Il Risorgimento
Italiano
Cosa significa
“Risorgimento”?
Il verbo “risorgere” significa “sollevarsi”, “rinascere”; in
senso transitivo (ormai in disuso) significa “rianimare”,
“risvegliare”.
Il primo ad utilizzare questa espressione è Saverio
Bettinelli nel 1775 ne Il Risorgimento dell’Italia dopo il
Mille.
E’ però Vittorio Alfieri (scrittore e tragediografo) ad
utilizzare la parola Risorgimento nel senso di
“rinascimento nazionale” e con l’idea della liberazione
del suolo italiano dalla presenza straniera.
“Risorgimento” è il nome di un giornale diretto a
Torino da Cavour e Cesare Balbo ed uscito la prima
volta nel 1847. I due direttori intendono riferirsi con questo
titolo:
sia alla rivolta degli Stati Italiani contro la
dominazione straniera
sia allo sviluppo economico e sociale nella
direzione del progresso.
Cosa si intende per
Risorgimento?
Il dibattito sulla durata del periodo detto
“Risorgimento” e sulle sue caratteristiche
è ancora aperto. Noi possiamo riassumere
tre punti di vista:
1. Chi considera il periodo dalla Restaurazione (1815) alla
proclamazione del Regno d’Italia (1861).
2. Chi preferisce riferirsi agli eventi (bellici e politici) che
hanno portato all’Unità. Si considera allora Risorgimento
il periodo che va dal 1848 (I Guerra d’Indipendenza) fino
al 1870 (presa di Roma).
3. Chi fa partire il movimento risorgimentale all’età
rivoluzionaria (1796 circa per l’Italia) e lo fa terminare
alla fine della I Guerra Mondiale con la conquista delle
terre “irredente”. Si parla in questo caso di “Lungo
Risorgimento”.
GLI SCHIERAMENTI DURANTE IL RISORGIMENTO
Stato pontificio:
Contrario ad un’ unificazione che ponesse il Piemonte come stato
dominante.
Inghilterra:
Contro l’egemonia francese nel Mediterraneo, quindi favorevole
all’unificazione italiana.
Austria:
Contro l’unificazione tedesca e italiana, per timore di un proprio
indebolimento.
Prussia:
Contro la Francia e l’Austria, cioè i due ostacoli verso l’unificazione
tedesca.
Francia:
Contro l’egemonia austriaca e favorevole a un indebolimento politico
dell’Austria.
Contraria a un’ Italia unita, favorevole a una realtà confederale e
frantumata.
Garante dell’indipendenza politica dello stato pontificio.
La Rivoluzione Francese
DIFFUSIONE DEI PRINCIPI RIVOLUZIONARI
LIBERTÀ, UGUAGLIANZA, FRATELLANZA.
IDEALI DI INDIPENDENZA E REPUBBLICANI.
ESIGENZA DI OTTENERE UN CONSENSO POPOLARE.
RICHIESTA DI COSTITUZIONI E DI RIFORME SOCIALI.
SVILUPPO DI PROSPETTIVE RIVOLUZIONARIE PER I
MIGLIORAMENTI POLITICI.
L’Esperienza
Napoleonica
Prime forme di stati unitari italiani.
Introduzione delle riforme
amministrative adottate in Francia: il
codice napoleonico.
Sviluppo dell’idea di nazione.
Prime riforme politico istituzionali.
Importanza dei ceti medi: borghesia.
Dal Congresso di Vienna
Vengono reimposti sui troni dei vari Stati Italiani
quei sovrani che erano dovuti fuggire per l’arrivo
delle truppe napoleoniche.
Per molti di coloro che avevano partecipato alle
istituzioni pubbliche create dai francesi la scelta è
tra l’affrontare un processo e partire per l’esilio.
In generale si può dire che quasi tutte le riforme
dell’età napoleonica (codice civile e penale, organi
rappresentativi) vengono abrogate.
Effetti del Congresso di
Vienna
Contrariamente a quello che i sovrani europei
hanno pensato al Congresso di Vienna non è
possibile un ritorno alla situazione precedente
l’ondata rivoluzionaria.
Molte istituzioni e molte riforme dell’età
napoleonica sono ormai divenute indispensabili: si
pensi soltanto che i censimenti fatti fare da
Napoleone durante la dominazione francese in Italia
sono per molte città i primi effettuati da secoli.
L’Italia
dopo il 1815
Mancata unità
nazionale
Egemonia austriaca
Restaurazione
dei sovrani legittimi,
eccetto:
•Venezia
•Parma
Ritorno
dell’assolutismo
Sopravvivenza, in
alcuni stati, delle
riforme napoleoniche
Cause del ritardo al processo di
unificazione
Condizioni sociali Condizioni politiche:
ed economiche: divisione territoriale
debolezza in stati regionali deboli
del settore industriale dipendenza dagli stati
per l’assenza di: egemoni
settore trainante Austria
mercato interno Francia
comunicazioni debolezza e
imprenditori dinamici marginalità
agricoltura moderna dei progetti
limitata alla pianura insurrezionali
padana
Le proposte Politiche
Repubblicanesimo
– Soluzione Democratica
Liberalismo e Repubblicana:
moderato: Giuseppe Mazzini
– Riforme
– Esponenti:
Vincenzo Gioberti Federalismo Democratico
– neoguelfismo – Federazione di Stati
Democratica e
Repubblicana:
Carlo Cattaneo
La Restaurazione e i Moti
I MOTI DEL 1820-21, 1830-31:
I tre principi: equilibrio, legittimità e ingerenza
Repressione di:
ogni istanza di rinnovamento sociale o
istituzionale emersi dalla Rivoluzione francese
ogni movimento nazionale che si era opposto
all’egemonia francese e napoleonica.
