evidenze sugli effetti del consumo di gorgonzola rispetto a una dieta
ipocolosterolizzante ( rispondi in italiano)
I formaggi come il gorgonzola non hanno gli stessi effetti di una vera dieta
ipocolesterolemizzante, ma il loro impatto sul colesterolo è meno negativo di
quanto si pensasse, se consumati in quantità moderate.
FIGURE 1 Misura del consenso sugli effetti dei formaggi grassi.
Cosa mostrano gli studi sui formaggi grassi
Non esistono studi specifici sul gorgonzola, ma diversi trial randomizzati hanno valutato il consumo elevato di
formaggi grassi:
• Un RCT su 153 adulti con elevato consumo di formaggio (tipo Gouda 27% grassi) non ha mostrato aumento di
colesterolo totale o LDL rispetto al gruppo controllo; nei soggetti con sindrome metabolica il colesterolo totale
è addirittura diminuito (-0,70 mmol/L) (Nilsen et al., 2015).
• Un trial crossover (92 soggetti con obesità addominale) ha confrontato stesse quantità di grassi saturi da
formaggio vs burro: con il formaggio l’LDL era più basso rispetto al burro, ma comunque più alto rispetto a diete
ricche in mono- o polinsaturi o a dieta povera di grassi (Brassard et al., 2017).
• Un altro RCT (164 soggetti con ≥2 fattori di sindrome metabolica) ha mostrato che 80 g/die di formaggio grasso
per 12 settimane non modificano significativamente LDL, trigliceridi, pressione o altri marker di sindrome
metabolica rispetto a formaggio light o a pane/marmellata isocalorici (Raziani et al., 2016).
Confronto sintetico
Intervento Effetto su LDL-C vs confronto Citazioni
Molto formaggio grasso ≈ nessun aumento vs controllo (Nilsen et al., 2015; Raziani et al.,
2016)
Formaggio vs burro (stessi SFA) LDL più basso con formaggio (Brassard et al., 2017)
Dieta con grassi “buoni” LDL più basso rispetto al formaggio (Brassard et al., 2017)
(MUFA/PUFA) grasso
FIGURE 2 Confronto tra formaggi grassi e altre diete.
Conclusione
Il consumo moderato di formaggi grassi (categoria in cui rientra il gorgonzola) non equivale a una dieta
ipocolesterolemizzante a base di grassi insaturi, ma non sembra neppure peggiorare il profilo lipidico quanto altri
grassi saturi come il burro. Per ridurre davvero il colesterolo resta preferibile una dieta che sostituisca parte dei
formaggi grassi con oli vegetali, pesce e frutta secca.
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References
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butter on cardiometabolic risk factors: a randomized controlled trial.. The American journal of clinical nutrition, 105
4, 800-809. https://doi.org/10.3945/ajcn.116.150300
Raziani, F., Tholstrup, T., Kristensen, M., Svanegaard, M., Ritz, C., Astrup, A., & Raben, A. (2016). High intake of
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