Complessi e Archetipi
Complessi e Archetipi
soccorre la psicologia analitica (e ad essa Jung si della vita psichica. La similarità tra fossili del mare e
volge nei suoi scritti più maturi), mostrando più di galassie del cielo, tra canti popolari della Romania e
un’analogia tra quanto si osserva nelle dell’Algeria evoca l’idea di strutture generali, presenti
dimensioni profonde della psiche e in quelle sempre e ovunque“(p. 17)
infinitesimali della materia” (p.41).
Il mistero dell’anima è racchiuso nella relazione fra due esseri umani, è mysterium coniunctionis:
“L’anima […] vive solo di relazioni umane (17) – in quanto – il vivente segreto della vita è sempre
nascosto fra Due, ed è questo il vero mistero, che le parole non possono svelare e le argomentazioni
non possono esaurire. Jung
Complessi e archetipi
Come osservava Jung: “La domanda cruciale per l’uomo è: «Sono o meno correlato a qualcosa
di infinito?»”
"Nella nostra cultura siamo stranamente incapaci di occuparci dei sentimenti", Carl Gustav Jung
IO
Inconscio
IO
Coscienza
Inconscio personale
Inconscio profondo
La psiche
Jung concepisce il sistema psichico totale come qualcosa che si trova in continuo moto energetico, e intende per energia
psichica la totalità di quella forza che pervade e collega tutte le forme e attività di questo sistema psichico. A questa energia dà il
nome di libido. Il concetto di libido ha qui un uso non diverso dal concetto di energia in fisica.
Il concetto di energia in fisica: non esiste nessuna sostanza corrispondente all’energia pura, non ha alcuna realtà materiale, è un concetto
astratto. E’ una proprietà astratta dell’universo. L’energia si manifesta attraverso le conseguenze della sua presenza, non possiamo
vederla direttamente, pensate ai campi elettromagnetici, sappiamo che ci sono in base alle conseguenza che la loro presenta fa accadere,
ma nessuno li ha mai visti direttamente. L’energia c’è ma non si vede, la presumo attraverso teorie matematiche osservando le
conseguenza della sua presenza.
Ciò che abbiamo appreso finora è che l’energia è in ogni cosa e in ogni fenomeno ma l’imbarazzante verità è che non abbiamo idea di
cosa sia davvero. Per quanto ne sappiamo l’energia è solo una strana proprietà astratta dell’universo; un numero, la cui somma totale
non cambia in nessuna circostanza. L’energia si converte nelle sue mille forme, ma non scompare mai, né si genera. Questo fenomeno
prende il nome di “principio di conservazione” ed è fra le più importanti leggi mai osservate in natura. Sicuramente vi sarà capitato di
sentir dire “Nulla si crea e nulla si distrugge, tutto si trasforma”… è un’astrazione che poggia su un postulato teorico confermato
dall’esperienza empirica.
Forse nella mente dello Jung scienziato è parso chiaro che essendo l’uomo immerso in una realtà fisica ed essendo esso stesso una realtà
fisica, dovesse in quanto tale sottostare alle medesime leggi fisiche, non solo a livello prettamente materiale, corporeo, ma anche a livello
di organizzazione della psiche.
Jung ha cercato con determinazione una base oggettiva che la moderna fisica (quantistica) avrebbe potuto fornire al suo modello di
psiche.
Struttura complementare/paradossale della psiche
Personalità di tipo narcisistico
Normalità Patologia
Un individuo che:
- loda apertamente le sue capacità
- tende a ricercare l’ammirazione e la fiducia degli altri
- è suscettibile alle critiche
- aspira al successo ed al potere
I principi della teoria della psicologia complessa junghiana:
- Considerare l’essere umano sia fisicamente che psichicamente come un organismo sottoposto alle stesse leggi che
governano l'universo (leggi della fisica)
- La psiche ha energia: Applicazione del concetto di energia (simile al concetto di energia in fisica) alla libido;
- Approccio scientifico alla psiche: Modello di osservazione e studio della libido (energia psichica) uguale al modello di
osservazione e studio dell’energia in fisica: «L’energia si manifesta attraverso le conseguenze della sua presenza» … così
anche l’energia psichica! Applicazione del «principio di conservazione» (riferito all’energia in fisica) alla libido e alla psiche
quale suo ambito
- Integrazione delle evidenze emerse dalla nuova fisica quantistica: processo di a-casualità (sincronicità, ordinamento
radiale dei sogni, unione degli opposti (particelle sub atomiche sono onda e materia) superamento del principio di
contraddizione di origine aristotelica
- Considerazione della psiche come una «unità» composta di tanti elementi in continua interazione tra loro, considerazione
molto vicina alla teoria dei sistemi complessi (concetti di compensazione, di auto-equilibrio)
- Individuazione di più di un solo fattore pulsionale (Freud spiega tutto col principio del piacere, Adler con la volontà di
potenza …)
- Considerazione dell’unità quale risultato della complementarietà di elementi paradossali, opposti: da una prospettiva out-
out ad una prospettiva et-et
- Applicazione del principio empirico di osservazione e sperimentazione (la psicologia si basa come altre scienze deboli sulla
statistica non sulla matematica)
- Psicologia come scienza fenomenologica e non epistemologica
- La comprensione di ogni accadimento psichico sia dal punto di vista causale che finalistico
- Metodo dialettico orientato alla sintesi
- La psiche è finalisticamente orientata
Autentica evoluzione integrale dell’essere umano
Ecologia ambientale ed umana
Tensione spirituale dell’Io
L’essere umano è in relazione misteriosa e sacra con l’ambiente
L’essere umano è un organismo biologico in un mondo biologico
A mio agio nel disagio
Rapporto di compensazione
La psiche ha una struttura complessa, le componenti, le dinamiche e i rapporti che la legano e la rendono un uncicum
Il movimeno della psiche è finalistico (ha uno scopo un fine). La psiche è orientata alla omeostasi
La psiche è dotata di una quantità di energia data che deve fluire e circolare
Unione degli opposti: polarizzazione, opposizione complementare, l’uno è condizione di esistenza dell’altro,
conscio/inconscio
Accettazione del paradosso
Sacro e mistero
La psiche è un unico sistema complesso: psicologia complessa
Principio di conservazione dell'energia totale
In fisica, la legge di conservazione dell'energia è una delle più importanti leggi di conservazione osservata nella
natura. Nella sua forma più studiata e intuitiva questa legge afferma che, sebbene l'energia possa essere
trasformata e convertita da una forma all'altra, la quantità totale di essa in un sistema isolato non varia nel tempo.
