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Seneca Vita

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Lucio Anneo Seneca

4 a.C. circa – 65 d.C.


CRONOLOGIA

Imperatori della dinastia giulio-claudia:


• Tiberio: dal 14 al 37;
• Caligola: dal 37 al 41;
• Claudio: dal 41 al 54;
• Nerone: dal 54 al 68.
LA FAMIGLIA
Il padre, Seneca il Vecchio o il Retore, (55
a.C. circa- 40 d.C. circa), di estrazione
equestre, è l’autore di un’opera preziosa per la
conoscenza dell’oratoria romana nell’età di
Augusto: Oratorum et rhetorum sententiae
divisiones colores. (cfr. vol.2 pag.489).
SENECA IL VECCHIO
Oratorum et rhetorum sententiae divisiones
colores
• Sententiae: frasi ad effetto di carattere
sentenzioso.
• Divisiones: modi in cui il declamatore articola
gli aspetti giuridici della vicenda.
• Colores: elementi stilistici usati per la
presentazione di personaggi e situazioni.
SENECA IL VECCHIO
• L’opera, composta verso la fine del principato
di Tiberio, testimonia una situazione di crisi
dell’oratoria romana e il diffondersi di
pubbliche declamazioni su argomenti fittizi.
• L’opera raccoglie orazioni fittizie giudiziarie
(controversiae) e deliberative (suasoriae).
• Scopo dell’oratore è stupire il pubblico, anche
con uno stile brillante e prezioso.
LA FAMIGLIA
La madre Elvia ebbe tre figli:
• Marco Anneo Novato, il figlio maggiore
• Lucio Anneo Seneca
• Marco Anneo Mela, il figlio minore
LA FAMIGLIA
• Seneca dedica al fratello Novato De ira e De
vita beata.
Novato assunse il nome di Gallione dal suo
maestro di retorica, che lo adottò; il VII libro
dei Dialogi reca il titolo Ad Gallionem de vita
beata.
Novato fece una brillante carriera senatoria e
morì nel 65 per volontà di Nerone.
LA FAMIGLIA
• Marco Anneo Mela è il padre di Marco Anneo
Lucano, quindi Seneca è lo zio di Lucano (39-65),
che fu autore del poema epico-storico in esametri
Bellum civile o Pharsalia (guerra civile tra Cesare
e Pompeo).
• Lucano aderisce alla congiura di Pisone; una volta
scoperto riceve, come molti altri, l’ordine di darsi
la morte; si toglie la vita nel 65 a meno di 26 anni.
LA VITA

