] (oggi Rassemblement national). Bardot, nel 2004, a seguito di una domanda relativa all'impegno politico del marito, dichiarò:
Nel 2010 fu vicina alla candidatura alla Presidenza della Repubblica per il movimento Alliance écologiste.[43]
Al ballottaggio delle elezioni presidenziali del 2017 invitò pubblicamente a votare la candidata del Fronte Nazionale Marine Le Pen, che aveva in precedenza già sostenuto e denominato "moderna Giovanna d'Arco",[44] contro il candidato centrista Emmanuel Macron.[45]
In occasione delle elezioni europee del 2019 supportò il Partito Animalista.[46]
Controversie
[modifica | modifica wikitesto]Brigitte Bardot è stata coinvolta in numerose controversie spesso infondate, principalmente legate a dichiarazioni pubbliche o scritti che hanno suscitato polemiche e procedimenti legali. Le controversie riguardano temi come religione, immigrazione, diritti LGBT, tutela degli animali e opinioni sulla pandemia di COVID-19.
Nel 1996 l’ex marito Jacques Charrier e il figlio Nicolas-Jacques la citarono in tribunale per contenuti del libro autobiografico Mi chiamano B.B., in cui l’attrice descriveva episodi personali riguardanti loro.[47][48]
Nel 2001 fu condannata per "istigazione all’odio e alla violenza razziale" in seguito alla pubblicazione di lettere aperte e articoli, in cui criticava l’immigrazione islamica, la macellazione rituale halal e il numero di moschee in Francia. Contenuti simili portarono a successive condanne nel 2004 e 2008, con multe fino a 15.000 euro.[49][50][51]
Nel 2003 alcune sue dichiarazioni sugli omosessuali scritte nel libro Un grido nel silenzio (Un cri dans le silence), suscitarono accuse di omofobia. Si difese affermando di avere amici e collaboratori appartenenti alla comunità LGBT.[52][53][54]
Nel 2021 fu multata di circa 20.000 euro per dichiarazioni sugli abitanti dell’Isola di Réunion, giudicate offensive, in cui denunciava presunti maltrattamenti sugli animali e faceva riferimenti controversi verso la popolazione locale.[55][56][57] Bardot espresse inoltre opinioni sulla pandemia di COVID-19, definendola un fenomeno di "autoregolazione demografica".[58]
Influenze e omaggi
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Negli anni cinquanta e sessanta, Brigitte Bardot emerse come una delle attrici europee più riconoscibili a livello internazionale, attirando l'attenzione dei mass media statunitensi.[59] Accostata a figure come Marilyn Monroe, fu considerata un'icona della sensualità femminile del periodo.[60]
Il successo di alcuni film, le apparizioni al Festival di Cannes e la diffusione di immagini fotografiche contribuirono alla popolarizzazione del bikini nella cultura occidentale.[61]
Fu tra le prime celebrità a esibirsi occasionalmente in monokini (topless bikini). In Francia, dove il topless era relativamente diffuso negli anni cinquanta e sessanta, tali apparizioni non suscitarono particolare scalpore; negli Stati Uniti, invece, furono considerate più controverse dal pubblico e dalla stampa.[62]

Arte
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1970 lo scultore Alain Gourdon si ispirò a Brigitte Bardot per creare un busto di Marianne, simbolo nazionale francese.[63]
Nel 1974 Gunter Sachs, ex marito dell’attrice, commissionò ad Andy Warhol un ritratto di Bardot. L’opera, stimata quasi cinque milioni di euro, fu venduta all’asta nel 2012 da Sotheby's a Londra.[64] Warhol realizzò una serie di opere incentrate sulla sua immagine, incluse serigrafie e ritratti datati intorno al 1974, inserendola nel ciclo di celebri icone della cultura di massa rappresentate dal movimento pop art.[65][66]
La figura di Bardot ha ispirato anche numerosi artisti contemporanei. Opere di pittura e ritratti realizzati da artisti contemporanei testimoniano l’influenza della sua immagine nella cultura visiva moderna, come ritratti in olio e tecniche miste che reinterpretano la sua iconica silhouette e l’allure cinematografica.[67]
Ad Armação dos Búzios, nello Stato di Rio de Janeiro in Brasile, è collocata una statua in bronzo di Bardot realizzata dalla scultrice Christina Motta.[68]
Il 28 settembre 2017, in occasione del suo 83º compleanno, a Saint-Tropez è stato inaugurato un monumento in bronzo dedicato a Bardot e ispirato a un acquerello di Milo Manara, riprodotto dalla fonderia artistica Mariani di Pietrasanta, in provincia di Lucca. La statua, alta circa 2,5 metri, si trova nella Place Blanqui di fronte al Museo della Gendarmeria e del Cinema.[69][70][71]
La rilevanza artistica di Bardot è stata oggetto anche di mostre dedicate all’arte pop e alla cultura iconografica del XX secolo. In musei e gallerie, rassegne che esaminano la pop art e la ritrattistica del Novecento spesso includono riferimenti al suo volto e alla sua immagine come espressione della celebrità e dell’estetica mediatica di quegli anni.[72]
Canzoni
[modifica | modifica wikitesto]La figura di Brigitte Bardot ha esercitato una notevole influenza anche nell’ambito musicale, diventando oggetto di citazioni, omaggi e riferimenti espliciti in canzoni di artisti appartenenti a contesti culturali e linguistici differenti.