I MOTI:
I moti del 20-21 e del 30-31 non hanno avuto
molto successo.
L’opera delle società segrete e degli intellettuali,
nonché dei rivoluzionari come Blanqui, prosegue.
L’opinione pubblica acquisisce le nuove idee
politiche e sociali.
L’Europa centro-orientale non ha stati nazionali
forti, ma organismi dominati da una dinastia e un
apparato burocratico-militare.
Dai Moti al 1848:
Entra in gioco progressivamente la “questione
sociale”, con la diffusione della rivoluzione
industriale.
Si alleano borghesia liberale e avanguardie
della classe lavoratrice.
C’è una nuova attenzione di alcuni governanti
italiani per le riforme (scuola, diritto,
liberismo).
1846-1847: congiuntura economica negativa
in Europa (dopo una fase di forte ascesa).
1848 15
Il 1848: Francia, Austria,
Germania
FRANCIA: Luigi d’Orleans, nonostante fosse
il RE DEI FRANCESI, tutelò prevalentemente
l’Alta Borghesia Funzionaria. Ne derivo la
SPACCATURA DEL PAESE IN DUE PARTI:
PAESE REALE: caratterizzato dallo sviluppo
economico e crescita sociale;
PAESE LEGALE: caratterizzato dal potere
economico e controllo sociale;
NE CONSGUE LA CRISI ECONOMICA
1848 16
Il 1848: Francia
LA CRISI ECONOMICA VIENE AGGRAVATA DAL
DIVIETO RISPETTO A UN BANCHETTO PUBBLICO –
finalizzati a dar voce alle richieste di Riforme, da parte
dell’opposizione governativa;
NE CONSEGUE LA RIVOLUZIONE DI PARIGI:
TRE GIORNATE
MOSSE DAGLI OPERAI SOCIALISTI – estremisti e liberali
NE CONSEGUE:
L’ABDICAZIONE DEL RE L.F.ORLEANS;
LA PROCLAMAZIONE DELLA II REPUBBLICA
1848 17
Il 1848: Francia
LA PROCLAMAZIONE DELLA II REPUBBLICA:
Istituzione di un governo provvisorio tra LIBERALI
DEMOCRATICI – LIBERALI MODERATI – SOCIALISTI
RIFORME:
Libertà di riunione
Giornata lavorativa di 10 ore
Abolizione della pena di morte “politica”
Suffragio universale maschile
Abolizione Titoli Nobiliari
Diritto al Lavoro
Ateliers Nationaux – fabbriche nazionali pubbliche
1848 18
Il 1848: Francia
NE CONSEGUE:
PAURA SOCIALISMO:
I Proprietari Terrieri temevano l’abolizione della
Proprietà Privata
ELEZIONE ASSEMBLEA COSTITUENTE:
Prevalgono i Moderati e Conservatori, rispetto ai
Socialisti e Democratici
CHIUSURA DELLE FABBRICHE NAZIONALI:
Si oppongono gli Operai e le Truppe Delegate;
SORGE UNA NUOVA COSTITUZIONE DI TAGLIO
MODERATO, che elimina le conquiste socio-legali
VIENE ELETTO PRESIDENTE LUIGI NAPOLEONE
BONAPARTE
1848 19
Il 1848: Austria
L’IMP. FERDINANDO I E IL I MIN. METTERNICH
ABBANDONANO VIENNA, NE CONSEGUONO:
Costituzione di un Governo Provvisorio di
stampo Rivoluzionario
Moti Rivoluzionari a Vienna, Praga,
Budapest
Vi si oppongono Stati Italiani
1848 20
Il 1848: Germania
RIVOLUZIONE A BERLINO PER OTTENERE:
Unità Nazionale;
Convocazione Assemblea Costituente,
implicante l’adesione di tutti gli Stati Tedeschi,
nell’ambito della quale il PARLAMENTO DI DIVIDE
IN DUE:
Programma piccolo tedesco: non volevano
l’inserimento dell’Austria
Programma grande tedesco: volevano l’inserimento
dell’Austria
CORONA DELL’IMPERO TEDESCO VIENE
ASSEGNATA AL RE DI PRUSSIA FEDERICO
GUGLIELMO IV
1848 21
Il 1848: Germania
LA CORONA DELL’IMPERO TEDESCO VIENE
ASSEGNATA AL RE DI PRUSSIA FEDERICO
GUGLIELMO IV, CHE RIFIUTA;
VIENE SCIOLTO IL PARLAMENTO DI
FRANCOFORTE E NE CONSEGUE:
RIACQUISTO DEL POTERE SOVRANO DA PARTE DEI
SINGOLI STATI;
RIACQUISTO DEL POTERE ASBURGICO IN AUSTRIA
1848 22
ITALIA: nel 1848
A partire dagli anni ’45-’46 Carlo Alberto, il sovrano
del Piemonte divenuto Re nel 1831, attua in
Sardegna riforme in senso liberale:
concede la nascita di un quotidiano,
riforma l’università, l’ordinamento giudiziario e sanitario
istituisce il Ministero dell’Istruzione Pubblica.
In Toscana Leopoldo IX attua riforme simili a quelle
piemontesi.
A Roma è eletto papa Giovanni Mastai Ferretti che
prende il nome di Pio IX:
liberale neoguelfista: i suoi primi provvedimenti fanno
nascere la speranza che egli possa guidare in futuro una
federazione di Stati Italiani.