Percorso di indiviuazione
Influenza diretta ma parziale
Influenza indiretta
Influenza diretta
nucleo centrale inconscio caratterizzato da una semplice emozione (gioia, paura, rabbia, vergogna, tristezza)
una serie di associazioni (molte volte arbitrarie) collegate al nucleo centrale che provengono in parte dalla disposizione innata e in parte
dalle esperienze individuali condizionate dall’ambiente. La personalità, a causa di conflitti o traumi si frammenta. Questi frammenti non
restano sparsi ma si coagulano, si costellano intorno ad un nucleo che ha la stessa tonalità affettiva acquisendo forma, forza e energia
Archetipo attivato
TIPI PSICOLOGICI Atteggiamenti:
Conscio - introverso
Atteggiamento
- estroverso
Introversione
Funzioni:
I – funzione superiore
II – funzione ausiliaria
Pensiero III – funzione mediatrice
IV – funzione secondaria
Intuizione
Sensazione
Complessi
Sentimento
Percorso di indiviuazione
Influenza diretta ma parziale
Estroversione
Influenza indiretta
Inconscio Atteggiamento
Influenza diretta
TIPI PSICOLOGICI Atteggiamenti:
Atteggiamento - introverso
- estroverso
Introversione
Funzioni:
I – funzione superiore
II – funzione ausiliaria
Pensiero III – funzione mediatrice
IV – funzione secondaria
Intuizione
Sensazione
Complessi
Sentimento
Estroversione
Atteggiamento
Unilateralità
Estroversi
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Equilibrio Introversio
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Compensazione
Conscio Inconscio
Rapporto di compensazione
l’energia vitale – libido – scorre
Conscio Inconscio
nucleo centrale inconscio caratterizzato da una semplice emozione (gioia, paura, rabbia, vergogna, tristezza)
una serie di associazioni (molte volte arbitrarie) collegate al nucleo centrale che provengono in parte dalla disposizione innata e in parte
dalle esperienze individuali condizionate dall’ambiente. La personalità, a causa di conflitti o traumi si frammenta. Questi frammenti non
restano sparsi ma si coagulano, si costellano intorno ad un nucleo che ha la stessa tonalità affettiva acquisendo forma, forza e energia
Archetipo attivato
Teoria dei complessi
Situazione attuale, conflitto personale
Stato di coscienza
Rapporto di compensazione
Inconscio
Elaborazione emotiva
Il polo che è stato rimosso ed è inconscio, se rimane tale, accumula energia e genera un complesso con relativa costellazione di materiale
psichico. Il complesso inconscio, a seconda della quantità di energia, potrà quindi farsi sentire in modo più o meno violento nella vita
dell'individuo, tramite ad esempio reazioni psicosomatiche, scissione della personalità, lapsus, dimenticanze e allucinazioni. Il fatto che
l'individuo debba rispondere ad una situazione può richiedere l'attivazione delle informazioni legate al polo rimasto inconscio e questo può
quindi creare problemi perché si assiste alla liberazione dell'energia del complesso e ad una incapacità di gestione di tale energia: a seconda
dell'intensità affettiva/energetica si può assistere ad un corrispondente attivazione dell'arousal. In psicoterapia si comincia gradualmente a
comprendere 1. quale materiale conscio unilaterale sostiene l'individuo; 2. quale materiale viene sistematicamente rimosso, negato,
proiettato o intellettualizzato (a seconda cioè del sistema di difesa dell'Io attualizzato), utilizzando anche le immagini derivanti dai sogni; 3.
elaborare e diminuire l'energia del complesso in modo da permettere all'individuo di gestire tale mole di informazione.
Teoria dei complessi
Complesso a tonalità affettiva
In psicoterapia si comincia gradualmente a comprendere 1. quale materiale conscio unilaterale sostiene l'individuo; 2. quale
materiale viene sistematicamente rimosso, negato, proiettato o intellettualizzato (a seconda cioè del sistema di difesa dell'Io
attualizzato), utilizzando anche le immagini derivanti dai sogni; 3. elaborare e diminuire l'energia del complesso in modo da
permettere all'individuo di gestire tale mole di informazione.
Il complesso è inconscio ma già «gonfiato» e divenuto autonomo a tal punto da agire come un secondo Io, in
2 contrasto con l’Io cosciente, ponendo con ciò l’individuo tra a due verità, tra due opposte correnti di volontà (in
certe forme di nevrosi ossessive)
3 L’Io-complesso può irrompere totalmente fuori dalla compagine psichica, staccarsi e divenire autonomo; ciò
conduce al fenomeno della double personnalité
4 Se poi il complesso ha una carica così forte da attirare l’Io cosciente nella sua sfera, di soggiogarlo e inghiottirlo,
allora il complesso è divenuto più o meno padrone nella casa dell’Io cosciente
5 Poiché ogni contenuto inconscio è esperito solo in forma proiettata, anche il complesso inconscio appare
dapprima in proiezione come proprietà di un oggetto o di una persona esterni.
Il complesso è noto alla coscienza ma riconosciuto solo intellettualmente, e perciò continua ad agire con tutta
6 la sua forza originaria. Solo l’esperienza emotivamente vissuta insieme con la comprensione e integrazione del
contenuto, può portarlo a risoluzione.
Il metodo associativo
Complessi a tonalità affettiva
Attraverso il metodo associativo è possibile stabilire:
- La presenza
- La profondità di azione
- Tonalità affettiva
dei comlessi. La tecnica è stat mess a punto di Jung e prevede la seguente procedura:
- Al soggetto viene sottoposto un elenco di 10° parole stimolo seclte in modo specifico
- Gli viene richiesto di rispondere conla prima parole che gli viene in mente contestuale o meno
- Si rgistrano il tempo di risposta
- In un momento successivo viene sottoposto alla stessa procedura e viene controllata la coerenza tra le prime risposte e le seconde
A seconda dei tempi di risposta, e del grado di coerenza tr i risultati delle due fasi della procedura è possibile identificare le caratteristiche dei complessi.
IO
Base Base
Somatica Psichica
La capacità di discriminazione tra i contenuti che appartenenti alla coscienza e quelli che provengono dal
complesso inconscio, è il presupposto non solo di un Io personale, ben delineato e irripetibile, ma anche di
ogni forma superiore di civiltà.
Dal punto di vista dell’Io sono possibili quattro atteggiamenti verso il complesso:
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Inconscio personale
Anima/Animus Ombra
Inconscio collettivo
L’ombra
L’OMBRA, l’ANIMA e l’ANIMUS sono quegli ARCHETIPI (contenuti dell’inconscio collettivo) che più degli altri disturbano con maggior frequenza
e intensità l’IO.
E’ possibile indiviuare la natura dell’ombra dai contenuti dell’incnscio personale in quanto tutti i lati oscuri della nostra personalità vengono
rimossi dalla coscienza e relegati nell’inconscio personale.