Nel 1960 il compositore brasiliano Miguel Gustavo dedicò a Brigitte Bardot la celebre canzone Brigitte Bardot, interpretata dal cantante di samba Jorge Veiga. Il brano, cantato in lingua portoghese, è costruito come un omaggio ironico e diretto alla popolarità dell’attrice, allora divenuta un simbolo internazionale di fascino e modernità. Il celebre ritornello «Brigitte Bardot Bardot / Brigitte beijou beijou» (traducibile come «Brigitte Bardot Bardot / Brigitte baciò baciò») non allude a episodi biografici specifici, ma utilizza il nome dell’attrice come emblema di un’attrazione collettiva e travolgente, riflettendo il ruolo della Bardot nell’immaginario popolare dell’epoca. La canzone ottenne un notevole successo in Brasile e contribuì in modo significativo alla notorietà di Veiga. Nel corso degli anni il brano è stato reinterpretato da diversi artisti in ambito internazionale, entrando a far parte anche di repertori e medley della musica popolare europea, come il medley Disco samba del trio belga Two Man Sound, a conferma della sua diffusione oltre il contesto originario.
Nelle note di copertina del suo album d’esordio Bob Dylan del 1962, Bob Dylan affermò che la prima canzone da lui composta era dedicata a Brigitte Bardot, dichiarazione in seguito richiamata dalla critica biografica come indicativa del registro immaginifico e provocatorio delle prime autorappresentazioni dell’artista.[73] Il nome dell’attrice compare inoltre esplicitamente nel testo della canzone I Shall Be Free, pubblicata nel 1963 all’interno del suo secondo album The Freewheelin' Bob Dylan, dove viene utilizzato in chiave ironica come riferimento alla cultura popolare contemporanea.[74]
Nel 1968, dopo la fine della loro relazione, Serge Gainsbourg dedicò a Brigitte Bardot la canzone Initials B.B., pubblicata come singolo e inclusa nell’album omonimo. Il brano prende il titolo dalle iniziali dell’attrice, che all’epoca era così celebre da essere identificata semplicemente con le iniziali, e si ispira alla loro breve relazione.[75][76]
Nel 1972 viene citata dal cantautore britannico Elton John nella canzone I Think I'm Gonna Kill Myself: il riferimento all’attrice francese rientra nel tono ironico e provocatorio del brano, che utilizza icone della cultura pop come simboli di desiderio e trasgressione.[75] Nello stesso anno viene menzionata da Claudio Baglioni nella canzone Porta Portese, in cui si racconta che uno dei venditori del celebre mercato romano espone una fotografia nuda dell’attrice francese.
Nel 2012 il cantautore napoletano Franco Ricciardi ha reso omaggio a Brigitte Bardot con un singolo a lei dedicato, incluso nell’album Autobus, a testimonianza della presenza continuativa del mito dell’attrice nella musica contemporanea.[77]
Fotografia
[modifica | modifica wikitesto]Brigitte Bardot è stata uno dei soggetti più ritratti della fotografia del XX secolo, diventando icona del glamour e dell’immagine pop internazionale. Negli anni sessanta e settanta, il suo volto è stato immortalato da numerosi fotografi di fama, contribuendo a consolidarne la reputazione di diva cinematografica e simbolo di stile. Tra i più celebri che l’hanno ritratta figurano Terry O'Neill, le cui fotografie a Deauville e in altre località francesi sono considerate tra le immagini più iconiche della sua carriera,[78] e Ghislain Dussart, noto per i ritratti in bianco e nero realizzati negli anni successivi.