ITALIA: nel 1848
A Milano, dato che l’Austria non aveva concesso
alcuna Riforma, si da luogo a varie forme di
insurrezione e protesta:
Boicotaggio vendite prodotti austriaci;
Sciopero del fumo –tabacco - per minare le finanze
imperiali
Nel Regno delle due Sicilie, il Re Feridnando II, nega
qu.que riforma e scoppia la Rivoluzione, ne consegue:
Concessione Costituzione. DA QUI l’esempio per gli Altri
Sovrani Italiani, e concedono la costituzione:
Toscana
Regno Sardegna – Statuto Albertino
Stato Pontificio
Le costituzioni concesse in
Italia:
Sono moderate e ispirate a quella
francese del 1830:
Il parlamento è “controllore”,
il diritto di voto è più diffuso,
il re ha il potere esecutivo e sceglie
i ministri,
c’è separazione rispetto alla Chiesa
1848 25
Statuto Albertino (4/3/1848)
1. La religione cattolica, apostolica e romana è la sola religione dello Stato. Gli
altri culti ora esistenti sono tollerati conformemente alle leggi.
2. Lo Stato è retto da un governo monarchico rappresentativo…
3. Il potere legislativo sarà collettivamente esercitato dal Re e da due Camere:
il Senato, e quella dei deputati.
5. Al Re solo appartiene il potere esecutivo. Egli è il capo supremo dello Stato:
comanda tutte le forze di terra e di mare; dichiara la guerra; fa i trattati di
pace, d’alleanza, di commercio ed altri, dandone notizia alle Camere…
10. La proposizione delle leggi apparterrà al Re ed a ciascuna delle due Camere.
Però ogni legge d’imposizione di tributi, o di approvazione dei bilanci e dei
conti dello Stato, sarà presentata prima alla Camera dei deputati.
24. Tutti i regnicoli, qualunque sia il loro titolo o grado, sono eguali dinanzi alla
legge. Tutti godono egualmente i diritti civili e politici, e sono ammissibili alle
cariche civili, e militari, salve le eccezioni determinate dalle leggi.
26. La libertà individuale è guarentita. Niuno può essere arrestato, o tradotto in
giudizio, se non nei casi previsti dalla legge, e nelle forme che essa
prescrive.
28. La stampa sarà libera, ma una legge ne reprime gli abusi…
65. Il Re nomina e revoca i suoi ministri.
1848 26
ITALIA: nel 1848
MENTRE:
LOMBARDO VENETO ANCORA NON OTTIENE NULLA
DA AUSTRIACI, così:
Insorsero Milano – 5 giornate - e Venezia
GLI AUSTRIACI FURONO SCACCIATI DA
ENTRAMBI I TERRITORI E TUTTA ITALIA
NON
NE POTEVA PIU’ DEGLI AUSTRIACI……….
Gennaio 1848
Viene pubblicato il Manifesto del Partito Comunista- Karl
Marx e Friedrich Engels – appartenenti alla Lega dei Comunisti,
nata nel 1847
Uno spettro si aggira per l’Europa: lo spettro del comunismo. Tutte le potenze
della vecchia Europa si sono unite in una Santa Alleanza per braccare questo
spettro: il Papa, lo Zar, Metternich e Guizot, i radicali di Francia e i poliziotti di
Germania.
Quale forza di opposizione non è stata accusata di comunismo dai suoi
avversari al potere? Quale è la forza di opposizione che, a sua volta, non ha
rinfacciato ai suoi avversari di destra o di sinistra l’epiteto infamante di
comunisti?
Da questi fatti si ricavano due conclusioni.
1°) Ormai il comunismo è considerato da tutte le potenze d’Europa come una
potenza.
2°) È ora che i comunisti proclamino al mondo intero il loro modo di vedere, i
loro scopi e tendenze; è ora che oppongano alla favola dello spettro del
comunismo un manifesto del partito.
A questo fine, dei comunisti di diverse nazionalità si sono riuniti a Londra ed
hanno redatto il seguente manifesto, che sarà pubblicato in inglese, francese,
tedesco, italiano, fiammingo e danese.
1848 28
La I Guerra
d’Indipendenza
L’Austria è in difficoltà e i liberali piemontesi
spingono Carlo Alberto a dichiararle guerra (25
marzo).
Accorrono volontari da tutta l’Italia e anche corpi
di spedizione da Napoli,Toscana e dallo Stato della
Chiesa.
SI INSERISCE ANCHE LA FIGURA DI GARIBALDI-
Argentina
SEMBRAVA CHE:
SI STESSERO UNENDO TUTTI I SOVRANI D’ITALIA
SOTTO LA GUIDA DI CARLO ALBERTO: GUERRA
FEDERALE E NAZIONALE
La I Guerra
d’Indipendenza
All’inizio le operazioni militari sorridono ai
piemontesi che vincono a Goito e a Pastrengo;
MA I SOVRANI ITALIANI PERSERO IL LORO STATO DI
UNITA’ E CONCORDIA POICHE’ TEMEVANO CHE:
La vittoria andasse solo a vantaggio dei savoia:
RITIRANO LE TRUPPE:
PIO IX per paura di perdere l’unità religiosa,
dichiarando di non poter combattere contro uno stato
cattolico come l’Austria;
TOSCANA E SICILIA
La I Guerra d’Indipendenza
CARLO ALBERTO riesce ad ottenere un ultima
vittoria a Goito, dopodiche’:
gli austriaci recuperano terreno e sconfiggono i
piemontesi a Custoza il 23-25 luglio.
Il 9 agosto viene firmato un armistizio.
Si trattava non solo della sconfitta di Carlo
Alberto, ma dei neoguelfisti e dei liberali
moderati, di stampo borghese
COSI’ IL COMANDO PASSO’ NELLE MANI DEI
DEMOCARTICI, DIVENENDO LA GUERRA DEL POPOLO
PER LA LIBERTA’ E L’INDIPENDENZA
La I Guerra
d’Indipendenza
La situazione di stallo favorisce l’Austria che si
riorganizza.
