Chi è stato il fondatore del movimento futurista e quando è nato?
Il futurismo è in origine un movimento letterario italiano fondato da Filippo Tommaso Marinetti ed è
nato il 20 febbraio 1909 quando il figaro in prima pagina pubblico «fondation et manifeste» di
futurismo firmato da f.t. Marinetti e recante come la maggior parte dei successivi manifesti futuristi. Il
suo movimento viene chiamato futurismo italo-francese. Nella quale a Parigi pubblicò il manifesto del
futurismo che sottolineava il mito del progresso tecnico e della macchina, nel prodotto industriale in
genere, dalla velocità e in aperta polemica con la cultura dominante che i futuristi ritenevano
decadente. In particolare, i futuristi esaltavano il movimento ritendendolo di espressione più
rappresentativa della realtà. Il movimento consente la fusione dell’oggetto con la spazio circostante.
Quali erano le principali idee e obbiettivi del futurismo?
Le idee del futurismo sono di rivoluzionare tutto l’atteggiamento nei confronti della vita. Secondo i
futuristi la nuova forma di debolezza è la velocità: i loro principi si fondono su tutto ciò che è vivo,
dinamico e nuovo, all’energia, alla velocità, al movimento e al pericolo. Il futurismo si propone come
distruttore delle idee di poesia e letteratura tradizionale (il tema nel futurismo è scelto in opposizione
al passatismo di quegli anni).
I futuristi avevano l’obbiettivo del rinnovamento di ogni campo del sapere e dele espressioni creative
infatti all’inizio fu un fenomeno letterario ma ben presto si allargò al campo delle arti figurative
Quali erano le discipline artistiche coinvolte nel movimento futurista?
Il futurismo non si limita solo all’arte ma si estendeva in diverse discipline, troviamo anche la
letteratura, la musica, l’architettura e design.
Qual’è stato il rapporto tra il futurismo e il regime fascista in Italia?
Il futurismo è stato fondato molto prima della nascita del Partito Nazionale Fascista avvenuta nel
1921, perciò è il futurismo che ha influenzato il fascismo.
Il futurismo ha considerato il fascismo come la realizzazione minima di un programma politico
futurista, che precede di fatto quello fascista del 1919. Il futurismo ha sempre espresso una forte
nostalgia appunto per il fascismo “rivoluzionario”, “diciannovista”, contro il fascismo regime.
Come hanno influenzato i futuristi con la letteratura e poesia?
Il Futurismo è stato un movimento letterario, culturale, artistico e musicale italiano dell’inizio del
XX secolo, nonché una delle prime avanguardie europee. Ebbe influenza su movimenti affini che si
svilupparono in altri paesi d’Europa, in Russia, Francia, negli Stati Uniti d’America e in Asia. I
futuristi esplorarono ogni forma di espressione: la pittura, la scultura, la letteratura (poesia), il
teatro, la musica, l’architettura, la danza, la fotografia, il cinema e persino la gastronomia. La
denominazione del movimento si deve al poeta italiano Filippo Tommaso Marinetti.
Che influenza ha avuto il futurismo all’estero?
Il futurismo è in origine un movimento letterario italiano, fondato da F. T. Marinetti
agli inizi del 1909. Poiché Marinetti era bilingue e operava a Parigi, oltre che a
Milano, il suo movimento è chiamato talvolta futurismo italo-francese. Il termine
futurismo indica anche alcune avanguardie poetiche russe, che in qualche misura
s’ispirarono alle teorie di Marinetti (futurismo russo) e che, con i loro maggiori
rappresentanti, crearono opere di gran lunga superiori, per dignità letteraria, a
quelle dei futuristi italiani. Non si ebbero altrove veri e propri movimenti futuristi,
ma i termini ‛futurismo’ e ‛futurista’ sono stati spesso usati, in un senso più lato,
anche a proposito di scrittori nelle cui opere prevalessero l’entusiasmo giovanile, la
fiducia nell’avvenire, una visione dinamica della vita, l’avversione alle tradizioni e
alle autorità e, contro il vecchio patrimonio culturale, s’inneggiasse alle
manifestazioni della vita moderna e specialmente alle ultime conquiste della
tecnica.
