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Tacito

Publio Cornelio Tacito, nato circa nel 55 d.C., è un importante storico romano che ha ricoperto vari ruoli politici e ha iniziato la sua carriera letteraria dopo la morte di Domiziano nel 96 d.C. Le sue opere principali includono 'Agricola', 'Germania', 'Historiae' e 'Annales', che trattano la storia di Roma e le caratteristiche delle popolazioni germaniche, evidenziando un moralismo e pessimismo nella sua narrazione. Tacito è noto per il suo stile incisivo e per la sua capacità di analizzare il potere imperiale, pur mantenendo una prospettiva critica nei confronti della decadenza morale di Roma.

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Tacito

Publio Cornelio Tacito, nato circa nel 55 d.C., è un importante storico romano che ha ricoperto vari ruoli politici e ha iniziato la sua carriera letteraria dopo la morte di Domiziano nel 96 d.C. Le sue opere principali includono 'Agricola', 'Germania', 'Historiae' e 'Annales', che trattano la storia di Roma e le caratteristiche delle popolazioni germaniche, evidenziando un moralismo e pessimismo nella sua narrazione. Tacito è noto per il suo stile incisivo e per la sua capacità di analizzare il potere imperiale, pur mantenendo una prospettiva critica nei confronti della decadenza morale di Roma.

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PUBLIO (?