A Venezia, i democratici riuniti nel movimento popolare
di resistenza agli Austriaci, riescono a far proclamare
la REPUBBLICA DI SAN MARCO;
A Roma viene cacciato il Papa e si forma la Repubblica
Romana: è il luogo dove per prime si sperimentano
forme avanzate di parlamentarismo.
Qui confluiscono alcuni dei personaggi più importanti
del Risorgimento: Garibaldi, Mazzini, Saffi, Mameli;
A Firenze, si segue il Modello della Rep. Romana;
In Piemonte, Carlo Alberto fu spinto a riprendere la
GUERRA
La Sconfitta Italiana
Nel febbraio 1849 si riaprono le ostilità.
Gli austriaci si sono però riorganizzati e sconfiggono i
piemontesi prima a Mortara poi a Novara.
Carlo Alberto abdica in favore di Vittorio Emanuele II per
salvare almeno la dinastia sabauda sul trono piemontese. E’ la
fine delle speranze per i patrioti italiani.
La Repubblica Romana, dopo aver resistito per mesi alle
truppe francesi grazie all’abile guida di Garibaldi, cade il 12
luglio.
Qualche mese dopo si arrende anche la Repubblica di
Venezia.
E’ la fine delle speranze per i patrioti italiani:
Le costituzioni decadono;
Il 1848 (I)
La fase liberal-moderata:
1. Richieste costituzionali:
liberali e rappresentative.
2. Iniziano a Palermo, si
estendono poi in Piemonte,
Roma, Toscana.
3. Ferdinando II di Borbone
concede la costituzione.
4. Carlo Alberto concede lo
Statuto Albertino, anche
Leopoldo di Toscana e Pio
IX concedono le
costituzioni.
Il 1848 (II)
La fase popolare e la guerra
all’Austria:
1. Le insurrezioni in Europa
determinano ulteriori rivolte in
Italia.
2. Insurrezioni popolari a Milano:
5 giornate, Cattaneo a capo di
un governo provvisorio,
cacciata degli austriaci.
3. Insurrezione popolari a
Venezia: Manin, proclamazione
della Repubblica, cacciata
degli austriaci.
4. In questo contesto il Piemonte
dichiara guerra all’Austria con il
sostegno di Leopoldo,
Ferdinando, Pio IX e dei
volontari.
5. Ma gli alleati si ritirano e Carlo
Alberto subisce Sconfitta
militare a Custoza.
Il 1848 (III)
Le ultime resistenze popolari:
1. Rimangono a lottare le forze
democratiche: ceti medi, ma nessun
sostegno da parte delle masse
contadine.
2. Resiste Venezia.
3. Roma: cacciato il papa, crea una
repubblica, concessa una
costituzione, attuate riforme agrarie.
4. Toscana: al potere i democratici.
5. Piemonte: i democratici fanno
pressioni su Carlo Alberto.
6. Quindi Carlo Alberto dichiara guerra
all’Austria, ma viene sconfitto a
Novara, perciò abdica per il figlio
Vittorio Emanuele.
7. Venezia e Milano riprese dagli
austriaci.
8. Roma viene liberata dai francesi.
Il decennio di
preparazione
La sconfitta lascia un’eredità pesante nel movimento
unitario:
è mancata la coordinazione tra esercito regolare e volontari,
i governi provvisori erano spesso divisi tra liberali e
mazziniani,
gli errori tattici dei generali avevano permesso il ricostituirsi
dell’esercito austriaco.
A ciò si aggiunge l’ondata di esili e condanne che colpisce
coloro che hanno partecipato ai moti:
molti di questi riparano in Piemonte che è l’unico Stato italiano
a non ritirare la Costituzione concessa nel 1848.
Il decennio di preparazione
Nonostante i gravi problemi interni è il Piemonte che
finalmente assume il ruolo guida nel movimento nazionale;
La vita politica interna piemontese si caratterizza per:
Schieramento di destra, rappresentato a livello sociale da
aristocrazia liberale e borghesia agraria;
Opposizione di sinistra: rappresentata a livello sociale da
media e piccola borghesia
DAL 1849 AL 1852 CAPO GOVERNO: Massimo d’Azeglio:
periodo in cui furono approvate le LEGGI SICCARDI: limitanti
privilegi clero;
personaggio di spicco è Cavour:
prima Ministro Agricoltura, poi Finanze
Capo del Governo, riorganizza in senso liberale lo Stato
piemontese:
Il decennio di
preparazione
Cavour: di orientamento liberista, convinto che il
rinnovamento del sistema politico piemontese dovesse
partire da quello economico:
Strinse amicizia con Rattazzi – Guida della sinistra moderata
parlamentare: IL CONNUBBIO: un’alleanza tra liberali e
democratici, per creare consenso e mettere all’opposizione i
rivoluzionari e i clerico-conservatori, da cui nacque una nuova
maggioranza parlamentare:
Cavour diviene Capo del Governo e intende riorganizzare in
senso liberale-costituzionale - contrario al sistema
rivoluzionario - lo Stato piemontese per farlo divenire
STATO MODERNO:
In Politica Interna:
Cultura politica: liberale, monarchico, costituzione.
Forte legame tra Parlamento e Governo: in questo modo il
Governo è svincolato dall’influenza del sovrano.
Ampliamento dei poteri del Parlamento: economia, finanza,
infrastrutture, deficit.
Il decennio di preparazione
In campo economico:
sosteneva la produzione capitalista di tipo privatistico
comincia a creare una vera rete ferroviaria
investe nell’ammodernamento dei porti (soprattutto quello
di Genova)
riduce le tariffe doganali e abolisce il dazio sul grano
Riorganizza il sistema bancario, attirando capitali stranieri
In campo socio-culturale:
Clima di libertà che stimolava la creazione di una classe
politica nazionale
Laicizzazione dell’istruzione
Scioglie gli ordini religiosi contemplativi e ne confisca i
beni
Il decennio di preparazione
IL CLIMA POLITICO-SOCIALE CHE RUOTAVA INTORNO AL
GOVERNO CAVOUR…………..