Oltre ai ritratti di studio, Bardot è stata fotografata anche in contesti quotidiani e sul set cinematografico, con immagini che hanno influenzato la rappresentazione della femminilità e del glamour nell’arte fotografica. Alcune di queste fotografie sono esposte in musei e gallerie dedicate alla pop culture e alla fotografia del XX secolo, testimoniando la diffusione della sua immagine nella cultura visiva internazionale.[79]
Fumetto
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1962 il fumettista francese Jean-Claude Forest si ispirò alle fattezze di Brigitte Bardot per creare il personaggio di Barbarella, una delle prime protagoniste femminili del fumetto seriale con un ruolo centrale e autonomo. Barbarella viaggia attraverso diversi sistemi stellari, affrontando regimi dittatoriali e difendendo la libertà dei pianeti oppressi.[80]
Nello stesso periodo, il disegnatore Sandro Angiolini si ispirò alla Bardot per ideare l’eroina del fumetto erotico Isabella, pubblicato in Italia e considerato uno dei primi fumetti destinati a un pubblico adulto.[81]
Nel 1964, nella striscia argentina Mafalda di Quino, il fratello minore del personaggio principale, Nando, è descritto come innamorato di Brigitte Bardot, un riferimento che sottolinea l’influenza internazionale della sua immagine nella cultura popolare.[82]
Negli anni novanta, il disegnatore Nik Guerra si ispirò alla Bardot per alcuni episodi a fumetti della bionda pistolera Djustine, creata da Enrico Teodorani. La serie riprendeva le sembianze dell’attrice per caratterizzare il personaggio in un contesto di narrativa di genere più maturo e di nicchia.[63]
Il fumettista Milo Manara ha dedicato a Brigitte Bardot una serie di 25 acquerelli, approvati e firmati dalla stessa attrice. Gli acquerelli furono esposti e successivamente venduti all’asta a Parigi il 12 giugno 2016, testimoniando l’influenza dell’icona cinematografica anche nell’arte grafica contemporanea.[83][84]
Sempre negli anni duemila, Brigitte Bardot ha contribuito alla realizzazione del fumetto 75 kg di felicità, pubblicato in Francia e dedicato alla sensibilizzazione sulla protezione degli animali, firmando la prefazione e fornendo un piccolo disegno per la pubblicazione.[85]
Moda e costume
[modifica | modifica wikitesto]Brigitte Bardot è considerata una delle icone di stile più influenti del XX secolo, la cui immagine ha segnato profondamente la moda popolare e i codici estetici degli anni Cinquanta e Sessanta. La sua notorietà si sviluppò parallelamente alla carriera di modella e attrice, determinando un forte impatto sulle tendenze sartoriali e sull’idea stessa di femminilità libera e spontanea.[86]
Una delle eredità più evidenti di Bardot nel campo della moda è la cosiddetta scollatura alla Bardot (o Bardot neckline), un tipo di collo largo e basso che lascia scoperte sia le spalle sia la clavicola e che prese nome proprio dal suo uso frequente da parte dell’attrice. Questo stile, diffuso negli anni Sessanta sui capi da giorno e da sera, contribuì a rendere popolare un’estetica più libera e sensuale, accessibile oltre i contesti formali dell’alta moda (haute couture).[87]
Bardot rese inoltre famosi numerosi capi e motivi che tuttora rimangono riconoscibili: dal bikini, che contribuì a far entrare nell’uso comune con apparizioni pubbliche e cinematografiche, alle bluse e ai top con spalle scoperte, fino ai tessuti a quadretti e agli abiti informali che combinavano eleganza e disinvoltura.[88]
Nel complesso dei suoi outfit, l’attrice mischiava capi semplici – come gonne di lunghezza media, pantaloni alla caviglia, magliette morbile e maglie marinière – con elementi che enfatizzavano la silhouette, creando un linguaggio visivo che influenzò tanto lo stile urbano quanto la moda prêt‑à‑porter. Gli accessori come cappelli di paglia, fasce per capelli, ballerine e occhiali da sole divennero parte integrante del suo guardaroba e contribuirono a consolidare il suo ruolo di riferimento stilistico.[88]
La combinazione di estetica naturale e sensualità spontanea ha fatto sì che lo stile di Bardot fosse ripreso e reinterpretato di frequente negli anni successivi, con ritorni periodici di capi e dettagli associati alla sua immagine nelle tendenze contemporanee.[87]
La top model Claudia Schiffer, agli inizi della sua carriera negli anni novanta, veniva definita "la Bardot della moda".[89]
Vari
[modifica | modifica wikitesto]L’influenza di Brigitte Bardot si estende anche al settore ferroviario, dove il suo nome è stato associato in modo informale a una serie di locomotive slovene. Le locomotive della serie 363, per le loro linee arrotondate e il design dal tipico stile francese, hanno infatti ricevuto il soprannome di «Brižita», in riferimento all’attrice francese. Questo appellativo evidenzia come l’eleganza e la riconoscibilità delle forme delle locomotive ricordassero l’iconica immagine di Bardot. La maggior parte delle locomotive della serie 363 presenta la livrea standard rosso-bianca delle SŽ, ma la 363-005 è stata ridipinta secondo lo schema cromatico originale giallo senape/marrone/verde.[90]