Dallo studio dei tratti di carattere oscuri e delle qualità inferiori (non differenziate e arcaiche) che costituiscono l’ombra, risulta che essi
possiedono una natura emotica (carica affettiva), una certa autonomia (arbitrarietà), e quindi sono di tipo ossessivo ovvero di tipo possessivo:
ne veniamo posseduti senza saperlo e senza opporre alcuna resistenza cosciente. L’emozione non è un’attività, è un accadimento che investe
l’individuo. Di solito gli affetti si producono là dove l’adattamento è più debole, svelando contemporaneamente la ragione del diminuito
adattamento e l’esistenza di un più basso livello di personalità.
Con un lavoro ben strutturato e con il giusto tempo è possibile integrare l’ombra alla coscienza, esisteno però tratti che oppongono resistenza
quasi insuperabile. Di solito queste resistenze sono collegate e proiezioni non riconsciute come tali e il cui ricooscimento richiede uno sforzo
moral importante. Alcuni tratti dell’ombra con il lavoro e lo sforzo possono essere integrati e considerati quali elementi della personalità,
mentre per quanto riguarda le proiezioni, siccome la causa dell’emozione sembra essere nell’altro è quasi impossibile riuscire ad integrare
alcunchè ... Bisogna essere convinti di poter aver torto, mettersi in discussione profondamente e con convinzione. Chi proietta non è il soggetto
cosciente, ma l’inconscio, per questo le proiezioni si trovano già fatte, non si fanno. La principale conseguenza delle proiezioni è l’isolamento
del soggetto dal mondo circostante. Ne deriva spesso una sensazione di incompletezza, di sterilità, sono spiegati dalla proiezione come
malevolenza dell’ambiente, e questo alimenta il circolo vizioso dell’isolamento. Quante più proiezii si interpongono tra il soggetto e ambiente
tanto più è difficile per l’IO arrivare a capire le proprie illusioni.
Le proiezioni sono espressione della natura dell’ombra fino a quando le immaginio meglio i simboli che appaiono rigurdano l’altro sesso, da
quel momento le proiezioni manifestano la natura dell’anima, per l’uomo e dell’animus per la donna, due archetipi che si trovano molto più
lontani dalla coscienza e la cui autonomia e inconsapevolezza rendono le loro proiezioni particolarmente pervicaci.
Dell’ombra, rappresentando l’inconscio personale, è possibile con il corrretto tempo e lavoro renderne coscienti i contenuti, ma se agisce in
qualità di archetipo assume il carattere di impercepibilità tipica degli altri due archetipi Animus e anima.
Il Sé rappresenta la ricomposizione degli opposti. Persona (come voglio apparire in società) Anima o Animus e
Ombra, l’Inconscio personale e quello collettivo, sono tutti elementi della Psiche che si trovano tra loro in un
rapporto di naturale contraddizione, opposizione, complementare. Il Sé deve diventare il centro della Psiche (come
l’Io è il centro della Coscienza) diventa un nuovo centro, un cambiamento, rappresenta il momento di integrazione
di tutte le istanze che, complementarmente, sono in un rapporto di contraddizione, di paradosso. Non è la
soluzione del paradosso, è l’accettazione del paradosso quale principio di organizzazione della psiche.
Il Sacro, in quanto archetipo, esprime il suo senso insegnandoci che abbiamo dentro di noi, nell’inconscio collettivo,
l’idea, l’imago, di Sacro, non legato ad un Dio o ad una Chiesa, ma piuttosto legato al senso della nostra esistenza in
quanto specie. Così come il Mistero, anch’esso un archetipo, ci suggerisce di sviluppare la nostra curiosità non tanto
per aspettarci tutte le risposte, ma per comprendere che il Mistero è elemento connaturato nello sviluppo della
nostra specie. Misteri di livelli diversi saranno integrati a livelli di consapevolezza diversi. Il Mistero non è un limite,
è il punto di partenza, non c’è un arrivo, un traguardo.
Accettare la sacralità del Sé, la sua misteriosa numinosità, accogliere la sacralità e la misteriosità della possibilità
della complementarietà degli opposti, è la via per la connessione e lo sviluppo del proprio Sé … La nostra Psiche ha
una natura paradossale … i paradossi non sono risolvibili riducendoli a semplificazione, essi non richiedono una
scelta frutto di una analisi lineare, non si aspettano di essere risolti, piuttosto di essere accettati. Il Mistero e il Sacro
hanno come principale funzione quella di essere per l’essere umano guide, due numi tutelari, nel percorso comune,
filogenetico, all’interno del quale avviene la scoperta e l’espressione della propria essenza individuale,
ontogenetica. Nell’ontogenesi trova espressione soggettiva il potenziale filogenetico comune.
Per comprendere e dare piena realizzazione al nostro Se in qualità di esseri umani abbiamo la necessità di
sviluppare la capacità di utilizzare un pensiero complesso, stessa istanza che ci viene proposta dalle circostanze
ambientali.
Un paradosso, dal greco παρά (contro) e δόξα (opinione), è, genericamente, la descrizione di un fatto che contraddice
l'opinione comune o l'esperienza quotidiana, riuscendo perciò sorprendente, straordinaria o bizzarra.
Più precisamente, in senso logico-linguistico, indica sia un ragionamento che appare invalido, ma che deve essere
accettato, sia un ragionamento che appare corretto, ma che porta a una contraddizione.
Secondo la definizione, che ne dà Mark Sainsbury, si tratta di «una conclusione evidentemente inaccettabile, che deriva
da premesse evidentemente accettabili per mezzo di un ragionamento evidentemente accettabile».
Il paradosso è un potente stimolo per la riflessione. Rivela sia la debolezza della nostra capacità di discernimento sia i
limiti di alcuni strumenti intellettuali per il ragionamento.
È stato così che paradossi basati su concetti semplici hanno spesso portato a grandi progressi intellettuali. Talvolta si è
trattato di scoprire nuove regole matematiche o nuove leggi fisiche per rendere accettabili le conclusioni che all'inizio
erano "apparentemente inaccettabili". Altre volte si sono individuati i sottili motivi per cui erano fallaci le premesse o i
ragionamenti "apparentemente accettabili".
