Antonio Bruers
Antonio Bruers (Bologna, 13 febbraio 1887 – Roma, 29 novembre 1954) è stato un saggista, musicologo e letterato italiano. Fu anche una firma di punta nel campo della metapsichica e della ricerca sui fenomeni medianici, in qualità di caporedattore della rivista parapsicologica Luce e Ombra.[1]
Promosso vice-cancelliere della Reale Accademia d'Italia dal 1929 al 1943, divenne una figura di rilievo nell'ambito della cultura fascista.[1] Noto per i suoi studi sui quattro stili di Beethoven,[2] a lui si deve inoltre il catalogo dell'immensa biblioteca di Gabriele D'Annunzio al Vittoriale degli Italiani.[3]
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Nacque a Bologna da Emanuele, un medico cattolico di origine belga laureatosi nel locale Collegio dei Fiamminghi, e da Pia Bernardi, appartenente a un'altolocata famiglia bolognese con ascendenze ferraresi.[1]
Cresciuto in Italia, Bruers frequentò il Liceo Galvani senza tuttavia conseguire la licenza ginnasiale. A seguito della prematura scomparsa del padre, dovette interrompere gli studi regolari e nel 1903 si trasferì temporaneamente a Bruxelles presso alcuni parenti.[1]
Durante il soggiorno belga, che durò fino al 1905, lavorò come impiegato in un'azienda tessile, apprese la lingua francese e iniziò a formarsi da autodidatta leggendo intensamente testi filosofici di Friedrich Nietzsche, Arthur Schopenhauer e Richard Wagner.[1]
La ricerca psichica e l'attività editoriale
[modifica | modifica wikitesto]Rientrato in Italia, pubblicò nel 1909 il saggio Filosofia della vita. A partire dal 1908 iniziò una lunghissima collaborazione con la rivista milanese Luce e ombra, organo della Società di studi psichici fondata da Angelo Marzorati, dedicato allo spiritismo, allo spiritualismo e ai fenomeni medianici.[1]
Bruers ne fu redattore capo per circa 23 anni, e successivamente direttore dal 1931 al 1934.[4] La metapsichica e la ricerca sul paranormale costituirono lo sfondo costante del suo pensiero, da lui intese come strumenti per superare le antinomie tra scienza e fede, o tra materialismo e idealismo.[1]
Dal 1910 al 1912 redasse inoltre in forma anonima la rivista L'Idea moderna, in seguito ritenuta impregnata di «precorrimenti» delle scelte politico-religiose orientate all'ideologia fascista, sia personali che della società italiana.[1]
Gli anni del fascismo e il Vittoriale
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Intellettuale poliedrico e fecondo giornalista, scrisse per numerose altre testate nazionali tra cui Il Resto del Carlino, La Tribuna, Il Giornale d'Italia, Il Popolo d'Italia e Gerarchia.[1]
Fu un fervente sostenitore dell'intervento italiano nella prima guerra mondiale e, in seguito, aderì al fascismo, interpretandolo in chiave giobertiana come l'adempimento della missione spirituale e risorgimentale dell'Italia, di cui la stipula dei patti della Conciliazione tra Stato e Chiesa del 1929 fu da lui considerata un coronamento.[1]
Si dedicò anche alla filosofia rinascimentale, curando nel 1925 per l'editore Laterza la prima edizione moderna in lingua italiana del trattato Del senso delle cose e della magia di Tommaso Campanella, ritenuto il precursore di una scienza non dogmatica del sovrannaturale e della metapsichica.[1]
Campanella fu posto dal Bruers in una linea di continuità con Gioberti, la quale individuava nello spiritualismo cristiano e «nella dottrina trascendentalista la tradizione filosofica del pensiero italiano», smarcandosi dalla lettura idealistica di Giovanni Gentile.[1]
Dal 1929 al 1943 ricoprì la prestigiosa carica di vice-cancelliere della Reale Accademia d'Italia, e dal 1937 assunse la presidenza della Società Italiana di Metapsichica, fondata tra gli altri da Servadio e Cazzamalli.[2]
Strinse inoltre un profondo legame con Gabriele D'Annunzio, del quale divenne uno stimato studioso, dedicandogli diversi saggi critici.[1] Su incarico dello stesso poeta, Bruers lavorò come ordinatore e archivista dell'immensa biblioteca del Vittoriale degli Italiani, della quale compilò anche una nota guida storica.[5]
Nel 1940 ottenne infine la libera docenza in storia della letteratura italiana presso l'Università di Roma.[1]
Gli ultimi anni e la produzione musicale
[modifica | modifica wikitesto]Con il crollo del regime fascista e la conseguente soppressione dell'Accademia d'Italia, Bruers riprese l'attività amministrativa all'interno della cancelleria dell'Accademia dei Lincei.[1]
Nei suoi ultimi anni di vita, caratterizzati da un progressivo accentuarsi del sentimento religioso cattolico, si dedicò principalmente alla musicologia. Curò cataloghi storici e guide critiche sulle opere di Ludwig van Beethoven, Richard Wagner, Antonio Vivaldi e Giuseppe Verdi.[1]
Alla sua morte avvenuta alla fine del 1954 in Roma, fu sepolto al Verano.[2]
Opere principali
[modifica | modifica wikitesto]- Filosofia della vita, Milano, 1909.
- La questione romana, Roma, 1924.
- La missione d'Italia nel mondo, Foligno, 1928.
- L'Italia e il cattolicismo, Firenze, 1929.
- Gabriele D'Annunzio: il pensiero e l'azione, Bologna, 1934.
- Pensatori antichi e moderni, Roma, 1936.
- Beethoven: il problema dei quattro stili, Roma, 1937 (poi ampliato come Catalogo storico-critico delle opere di Beethoven, 1940).
- Nuovi saggi dannunziani, Bologna, 1938-1941.
- La ricerca psichica, Bologna, 1941.
- Gesù nel secolo ventesimo, Roma, 1942.
- Palingenesi, Milano, 1943.
- Guida alle opere di Wagner, Roma, 1949.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 Eugenio Garin, Antonio Bruers, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 14, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1972.
- 1 2 3 Luigi Domenico Bellofatto, Antonio Bruers: erudizione e mistero. Tra D'Annunzio e Beethoven, tra archivi e metapsichica: il ritratto di un secolo inquieto, su lvbeethoven.it, Centro Ricerche Musicali Beethoveniane.
- ↑ Antonio Bruers (PDF), su gruppodeiromanisti.it, 2015.
- ↑ La storia di "Luce e Ombra", su bibliotecabozzanodeboni.com.
- ↑ Biblioteca privata di Gabriele D'Annunzio, su vittoriale.it.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Eugenio Garin, Antonio Bruers, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 14, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1972.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Antonio Bruers: erudizione e mistero. Tra D'Annunzio e Beethoven, tra archivi e metapsichica: il ritratto di un secolo inquieto, su lvbeethoven.it.
- Archivio Bruers, su manus.iccu.sbn.it, A.R.C.26., Roma, Biblioteca nazionale centrale, 1900-1954.