Filmografia
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- Le Trou normand, regia di Jean Boyer (1952)
- Manina ragazza senza veli (Manina, la fille sans voiles), regia di Willy Rozier (1952)
- I denti lunghi (Les dents longues), regia di Daniel Gélin (1953) – non accreditata
- Le portrait de son père, regia di André Berthomieu (1953)
- Atto d'amore (Un acte d'amour), regia di Anatole Litvak (1953)
- Versailles (Si Versailles m'était conté), regia di Sacha Guitry (1954) – non accreditata
- Tradita, regia di Mario Bonnard (1954)
- Il figlio di Caroline chérie (Le fils de Caroline chérie), regia di Jean-Devaivre (1955)
- Ragazze folli (Futures vedettes), regia di Marc Allégret (1955)
- Un dottore in altomare (Doctor at Sea), regia di Ralph Thomas (1955)
- Grandi manovre (Les grandes manoeuvres), regia di René Clair (1955)
- I tuoi occhi bruciano (La lumière d'en face), regia di Georges Lacombe (1955)
- Elena di Troia (Helen of Troy), regia di Robert Wise (1956)
- Mademoiselle Pigalle (Cette sacrée gamine), regia di Michel Boisrond (1956)
- Mio figlio Nerone, regia di Steno (1956)
- Miss spogliarello (En effeuillant la marguerite), regia di Marc Allégret (1956)
- La sposa troppo bella (La mariée est trop belle), regia di Pierre Gaspard-Huit (1956)
- Piace a troppi (Et Dieu... créa la femme), regia di Roger Vadim (1956)
- Una parigina (Une parisienne), regia di Michel Boisrond (1957)
- Gli amanti del chiaro di luna (Les bijoutiers du clair de lune), regia di Roger Vadim (1958)
- La ragazza del peccato (En cas de malheur), regia di Claude Autant-Lara (1958)
- Femmina (La femme et le pantin), regia di Julien Duvivier (1959)
- Babette va alla guerra (Babette s'en va-t-en guerre), regia di Christian-Jaque (1959)
- Sexy Girl (Voulez vous danser avec moi?), regia di Michel Boisrond (1959)
- Il testamento di Orfeo (Le testament d'Orphée, ou ne me demandez pas pourquoi!), regia di Jean Cocteau (1960) – non accreditata
- La verità (La vérité), regia di Henri-Georges Clouzot (1960)
- A briglia sciolta (La bride sur le cou), regia di Roger Vadim (1961)
- Agnès Bernauer, episodio di Amori celebri (Amours célèbres), regia di Michel Boisrond (1961)
- Vita privata (Vie privée), regia di Louis Malle (1962)
- Il riposo del guerriero (Le repos du guerrier), regia di Roger Vadim (1962)
- Il disprezzo (Le mépris), regia di Jean-Luc Godard (1963)
- Bande-annonce de 'Le mépris', regia di Jean-Luc Godard – cortometraggio (1963)
- Una adorabile idiota (Une ravissante idiote), regia di Édouard Molinaro (1963)
- Erasmo il lentigginoso (Dear Brigitte), regia di Henry Koster (1965) – non accreditata
- Viva Maria!, regia di Louis Malle (1965)
- Io, l'amore (À coeur joie), regia di Serge Bourguignon (1967)
- William Wilson, episodio di Tre passi nel delirio (Histoires extraordinaires), regia di Louis Malle (1968)
- Shalako, regia di Edward Dmytryk (1968)
- Les femmes, regia di Jean Aurel (1969)
- L'orso e la bambola (L'ours et la poupée), regia di Michel Deville (1970)
- Le novizie (Les novices), regia di Guy Casaril (1970)
- La via del rhum (Boulevard du rhum), regia di Robert Enrico (1971)
- Le pistolere (Les pétroleuses), regia di Christian-Jaque (1971)
- Una donna come me (Don Juan ou Si Don Juan était une femme...), regia di Roger Vadim (1973)
- Colinot l'alzasottane (L'histoire très bonne et très joyeuse de Colinot Trousse-Chemise), regia di Nina Companeez (1973)
Riconoscimenti
[modifica | modifica wikitesto]- David di Donatello
- 1961 – Miglior attrice straniera per La verità
- BAFTA
- 1967 – Candidatura alla migliore attrice protagonista straniera per Viva Maria!
- Bambi
- 1958 – Candidatura alla miglior attrice internazionale per Piace a troppi
- CinEuphoria Awards
- 2019 – Premio alla carriera
Altri premi
[modifica | modifica wikitesto]- 2007 – Brigitte Bardot viene inserita tra gli Empire's 100 Sexiest Film Stars
Doppiatrici italiane
[modifica | modifica wikitesto]Nelle versioni in italiano delle opere in cui ha recitato, Brigitte Bardot è stata doppiata da:
- Flaminia Jandolo in Grandi manovre, Miss spogliarello, Piace a troppi, Gli amanti del chiaro di luna, Femmina, Babette va alla guerra, A briglia sciolta, Viva Maria!, Tre passi nel delirio, Shalako
- Fiorella Betti in Mio figlio Nerone, La sposa troppo bella, La ragazza del peccato, Sexy Girl
- Maria Pia Di Meo in La verità, Il disprezzo, Una adorabile idiota, Erasmo il lentigginoso
- Rosetta Calavetta in Tradita
- Rita Savagnone in Vita privata
- Adriana Asti in Il riposo del guerriero
- Melina Martello in Le pistolere
Discografia parziale
[modifica | modifica wikitesto]Album in studio
[modifica | modifica wikitesto]- 1956 – Et Dieu... créa la femme
- 1963 – Brigitte (pubblicato anche come Brigitte Bardot)
- 1964 – B.B.