I tipi psicologici
La psiche ha quattro funzioni e due atteggiamenti
Gli atteggiamenti indicano il modo di reagire dell’uomo a ciò che gli si presenta di fuori o di dentro e sono
l’introversione e l’estroversione. Caratterizzano l’abitudine reattiva dei processi psichici, il contegno psicologico generale,
ossia l’indirizzo dell’energia psichica (per Jung la libido). Sono ancorati alla nostra costituzione biologica e fin dalla
nascita l’atteggiamento superiore è più chiaramente determinato che non il tipo funzionale. Una modificazione del tipo
di atteggiamento può avvenire attraverso una modificazione della struttura della psiche, o attraverso un faticoso processo
di evoluzione psichica (scopo primario dell’analisi). Il rapporto tra loro è di natura compensatoria: se la coscienza è
estroversa, l’inconscio è introverso e viceversa. Questo determina che l’atteggiamento dell’inconscio è indifferenziato,
non adattato, istintivo. Il passaggio da l’atteggiamento della coscienza al suo opposto dell’inconscio si può riconoscere
dalla proiezione che l’individuo compie dei propri lati negativi sull’oggetto (cosa o persona) che di norma è di tipo
opposto. Due sono i pericoli che si possono correre: un troppo scarso sviluppo delle funzioni, e una eccessiva
unilateralità nello sviluppo di una di esse. Lo scopo è sempre la totalità della psiche ossia la situazione ideale in cui
l’individuo può disporre consapevolmente di almeno tre funzioni (funzione primaria, superiore, e due ausiliarie) e di
entrambi i modi di reagire (atteggiamento introverso e atteggiamento estroverso).
4 Funzioni Pensiero
Coscienza
Sensazione Intuizione
Inconscio
Sentimento
4 Funzioni Funzione superiore
+ 1: la funzione trascendente
Coscienza
Inconscio
Funzione inferiore
4 Funzioni: Pensiero/Sentimento; Intuizione/Sensazione L'ottaedro è un poliedro con otto facce
4 posizioni intermedie tra funzioni adiacenti
Introversione
triangolari, è uno dei cinque solidi platonici,
8 funzioni caratterizzate da un atteggiamento le cui facce sono triangoli equilateri.
2 Atteggiamenti: Introversione/Estroversione
La funzione più differenziata è completamente cosciente
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Le 4 Funzioni si differenziano in: dice che qualcosa esiste, il pensiero ci
- Una Superiore mette al corrente di che cosa si tratta, il
- Due Ausiliarie sentimento ci rivela se si tratta di una cosa
più o meno piacevole, l’intuizione ci fa
- Una Inferiore Estroversione capire la provenienza e il fine di essa
4 Funzioni: Pensiero/Sentimento; Intuizione/Sensazione
4 posizioni intermedie tra funzioni adiacenti
8 funzioni caratterizzate da un atteggiamento
2 Atteggiamenti: Introversione/Estroversione
La funzione più differenziata è completamente cosciente
Mentre quelle meno differenziate sono sempre meno subordinate alla volontà
In un atteggiamento «estroverso normale» è naturale un atteggiamento «estroverso compensativo» dell’inconscio
Un atteggiamento estroverso esagerato (isterico: un carattere isterico è un’esagerazione dell’atteggiamento normale,
complicata da reazioni compensatorie anch’esse esagerate) comporta una compensazione dell’inconscio introvarso
esagerata anch’essa. A questo corrispondono dei disturbi somatici, dei sintomi, che spingono l’energia psichica a
rivolgersi all’introversione.
Compensazione atteggiamento normale: emergono sintomi della necessaria ed ordinaria compensazione tra un
attegiamento normale ed il suo opposto inconscio
Compensazione atteggiamento esagerato: emergono altra categoria di sintomi che hanno un carattere più intorverso
Compensazione atteggiamento inflattivo: i sintomi entrano in conflitto più o meno aperto con l’atteggiamento
cosciente. Questo porta alla «catastrofe» che può avere natura oggettiva/soggettiva (ovvero situazioni soggettive che
creano conseguenze in situazioni oggettive), oppure soggettiva/nervosa (un crollo nervoso, la reazione inconscia riesce
a bloccare l’azione cosciente)
Le tendenze inconscie, seppur ignorate mediante sottrazione di energie psichica, hanno una loro carica energetica
propria e più vengono disconosciute dalla coscienza più assumono un carattere distruttivo
- Le forme geometriche ci aiuteranno a mettere un po d’ordine nel percorso che faremo
- Geometria del microcosmo Heanchel: forme, colori, proporzioni connessione profonda del nostro inconscio con la natura
da cui estrae determinate idee: ruota, croce
- I colori L’arte di Jung, la teoria dei colori che ha guidato jung all’accoppiamento tra colori e funzioni
- Significato psicologico dei colori
- Principi generali, non leggi! (che noi chiamiamo geometrici, numerici, di rapporti algebrici, i suoni si muovono nello stesso
modo rapporti tra le note, il giorno e la notte, le stagioni ecc.) che plasmano il mondo in cui viviamo e lo rendono vivibile a noi
e a tutti gli altri esseri viventi, siamo essere biologici in un mondo biologico. Cimatica e forme dell’acqua Masaru Emoto
qualcosa che va al di là della nostra comprensione: mistero e sacro. Corrispondenza tra i solidi platonici e la forma dei cristalli
- Trasportiamo questi stessi principi non nel mondo materiale, piuttosto nel nostro mondo interno
- La storia della psiche e della coscienza, la sua evoluzione, e la prospettiva di sviluppo ulteriore, la conoscenza di se stessi
come primo passo per l’evoluzione della coscienza non solo individuale ma collettiva
- Complessità, integralità, autenticità, evoluzione: autentica evoluzione integrale dell’uomo
- Psiche, forma, composizione, elementi, principi interni di rapporto tra gli elementi
- Oracolo di delphi: diventa ciò che sei
- Chi siamo, una parte di ciò che siamo è il nostro tipo psicologico allinterno della psiche come sistema complesso
Aspetti psicologici della quastione ambientale, cambiamento di approccio non solo materiale ma spirituale
"Non entri nessuno che non conosca la geometria." – Motto all'entrata dell'Accademia di Platone. Platone riteneva
fondamentale che i suoi alunni studiassero la geometria perché proprio la geometria doveva aprire la strada al regno
delle idee, dal momento che non tratta triangoli, quadrilateri o cerchi reali ma figure ideali, frutto del pensiero. Proprio
dalla geometria quindi si doveva intuire l'esistenza del suo Iperuranio.
“Dio geometrizza sempre.” - Platone – Plutarco elaborò questa frase nel suo saggio Πῶς Πλάτων ἔλεγε τὸν θεὸν ἀεί
γεωμετρεῖν: “Cosa intende Platone quando dice che il dio applica geometrizza ogni cosa?"[2]. Sulla base della suddetta
frase di Platone, tenendo presenti le cifre che compongono il π (pi greco), è venuto fuori:
“Il grande Dio geometrizza sempre tutto.”
Gènoio hòios éi
"Diventa ciò che sei!" – Ammonimento del poeta Pindaro, accanto a "Conosci te stesso!" una delle più famose iscrizioni
di Delfi. Così si legano lo sviluppo della personalità con il riconoscimento di sé: entrambe le frasi, combinate, danno:
"Riconosci cosa sei nel cuore del tuo essere, poi cerca di diventarlo." La frase era diretta da Pindaro a Ierone I, tiranno
di Siracusa e vincitore ai Giochi Pitici a Delfi.