Il teatro futurista:
Dal 1913 Marinetti teorizza il teatro futurista attraverso la stesura di 3 manifesti: Teatro di varietà (1913),
Teatro sintetico futurista (1915) e Teatro della sorpresa (1921). In questi scritti viene sottolineata la
volontà di ripudiare le rappresentazioni naturalistiche, di evitare qualsiasi tentativo di illusione realistica e
di realismo psicologico. Nel teatro futurista si prediligono situazioni che si risolvono in tempi brevissimi,
spesso di un unico rapido quadro. Le scenografie e la coreografia, strettamente collegate al testo, spesso
sono astratte o metaforiche, allusive. Lo spettatore spesso diventa protagonista attivo di quanto avviene
sulla scena: "Il teatro futurista saprà esaltare i suoi spettatori, far loro dimenticare la monotonia della vita
quotidiana scaraventandoli attraverso un labirinto di sensazioni improntate alla più esasperata originalità e
combinate in modi imprevedibili". Il teatro grottesco ed eccentrico, il teatro dell'assurdo, il teatro sintetico,
nell'azione giocano molto i rumori, le luci, i colori, la gestualità, i movimenti del corpo. Brevi e spesso
fulminei sono i dialoghi, ridotti a poche battute. Spesso anzi si tratta di scene completamente mute, i
personaggi sono oggetti e non persone. Anche la Russia con Majakovskij guarda alle novità del teatro
futurista, ma in un senso più espressionista, satirico, stravolgendo la realtà. La danza è un altro campo
rinnovato dal movimento futurista, i ballerini creano nello spettatore emozioni associate al dinamismo, alla
velocità, al vorticismo. (I ballerini dovrebbero sapersi muovere come automobili, aeroplani o come
pallottole). "La scena non sarà più uno sfondo colorato, ma una architettura elettromeccanica incolore,
vivificata da riflettori creando la scena illuminante: espressione luminosa che irradierà con tutta la sua
potenza emotiva i colori richiesti dall'azione teatrale. Tutto questo, susciterà inevitabilmente nello
spettatore nuove sensazioni, nuovi valori emotivi."
Letteratura futurista
Filippo Tommaso Marinetti è stato un animatore culturale geniale, pioniere di quella che oggi chiamiamo
industria culturale. Nel 1910 pubblica in francese un romanzo, Mafarka le futuriste, che viene tradotto in
italiano da Decio Cinti, al suo interno ci sono invenzioni fantastiche e paradossali, c'era molto in Mafarka che
ricordava i romanzi di D’Annunzio, il tutto però stravolto in chiave grottesca. Dal "Manifesto tecnico della
letteratura futurista" (1912), Marinetti vuole scardinare lo stile del passato e creare la letteratura dell'avvenire,
centrale è il rifiuto del punto di vista dell'io, del soggettivismo. Rumore, peso, odore, devono avere in
letteratura un rilievo non minore delle altre sensazioni. L'onomatopea, usata in modo massiccio, diventa
protagonista. La sintassi va distrutta: i verbi usati all'infinito, aboliti aggettivi e avverbi, i sostantivi accostati
sulla carta senza segni d'interpunzione. La punteggiatura va abolita, mentre vanno introdotti altri segni grafici,
notazioni matematiche e musicali. Marinetti propone ai suoi seguaci, veri e propri slogan, "immaginazione
senza fili", "parole in libertà". L'intuizione deve prendere il posto dell'intelligenza e della logica, il "brutto"
deve coraggiosamente rimpiazzare il "bello" di un tempo. La sua opera più impegnativa, è l'antiromanzo o
poema in prosa "Zang tumb tuum" del 1914, in cui Marinetti riversa la sua esperienza di reporter durante la
guerra serbo-bulgara, all'assedio di Adrianopoli (1912). È un'opera più vocale che verbale, fatta per essere
esposta e ascoltata più che per essere letta. Il momento migliore del futurismo coincide, a parere di molti, con
la collaborazione, tra il 1913 e il 1914, del gruppo di Marinetti con la rivista fiorentina "Lacerba" di Papini e
Soffici, che si occupava sia d'arte che di letteratura ed era molto aperta ai confronti con l'estero.
Fine
Lavoro svolto da: Gioia Masier, Sofia Grosso, Annalisa Gonzato