- 1968 – Bonnie and Clyde (con Serge Gainsbourg)
- 1968 – Show
- 2004 – Brigitte Bardot
Singoli
[modifica | modifica wikitesto]- 1962 – Sidonie/Theme from "A very private affair"
- 1962 – Vie privée
- 1963 – L'appareil à sous
- 1964 – Ca pourrait changer/Je danse donc je suis
- 1964 – Un jour comme un autre/Ciel de lit
- 1964 – Bubble Gum
- 1964 – Bande originale du film Viva Maria! (con Jeanne Moreau)
- 1965 – Invitango
- 1965 – Une histoire de plage
- 1965 – Moi Je Joue
- 1966 – Le soleil
- 1966 – Mr. Sun/Gang Gang
- 1966 – Harley Davidson/Contact
- 1967 – A choer joie
- 1968 – Bonnie and Clyde/Comic Strip/Bubble Gum (con Serge Gainsbourg)
- 1968 – Ce n'est pas vrai
- 1968 – Harley Davidson/Mister Sun
- 1969 – La fille de paille/Je voudrais perdre la mémoire
- 1970 – Mon leopard et moi/Depuis tu m'as quittée
- 1970 – Tu veux ou tu veux pas/John et Michael
- 1971 – Bande originale du film Boulevard Du Rhum (con Guy Marchand)
- 1974 – Moi je joue/Мой Ход
- 1984 – Toutes les bêtes sont à aimer/La chasse
- 1986 – Je t'aime... moi non plus/Bonnie and Clyde (con Serge Gainsbourg)
Opere letterarie
[modifica | modifica wikitesto]- Mi chiamano B.B., Bompiani Editore, 1997, ISBN 88-452-3092-9.
- (FR) Un cri dans le silence, Éditions du Rocher, 2003.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Brigitte Bardot è morta: addio alla diva ribelle che ha fatto sognare il mondo, La Repubblica, 28 dicembre 2025.
- ↑ BARDOT, Brigitte - Enciclopedia, su Treccani. URL consultato il 28 dicembre 2025.
- 1 2 (EN) Brigitte Bardot, su britannica.com, Encyclopædia Britannica. URL consultato il 28 dicembre 2025.
- ↑ (FR) Brigitte Bardot, Initiales B.B., Parigi, Grasset, 1996.
- ↑ (EN) Brigitte Bardot, "And God Created Woman" Star and Screen Sex Symbol, Dies at 91, su People. URL consultato il 28 dicembre 2025.
- ↑ Brigitte Bardot e Roger Vadim, dal matrimonio sofferto al tradimento sul set, su vogue.it, Vogue Italia. URL consultato il 28 dicembre 2025.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Brigitte Bardot Mi chiamano B.B., Bompiani Editore, 1997. ISBN 88-452-3092-9
- ↑ (FR) Le Trou normand (fiche film), su allocine.fr, AlloCiné. URL consultato il 28 dicembre 2025.
- ↑ Manina, la fille sans voiles, su cinematografo.it. URL consultato il 28 dicembre 2025.
- ↑ (EN) Brigitte Bardot – filmography, su encyclopedia.com. URL consultato il 28 dicembre 2025.
- 1 2 Addio a Brigitte Bardot, i film e la vita privata della star francese, su Sky TG24. URL consultato il 28 dicembre 2025.
- ↑ (EN) And God Created Woman, su Britannica. URL consultato il 28 dicembre 2025.
- ↑ (EN) Brigitte Bardot, icon of French cinema, dies at 91, su reuters.com, Reuters. URL consultato il 28 dicembre 2025.
- ↑ Brigitte Bardot e Roger Vadim, dal matrimonio sofferto al tradimento sul set, su Vogue Italia. URL consultato il 28 dicembre 2025.
- ↑ (EN) Brigitte Bardot, icon of French cinema, dies at 91, su Reuters. URL consultato il 29 dicembre 2025.
- ↑ Brigitte Bardot è morta a 91 anni: spirito ribelle, entrò nel mito del cinema e cambiò per sempre la storia della moda, su Vogue Italia. URL consultato il 29 dicembre 2025.
- ↑ Brigitte Bardot: i film che ne hanno fatto un mito, su ANSA. URL consultato il 29 dicembre 2025.
- ↑ (EN) La vérité (1960) – film review, su FrenchFilms.org. URL consultato il 29 dicembre 2025.
- ↑ Vita privata, su Gaumont (scheda film). URL consultato il 29 dicembre 2025.