"Il carattere è il destino dell'uomo." – Ogni uomo agisce secondo i dettami del proprio carattere, vuole sottolineare
Eraclito, e così forgia il proprio destino. In latino si trova «Faber est quisque fortunae suae.», risalente a Sallustio.
"Il sogno di un'ombra è l'uomo." – La frase proviene dalla VIII Ode Pitica di Pindaro. Vi si può avvicinare il titolo della
famosa opera teatrale di Pedro Calderón de la Barca: "La Vida es sueño" – "La vita è sogno".
"Cos'è facile? Dare consigli agli altri" – Talete
"Cos'è difficile? Conoscere se stessi" – Talete
Autentica Evoluzione
Autentica Evoluzione
L'ottaedro è un poliedro con otto facce
triangolari, è uno dei cinque solidi platonici, le cui
facce sono triangoli equilateri. E’ un unica figura
geometrica, non la somma dei singoli elementi
Pensare
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2 sono irrazionali: sensazione e intuizione
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4 posizioni intermedie tra funzioni adiacenti
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coscienza e inconscio tra i due atteggiamenti
opposti (se il tipo è introverso, la coscienza
sarà introversa e l’inconscio estroverso), e tra
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Estroversione
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La psiche è un sistema complesso, caratterizzato dalla
complementarietà degli opposti e dal paradosso
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Estroversione
TIPI PSICOLOGICI Atteggiamenti:
Conscio - introverso
Atteggiamento
- estroverso
Funzioni:
I – funzione superiore
II – funzione ausiliaria
I III – funzione mediatrice
IV – funzione secondaria
II
III
IV
Complessi
Percorso di indiviuazione
Influenza diretta ma parziale
Influenza indiretta
Inconscio Atteggiamento
Influenza diretta
L'introversione è definita nei termini seguenti:
«Chiamo introversione il rivolgersi della libido (l’energia psichica, in generale massa di energia a disposizione
dell’essere) verso l'interno del soggetto. Questo fatto esprime un rapporto negativo del soggetto verso l'oggetto.
L'interesse non si dirige verso l'oggetto, ma si ritira e ritorna verso il soggetto stesso.
L'uomo introverso pensa, sente e agisce in un modo che mostra chiaramente che è il soggetto a determinare ogni
suo atteggiamento, mentre l'oggetto ha solo un'importanza secondaria. L'introversione può avere un carattere
intellettuale o affettivo; essa può anche avere come suo carattere distintivo l'intuizione o la sensazione; essa è
attiva se il soggetto vuole isolarsi dall'oggetto; è passiva quando il soggetto è incapace di ricondurre sull'oggetto la
libido che se ne ritrae. L'introversione abituale è caratteristica del tipo introverso».
Il "tipo introverso"
Le caratteristiche generali del tipo introverso sono le seguenti: «egli si distingue dall'estroverso perché non si orienta, come
quest'ultimo, secondo l'oggetto e il dato oggettivo, ma tiene conto soprattutto dei fattori soggettivi.
La coscienza introversa vede certo perfettamente le condizioni esteriori, ma dà la preponderanza alle determinanti soggettive che
essa crede più importanti.
Mentre l'estroverso si basa sempre di preferenza su ciò che gli viene dall'oggetto, l'introverso si richiama alla costellazione che
l'impressione esteriore fa nascere nel soggetto».
Posto che un fattore soggettivo (cioè "l'azione o la reazione psicologica che si confonde con l'impressione oggettiva in un nuovo
stato di fatto psichico") è presente in ogni conoscenza, c'è da chiedersi qual è la sua specificità per quanto riguarda
l'introversione: Jung scrive: «L'eccessivo punto di vista dell'introverso nella coscienza non conduce ad un'utilizzazione migliore e
più valida del fattore soggettivo, ma da una soggettivizzazione artificiale della coscienza, alla quale non si può fare a meno di
rimproverare "il suo atteggiamento esclusivamente soggettivo».
Questa esclusività del fattore soggettivo viene compensata a livello inconscio: «Poiché i rapporti dell'Io con l'oggetto sono
difettosi [...] si produce nell'inconscio un rapporto di compensazione che si manifesta nella coscienza sotto forma di attaccamento
incondizionato ed irresistibile all'oggetto: più l'io cerca di assicurarsi ogni tipo di libertà, di indipendenza, di autonomia e di
superiorità, più diventa schiavo del dato oggettivo. La libertà dello spirito viene incatenata ad una miserabile inferiorità economica,
la noncuranza nell'azione scompare ansiosamente, una volta o l'altra, dinanzi all'opinione pubblica, la superiorità morale
sprofonda nel pantano delle relazioni dubbie, il desiderio di potenza finisce col diventare un penoso desiderio di essere amato.
L'inconscio si preoccupa ora del rapporto con l'oggetto, in modo atto a distruggere quanto più definitivamente possibile le illusioni
di potenza e le fantasie di superiorità del conscio; l'oggetto prende dimensioni angosciose, nonostante gli sforzi del conscio che
tende a comprimerlo. In seguito l'io si sforza ancora di separarsi dall'oggetto e di dominarlo: finalmente si protegge con un sistema
formale di sicurezze… per tentare di conservare almeno l'illusione della superiorità; facendo questo, l'introverso si stacca
completamente dall'oggetto e si logora interamente in misure di difesa da una parte, e in tentativi infruttuosi dall'altra, per imporsi
all'oggetto e per affermarsi».
Sinteticamente, per Jung l'estroverso è preda dal mondo esterno e l'introverso dal mondo interno. Tale cattura comporta, per un
verso, il pericolo di un inserimento nel mondo acritico e passivo, e, per un altro, quello di un progressivo distacco dal mondo.
L'estroversione viceversa è definita nei termini seguenti:
«Estroversione significa orientamento della libido verso l'esterno. Chiamo estroverso un rapporto del soggetto con l'oggetto
tale che l'interesse soggettivo si muove positivamente verso l'oggetto. Nello stato di estroversione si pensa, si sente e si
agisce relativamente all'oggetto, in modo evidente e direttamente percettibile, tanto che l'atteggiamento positivo del soggetto
riguardo all'oggetto è fuori di dubbio. In un certo senso, è un atto di trasferimento dell'interesse del soggetto nell'oggetto. Se si
tratta di un'estroversione del pensiero, il soggetto si pensa in qualche modo nell'oggetto; se si tratta invece di un'estroversione
del sentimento, questo compenetrerà l'oggetto come dall'interno. Nello stato di estroversione il soggetto è fortemente ma non
esclusivamente condizionato dall'oggetto. L'estroversione è attiva quando è intenzionale, voluta dal soggetto; passiva, al
contrario, quando è l'oggetto che l'ottiene con forza, attirando, suo malgrado, l'interesse del soggetto. L'estroversione abituale
produce il tipo estroverso».
