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Giovanni Verga

Giovanni Verga, nato nel 1840 e morto nel 1922, è un autore italiano noto per il suo contributo al Verismo, un movimento letterario che si concentra sulla rappresentazione della vita degli umili. La sua opera include romanzi come 'I Malavoglia' e 'Vita dei campi', in cui esplora temi di passione, società e le dure realtà della vita contadina. Verga ha avuto una vita personale complessa, caratterizzata da numerose relazioni amorose, ma ha sempre mantenuto un forte attaccamento ai valori patriottici e alla sua terra natale.

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Giovanni Verga

Giovanni Verga, nato nel 1840 e morto nel 1922, è un autore italiano noto per il suo contributo al Verismo, un movimento letterario che si concentra sulla rappresentazione della vita degli umili. La sua opera include romanzi come 'I Malavoglia' e 'Vita dei campi', in cui esplora temi di passione, società e le dure realtà della vita contadina. Verga ha avuto una vita personale complessa, caratterizzata da numerose relazioni amorose, ma ha sempre mantenuto un forte attaccamento ai valori patriottici e alla sua terra natale.

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GIOVANNI VERGA

VITA

- Nascita
- Patriottismo
- Una peccatrice
- A Firenze
- A Milano
- Letteratura mondana Nel 1873 pubblica Eva e nel 1875 Tigre reale e Eros
- Nedda 1874
- Capuana Nel 1877 si trasferisce a Milano l’amico e conterraneo (siciliano) Capuana che influenzerà molto
Verga nella strada del Verismo.
- Vita dei campi e Malavoglia Nel 1880 pubblica Vita dei campi, l’anno dopo I Malavoglia: interesse per la
realtà umile e provinciale.
- Cavalleria rusticana
- A Catania Nel 1893 si trasferisce a Catania
- Verga reazionario
 Episodio del massacro di Bronte
 Fasci siciliani
 Moti milanesi Verga giustifica Bava Beccaris (lui che era per gli umili!) dicendo: «Più cara di ogni
libertà mi è l'unità della patria e ho l'animo troppo conturbato dalla propaganda separatista e
dall'opera pervicace di un pugno di retori e forsennati che la misero a repentaglio».
- Morte Muore nel 1922 a Catania.

GLI AMORI DI VERGA

Verga che nei Malavoglia esaltò la forza del focolare domestico, tuttavia, non convolò mai a nozze e ebbe
moltissime donne, anche più di una contemporaneamente.
 contessa Paolina Greppi Lester relazione iniziata nel 1880 e conclusa nel 1905.
 contessa Dina Castellazzi mentre stava con la Lester frequentava la Castellazzi. Dal 1893 fino alla
morte.
 Giselda Fojanesi Nel 1879 conosce la moglie di Mario Rapisardi, Giselda. Nel 1883 Rapisardi scopre
una lettera di Verga alla molgie, ripudia la moglie e sfida Verga a un duello che non si farà.
 Eleonora Duse Si volse alla ventiseienne Duse
 Sara Scriffignani flirtra con la sedicenne Scriffignani (lui aveva 80 anni!)
 Maria Brusini flirtra nel 1887 con lei che gli aveva chiesto un autografo.

1
LA PRODUZIONE MONDANA

Locandina del film di Zeffirelli tratto dal romanzo di Verga..

- Contenuti I romanzi da Una peccatrice (1866) a Tigre reale (1875) con i quali Verga ebbe successo,
vertono:
 passione
 donne
 società
 temi ricorrenti
- Stile di parole
Eva
… e in mezzo ad un nembo di fiori, di luce lettrica, e di applausi apparve una donna splendida di
bellezza e di nudità, corruscante [lat. corusco = ʻlampeggiareʼ] febbrili desideri dal sorriso
impudico, [= provocante] dagli occhi arditi, dai veli che gettavano ombre irritanti sulle forme
seminude, dai procaci pudori, dagli omeri sparsi dei biondi capelli. Diffondeva un profumo di acri
voluttà [= piaceri amari] e di bramosie penose [= desiderio doloroso].

Tigre reale
Codesta donna avea tutte le avidità, tutti i capricci, tutte le sazietà, tutte le impazienze nervose di
una natura selvaggia e di una civiltà raffinata – era boema, cosacca e parigina – e nella felina pupilla
corruscavano [lat. corusco = ʻlampeggiareʼ] delle bramosie indefinite ed ardenti.

LA CONVERSIONE (SVOLTA) VERISTA1

- Nedda
 contenuti
 verismo?
- Rosso Malpelo Nel 1878 esce il racconto Rosso Malpelo
- Motivi della conversione
1. Sapegno (1946)
2. Masiello (1973)
3. Letteratura

I PRINCIPI DELLA POETICA VERISTA DI VERGA

- Tre testi Verga espone la sua poetica in tre testi programmatici:

1
Sia detto per inciso che anche se aderisce al Verismo continua a pubblicare testi vicini alla produzione mondana: Il
marito di Elena (1882), Per le vie (1883) e Drammi intimi (1884).