) CORNELIO TACITO
(55 circa-122 circa)
TACITO
• 55/58: nasce forse nella Gallia Narbonense; la
famiglia era agiata, forse di rango equestre.
• Frequenta le scuole di oratoria a Roma; stringe
amicizia con Plinio il Giovane (61/62-113),
che si definisce più o meno “pari a lui per età e
livello sociale”.
• 78: sposa la figlia del generale Gneo Giulio
Agricola, nominato governatore della
Britannia nel 77 da Vespasiano.
TACITO
• Anche grazie all’aiuto di Agricola, Tacito
inizia la carriera politica sotto Vespasiano (69-
79).
• 81: è quaestor Augusti (alto segretario
imperiale) sotto Tito (79-81).
• 88: è pretore sotto Domiziano (81-96).
• Sotto Domiziano ha un incarico di governo in
Gallia o Germania.
TACITO
• Sotto Domiziano Tacito opera con prudenza
evitando di assumere un atteggiamento di
aperta opposizione.
• 96: dopo la morte di Domiziano ha inizio
l’attività letteraria di Tacito.
• 97: è consul suffectus (al posto del defunto
Virginio Rufo) sotto Nerva (96-98); è oratore
già famoso.
TACITO
• 98: pubblica le monografie Agricola e Germania.
• 100-110: scrive le Historiae.
• 102: scrive il Dialogus de oratoribus.
• 112-113: è proconsole della provincia d’Asia sotto
Traiano (98-117).
• 114-117: scrive gli Annales.
• 122 circa: muore nei primi anni del principato di
Adriano (117-138).
TACITO
Opere:
• 98: Agricola (De vita et moribus Iulii
Agricolae)
• 98: Germania (De origine et situ
Germanorum)
• 100-110: Historiae; vicende degli anni 69-96
• 102: Dialogus de oratoribus (?)
• 116 circa: Annales (Ab excessu divi Augusti);
vicende degli anni 14-68
TACITO
Agricola (De vita et moribus Iulii Agricolae):
• biografia pubblicata nel 98;
• è in 46 capitoli;
• nell’elogiare il carattere del suocero, Tacito
mette in rilievo come egli avesse saputo
servire lo Stato con fedeltà anche sotto un
pessimo principe come Domiziano.
TACITO
• Tacito dichiara che, secondo una voce (rumor),
Agricola fu avvelenato dall’imperatore geloso
dei successi di Agricola.
• Tacito difende la collaborazione con il
principato nell’interesse della patria; ostinarsi
nell’opposizione a un principe malvagio non è
utile.
TACITO
Germania
• Il vero titolo era probabilmente De origine et
situ Germanorum (L’origine e la regione dei
Germani).
• Opera etnografica in 46 capitoli pubblicata nel
98, quando Traiano stava preparando una
spedizione in Germania; quello dei Germani è
un argomento d’attualità.
TACITO
• L’opera è forse frutto della permanenza di
Tacito in quei luoghi all’epoca di Domiziano.
• Tacito comunque utilizza fonti letterarie (De
bello Gallico di Cesare, Bella Germaniae di
Plinio il Vecchio) e informazioni orali di
soldati, mercanti, prigionieri.
TACITO
Contenuto
• Nei capitoli 1-27 Tacito illustra in modo
generale luoghi, istituzioni, usi e costumi dei
Germani; capp.1-5: descrizione dei confini e
caratteristiche del territorio (cap.4: caratteri
fisici e morali dei Germani); capp.6-15:
rassegna delle istituzioni militari, politiche e
religiose; capp.16-27: usi e costumi che
caratterizzano la vita privata.
TACITO
• Capitolo 2: Io sono portato a credere che i
Germani siano originari della regione e che
non si siano mai mescolati con altre genti…
• Capitolo 4: I popoli della Germania sono una
stirpe pura e simile soltanto a se stessa…
TACITO
• Nei capitoli 28-46 Tacito tratta in particolare di
singole popolazioni che abitano i territori a est
del Reno e del Danubio.
• Tacito ammira l’integrità morale e l’austerità
dei costumi dei barbari, analoga a quella dei
Romani di un tempo.
TACITO
• In molte parti dell’opera Tacito giunge a
un’idealizzazione dei Germani, che sono visti
in stretta connessione alla regione che abitano;
l’autore sostiene che usi e costumi dei
Germani siano condizionati dall’asperità della
terra abitata.
TACITO
• La lode delle popolazioni germaniche va letta
in chiave comparativa, cioè come una critica
alla decadenza civile e morale di Roma.
• Tacito non vuole certo sostituire alla civiltà di
Roma modelli di vita barbarici; lamenta però
la decadenza dei costumi romani.
TACITO
• Tacito vuole inoltre porre in guardia il suo
popolo sui rischi concreti di una rovina
dell’impero, che si prospetterebbe se le varie
tribù germaniche, abbandonata la tradizionale
litigiosità reciproca, decidessero di unire le
loro forze contro Roma.
TACITO
Le opere storiche:
• Historiae
• Annales
TACITO
Historiae
• Opera storiografica (scritta tra 100 e 110)
relativa alla storia di Roma dal 69 (anno dei
quattro imperatori) al 96 (morte di
Domiziano).
• L’opera doveva essere in 12 o 14 libri:
rimangono i libri 1-4 e parte del quinto,
relativi agli anni 69-70 (da Galba all’inizio del
principato di Vespasiano).
TACITO
• Nel capitolo 1 (T9 pag.408) Tacito dichiara
l’intenzione di trattare (in vecchiaia) i
principati di Nerva e di Traiano (progetto poi
accantonato).
«Ho riservato alla mia vecchiaia…il principato
del divo Nerva e l’impero di Traiano, argomento
più ricco e meno delicato, mentre approfitto
della rara situazione felice in cui si è liberi di
pensare quel che si vuole e di dire quel che si
pensa». (§1,3)
TACITO
• L’opera inizia con una premessa (I, 1: cfr.T9 pag.408)
