La concezione del mondo per gli umanisti:
era di tipo teocentrico
era di tipo antropocentrico
era di tipo eliocentrico
era di tipo geocentrico
Nell’Umanesimo si forma una visione dell’uomo:
pessimistica, è considerato una creatura fragile e effimera
ottimistica, perché la fede lo guida verso la salvezza
pessimistica, perché è una creatura cinica e indegna
ottimistica, perché è capace di plasmare la realtà con la ragione
Nell’Umanesimo si afferma la filologia, che è:
una corrente di pensiero che si basa sulla filosofia classica e sulla
teologia
la scienza che si occupa dello studio della parola e del confronto dei testi
l’attività di ricerca dei testi antichi nelle biblioteche e nei conventi
lo studio della lingua greca per leggere direttamente i classici
Nell’Umanesimo si afferma il principio d’imitazione che è:
l’attenzione a tutto ciò che è stato prodotto dai letterati medioevali
il riportare in luce e riprodurre la perfezione formale delle opere classiche
l’imitazione letterale, meccanica e passiva dei modelli classici
l’ispirazione ai modelli classici su cui si ricostruisce la propria individualità
Con l’Umanesimo si assiste all’affermazione del primato:
delle discipline letterarie che rappresentano la vera cultura
delle discipline scientifiche che sollecitano il rigore logico
delle discipline ludico-sportive che esaltano la perfezione del corpo
delle discipline pratiche e della cultura popolare
Petrarca nacque:
da una nobile famiglia fiorentina esiliata quando i Bianchi presero il
potere
da una famiglia borghese fiorentina esiliata quando i Neri presero il
potere
da una nobile famiglia aretina che si trasferì ad Avignone per lavoro
da una famiglia borghese fiorentina inviata ad Avignone per motivi
diplomatici
L’impegno politico e civile, dal Petrarca :
non fu mai sentito infatti si disinteressò della politica
fu molto sentito infatti entrò nella vita politica cittadina ricoprendo varie
cariche
fu praticato attraverso un0’azione di eloquenza tipica dell’intellettuale
non fu sentito con grande interesse perché lo riteneva degradante
Petrarca rappresenta un intellettuale:
nuovo rispetto agli scrittori del Duecento
simile agli scrittori del duecento e in particolare a Dante
tipico comunale, legato a un preciso ambiente cittadino
tipico della tradizione medioevale
L’otium di Petrarca risponde:
ad un’esigenza perpetua di pace, di solitudine e inattività
a un’esigenza di meditazione, in seguito alla quale scrisse tutte le sue
opere
all’esigenza di viaggiare e non lavorare troppo intensamente
al desiderio di dedicarsi al lavoro agricolo lontano dalla confusione
La letteratura durante il periodo di Petrarca:
assume grande prestigio presso i gruppi dirigenti italiani
non gode d’alcun prestigio a causa delle lotte politiche tra le fazioni
cittadine
in Italia non gode di alcun prestigio mentre in Francia gli intellettuali sono
rispettati
diventa patrimonio popolare e assume stili divulgativi e semplici
Riconoscere l’aspetto che fa apparire Petrarca un intellettuale moderno:
utilizzare con spregiudicatezza morale la propria cultura per far carriera
fare progetti di varia natura, anche se non sempre con la specifica
competenza
fornire ad altri la propria intelligenza conservando la propria autonomia di
giudizio
fare carriera in politica e ricoprire carche autorevoli e di prestigio
Petrarca a differenza di Dante crede che:
si possa dominare la realtà con rigorosi schemi concettuali
si possa dominare la realtà, creando un ordine perfetto della natura
la filosofia debba servire a comprendere l’uomo e a esplorare la sua
interiorità
la filosofia, attraverso percorsi precisi, porti alla salvezza
Il Secretum opera morale e filosofica del Petrarca:
è strutturata in forma dialogica tra il poeta e S. Agostino, sua guida
spirituale
è strutturata in forma dialogica tra il poeta e la fede simboleggiata da
Laura
tratta di un immaginario viaggio compiuto per espiare le proprie colpe
è scritta in versi, in volgare, e racconta il cammino dell’anima per la
salvezza
Nel Secretum, l’ansioso bisogno di raggiungere la pace interiore:
diventerà realtà: alla fine del percorso travagliato, P. conquisterà la pace
diventerà realtà: P. riuscirà a conquistare l’amore di Laura e la pace
religiosa
sarà un obiettivo impossibile: P. non riuscirà a conquistare l’amore di
Laura
sarà un obiettivo impossibile: P. non potrà vincere la sua natura
Petrarca è l’uomo la cui crisi:
è un fatto personale e stride con una situazione storica e politica di
certezze
è tipica solo dell’intellettuale del periodo, mentre la situazione economica
era florida
non è tanto un dato biografico individuale, ma assume un significato
storico
è inevitabile perché la sua è una personalità fragile, sensibile, introversa
Petrarca compose un poema epico in esametri latini, l’Africa, con cui vuole:
narrare le vicende della 2a guerra punica per esaltare la grandezza di
Roma repubblicana
mitizzare Scipione l’Africano come modello ideale di principe letterato
pubblicizzare e divulgare le bellezze antiche dell’Africa conquistata dai
romani
ricordare le grandi scoperte geografiche del continente africano
Canzoniere è:
il primo e definitivo titolo dell’opera
uno dei modi con cui si suole designare la raccolta di liriche del P.
il sottotitolo conferito dal poeta alla sua opera
il secondo titolo conferito dal poeta alla sua raccolta di liriche
Il tema amoroso per il poeta:
non è che l’occasione per esaminare i suoi sentimenti, le sue
preoccupazioni
si concretizza in una precisa ricerca su cosa sia il piacere amoroso
si concretizza in una ricerca su quali siano i veri valori della vita sensibile
non è che l’occasione per esprimere la sua passione alla donna amata
Il dissidio in Petrarca si crea:
nella scelta tra la passione della carne e le esigenze dello spirito
nella scelta tra umanità e divinità
nella scelta tra due donne, Laura e Monica
nell’impossibilità di conciliare, la terra e il cielo
Parafrasa e spiega:
“Fiamma dal ciel su le tue treccie piova,
malvagia,che dal fiume e dalle ghiande
per l’altrui impoverir se’ ricca e grande,
poi che di mal oprar tanto ti giova;”
Quindi rispondi alle seguenti domande:
a)di quale testo fanno parte i versi?
b) chi è malvagia?
c)di quale fiume si tratta?
d) quali sono i principali mali di cui si rende colpevole?
Parafrasa e spiega:
“S’egli è pur mio destino,
e ‘l cielo in ciò s’adopra,
ch’Amor quest’occhi lacrimando chiuda,
qualche grazia il meschino
corpo fra voi ricopra,
e torni l’alma al proprio albergo ignuda.”
Quindi rispondi alle seguenti domande:
a) da quale testo poetico sono tratti i versi?
b) qual è il destino del poeta?
c) A chi si riferisce con “fra voi”?
d) Con quale significato e perché chiama meschino il corpo?
e) Qual è l’albergo dell’anima’
f) Perché “ignuda”?