2
 Fantasticheria Novella del 1879 apparsa in rivista, poi in Vita dei campi e che reca in germe già i
futuri Malavoglia (ci sono i personaggi appena abbozzati di padron 'Ntoni, la Longa, 'Ntoni, Luca,
Mena e Lia anche se qui manca il "coro" del paese)
 Amante di Gramigna Novella (che fa parte di Vita dei campi del 1880) in cui da prefazione è una
lettera dedicata all'amico Farina in cui espone le sue teorie.
 Prefazione ai Malavoglia

- I principi della poetica verista


 Rappresentare il mondo degli umili, (i pescatori di Aci Trezza, Fantasticheria, Malavoglia)
 Ideale dell'ostrica ossia l'attaccamento alla religione della famiglia, alle tradizioni patriarcali

Fantasticheria
Per altro il tenace attaccamento di quella povera gente [= pescatori] allo scoglio sul quale la fortuna
li ha lasciati cadere, mentre seminava principi di qua e duchesse di là, questa rassegnazione
coraggiosa ad una vita di stenti […]

 Visione pessimistica del progresso e della storia: impossibilità di cambiamento

Fantasticheria
allorquando uno di quei piccoli, o più debole, o più incauto, o più egoista degli altri, volle
staccarsi dai suoi per vaghezza dell'ignoto, o per brama di meglio, o per curiosità di conoscere il
mondo, il mondo, da pesce vorace ch'egli è, se lo ingoiò, e i suoi prossimi con lui

 Riproporre il fatto con oggettività (quindi narrazione impersonale: a tal proposito parla di
documento umano che registra i fatti come una fotografia)

Amante di Gramigna
Esso [= il racconto che seguirà] almeno avrà il merito di esser brevissimo, e di esser storico - un
documento umano, come dicono oggi; interessante forse per te, e per tutti coloro che studiano nel gran
libro del cuore.

Prefazione ai Malavoglia
Chi osserva questo spettacolo non ha il diritto di giudicarlo; è già molto se riesce a trarsi un istante fuori
del campo della lotta per studiarla senza passione [= coinvolgimento]

Amante di Gramigna
l’opera d’arte sembrerà essersi fatta da sé, aver maturato ed esser sòrta spontanea come un fatto naturale,
senza serbare alcun punto di contatto col suo autore; che essa non serbi nelle sue forme viventi alcuna
impronta della mente in cui germogliò, alcuna ombra dell’occhio che la intravvide, alcuna traccia delle
labbra che ne mormorarono le prime parole come il fiat creatore; ch’essa stia per ragion propria, pel solo
fatto che è come dev’essere, ed è necessario che sia, palpitante di vita ed immutabile al pari di una statua
di bronzo, di cui l’autore abbia avuto il coraggio divino di eclissarsi e sparire nella sua opera immortale.

 Usare le parole del popolo (regredire al suo livello)

Amante di Gramigna
Io te lo ripeterò così come l’ho raccolto pei viottoli dei campi, press’a poco colle medesime parole
semplici e pittoresche della narrazione popolare, e tu veramente preferirai di trovarti faccia a faccia col
fatto nudo e schietto, senza stare a cercarlo fra le linee del libro, attraverso la lente dello scrittore

Fantasticheria:
per poter comprendere siffatta caparbietà che è per certi aspetti eroica, bisogna farsi piccini anche noi,
chiudere tutto l'orizzonte fra due zolle e guardare col microscopio le piccole cause che fanno battere i

3
piccoli cuori

Prefazione ai Malavoglia
[è molto se l'autore riesce a] rendere la scena nettamente, coi colori adatti, tale da dare la
rappresentazione della realtà com’è stata, o come avrebbe dovuto essere.

Prefazione ai Malavoglia
Perchè la riproduzione artistica di cotesti quadri sia esatta, bisogna seguire scrupolosamente le norme
di questa analisi; esser sinceri per dimostrare la verità, giacchè la forma è così inerente al soggetto,
quanto ogni parte del soggetto stesso è necessaria alla spiegazione dell’argomento generale.

 Prendere come soggetto i "vinti", darwinismo sociale

Prefazione ai Malavoglia
Solo l’osservatore, travolto anch’esso dalla fiumana guardandosi attorno, ha
il diritto di interessarsi ai deboli che restano per via, ai fiacchi che si lasciano
sorpassare dall’onda per finire più presto, ai vinti che levano le braccia
disperate, e piegano il capo sotto il piede brutale dei sopravvegnenti, i
vincitori d’oggi, affrettati anch’essi, avidi anch’essi d’arrivare, e che saranno
sorpassati domani

 Indagare le spietate regole sociali, le cause che sono alla base dell'agire umano

Prefazione ai Malavoglia
Questo racconto è lo studio sincero e spassionato del come probabilmente devono nascere e
svilupparsi nelle più umili condizioni le prime irrequietudini pel benessere; e quale perturbazione
debba arrecare in una famigliuola, vissuta sino allora relativamente felice, la vaga bramosìa
dell'ignoto, l'accorgersi che non si sta bene, o che si potrebbe star meglio