Mazzini ritiene necessaria l’insurrezione per raggiungere l’unità.
Per ciò fonda il Partito d’Azione per raggiungere il suo scopo.
Ma la linea di Mazzini viene contestata per lo scarso interesse
verso le esigenze sociali.
Pisacane – socialista convinto - tentò di fondere questione
sociale e questione nazionale e nel 1857 un’ insurrezione
partendo dal Sud, ma fu un fallimento
Nel 1857 nasce la Società Nazionale, una nuova organizzazione
che punta ad una partecipazione popolare e che ritiene
fondamentale il ruolo della monarchia sabauda per ogni possibile
futuro progetto unitario. Tra i sostenitori ci sono Garibaldi e Manin.
Si crea così una convergenza tra istanze liberali-moderate
(Cavour), il Re del Piemonte e i rivoluzionari democratici
(Giuseppe Garibaldi).
Il testamento di Pisacane:
la mentalità di un rivoluzionario
<<Le idee nascono dai fatti e non questi da quelle, ed il popolo non sarà libero perché
sarà istrutto, ma sarà ben tosto istrutto quando sarà libero. La sola cosa, che può
fare un cittadino per essere utile al suo paese, è di attendere pazientemente il
giorno, in cui potrà cooperare ad una rivoluzione materiale…L’intervento della
baionetta di Milano ha prodotto una propaganda molto più efficace che mille volumi
scritti dai dottrinari, che sono la vera peste del nostro paese e del mondo intiero…
Ma il paese è composto di individui, e se attendessero tranquillamente il giorno della
rivoluzione senza prepararla colla cospirazione, la rivoluzione non scoppierebbe
mai…Io stimo colui che approva la cospirazione ed egli stesso non cospira: ma non
sento che disprezzo per coloro, che non solo non voglion far niente ma che si
compiacciono nel biasimare e nel maledire gli uomini d’azione…Il resto dipende dal
paese, e non da me. Io non ho che la mia vita da sacrificare per quello scopo ed in
questo sacrifizio non esito punto…Sarò detto pazzo, ambizioso, turbolento, e quelli,
che nulla mai facendo passano la loro vita nel criticare gli altri, esamineranno
minuziosamente il tentativo, metteranno a scoperto i miei errori, mi accuseranno di
non essere riuscito per mancanza di spirito, di cuore e di energia…Tutti questi
detrattori, lo sappiano bene, io li considero non solo incapaci di fare ciò che si è da
me tentato, ma anche di concepirne l’idea. A quelli che diranno che l’impresa era
d’impossibile riuscita io rispondo che se prima di combinare di tali imprese si
dovesse ottenerne l’approvazione nel mondo bisognerebbe rinunziarvi…se non
riesco disprezzo profondamente l’uomo ignobile e volgare che mi condannerà; se
riesco apprezzerò poco i suoi applausi >>( 24 giugno 1857, da La Rivoluzione, pp.
227-230).
La Società Nazionale
Nasce nel 1857 è mette insieme personaggi di
provenienza politica molto diversa come i
repubblicani Manin e Garibaldi e vari esponenti
monarchici e liberali piemontesi;
L’obiettivo comune è quello di scacciare gli
austriaci, per far questo tutti si dicono disponibili
a rimettersi agli ordini del Piemonte e ad
accettare il ruolo guida della monarchia sabauda;
Il suo Motto era: “Italia e Vittorio Emanuele”
Il decennio di preparazione
In politica estera:
Cavour è consapevole che non è possibile costruire l’Italia
senza trovare un accordo con le potenze europee.
La più interessata ad aiutare l’Italia è la Francia di
Napoleone III: desideroso di mettere in mostra il suo
ruolo sul continente a scapito dell’Austria.
Il Piemonte, per acquisire visibilità, manda un corpo di
spedizione in Crimea come alleato di Francia ed
Inghilterra che si trovano in guerra contro la Russia(1855)
In un famoso incontro a Plombières (maggio 1858),
Napoleone III e Cavour si accordano sul fatto che la
Francia sarebbe accorsa a favore dell’ Italia in caso
di guerra contro l’Austria e disegnano insieme
l’Assetto Italiano dopo la Vittoria:
Il decennio di preparazione
CREAZIONE DI TRE STATI SOTTO UNICA FEDERAZIONE
1. creazione di un Regno del Nord sotto guida
sabauda, implicante anche Lombardo-Veneto
2. un Regno del Centro con un sovrano Francese
3. un Regno del Sud – due Sicilie - senza i Borbone, da
lasciare a un discendente di Murat
Roma sarebbe rimasta al Papa.
Napoleone III in cambio avrebbe avuto la
Francia Nizza e la Savoia.
La II Guerra d’Indipendenza
Le ostilità si aprono nella primavera del ’59, quando
Garibaldi, mosso dal piemonte, organizzato un
corpo armato di volontari: “I Cacciatori delle Alpi”,
organizza manovre militari lungo il confine:
GLI AUSTRIACI DICHIARANO GUERRA AI PIEMONTESI:
I franco-piemontesi sconfiggono gli austriaci nelle
famose Battaglie di Magenta, Solferino e San
Martino.
C’è un problema: sia Napoleone III che Cavour
puntano al controllo dell’Italia.
