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Il documento analizza il contesto storico delle foibe e dell'esodo giuliano-dalmata, evidenziando le tensioni tra italiani e slavi durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale. Viene descritto il ruolo del regime fascista e la violenza perpetrata dalle forze jugoslave, con stime sulle vittime delle foibe che variano notevolmente. Infine, si menziona il nuovo assetto territoriale post-bellico e il ritorno alla sovranità jugoslava dei territori di confine.

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Il documento analizza il contesto storico delle foibe e dell'esodo giuliano-dalmata, evidenziando le tensioni tra italiani e slavi durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale. Viene descritto il ruolo del regime fascista e la violenza perpetrata dalle forze jugoslave, con stime sulle vittime delle foibe che variano notevolmente. Infine, si menziona il nuovo assetto territoriale post-bellico e il ritorno alla sovranità jugoslava dei territori di confine.

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GIORNO DEL RICORDO


10 FEBBRAIO
LE PRETESE DEL PATTO DI LONDRA
ASSETTO DEL PRIMO
DOPOGUERRA

1920 Trattato di
Rapallo: rinuncia
alla Dalmazia e
Fiume Stato Libero
(1924 Fiume annessa
all’Italia)
Fonte: Confine orientale italiano 1920-1924, F.
Cecotti, Irsrec (FVG).
ANTISLAVISMO DEL
MOVIMENTO FASCITA

• Fuga di molti slavi nelle zone occupate dagli italiani


• Nascita di un forte sentimento anti-italiano
LA SECONDA GUERRA MONDIALE

1941:
aggressione
dell’Asse alla
Jugoslavia e
ripartizione tra i
vincitori
LE TRUPPE ITALIANE NEI TERRITORI
OCCUPATI

Pratiche
repressive
estreme:
annientamento
della resistenza
Prigionieri uccisi nel periodo (cadaveri di
partigiani del III Battaglione della Brigata
Cankar, 1943).
La Circolare 3C del generale Mario Roatta

 «Non occhio per occhio e dente per dente!


Piuttosto una testa per ogni dente»

 catture di ostaggi, rappresaglie sulla popolazione,


esecuzioni sommarie, distruzione di paesi, politica
della “terra bruciata”

 profonda snazionalizzazione delle “barbare popolazioni


slave”: «Se necessario, non rifuggire da usare crudeltà.
Deve essere una pulizia completa. Abbiamo bisogno di
internare tutti gli abitanti e mettere le famiglie italiane
al loro posto».
SCONFITTA ITALIANA E ARMISTIZIO

3 Settembre 1943 firma dell’armistizio: “potenza


nemica sconfitta sottoposta a resa incondizionata”

La firma dell’Armistizio tra il gen. italiano Giuseppe Castellano, in abito


scuro, e il generale americano Walter Bedell Smith, seduto al tavolo (3
Settembre 1943, Cassibile)
L’ESERCITO RIVOLUZIONARIO JUGOSLAVO
E IL MARESCIALLO TITO
 Movimento di resistenza jugoslava
guidato dal comunista Tito (che poi
sarà a capo della Jugoslavia)
 La situazione si ribalta dopo
l’armistizio. Violenza jugoslava anti-
italiana:
• uccisioni e deportazioni per
semplice connivenza nei
confronti del regime fascista
• FOIBE Josip Broz, meglio noto come Tito.
FOIBE

Ricerca dei corpi nella foiba


di Basovizza nel 1957.
LE STIME SULLE VITTIME

Le dimensioni del fenomeno Foibe hanno da


sempre rappresentato un argomento molto
complesso; le stime sono a volte molto discordanti
e sono rese problematiche dalla natura delle fonti,
tenendo presente che le autorità dei paesi
appartenenti alla ex Jugoslavia solo recentemente
hanno voluto collaborare alla ricostruzione storica.
Ipotesi parlano di circa 600-700 vittime per il
periodo del 1943 e di un ordine di grandezza
generale che sta tra le 4 e le 5000 vittime; altre
stime arrivano a conteggiare fino a oltre 20000
morti.
L’ESODO DALL’ISTRIA E DALLA DALMAZIA (1943-1956)

Si stima che l'esodo giuliano-dalmata abbia interessato un


numero compreso tra i 250 000 e i 350 000 italiani

Una giovane esule italiana in fuga trasporta, insieme


ai propri effetti personali, una bandiera tricolore, La nave toscana durante l'abbandono di Pola, 1947.
1945.
«Siamo partiti il 18 aprile 1947. Mio papà ha
deciso di andare via con l’arrivo delle truppe di
Tito: ha avuto qualche diatriba e all’epoca le
minacce facevano paura perché c’erano quei
maledetti buchi e lì se andavi in galera sparivi e
non sapevi come. Così mio papà ha deciso».
(Ettore L.)

La mia famiglia è partita nel 1948. Non volevamo


andare via: Mio padre è stato partigiano e non
doveva avere nessuna problematica con le forze di
Tito. Poi però Tito ha cambiato l’ottica nei riguardi dei
partigiani italiani, ha cominciato ad avere un certo
astio, gli dava contro e molti, insomma, han
cominciato a sparire. Allora a quel punto lì mio padre
ha cominciato ad avere un po’ di paura e ha pensato
di venire in Italia». (Paolo P.)
IL NUOVO ASSETTO TERRITORIALE DEL
SECONDO DOPOGUERRA

Trattato di Parigi, 10 febbraio1947: ritorno alla


sovranità jugoslava dei territori di confine (v. giallo)

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