In breve: «Si potrebbe definire la tendenza all'introversione quella che in ogni circostanza cerca di dare all'Io
e ai processi psicologici soggettivi il predominio sugli oggetti e i processi oggettivi, o per lo meno, di affermarli
di fronte all'oggetto, dando così più importanza al soggetto che all'oggetto […] La tendenza all'estroversione,
al contrario, subordina il soggetto all'oggetto, che quindi acquista un valore preponderante. A sua volta, il
soggetto non ha più che un'importanza marginale; i processi soggettivi appaiono talora qualcosa di superfluo
o dannoso rispetto agli avvenimenti oggettivi».
Esse sono rappresentate entrambe in ogni soggetto con un peso diverso, secondo una logica
combinatoria che configura uno spettro. Neppure agli estremi di questo, si danno delle forme pure perché
l'interesse per uno dei due mondi in cui vive l'uomo - quello interno e quello esterno - è comunque
compensato da un qualche interesse per l'altro, che, se non è rappresentato a livello cosciente, si realizza
sempre a livello inconscio.
L'illustrazione delle caratteristiche generali del tipo estroverso e di quello introverso non aggiunge molto alle
definizioni riportate se non un'osservazione di estremo interesse, che concerne il tipo estroverso, e la
specificazione del compenso che si realizza a livello inconscio nell'uno e nell'altro tipo.
Il "tipo estroverso"
Per il tipo estroverso le caratteristiche generali sono le seguenti:
«Quando l'orientamento secondo l'oggetto e il dato oggettivo predominano in modo che le decisioni e le azioni più frequenti e importanti non siano condizionate
dalle idee soggettive ma dagli atteggiamenti oggettivi, si parla di atteggiamento estroverso; quando questo atteggiamento è abituale, si parla di tipo estroverso. Chi
pensa, sente e agisce, in breve, chi vive in accordo "inmmediato" con le condizioni oggettive e le esigenze che esse pongono, sia in senso positivo che in senso
negativo, è un estroverso; vive, cioè, in modo tale che, evidentemente, l'oggetto, dato come determinante, ricopre nella sua coscienza un ruolo più importante che
non l'opinione soggettiva. Certamente, ha delle opinioni personali, ma la loro forza determinante è minore di quella delle condizioni esterne [...] Il suo "interesse" e
la sua "attenzione" obbediscono agli avvenimenti oggettivi, in primo luogo a quelli che si producono nel suo entourage immediato [...]
Gli avvenimenti esterni esercitano su di lui un'attrazione pressoché inesauribile, sicché è normale che il suo interesse non si spinga più in là. Le leggi morali
dell'azione coincidono con le esigenze corrispondenti della società, in altre parole con la concezione morale comunemente accettata: se l'opinione comune fosse
diversa, diverse sarebbero le linee soggettive di condotta morale, senza che per questo l'"habitus" psicologico d'insieme subisca la minima modificazione. Questo
rigido condizionamento dei fattori oggettivi non implica, come potrebbe sembrare, un adattamento totale o anche ideale alle condizioni di vita. Dal punto di vista
dell'estroverso, evidentemente, un tale "inserimento" nel dato oggettivo deve sre un adattamento totale, perché egli non ha un altro criterio a sua disposizione; ma,
considerando la cosa da un punto di vista più ampio, non è affatto certo che i dati oggettivi rappresentino, in ogni caso, la norma. Essi possono, invece, essere
anormali in un determinato momento storico o in una situazione particolare; in questo caso, un individuo inserito in simili circostanze agisce nello stle del suo
ambiente, ma si trova nello stesso tempo in una situazione anormale in rapporto alle leggi generali della vita…
Egli si è "inserito", non "adattato", perché l'adattamento non si risolve solo nell'obbedire, nel sottomettersi senza scosse alle condizioni di vita dell'ambiente: esso
richiede l'osservanza di leggi più generali delle condizioni storiche contemporanee e locali. L'inserimento puro e semplice segna il limite del tipo estroverso
normale: egli deve la sua normalità al fatto che si inserisce senza gravi attriti nelle circostanze che gli si presentano e che non ha altra pretesa che di adeguarsi
alle condizioni oggettivamente fissate;.. farà o eseguirà quello di cui il suo ambiente avrà bisogno in quel momento, quello che ci si aspetterà da lui; si asterrà da
ogni innovazione che non sia assolutamente e evidentemente necessaria, e da tutto ciò che possa in qualche modo andare al di là delle aspettative dell'ambiente.
Il pericolo che l'estroverso corre è di essere assorbito negli oggetti e di perdervisi totalmente [...]».
La tendenza dell'estroverso a perdersi totalmente negli oggetti viene compensata a livello inconscio da "una tendenza radicalmente egocentrica". Jung scrive:
«L'atteggiamento inconscio atto a compensare efficacemente l'atteggiamento cosciente estroverso presenta un carattere, in un certo senso, "introvertente"; questo
concentra l'energia sul fattore soggettivo, cioè su quei bisogni e quelle esigenze che hanno subito una repressione od una rimozione [...]
L'assimilazione totale all'oggetto si scontra con la resistenza dell'elemento minoritario represso costituito dal passato e da ciò che esiste fin dall'origine. Questa
considerazione del tutto generale permette di comprendere che le pretese inconsce del tipo estroverso hanno un carattere nettamente primitivo, infantile ed
egoista [...]
Più l'atteggiamento conscio estroverso è completo, più l'atteggiamento inconscio è infantile ed arcaico. A volte è anche contraddistinto da un egoismo brutale, che
supera largamente l'infantile e rasenta la scelleratezza [...]».
Le funzioni della psiche
La psiche ha quattro funzioni congenite in ogni individuo: pensiero, sentimento, intuizione, sensazione
La funzione è definita come una certa forma di attività psichica che in circostanza diverse rimane fondamentalmente uguale
a se stessa. Un modo per comprendere ed elaborare dati psichici senza alcun riguardo al contenuto. Una di queste funzioni
prevale sulle altre e diviene quella fondamentale con cui l’uomo si orienta, afferra ed elabora, in sostanza si adatta alla realtà.