SFUMAVNO CIOE’ GLI ACCORDI DI PLOMBIÈRES
La II Guerra d’Indipendenza
SFUMAVNO CIOE’ GLI ACCORDI DI
PLOMBIÈRES:
SI STAVA DELINEANDO L’UNIFICAZIONE DI TUTTA L’ITALIA E NON DI
TRE STATI;
L’INTEGRITA’ DELLO STATO PONTIFICIO ERA MINACCIATA;
LA CONFEDERAZIONE TEDESCA VOLEVA INTERVENIRE CONTRO LA
FRANCIA
NE CONSEGUE:
1859 Amistizio di Villafranca e Pace di
Zurigo:
Austria cede la Lombardia alla Francia perché la
riconsegnasse al Piemonte;
Italia Centrale ripristino regimi abbattuti;
Napoleone III non avrebbe avuto la Francia Nizza e la
Savoia.
LA CORONA ACCETTA CAVOUR SI DIMETTE
La II Guerra d’Indipendenza
LA SITUAZIONE SI RIBALATA QUANDO:
Italia Centrale non accetta il ripristino regimi
abbattuti, ma i governi rivoluzionari
organizzano 1 esercito unico comandato da
Garibaldi:
RIBADISCONO LA VOLONTA’ DI ESSERE UNIFICATI AL
PIEMONTE;
GLI INGLESI SOSTENGONO L’INIZIATIVA;
CAVOUR TORNA AL GOVERNO E COSTITUISCE UN NUOVO
ACCORDO CON LA FRANCIA:
Toscana ed Emilia annesse al Piemonte
Napoleone III avrebbe avuto la Francia Nizza e la Savoia.
I Mille di Garibaldi
Mentre in Emilia e Toscana si svolgono i plebisciti per
l’annessione dei nuovi territori al Piemonte, Garibaldi
organizza, con la collaborazione di Cavour ed il
parere contrario del Re una spedizione in Sicilia,
perché:
Molti Liberali iniziavano a temere che unificazione italiana fosse
uguale a ingrandimento Piemonte;
Ai territori unificati erano state imposte leggi e ordinamenti
sabaudi;
Il malcontento dei democratici provocava la crisi della Società
Nazionale e la nascita del partito d’azione di stampo
rivoluzionario a favore della liberazione del Veneto e di Roma. A
tal fine nell’aprile del 1860 in Sicilia scoppia una rivolta
Partiti il 5 maggio 1860 da Quarto, vicino a Genova, i
Mille sbarcano a Marsala l’11 e il 14 maggio Garibaldi
assume la dittatura della Sicilia.
I Mille di Garibaldi
Intanto Cavour era preoccupato che simili vittorie
militari venissero cavalcate dal partito d’Azione e
così:
Dovette convincere la Francia che per evitare la vittoria
politica dei rivoluzionari – democratici repubblicani - fosse
opportuno fermare Garibaldi nel suo intento di liberare
Roma sostituendo il tutto con un intervento ufficiale
dell’esercito sabaudo. E così fu:
L’esercito di Vittorio Emanuele entrò a Roma
vittorioso e poi puntò verso Napoli e l’esercito di
Garibaldi:
Il 26 ottobre ha luogo il famoso incontro di
Teano dove Garibaldi consegna a Vittorio
Emanuele II le terre conquistate. Ne
conseguiva:
La vittoria della linea politica di Cavour a discapito
dei democratici - repubblicani
Il Regno d’Italia
Il 17 marzo 1861 viene proclamato il Regno
d’Italia con:
a capo re Vittorio Emanuele II;
in mano agli austriaci rimangono solo il
Veneto e il Trentino;
la capitale è Torino anche se molti dei patrioti
vorrebbero la conquista del Lazio e di Roma
considerata la capitale naturale della penisola.
CAVOUR MUORE
La
proclamazione
del Regno
d’Italia
I problemi aperti dell’Italia
1.
unificata
La questione territoriale: Dopo l’unificazione mancavano ancora alcuni
territori ritenuti come propri dal neonato stato italiano: Veneto, Roma, Trento e
Trieste.
2. La questione romana: Si intendono i rapporti instaurati tra lo stato italiano e
la Chiesa cattolica dopo il 1861.
3. La questione meridionale: economia e società. Riguarda quindi i rapporti tra
due realtà geografiche molto diverse, ma ora unite a seguito di un processo
politico militare.
4. La nazionalizzazione delle masse : la creazione di un senso di appartenenza
nazionale. Fino a che punto gli abitanti della penisola italiana si sentono
italiani?
5. I rapporti tra stato e società : partecipazione politica e federalismo. In che
modo gli italiani possono partecipare alle scelte politiche fatte dall’autorità? Ci
si può fidare degli italiani?
6. Lo sviluppo economico : un’Italia a due velocità. L’Italia unita aveva un
sistema economico disomogeneo, quali politiche furono adottate? Su quali
aree geografiche si preferì puntare?
La III Guerra d’Indipendenza
(1866)
Nel 1866 scoppia una guerra tra la Prussia di
Bismarck (interessata all’egemonia degli stati
tedeschi nell’orbita austriaca) e l’Austria.
L’Italia si allea con i prussiani e nonostante le
clamorose sconfitte nelle battaglie di Custoza
e di Lissa (al largo della Dalmazia) ottiene il
Veneto.
La presa di Roma
Nel 1870 la politica espansionista di Bismarck si scontra con la
Francia di Napoleone III.
La guerra franco-prussiana, che si conclude con una schiacciante
vittoria dei tedeschi, ha come conseguenza il richiamo in patria delle
truppe francesi schierate a difesa di Roma.
Il 20 settembre 1870 un reparto di fanteria e uno di bersaglieri
piemontesi aprono una breccia nelle mura della città eterna presso
Porta Pia. Roma è conquistata. Il plebiscito che segue nel Lazio e
nella città ha un esito schiacciante a favore dell’annessione al
Regno.
