Botonto
| San Botonto | |
|---|---|
Fanciullo e martire | |
| Nascita | 300 |
| Morte | 303 a Roma |
| Venerato da | Chiesa cattolica, ortodossa e copta |
| Santuario principale | Chiesa di Santa Maria al Monte dei Cappuccini |
| Ricorrenza | 15 gennaio |
| Attributi | Palma del martirio |
Botonto (300 – Roma, 303) è stato un fanciullo romano, morto martire durante le persecuzioni di Diocleziano.
Culto
[modifica | modifica wikitesto]La sua biografia è avvolta nel mistero. L’unico fatto certo è che il 28 dicembre 1841 il corpo del giovane martire fu ritrovato sulla via Nomentana, a Roma. Fu possibile identificare il corpo santo con un’iscrizione che recitava “Botonto qui vixit annis III. Mensibus II. in pace” (cioè Botonto, che visse tre anni e due mesi, riposa in pace).
Il corpo santo venne donato da Gregorio XVI al re Carlo Alberto di Savoia. Carlo fece poi traslocare le reliquie di San Botonto nella Chiesa di Santa Maria al Monte dei Cappuccini di Torino il 15 gennaio 1843.[1]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ San Botonto, su Santiebeati.it. URL consultato il 22 giugno 2026.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Terry Jones, Botonto, in CatholicSaints.Info.
San Botonto, in Santi, beati e testimoni - Enciclopedia dei santi, santiebeati.it.