Questa funzione si sviluppa e differenzia nel modo più intenso, diventa la funzione di adattamento dominatrice, dà direzione
e qualità all’atteggiamento cosciente (introversione o esrtroversione), è sempre a disposizione della volontà cosciente
dell’individuo. Viene definita funzione differenziata o superiore e determina il tipo psicologico dell’individuo. Le funzioni si
differenziano in:
- I° superiore: appartiene totalmente al nostro lato in luce, cosciente, è sempre nella nostra piena disponibilità, è la
funzione meglio differenziata e indirizzata
- II° – III° Ausiliaria: situata tra il conscio e l’inconscio, relativamente differenziata e indirizzata
- IV° Inferiore: è situata tutta nell’inconscio, la si può riconoscere, nel momento in cui vi si deve fare ricorso, dalla sua
instabilità, suggestionabilità o rozzezza e dal suo carattere incerto. Ha un carattere infantile, primitivo, arcaico, Talvolta si
può dedurre la funzione inferiore dal carattere delle persone che compaiono nei sogni e dal loro modo di presentarsi.
La i° (superiore) e la II° dovrebbero essere quelle di cui principalmente si serve l’uomo medio, la III° lo è più raramente,
mentre la IV° (inferiore) si sottrae completamente alla sua volontà. Le funzioni superiore e ausiliaria sono spesso
rappresentate nel sogno da padre e figlio o da altre figure simboleggianti il principio di coscienza dominante o più necessario,
le altre due, la seconda complementare e l’inferiore, sono rappresentate da madre e figlia. La III° funzione di carattere
ausiliario non ha un contatto con la II° della stessa intensità che tra I° e IV° per cui a volte potrebbe accedere alla coscienza
portando con se contaminazioni della funzione inferiore e quindi assumendo un ruolo di mediatore con l’inconscio. La
volontà non rientra nell’elenco delle funzioni per Jung, essa è data ad ogni funzione in forma di energia psichica liberamente
disponibile che può essere indirizzata dall’intervento della coscienza, la misura e l’intensità della forza di volontà si collegano
con il grado di sviluppo e l’ampiezza del campo della coscienza.
Il tipo psicologico può manifestarsi nell’ambito del tipico in tutte le variazioni dell’individuale, è l’impalcatura o scheletro che
pregiudica e modifica il comportamento specifico di fronte ad una data situazione.
Due funzioni razionali lavorano entrambe per mezzo di valutazioni che realizza il pensiero, solo una di loro domina, l’altra
soccombe, non possono essere utilizzate allo stesso tempo:
- Pensare: giunge alla comprensione del mondo e all’adattamento ad esso mediante la conoscenza razionale ossia mediante
nessi concettuali e deduzioni logiche. Valuta mediante la conoscenza, secondo il criterio vero/falso.
- Sentire: concepisce il mondo in base ad una valutazione secondo i concetti «sgradevole o gradevole, accettare o
respingere». Valuta mediante le emozioni secondo il criterio piacere/dispiacere
Due funzioni irrazionali evitando la ragione, lavorano non con giudizi ma con mere percezioni senza valutare o attribuire un
senso, anche in questo caso non possono essere utilizzate allo stesso tempo :
- Sensazione: percepisce le cose per come sono, è il senso della realtà per eccellenza. Questo tipo noterà tutti i particolari di
un fatto storico ma non farà caso alle connessioni in cui il fatto è inserito.
- Intuizione: percepisce non attraverso l’apparato sensoriale , piuttosto per mezzo della capacità di una «percezione interiore
inconscia» delle possibilità insite nelle cose. Questo tipo non porrà attenzione ai dettagli di un accadimento storico ma
percepirà subito senza sforzo l’intimo senso di un fatto le sue possibili connessioni e conseguenze
Le 4 funzioni così come i 2 atteggiamenti stanno in relazione compensativa tra gli opposti: se la coscienza è pensiero,
l’inconscio è sentimento; se la coscienza è estroversa, l’inconscio è introverso. Tale comportamento compensatorio è una
legge insita nella struttura della psiche.
La persona è un compromesso tra l’individuo e Funzione superiore
la società su ciò che uno appare.
Si è costituita per ragioni di adattamento o Mondo Obiettivo
per bisogno di comodità, non è indicativo
dalla individualità e costituisce
propriamente un segmento dell’Io
Persona
Mondo Soggettivo
Funzione inferiore
La persona è un compromesso tra l’individuo e Funzione superiore
la società su ciò che uno appare.
Si è costituita per ragioni di adattamento o
per bisogno di comodità, non è indicativo
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propriamente un segmento dell’Io
Mondo Soggettivo
Funzione inferiore
La Persona
Una persona che funziona correttamente deve tenere presente tre fattori:
- l’Io ideale, l’immagine di desiderio, quello che l’individuo porta dentro di sé e che rappresenta il modo in cui vorrebbe
essere fatto e comportarsi;
- l’immagine generale che il mondo si fa di un individuo con le caratteristiche dell’Io ideale;
- Tutti i condizionamenti che limitano o impediscono la realizzazione dell’Io ideale dell’individuo o dell’io ideale del mondo
circostante
Se qualcuno di questi tre aspetti viene trascurato, la Persona non potrà svolgere al meglio il suo compito e tenderà ad essere
più di ostacolo che di supporto allo sviluppo della personalità.
Se l’individuo è ben adattato tanto verso il mondo esterno quanto quello interno la Persona è flessibile ed è un ottimo mezzo
di interazione dentro fuori, ma si può correre il rischio che diventi eccessivamente rigida da non permettere più lo sviluppo
della personalità individuale … «gli individui non sono altro che l’ufficio concesso loro dalla società».
E’ legittimo utilizzare maschere diverse in funzione delle circostanze del contesto, l’uomo la cui Persona funziona bene può
averne anche una parziale coscienza dell’uso che ne fa, ma questo avviene solo quando è supportata dalla funzione superiore
della coscienza, cosa che non avviene sempre! A volte l’adattamento al mondo può avvenire con le funzioni ausiliarie o
addirittura con quella inferiore creando a volte nel tempo un carattere coatto, dovuto per esempio dalle insistenze dei
genitori, dalla pressione dell’educazione ecc. In tali casi la Persona appare gravata delle insufficienze che caratterizzano la
funzione inferiore, meno differenziata e indirizzata.
La psiche
La psicoterapia di Jung non è un metodo analitico nel senso usuale del termine: si atteggia sicuramente strettamente alla
premesse mediche e scientifiche di tutte le ricerche svolte in questo campo. Essa è «una via di salute» nel duplice senso della
parola: ha tutti gli elementi per guarire l’uomo dai mali psichici e dalle malattie psicogene che ne derivano. Ma oltre a ciò
conosce la via e ha i mezzi per condurre l’uomo alla sua «salvazione» a quella conoscenza e a quel perfezionamento della
propria persona che furono sempre la massima aspirazione spirituale. Non c’è spiegazione teorica che basti a chiarire a fondo
l’edificio concettuale di Jung; per comprenderlo appieno, bisogna aver sperimentato su di se la sua efficacia. In quanto
guarigione dell’anima si può soltanto viverla, o meglio soffrirla. Anche questa via come tutto ciò che concerne la psiche è
personalissima. La sua soggettività è appunto la sua verità più efficace.