Il 23 novembre Roma è nominata capitale e dal luglio 1871 il
Governo e il Parlamento spostano effettivamente la loro sede nella
nuova capitale.
Perché il ’48 non ha fatto
l’unità?
• Frattura all’interno del movimento indipendentista :
1. I liberali vogliono una riforma istituzionale che non tocchi la proprietà privata
2. I democratici vogliono delle riforme di tipo repubblicano.
3. Le masse popolari sarebbero interessate a riforme di tipo sociale.
4. Sia i democratici che i liberali moderati pensano alla rivoluzione nazionale e
istituzionale, ma non vogliono un cambiamento radicale nei rapporti sociali.
Secondo Karl Marx e Carlo Pisacane per
vincere:
Marx: <<se il Piemonte fosse una repubblica, se il governo di Torino fosse
rivoluzionario e avesse il coraggio di usare i mezzi rivoluzionari, nulla sarebbe
perduto (…). Sollevazione in massa, guerra rivoluzionaria, guerriglia
dappertutto, ecco l’unico mezzo con cui un piccolo popolo può vincere uno
grande, e un esercito meno forte resistere contro un esercito più forte e meglio
organizzato>> (01/04/1949, Neue Rheinische Zeitung).
Pisacane: <<L’uguaglianza politica è derisione, allorché i rapporti sociali
dividono i cittadini in due classi distintissime, l’una condannata a perpetuo lavoro
per miseramente vivere, l’altra destinata a godersi il frutto dei sudori di quelli(…).
In una società ove la sola fame costringe il maggior numero al lavoro, la libertà
non esiste, la virtù è impossibile, il misfatto è inevitabile: la fame e l’ignoranza,
sua conseguenza immediata, rendono la plebe sostegno di quelle medesime
istituzioni, di que’ pregiudizi da cui emerge la loro miseria; rivolgono la spada del
cittadino contro i cittadini medesimi a difesa d’una tirannide che opprime tutti.>>
(La Rivoluzione, pp.87-88).
Un raffronto tra due costituzioni del 1848: la
frattura tra liberali e rivoluzionari.
Lo Statuto albertino: La Repubblica romana:
1. <<La religione cattolica, apostolica e 1. <<La sovranità è per diritto eterno nel
romana è la sola religione dello popolo. Il popolo dello stato romano è
Stato. Gli altri culti ora esistenti sono costituito in Repubblica democratica
tollerati conformemente alle leggi. 2. Dalla credenza religiosa non dipende
2. Lo stato è retto da un governo l’esercizio dei diritti civili e politici
monarchico rappresentativo. 3. Le persone e le proprietà sono inviolabili
3. La libertà individuale è guarentita. 4. Nessuno può essere arrestato che in
Niuno può essere arrestato, o flagrante delitto, o per mandato del giudice.
tradotto in giudizio, se non nei casi 5. La pena di morte e di confisca sono
previsti dalla legge, e nelle forme che proscritte.
essa prescrive
6. La manifestazione del pensiero è libera: la
4. Al Re solo appartiene il potere legge punisce l’abuso senza alcuna censura
esecutivo. Egli è il capo supremo preventiva.
dello stato: comanda tutte le forze di
7. L’Assemblea ha il potere legislativo. Decide
terra e di mare; dichiara la guerra; fa
della pace, della guerra e dei trattati>>.
i trattati di pace.
5. La stampa sarà libera, ma una legge
ne reprime gli abusi>>.
Panoramica geografica
Chi ha vinto e chi ha perso?
Mazzini: un’unità nazionale senza Repubblica sino al 1945.
Pisacane e le masse popolari: non c’è stato un rinnovamento
sociale.
Cattaneo: accentramento politico e piemontesizzazione.
Gioberti: il Papa ha perso il primato politico e il potere temporale
nel 1870.
Vittorio Emanuele II: ha guadagnato uno stato nazionale.
Cavour: rivoluzione nazionale senza rivoluzione istituzionale e
sociale, uno stato liberale, territori che inizialmente non desiderava.
E Garibaldi?
Giudizi sul processo di unificazione. La
nazionalizzazione delle masse.
Massimo D’Azeglio: << I più pericolosi nemici d’Italia non sono i tedeschi, sono
gli italiani e perché? Per la ragione che gl’Italiani hanno voluto far un’Italia
nuova, e loro rimanere gl’Italiani vecchi di prima, colle dappocaggini e le miserie
morali che furono ab antico la loro rovina; perché pensano a riformare l’Italia, e
nessuno s’accorge che per riuscirci bisogna, prima, che si riformino loro, perché
l’Italia, come tutt’i popoli, non potrà divenir nazione, non potrà esser ordinata,
ben amministrata, forte così contro lo straniero come contro i settari dell’interno,
libera e di propria ragione, finchè grandi e piccoli e mezzani, ognuno nella sua
sfera non faccia il suo dovere, e non lo faccia bene, od almeno il meglio che
può>> (I mie ricordi, pp.17-18)
Giudizi sul processo di unificazione. L’adesione
popolare e le riforme sociali.
Gramsci:
1. <<L’affermazione che l’Italia moderna è stata caratterizzata dal volontariato è
giusta , ma occorre notare che il volontariato, pur nel suo pregio storico, che non
può essere diminuito, è stato un surrogato dell’intervento popolare, e in questo
senso è una soluzione di compromesso con la passività delle masse nazionali.
Volontariato-passività, vanno insieme più di quanto si creda. La soluzione col
volontariato è una soluzione d’autorità, dall’alto, legittimata formalmente dal
consenso, come suol dirsi, dei “migliori”. Ma per costruire storia non bastano i
migliori, occorrono le più vaste e numerose energie nazional-popolari.>>
(Quaderni dal carcere, pp.1998-1999, 1934-1935).