5. LE TECNICHE NARRATIVE

- Focalizzazione esterna (oggettività) Il narratore sa meno dei suoi personaggi e quindi si limita a
testimoniare, descrivere dei fatti, ignorando pensieri e motivazioni. Caratteristiche:
 L’autore presenta l’opera scomparendo, descrivendo i fatti oggettivamente.
 Non si sono giudizi o commenti del narratore
 La maggior parte delle informazioni sull’identità dei personaggi, sulle loro emozioni, sull’ambiente
in cui si muovono sono lasciate affiorare a poco a poco, senza l’aiuto del commento narrativo,
attraverso le loro parole e le loro azioni.
 Prevalgono le descrizioni e soprattutto i dialoghi.
 Il lettore non è condizionato da un autore che sa tutto della vicenda.
- Straniamento Ciò che è universalmente accettato e percepito come normale dal lettore, viene deformato
dalla voce della collettività apparendo incomprensibile ai loro occhi (a es. azioni e sentimenti genuini dei
personaggi sono percepiti dalla comunità come incomprensibili)

ORIGINI DELLO STRANIAMENTO

Molti tra gli uomini che mi definivano "loro" cavallo, non cavalcavano; a cavalcarmi era tutt'altra gente.
Neppure mi davano il foraggio; anche questo erano altri a farlo. Del bene me lo fecero non quelli che mi
chiamavano "il mio cavallo" ma vetturini, veterinari o comunque persone estranee. Quando più tardi ampliai
l'orizzonte delle mie osservazioni, mi convinsi che il termine "mio" non si riferisce soltanto a noi cavalli, ma
in generale poggia su un basso, animalesco istinto degli uomini, istinto che essi chiamano diritto di proprietà.
L'uomo dice "La mia casa" anche se non vi abita mai, anche se si occupa soltanto della sua costruzione e della
sua manutenzione. Il commerciante dice "Il mio negozio", ad esempio "Il mio negozio di stoffe" anche se non

4
vi fa confezionare i suoi abiti […]. Io sono convinto che la differenza sostanziale tra noi e gli uomini sta
proprio qui. […] L'attività degli uomini è determinata dalle parole e non dai fatti.

- Artificio della regressione L’artificio della regressione consiste nell’adottare livelli, parametri di giudizio
e di linguaggio bassi, regrediti rispetto a quelli dell’autore. Si pensi:
 all’incipit di Rosso Malpelo: «Malpelo si chiamava così perché aveva i capelli rossi; ed aveva i
capelli rossi perché era un ragazzo malizioso e cattivo»
 Altro esempio: «E il cielo formicolava di stelle, che parevano le monachine quando corrono sul
fondo della nera padella» (Malavolgia, cap. IV).
- L’indiretto libero Le parole e i discorsi vengono riportati senza verbi dichiarativi (disse, pensò)2 né segni
grafici3 e sempre attraverso il filtro del narratore che usa la terza persona, ma che assume il punto di vista
del personaggio o il linguaggio dando così l'impressione che il discorso sia pronunciato direttamente dal
personaggio. Dunque:
 non ci sono verbi di comunicazione introduttivi tipici del discorso indiretto (pensò, dissè, esclamò)
 non ci sono segni grafici tipici del discorso diretto ("…"; «…»; - … -)
 uso della terza persona e non della prima come nel monologo interiore o soliloquio o flusso di
coscienza.
 presenza di elementi dello stile "orale": ripetizioni, esclamazioni, uso dell'infinito, accumulo talvolta
confuso di pensieri, espressioni del linguaggio parlato

La voce dei personaggi invade lo spazio dell’autore; con l’indiretto libero si evita il commento dell’autore e
si fa emergere l’individualità dei personaggi. Esempio:

Cap. IV
Stavolta i Malavoglia erano là, seduti sulle calcagna, davanti al cataletto, e lavavano il pavimento dal gran
piangere, come se il morto fosse davvero fra quelle quattro tavole, coi suoi lupini al collo, che lo zio
Crocifisso gli aveva dati a credenza, perché aveva sempre conosciuto padron 'Ntoni per galantuomo; ma se
volevano truffargli la sua roba, col pretesto che Bastianazzo s'era annegato, la truffavano a Cristo, com'è
vero Dio! ché quello era un credito sacrosanto come l'ostia consacrata, e quelle cinquecento lire ei
l'appendeva ai piedi di Gesù crocifisso; ma santo diavolone! padron 'Ntoni sarebbe andato in galera! La
legge c'era anche a Trezza!

IL CICLO DEI VINTI

- Il ciclo
 I Malavoglia (1881) era un’opera concepita come l’inizio di un ciclio narrativo (evidente il
riferimento a Zola, Rougon-Macquart) volto a descrivere «la lotta per l’esistenza, pel benessere, per
l’ambizione», nella quale non c’è posto per i vincitori, ma per i vinti «che levano le braccia
disperate, e piegano i lcapo sotto il piede brutale dei sopravvegnenti».
 Mastro don Gesualdo (1888)
 la Duchessa di Leyra (ci resta solo il primo capitolo)
 l’Onorevole Scipioni (non fu scritto),
 l’Uomo di lusso (non fu scritto).
- Il ciclo e Darwin

2
Tipici del discorso indiretto.
3
Tipici del discorso diretto

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