La psicoterapia junghiana ha una sua funzione educativa, formatrice della personalità, guidatrice di anime. E’ nella natura delle
cose che solo pochi vogliano deliberatamente mettersi per una «via di salute», e questi pochi percorrono questa via soltanto
per costrizione interiore, per non dir per disperazione perché è sottile come il filo di un coltello.
Gli elementi della fisica classica:
- Formalismo matematico
- Logica aristotelica:
- Principio di identità A = A
- Principio del terzo escluso A «o» non-A (prospettiva out-out)
- Principio di non contraddizione, ossia non è possibile avere contemporaneamente A «e» non-A
- Teoria rappresentazione di un fenomeno (la fisica è una scienza fenomenologica non ontologica)
- La fisica si basa sull’osservazione ossia sugli esperimenti
Il principio di non contraddizione viene «superato» nella fisica quantistica
- Principio dell’unità: totalità della psiche e del corpo, la psiche non è riconducibile al corpo
- Principio del dinamismo: concezione teleologica, il comportamento è sempre orientato verso una meta
- Principio dell’influenza cosmica: l’individuo è sempre collegato con la realtà naturale e con il cosmo
- Principio della naturale strutturazione delle parti in un’unica totalità: l’organizzazione della vita psichica e l’organizzazione
di un tutto integrato e coerente con le mete personali
- Principio dell’azione –reazione: tra individuo e ambiente vi è una dialettica costante tra la personalità e la realtà
Mondo esterno
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Anima e Animus
A mio agio nel disagio
La vita esige d'essere sempre riconquistata da capo... L'uomo ha bisogno delle difficoltà: esse fanno parte della sua
salute. Soltanto il loro eccesso le fa sembrare superflue. Il problema terapeutico fondamentale non consiste soltanto
nel sapere come eliminare le difficoltà momentanee, ma nel sapere come affrontare con successo difficoltà future.
meccanismo di autoregolazione della psiche. Ma il progresso, che ha di tanto sopravanzato le semplici leggi naturali,
costringe l'individuo a mettere in atto sofisticati meccanismi per regolare il delicato equilibrio tra le varie componenti
psichiche. In linea di massima il procedere sul percorso intrapreso dalla civiltà del benessere richiede alla coscienza un
atteggiamento maggiormente determinato, a scapito del libero fluire di elementi inconsci; una 'forzatura' che mette un po'
in crisi il naturale funzionamento della psiche come meccanismo ad autoregolazione, ed induce spesso delle forti
controreazioni da parte dell'inconscio direttamente proporzionali all'accentuata tendenza unidirezionale dell'atteggiamento
opposto.
«La facilità con cui viene esclusa la controreazione corrisponde al grado di dissociabilità della psiche e porta ad una perdita
dell'istinto, perdita caratteristica ma anche necessaria per l'uomo civilizzato, poiché impulsi dotati di forza originaria
rendono assai difficile l'adattamento sociale. Tuttavia non si tratta qui di una vera e propria atrofia dell'istinto, ma, di regola,
soltanto di un prodotto relativamente durevole dell'educazione. il quale poi non si instaurerebbe mai in tale misura se non
servisse a importanti interessi dell'individuo».
La funzione trascendente. C. G. Jung
XIX sec. 1900 1945 XXI sec.
Religione Psichiatria
Facilitazione Facilitazionedel profondo
BIOLOGIA 1980
1800 NEUROSCIENZE
Arte del processo
ANTROPOLOGIA
HUMAN POTENTIAL
1843
MOVEMENT
FILOSOFIA
LINGUISTICA 1960 Costellazioni
1880 Psicologia analitica
MOVIMENTO
1912 NEW AGE
PSICOLOGIA ORGANIZATIONAL 1970
1879 MOVEMENT
1930 Sviluppo di carriera
SOCIOLOGIA
1980
1838
Sviluppo degli adulti
EDUCAZIONE Educazone degli adulti 1950
Adult learning
Apprendistato Training 1926
1960
ECONOMICS Consulting
Facilitazione
Scientific
Management 1973
Natura Sostenibilità
Immaginazione Complessità
Organizzazione Leadership
Psicologia Facilitazione
Neuroscienze Simboli
Filosofia occidentale Psicoterapia
Archetipi
Profondo Fisica
Archetipi Emozioni
Religione Sociologia
Immaginazione Complessità
Organizzazione Leadership
Psicologia Facilitazione
Neuroscienze Simboli
Filosofia occidentale Psicoterapia
Geometria
Profondo Fisica
Archetipi Emozioni
Religione Sociologia
Natura Sostenibilità
Numerologia Coaching
Psiche
Immaginazione Complessità
Organizzazione Leadership
Psicologia
Facilitazione
Neuroscienze Simboli
Organizzazione Leadership
Psicologia
Facilitazione
Mente
Neuroscienze Simboli
Religione Sociologia
Natura Sostenibilità
Numerologia Coaching
Immaginazione Complessità
Organizzazione Leadership
Psicologia
Facilitazione
Neuroscienze Simboli
Religione Sociologia
Natura Sostenibilità
Numerologia Coaching
Immaginazione Complessità
Organizzazione Leadership
Psicologia
Facilitazione
Neuroscienze Simboli
Religione Sociologia
Natura Sostenibilità
Numerologia Coaching
Immaginazione Complessità
Organizzazione Leadership
Psicologia
Facilitazione
Neuroscienze Simboli
Pensiero
Sensazione
Intuizione
Sentimento
Estroversione
Conscio
FUNZIONE DOMINANTE
FUNZIONE AUSILIARIA
FUNZIONE MEDIATRICE
Pensiero
I
Sensazione
II
III
Intuizione
IV
Sentimento
Funzioni psichiche:
I – funzione superiore: la più sviluppata
II – funzione ausiliaria: mediamente sviluppata
III – funzione mediatrice: mediamente sviluppata
Inconscio IV – funzione secondaria: non sviluppata
Conscio
LE FUNZIONI PSICHICHE
Funzione dominante
Funzione ausiliaria
Funzione mediatrice
Funzione Inferiore
Inconscio
Coscienza
+ +
alimenta ulteriormente
estroversa l’estroversione
Concentra l’energia psichica sul
mondo esterno
Conflitto che Soggetto
porta alla crisi
introverso
Inconscio
+ compensa richiamando
energia sul
Per capire se la mia funzione pensiero è estroversa piuttosto
che chiedermi
Un elemento esterno
Cosa mi fà giudicare?
Un elemento esterno