- ↑ (EN) Brigitte Bardot, 1960s French sex symbol turned militant animal rights activist, dies at 91, su apnews.com, AP News. URL consultato il 29 dicembre 2025.
- ↑ Bardot , spensieratezze di una diva del cinema - La Stampa, su lastampa.it. URL consultato il 28 dicembre 2025.
- ↑ Anna Lupini, Addio a Brigitte Bardot, la diva che ebbe il coraggio di invecchiare, su d la Repubblica, 28 dicembre 2025. URL consultato il 28 dicembre 2025.
- ↑ Vestiremo B.B., in Corriere della Sera, 19 novembre 2011. URL consultato il 29 dicembre 2025.
- ↑ (FR) Music, in Brigitte-Bardot.fr. URL consultato il 29 dicembre 2025.
- ↑ Gérard, p. 132.
- 1 2 Brigitte Bardot: le migliori canzoni, su Vogue Italia. URL consultato il 29 dicembre 2025.
- ↑ Brigitte Bardot e Serge Gainsbourg: il duetto dimenticato, su Metropolitan Magazine. URL consultato il 29 dicembre 2025.
- ↑ (EN) Music, in Brigitte-Bardot.fr. URL consultato il 29 dicembre 2025.
- ↑ Gérard, p. 135.
- ↑ (EN) Paul Webster, From the archive, 24 September 1996: Brigitte Bardot bares her soul, in The Guardian, 24 settembre 2015. URL consultato il 28 dicembre 2025.
- ↑ (EN) Sea Shepherd founder Paul Watson and Bardot campaign, in The Guardian, 5 gennaio 2025. URL consultato il 28 dicembre 2025.
- ↑ (FR) Fondazione Brigitte Bardot, su Fondation Brigitte Bardot. URL consultato il 19 giugno 2024 (archiviato il 1º settembre 2019).
- ↑ Brigitte Bardot, amica degli animali e sostenitrice di PETA, su PETA. URL consultato il 28 dicembre 2025.
- ↑ Nave Sea Shepherd battezzata «Brigitte Bardot», su ANSA, 25 maggio 2011. URL consultato il 28 dicembre 2025.
- ↑ (EN) Sea Shepherd: fleet receives Marine Conservation Yacht designation, su Sea Shepherd Conservation Society, 9 agosto 2018. URL consultato il 28 dicembre 2025.
- ↑ Brigitte Bardot, 80 anni, gli amori, l'impegno e gli animali nel cuore, su ANSA, 27 settembre 2014. URL consultato il 28 dicembre 2025.
- ↑ È morta Brigitte Bardot, su Il Post, 28 dicembre 2025. URL consultato il 28 dicembre 2025.
- ↑ (EN) Reactions to the death of French film icon Brigitte Bardot, su Reuters, 28 dicembre 2025. URL consultato il 29 dicembre 2025.
- ↑ (FR) Tributes pour in for Brigitte Bardot, su connexionfrance.com. URL consultato il 28 dicembre 2025.
- ↑ Morta Brigitte Bardot, il ricordo: da Macron agli amici e colleghi, su la Repubblica, 28 dicembre 2025. URL consultato il 28 dicembre 2025.
- ↑ Maurizio Stefanini, Camerata Brigitte Bardot: sostiene Marine Le Pen, su Libero, 23 febbraio 2012. URL consultato il 19 giugno 2024 (archiviato dall'url originale il 14 maggio 2014).
- ↑ Le Droit de savoir, 9 marzo 2004
- ↑ Dario Ferri, Brigitte Bardot si candida alla presidenza della Repubblica?, su Giornalettismo.com, 18 ottobre 2010. URL consultato il 19 giugno 2024 (archiviato dall'url originale il 22 ottobre 2010).
- ↑ Brigitte Bardot calls Marine Le Pen 'modern Joan of Arc', su telegraph.co.uk.
- ↑ (EN) Brigitte Bardot urges French voters not to support Macron, su dailymail.co.uk.
- ↑ Le Parti animaliste en campagne, su Libération, 6 maggio 2019. URL consultato il 17 marzo 2021.
- ↑ Brigitte Bardot, la serie-diario di uno scandalo, su Vanity Fair Italia, 4 aprile 202. URL consultato il 28 dicembre 2025.
- ↑ Brigitte Bardot, Mi chiamano B. B., Bompiani, 1997, ISBN 978-88-452-3092-9. URL consultato il 18 luglio 2022.
- ↑ Condannata Brigitte Bardot, su corriere.it.
- ↑ "Quel libro incita al razzismo" Condannata Brigitte Bardot, su repubblica.it.
- ↑ Brigitte Bardot: Kosher Slaughter Is 'Ritual Sacrifice', Should Be Banned - Open letter by French actress draws condemnation from European Jews, su haaretz.com. URL consultato il 9 febbraio 2022 (archiviato dall'url originale il 9 febbraio 2022).
- ↑ (EN) Brigitte Bardot's crusade to save Canada's seals, su belfasttelegraph.co.uk, 24 marzo 2006.