in cui l’autore dichiara di voler scrivere con
imparzialità:
«Da Galba, Otone e Vitellio non ho conosciuto né
favori né torti; quanto agli onori della carriera, non
potrei negare che Vespasiano li abbia inaugurati, Tito
accresciuti, Domiziano spinti ancora più in là: ma chi
professa una lealtà che non si lascia corrompere non
deve ritrarre alcuno né con favore (neque amore) né con
avversione (sine odio)» (§1,3).
TACITO
• Sempre nel libro I Tacito fa parlare Galba
(capitolo 16), il quale dichiara che è
impossibile fare a meno del principato, perché
la potenza romana non potrebbe reggersi
«senza una persona che lo guidasse»; Galba
difende inoltre la bontà della scelta di un
successore fatta per adozione.
TACITO
• Il libro V tratta della campagna di Tito in
Giudea e dell’assedio di Gerusalemme; è
presente un excursus di carattere etnografico
sul popolo ebraico.
• Lo stile narrativo delle Historiae è
caratterizzato da inconcinnitas e brevitas (con
ellissi di verbi e congiunzioni).
TACITO
Annales
• Il vero titolo era probabilmente Ab excessu
Divi Augusti, (Vicende) dalla morte del divino
Augusto; l’opera era forse pensata come
prosecuzione dei libri Ab Urbe condita di
Livio.
• Opera storiografica (scritta dopo le Historiae)
relativa alla storia di Roma dal 14 (morte di
Augusto) al 68 (morte di Nerone).
TACITO
• L’opera doveva essere in 16 o 18 libri:
rimangono i libri 1-6 (Tiberio) e 11-16 (anni
dal 47 al 66: Claudio e Nerone) con alcune
diffuse lacune.
• Negli Annales Tacito studia le cause e i
meccanismi del potere imperiale.
TACITO
• Se consideriamo nel loro complesso le due
maggiori opere storiche (Historiae e Annales),
Tacito ci ha lasciato una narrazione del
principato che va dalla morte di Augusto (14
d.C.) fino alla morte di Domiziano (96 d.C.).
TACITO
Questioni di metodo storiografico
• Entrambe le opere sono redatte seguendo il
metodo annalistico (l’anno è indicato con il
nome dei consoli); questa impostazione
collega Tacito alla tradizione storiografica
romana.
TACITO
• La storia per Tacito è anche opus oratorium
maxime (opera prima di tutto letteraria): nel
racconto sono presenti elementi di
drammatizzazione (storiografia drammatica),
come avviene per la descrizione a tinte fosche
della figura di Nerone.
• In Tacito i personaggi prevalgono sugli
avvenimenti.
TACITO
• In Tacito sono presenti due particolari
atteggiamenti nei confronti della realtà:
moralismo e pessimismo.
• Il moralismo è la tendenza a interpretare
spesso la storia attraverso le categorie di
“vizio”e virtù”.
• Il pessimismo è collegato all’assenza di
qualunque prospettiva di risoluzione dei mali
descritti.
TACITO
• Tutti questi procedimenti, volti a sollecitare la
partecipazione emotiva del lettore,
conferiscono al testo tinte fortemente
drammatiche e patetiche, che concorrono a
formare quel quadro cupo e fosco in cui Tacito
trasfonde la sua concezione triste e amara del
mondo e dell’uomo.
TACITO
Attendibilità di Tacito
• Nei proemi delle due opere Tacito dichiara di
attenersi ai principi di veridicità e imparzialità,
ma la lettura degli eventi moralistica e
pessimistica, unita agli intenti artistici, sembra
essere in contrasto con l’esplicita intenzione di
raccontare gli eventi sine ira et studio, cioè
“senza avversione né simpatia” (Annales 1,1) e
di evitare sia la adulatio sia la malignitas
(Historiae 1,1).
TACITO
• Tuttavia gli studiosi ritengono sostanzialmente
credibile il racconto tacitiano, dal momento
che Tacito, quando può, consulta documenti
ufficiali; non disdegna lettere, orazioni,
memorie private e non trascura neppure i
rumores (dicerie, voci), pur consapevole della
loro scarsa attendibilità.
TACITO
• Si può ritenere che Historiae e Annales siano
opere storiche attendibili ma non imparziali,
dal momento che il punto di vista di Tacito
coincide in larga parte con quello
dell’aristocrazia filosenatoria, per lo più
avversa al principato e agli imperatori che
avevano dimostrato ostilità nei confronti del
Senato, come Nerone e Domiziano.
TACITO
Il principato, necessità storica
• Tacito aveva però capito che l’impero era una
ineludibile necessità storica, come sostiene nei
proemi di Historiae e Annales. Tacito afferma
che “dopo la battaglia di Azio […]fu interesse
della pace conferire tutto il potere a uno solo”
(Historiae 1,1) e che Augusto “ridusse sotto il
suo dominio col nome di principe lo Stato
stanco e disfatto dalle lotte civili” (Annales
1,1).
TACITO
• Negli Annales (1, 9, 4) Tacito esprime lo
stesso concetto affermando che “alla discordia
della patria non c’era stato altro rimedio che il
governo di uno solo”: viene evocata l’idea di
un intervento necessario ma doloroso.
• È inoltre la vastità stessa dell’impero a esigere
il governo di un princeps (Historiae 1, 15-16).
TACITO
Lo stile
• Il tipico stile tacitiano è quello delle Historiae
e degli Annales.
• Nelle Historiae e negli Annales lo stile tende
all’inconcinnitas (mancanza di simmetria),
caratterizzata da variatio sintattica e brevitas
(frequente omissione di parti del discorso); le
frasi sono spesso coordinate per asindeto.

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