Nel corso della vita Seneca entra in contatto


diretto con gli imperatori
• Caligola (37-41)
• Claudio (41-54)
• Nerone (54-68).
LA VITA
• 4 circa a.C.: Seneca nasce a Cordova, in
Spagna, da ricca famiglia provinciale.
• Seneca studia a Roma, dove riceve formazione
retorico-filosofica; ha come maestri lo stoico
Attalo ed esponenti della scuola filosofica dei
Sestii: Sozione e il retore Papirio Fabiano
(“uomo eminente per vita, dottrina ed
eloquenza”), che lo induce a una vita austera.
LA VITA
Scuola dei Sestii:
• nasce sotto Augusto, promossa da Quinto
Sestio e dal figlio Sestio Nigro;
• è una comunità di persone dedite alla virtù;
• diffonde i temi morali della filosofia stoica.
LA VITA
«Seneca non ebbe mai simpatia per gli studi
retorici e per le ricerche letterarie […]. Egli
sentiva un insanabile dissidio tra la filologia e
la filosofia, tra l’erudizione e la conoscenza,
tra la dottrina che cerca una notizia e la
dottrina che cerca una verità: e sentiva che in
questo continuo flusso delle indagini e delle
congetture colui che ci fa più forti è preferibile
a colui che ci fa più dotti e che un raggio di
luce nella nostra vita vale assai più che tutta la
scienza delle antichità.
LA VITA
Considerò gli studi letterari come sussidio e
avviamento necessario alla meditazione
filosofica, ma negò ch’essi da soli possano
occupare degnamente un intelletto capace di
elevazione». (Concetto Marchesi)
LA VITA
De brevitate vitae, XIII:
• Ecce Romanos quoque invasit inane studium
supervacua discendi.
Ecco che ha invaso anche i Romani la vana passione
di una dottrina superflua.
• Dubitare se interim Fabianus noster aiebat, an satius
esset nullis studiis admoveri quam his inplicari.
Diceva il nostro Fabiano di dubitare a volte se non
fosse meglio non studiare affatto che impegolarsi in
tali studi.
LA VITA
• 26: Seneca soggiorna in Egitto per curare i
forti attacchi d’asma di cui soffriva.
• 31: Seneca rientra a Roma, dove intraprende la
carriera forense e politica; rivela straordinarie
qualità oratorie.
• 32: Seneca ottiene la questura ed entra in
senato.
LA VITA
• 39: Seneca corre pericolo di morte perché in
senato, davanti a Caligola, pronuncia una bella
orazione che suscita la gelosia del principe; il
principe risparmia Seneca solo perché
convinto che Seneca, malato, sarebbe morto
poco dopo.
• In questo periodo Seneca si sposa: nulla
sappiamo della prima moglie; la seconda
moglie fu Paolina.
LA VITA
• 41: sotto Claudio, Seneca è coinvolto (forse
accusato di complicità e favoreggiamento)
nell’accusa di adulterio di Giulia Livilla,
sorella di Caligola; viene esiliato in Corsica
(dove rimarrà fino al 49).
LA VITA
• 41: Seneca parte da Roma senza avere avuto
la possibilità di salutare la madre. Nella
solitudine della Corsica è preso da cupa
disperazione: in un epigramma scrive Hic sola
haec duo sunt: exul et exilium; risalgono al
periodo dell’esilio gli scritti consolatori alla
madre Elvia e a Polibio, liberto di Claudio.
LA VITA
• 48: Claudio fa uccidere la moglie Messalina.
• 49: Claudio sposa Agrippina Minore, già
madre di Nerone.
• 49: Seneca è richiamato dall’esilio grazie a
Agrippina Minore che lo vuole precettore del
figlio Nerone.
• 49: forse in quest’anno Seneca scrive De
brevitate vitae.
LA VITA
• 54: Claudio muore avvelenato, probabilmente
dalla moglie Agrippina.
• 54: per Claudio vengono organizzati funerali
eccezionali promossi ad arte da Agrippina.
• 54: Seneca compone e pubblica la satira nota
come Apokolokýntosis, in cui deride Claudio.
• 54: Nerone a 17 anni diventa principe e
pronuncia la laudatio funebre di Claudio,
scritta da Seneca.
LA VITA
• 54-68: principato di Nerone.
• 54-58: Seneca si dedica all’educazione del
giovane principe: è il “quinquennio aureo”.
• 55: Nerone elimina Britannico, figlio di
Claudio e Messalina.
• 56: Seneca scrive il trattato De clementia con
cui esponeva al giovane imperatore le norme
del buon governo fondato sui princìpi
dell’equità e dell’umanità.
LA VITA
• 59: Nerone fa uccidere la madre Agrippina.
• 62: muore Afranio Burro; Tigellino, ostile a
Seneca, è il nuovo prefetto del pretorio;
Seneca, emarginato, si ritira a vita privata
(scrive le Naturales quaestiones, le Epistulae
morales ad Lucilium, il “dialogo” De
providentia, il trattato De beneficiis).
• 65: coinvolto nella congiura senatoria
capeggiata da Calpurnio Pisone, Seneca si
toglie la vita per ordine di Nerone.
LA VITA
A chi gli obiettava che i filosofi non fanno quello che
dicono, egli rispondeva che «essi fanno molto per il
solo fatto che concepiscono e dicono le cose oneste»
(De vita beata XX, 1). A coloro che lo accusavano di
mettere la sua vita in discordia con la sua parola e di
amare il denaro e gli agi e i vasti possedimenti ch’egli
insegnava a disprezzare; a quanti lo accusavano,
insomma, di parlare in un modo e di vivere in un
altro, Seneca rispondeva così, mentr’era nel più
florido stato della sua potenza: «Io parlo della virtù,
non di me. Io sono nel profondo dei vizi: e quando
grido contro i vizi, grido prima di tutto contro i miei».
LA VITA
Hoc mihi satis est, cotidie aliquid ex vitiis meis
demere et errores meos obiurgare.
A me basta togliere ogni giorno qualcosa dai vizi
miei e castigare i miei errori» (De vita beata, XVII).
La sua vita conosce errori, debolezze e colpe: la sua
pagina contiene il sarcasmo e la consolazione, il
sogghigno ed il pianto, la vendetta e la pietà, la
fermezza e l'abbattimento; l'esilio gli dettò i conforti
eroici alla madre, ma gli dettò le adulazioni basse a
Polibio, se lo scritto a Polibio non è una falsità o una
burla (Concetto Marchesi).

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