- ↑ Alexandre Maras, Brigitte Bardot en colère contre Frigide Barjot, 4 giugno 2013, su Gala.fr
- ↑ Brigitte Bardot furiosa: la confondono con un'attivista anti-gay, su affaritaliani.it.
- ↑ Francia : tribunale Réunion chiede 25.000 euro multa a Bardot - Ultima Ora, su Agenzia ANSA, 7 ottobre 2021. URL consultato il 18 luglio 2022.
- ↑ Brigitte Bardot condannata e multata per insulti razzisti - Europa, su Agenzia ANSA, 4 novembre 2021. URL consultato il 18 luglio 2022.
- ↑ Brigitte Bardot accusò gli abitanti di Réunion di maltrattamenti verso gli animali, 20 mila euro di multa all’attrice per “insulti pubblici”, su La Stampa, 5 novembre 2021. URL consultato il 18 luglio 2022.
- ↑ Di Redazione Digital, "Il Covid? Una benedizione per il pianeta" l'opinione di Brigitte Bardot, su Marie Claire, 28 gennaio 2021. URL consultato il 1º febbraio 2021.
- ↑ (EN) Brigitte Bardot, French screen legend, dies aged 91, su The Guardian. URL consultato il 28 dicembre 2025.
- ↑ (EN) Brigitte Bardot, Icon and Provocateur, Dead at 91, su The Washington Post. URL consultato il 28 dicembre 2025.
- ↑ Il guardaroba libero e sensuale di BB, dallo scollo alla Bardot al bikini, su ansa.it, ANSA. URL consultato il 28 dicembre 2025.
- ↑ Brigitte Bardot compie 90 anni, su Vanity Fair Italia. URL consultato il 28 dicembre 2025.
- 1 2 Brigitte Bardot: 80 mitici anni, su Vanity Fair Italia, 2 aprile 2014. URL consultato il 29 dicembre 2025.
- ↑ All'asta da Sotheby's il ritratto che Andy Warhol fece a Brigitte Bardot, in Il Sole 24 Ore, 13 marzo 2012. URL consultato il 28 settembre 2017.
- ↑ (EN) Brigitte Bardot (1974) by Andy Warhol, su Artchive. URL consultato il 28 dicembre 2025.
- ↑ (EN) Andy Warhol, Brigitte Bardot, 1974, su Christie’s. URL consultato il 28 dicembre 2025.
- ↑ (EN) Brigitte Bardot, celebrity style, su Corneé Gallery. URL consultato il 29 dicembre 2025.
- ↑ Brigitte Bardot Statue, su Google Maps. URL consultato il 28 settembre 2017.
- ↑ Elmar Burchia, Una statua per la divina: Saint-Tropez celebra Brigitte Bardot, in Corriere della Sera, 28 settembre 2017. URL consultato il 28 settembre 2017.
- ↑ Noemi Penna, Saint-Tropez omaggia Brigitte Bardot con una statua davanti al Museo del cinema, in La Stampa, 28 settembre 2017. URL consultato il 28 settembre 2017.
- ↑ Statue de Brigitte Bardot, Saint-Tropez, su sainttropeztourisme.com. URL consultato il 29 dicembre 2025.
- ↑ (EN) Iconic review - Bardot, Bacon and the Beatles bestride the plastic fantastic age, in The Guardian, 23 gennaio 2025. URL consultato il 29 dicembre 2025.
- ↑ (EN) Clinton Heylin, Bob Dylan: Behind the Shades, William Morrow, 2001.
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- 1 2 (EN) A muse for musicians: 11 songs inspired by Brigitte Bardot, su Associated Press. URL consultato il 30 dicembre 2025.
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- ↑ Brigitte Bardot (testo) di Franco Ricciardi - Rockol, su Rockol. URL consultato il 30 dicembre 2025.
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- ↑ L’eroina sexy Barbarella torna per le Edizioni Comicon, su la Repubblica, 3 Gennaio 2017. URL consultato il 30 dicembre 2025.
- ↑ Chiara Comensoli, Una rivoluzione chiamata Isabella: bresciano il primo fumetto per adulti d'Italia, in Bresciaoggi, 26 agosto 2022. URL consultato il 30 dicembre 2025.
- ↑ Mafalda compie 50 anni, su d la Repubblica, 29 settembre 2014. URL consultato il 30 dicembre 2025.
- ↑ Parigi, Brigitte Bardot nei disegni di Milo Manara: a giugno all'asta, in La Repubblica, 3 maggio 2016. URL consultato il 28 settembre 2017.
- ↑ Milo Manara omaggia Brigitte Bardot con una serie di acquerelli, su Darlin. URL consultato il 28 settembre 2017.
- ↑ Brigitte Bardot scrive al medico dei ricci: “Innamorata del centro di Novello”, su cuneodice.it. URL consultato il 30 dicembre 2025.