2. <<Il Partito d’Azione, inoltre, era paralizzato, nella sua azione verso i contadini,
dalle velleità mazziniane di riforma religiosa, che non solo non interessava le
grandi masse rurali, ma al contrario le rendeva passibili di una sobillazione
contro i nuovi eretici. L’esempio della Rivoluzione francese era lì a dimostrare
che i giacobini, che erano riusciti a schiacciare tutti i partiti di destra fino ai
girondini sul terreno della quistione agraria e non solo a impedire la coalizione
rurale contro Parigi ma a moltiplicare i loro aderenti nelle provincie, furono
danneggiati dai tentativi di Robespierre di instaurare una riforma religiosa>>
(Quaderni dal carcere, 2046)
3. <<E’ da studiare la condotta politica dei garibaldini in Sicilia nel 1860, condotta
politica che era dettata da Crispi: i movimenti di insurrezione de contadini contro i
baroni furono spietatamente schiacciati e fu creata la Guardia nazionale
anticontadina: è tipica la spedizione repressiva di Nino Bixio nel catanese.>>
(Quaderni dal carcere, p.2046)
Giudizi sul processo di unificazione. I limiti di una
rivoluzione.
Alfredo Oriani: << La rivoluzione italiana anziché opera di popolo aveva
trionfato per un sopruso eroico della sua minoranza aiutata da incidenze e
coincidenze straniere (…). Ma il popolo nella massa era rimasto inerte: scarsi i
volontari sino a non superare il numero e la fortuna di una milizia
cavalleresca>>. (La rivolta ideale, p.68, 1908).
Piero Gobetti: <<Il problema italiano non è di autorità, ma di autonomia:
l’assenza di una vita libera fu attraverso i secoli l’ostacolo fondamentale per la
creazione di una classe dirigente, per il formarsi di un’attività economica
moderna e di una classe tecnica progredita.>> (La rivoluzione liberale, p.10,
1924).
Alcuni giudizi di carattere storiografico. I problemi
dell’Italia unita.
Stuart J.Woolf :
1. << La conseguente durezza con cui l’Italia legale s’impose
alle masse, allontanò ulteriormente i governi moderati dal
paese reale, in particolare dall’Italia rurale.>>
2. <<Senza questa diffusione del sentimento patriottico
sarebbe difficile spiegare l’unificazione del paese ed
impossibile giustificare un episodio romantico come la
spedizione dei Mille di Garibaldi>>.
3. <<Nonostante l’esercito di centomila uomini impegnati nella
repressione del brigantaggio, i governanti moderati furono
costretti a servirsi di una fitta rete di intermediari, i gabelloti,
i capimafia e i capicamorra, i proprietari terrieri con le loro
scorte armate, gli unici in grado di di comprare i capi
briganti, di terrorizzare e offrire protezione ai contadini
poveri…Il prezzo pagato dallo stato per questa
cooperazione fu l’accettazione dell’autorità e dei privilegi dei
notabili locali proprietari di terre>>
4. << Il suffragio estremamente ristretto…l’eccessivo
accentramento, l’imposizione di pesanti controlli volti a
reprimere ogni manifestazione di ostilità verso il governo,
impedirono il sorgere di ceti intermedi capaci di colmare
l’abisso fra nazione e Stato e favorirne l’identificazione.>>
(Il Risorgimento Italiano, pp.696-713).
Alcuni giudizi di carattere storiografico. Le fratture
politiche.
Mario Isnenghi: <<Nel nuovo viaggio di conquista- liberazione dalla
Sicilia in direzione Roma, la tragedia insorge: quella che era rimasta allo
stadio potenziale nel 1860, quando pure l’esercito piemontese era sceso
minaccioso incontro ai volontari, giungendo al paradosso- per evitare
che a Roma ci vadano i rossi- di attaccare esso le città e l’esercito del
Papa-Re e trovandosi a un certo punto a sole tre ore di distanza da
Roma…lo strappo con le proprie origini rivoluzionarie è ricercato e
immediatamente esibito dalla neo-classe dirigente unitaria con segnali
inequivoci: l’esclusione dei garibaldini dall’esercito, ultima battaglia in cui
si impegni in Parlamento Cavour in prima persona>> (La tragedia
necessaria. Da Caporetto all’Otto settembre, pp. 9-11).
Alcuni giudizi di carattere storiografico. Una frattura
nazionale .
Alberto Maria Banti: <<Mi sembra sbagliato dire che il
senso di appartenenza alla comunità nazionale italiana
dopo l’unità era debole tra le élites: ma di nuovo il punto è
che tale senso di appartenenza poggiava su un sistema
narrativo che si snodava intorno all’assunto della natura
olistica, compatta, organicistica della nazione, e ciò
confliggeva potentemente con la quotidiana divisione e di
scontri politici, economici, sociali e territoriali che
caratterizzò la vicenda dell’Italia liberale. Da qui il senso di
disagio, di deprecazione critica, di disprezzo, perfino, di
molto intellettuali, di molti politici, di molti borghesi nei
confronti dell’Italia nuova>> (La nazione del Risorgimento.
Parentela, santità e onore alle origini dell’Italia unita,
pp.204).
Differenze e somigliane tra
l’unificazione tedesca e quella italiana
Differenze:
1. Presenza di un movimento popolare: insurrezioni.
2. Diffusione ideologie democratiche.
3. Uso dei plebisciti.
4. Mazzini, Cattaneo, Garibaldi, Pisacane, Cattaneo, Gioberti.
Somiglianze:
1. Ruolo fondante dello stato più forte presente nella penisola:
Prussia/Piemonte.
2. Presenza di due politici capaci: Cavour/Bismarck.
3. Intervento armato dello stato.
4. Mancanza di un’assemblea costituente.