26 marzo pre appello
Scheda sintesi (max 3 pagine) entro il 5/05, prima domanda orale
Esame
25 domande chiuse + 2 aperte (7 righe max), penalità -0.5
Orale dopo (sulla scheda, libro a scelta/ II parte corso)
CAP.1-2-3 non da fare
Dal 4 al 10, 13, 14 e 16
17/02
La scienza politica nasce come scienza che studia il governo.
Poi si è istituzionalizzata negli USA. Dopo la seconda guerra mondiale nascono le prime
associazioni politiche.
Bobbio: “Studio dei fenomeni e delle strutture politiche condotto con sistematicità e con
rigore, fondato su un ampio e accurato esame di fatti, esposto con argomenti razionali.
Scienza politica diversa dalle opinioni su questioni politiche.
Orientamento di studi che applica all’analisi del fenomeno politico il metodo scientifico
proprio delle scienze empiriche (fisica, biologia), per analizzare dei fenomeni scientifici.
Ipotesi falsificabili, teorie verificabili.
La differenza tra scienza politica e filosofia è data dall’operatività della scienza politiche
(traduzione della teoria in pratica, per intervenire) (Sartori).
La disciplina scienza politica nasce alla fine del 1800 e si sviluppa negli USA come studio
dei comportamenti di individui o gruppi che agiscono politicamente. Si fonda su tecniche di
ricerca empiriche: documentazione storica, osservazione diretta sul campo, interviste,
metodi qualitativi, dati statistici, sondaggi, metodi quantitativi, metodo comparato (ricorso a
comparazione tra due o più casi).
Quando forniamo questi dati, questi dati possiamo cederli a chi occupa posizioni di governo
per intervenire.
Analisi dei comportamenti politici: Come focus non ha la scienza di governo, ma il
comportamento degli individui.
Il metodo comparato è un metodo di controllo delle affermazioni di carattere generale, delle
tendenze e delle regolarità riscontrabili riguardo a “fenomeni politici”.
Permette di: controllare la validità di quanto teorizzato, allargare il campo delle ipotesi
portando nuovi esempi e nuovi interrogativi di ricerca.
E’ un procedimento necessario per ogni ricerca scientifica, anche con un unico caso studio.
-La politica comparata
E’ una sub-disciplina della scienza politica che indica un metodo- la comparazione- usato
per verificare ipotesi e generalizzazioni che riguardano fenomeni politici e un campo
(comparative politics) che prende in esame contesti diversi per lo studio dei tempo propri
della scienza politica.
Studia i fenomeni politici che avvengono all’interno di paesi (per poi confrontarli) non tra
paesi (relazioni internazionali).
Non si studiano i rapporti tra stati, ma fenomeni interni di un determinato paese, decidendo
anche di non compararli.
Comparare significa Porsi domande su :
- Come casi politici singoli a confronto possano rinviare ad affermazioni di carattere
generale
- Come strumenti di carattere generale possono spiegare casi politici singoli
- Come comparare un numero di casi differenti e estrarne elementi comuni per
formulare discorsi generali
Predecessori classici: comparare forme di stato, costumi, tradizioni per spiegare diverse
forme di organizzazione politica (Aristotele, Machiavelli, Montesquieu, Tocqueville)
1800 Stato moderno e diffusione di dati su istituzioni
1900 Approccio comportamentista (USA): studio delle istituzioni non basta, al centro il
comportamento osservabile degli individui tramite strumenti empirici
1950 Processo di decolonizzazione e aumento dati a disposizione: allargare il focus oltre ad
Europa e USA
1954 Nuova Politica Comparata, obiettivi:
- Superare il formalismo della disciplina: oltre lo stato e le istituzioni formali per
includere più soggetti che emergono nella società
- Superare il provincialismo della disciplina: oltre l’area euro-americana, contro
l’etnocentrismo
- Superare il descrittivismo della disciplina: oltre l’idea che ogni sistema politico è unico
per arrivare a teorie generali
18/02
Andare oltre lo stato e le istituzioni formali (formalismo), andare oltre il formalismo delle
istituzioni.
Approccio sistemico studia e identifica la politica come sistema.
Easton (1965): “Un sistema politico è un insieme di interazioni astratte dalla totalità del
comportamento sociale, attraverso cui valori sono assegnati in modo autoritario a favore di
una società”.
Come sono prodotte e imposte decisioni vincolanti per la collettività.
Interazioni che permettono che in una società siano assegnati in modi autoritativi alcuni
valori. In un sistema politico, la principale cosa che accade (finalità ultima del sistema
politico) è il fatto che debbano attraverso un metodo autoritativo.
Attori e fattori si influenzano reciprocamente.
Il sistema politico si fonda sulla interdipendenza di:
Outputs: decisioni e azioni vincolanti, politiche pubbliche
Inputs: sono di due tipi= domande sociali/ richieste e sostegno (o opposizione) al sistema
Le richieste sono inviate dai cittadini (petizioni, …), dai partiti o dai gruppi d’interesse.
Il sistema risponderà a questi input e cambierà comportamento.
Gli output sono tutte le decisioni vincolanti (per il sistema), come le politiche pubbliche
Al centro troviamo il sistema politico.