- ↑ Brigitte Bardot, diva delle dive che rivoluzionò moda e bellezza, su TGcom24. URL consultato il 30 dicembre 2025.
- 1 2 Alessandra Zauli, Scollatura alla Bardot: la tendenza moda estate 2025, su elle.com, Elle Italia, 10 giugno 2025. URL consultato il 30 dicembre 2025.
- 1 2 Brigitte Bardot e i suoi outfit: lo stile dell’icona di moda, su lifeandpeople.it, Life & People. URL consultato il 30 dicembre 2025.
- ↑ Claudia Schiffer compie 55 anni: la "Brigitte Bardot" della moda fa ancora tendenza, in Corriere della Sera, 25 agosto 2025. URL consultato il 7 gennaio 2026.
- ↑ (EN) Brigitte - SZ 363, su RSSLO. URL consultato il 30 dicembre 2025.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- (FR) Jean-Louis Gérard, Brigitte Bardot: Une vie à l’écran et en chanson, Parigi, Éditions du Seuil, 2019.
- (DE) Brigitte Tast, Hans-Jürgen Tast (Hrsg.), Brigitte Bardot. Filme 1953-1961. Anfänge des Mythos B.B., Hildesheim, 1982. ISBN 3-88842-109-8.
- Brigitte Bardot, Mi chiamano B.B., Bompiani Editore, 1997. ISBN 88-452-3092-9.
- (EN) Barnett Singer, Brigitte Bardot: A Biography, McFarland & Company, 2006. ISBN 0-7864-2515-6, ISBN 978-0-7864-2515-0.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Wikiquote contiene citazioni di o su Brigitte Bardot
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Brigitte Bardot
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (FR, EN) Sito ufficiale, su brigitte-bardot.fr.
- Brigitte Bardot (canale), su YouTube.
- Bardot, Brigitte, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- Bardot, Brigitte, su sapere.it, De Agostini.
- (EN) Brigitte Bardot, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- (EN) Opere di Brigitte Bardot, su Open Library, Internet Archive.
- (EN) Opere riguardanti Brigitte Bardot, su Open Library, Internet Archive.
- (EN) Brigitte Bardot (autore), su Goodreads.
- (EN) Brigitte Bardot (personaggio), su Goodreads.
- Brigitte Bardot, su Last.fm, CBS Interactive.
- (EN) Brigitte Bardot, su AllMusic, All Media Network.
- (EN) Brigitte Bardot, su Discogs, Zink Media.
- (EN) Brigitte Bardot, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.
- (EN) Brigitte Bardot, su WhoSampled.
- (EN) Brigitte Bardot, su SecondHandSongs.
- (EN) Brigitte Bardot, su SoundCloud.
- (EN) Brigitte Bardot, su Genius.com.
- (EN) Brigitte Bardot, su Billboard.
- (EN) Brigitte Bardot, su Comic Vine, Fandom.
- Registrazioni audiovisive di Brigitte Bardot, su Rai Teche, Rai.
- Brigitte Bardot, su Cinematografo, Fondazione Ente dello Spettacolo.
- Brigitte Bardot, su MYmovies.it, Mo-Net s.r.l..
- Brigitte Bardot, su Movieplayer.it, NetAddiction s.r.l..
- Brigitte Bardot, su FilmTv.it, Tiche Italia s.r.l..
- Brigitte Bardot, su Comingsoon.it, Anicaflash.
- Lorenzo Dorelli, BARDOT, Brigitte, in Enciclopedia del cinema, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2003.
- (EN) Brigitte Bardot, su IMDb, IMDb.com.
- (EN) Brigitte Bardot, su AllMovie, All Media Network.
- (EN) Brigitte Bardot, su Rotten Tomatoes, Fandango Media, LLC.
- (EN) Brigitte Bardot, su Metacritic, Red Ventures.
- (EN) Brigitte Bardot, su TV.com, Red Ventures (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2012).
- (EN) Brigitte Bardot, su AFI Catalog of Feature Films, American Film Institute.
- (EN) Brigitte Bardot, su BFI Film & TV Database, British Film Institute (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2018).
- (DE, EN) Brigitte Bardot, su filmportal.de.
- Brigitte Bardot su Anobii
- (EN) Brigitte Bardot Database, su bardotdatabase.com. URL consultato il 1º ottobre 2011 (archiviato dall'url originale il 30 agosto 2011).
- (FR) Sito tributo, su brigittebardot.eu.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 49211553 · ISNI (EN) 0000 0001 1443 5118 · SBN RAVV088646 · Europeana agent/base/146776 · LCCN (EN) n50021138 · GND (DE) 118506552 · BNE (ES) XX1037672 (data) · BNF (FR) cb11890210d (data) · J9U (EN, HE) 987007431203805171 · NSK (HR) 981005708331909366 · NDL (EN, JA) 00620324 · CONOR.SI (SL) 9466211 |
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