Schema sistema politico di Easton
Perché i sistemi politici perdurino necessitano di 3 componenti essenziali:
1. Comunità politica: individui e gruppi uniti nel loro agire politico (voto, partecipazione
politica in partiti, movimenti, associazioni)
2. Regime politico: insieme di norme e valori che regolano le interazioni in una
comunità politica (principi e distribuzione del potere)
3. Autorità: chi occupa posizioni di potere e prende decisioni vincolanti per la comunità
politica
Oltre lo stato e istituzioni formali -> l’approccio sistemico analizza il complesso di interazioni
tra domande sociali e offerta politica.
-Le funzioni del sistema
Ogni sistema politico è basato su strutture che svolgono determinate funzioni
(struttural-funzionalismo)
Funzioni sistemiche: rendono possibile il mantenimento del sistema
- Socializzazione politica: si acquisiscono norme, valori per integrarsi nel sistema
(scuola, famiglia, mass media). Norme e valori che ci aiutano a comprendere cosa
succede nel sistema politico.
- Reclutamento: formazione e selezione di chi ricopre incarichi politici (partiti politici).
Le autorità, se non ce ne sono, hanno bisogno di essere reclutate.
- Comunicazione: gestione del flusso di informazioni politiche. Il sistema deve
comunicare i suoi output, come anche gli input devono essere comunicati.
- Funzioni di processo: attraverso cui interessi provenienti da gruppi o individui in
competizione tra loro e si articolano e si convertono in scelte decisionali.
- Funzioni di output: formazione, applicazione e amministrazione giudiziale delle
norme (potere legislativo, esecutivo e giudiziario).
Si possono comparare:
Funzioni: quali strutture svolgono tale funzione in uno o più sistemi politici
Strutture: come agiscono, quali risultati, da chi sono composte le istituzioni dello stato (es.
Parlamenti, governi capi di stato, regioni), elettorato, movimenti sociali, gruppi di interesse,
partiti politici.
Processi: svolgimento di una attività politica in un determinato periodo di tempo. Processi
decisionali, legislativi, elettorali, …
Regole: norme che regolano le istituzioni e gli effetti del loro impiego
Valori: principi e credenze che influenzano processi e guidano comportamenti di individui
Sistemi politici diversi dagli stati. Non si comparano soltanto stati diversi, la comparazione
può avvenire anche all’interno di uno stesso stato.
Alcuni temi:
- Transizioni di regimi politici (dall’autoritarismo alla democrazia e dalla democrazia
verso l’autoritarismo)
- Unione Europea (politiche nei vari stati membri)
- Presenza delle donne nei sistemi politici (cariche elettriche, partecipazione)
- Movimenti sociali, politiche pubbliche (lavoro, immigrazione, ambiente)
- Partiti politici, comportamento elettorale, sistemi elettorali
Comparare per rispondere a tre limitazioni:
1. Etnocentrismo dei concetti propri delle democrazie liberali occidentali. Ricerca di
concetti capaci di viaggiare in contesti diversi
2. Rendere la realtà informale dei fenomeni politici oltre le istituzioni statali
3. Elaborare categorie utili alla comparazione di contesti e informazioni omogenei
Si compara per:
1. Interesse conoscitivo: Costruire classificazioni e tipologie -> Raccogliere dati e
informazioni sul fenomeno facendo emergere somiglianze e differenze
2. Dare spiegazioni a dei fenomeni -> Formulare delle ipotesi che possano spiegare il
fenomeno e controllarne la validità con la comparazione
N.B.: Le generalizzazioni sono proposizioni empiriche che hanno una validità generale
limitata nel tempo e nello spazio
3. Fare previsioni a partire da un ampio numero di casi -> “se… allora”
4. Capire meglio il nostro sistema politico e le nostre istituzioni e le norme che regolano
la nostra vita politica
5. Studiare altri sistemi politici con cui potrebbe essere necessario collaborare a livello
internazionale/ transnazionale
Come nasce la comparazione?
- Teoria che specifica quali sono i fattori causali (es. Maggiore livello di istruzione,
maggiore partecipazione elettorale)
- Definizione dei fattori cruciali per l’analisi (partecipazione elettorale e livello di
istruzione)
- Raccolta dati empirici sui casi
Problema:
Servono concetti che possano essere facilmente utilizzati in contesti diversi.
-> Si cercano concetti generali, astratti, si pratica uno stretching “allungamento” dei concetti
(Sartori) al rischio di renderli ambigui nei loro limiti, poco esplicativi
Sfida dalla comparazione: giungere a concetti che siano generali per la comparazione ma
allo stesso tempo precisi e chiaramente definiti.
Da oggetto (es.partito politico) a concetto politico
Da una griglia di variabili (caratteristiche che qualificano l’oggetto) si possono elaborare:
- Classificazioni: una sola variabile (es.partito laico)
- Tipologie: due o più variabili (es. Partito laico progressista)
Tutto è comparabile?
Si comparano:
- Concetti alla stessa scala di generalità che sono omogenei
- Caso che possiedano in parte proprietà simili, in parte non simili
Domandarsi “rispetto a che cosa” gli oggetti sono comparabili (Sartori)
E’ comparabile (abbastanza simile) rispetto a quali proprietà)? E’ non comparabile (troppo
dissimile) rispetto a quali altre proprietà?
19/02
-Comparare tanti casi
Numero ampio di casi attraverso analisi statistiche che includono minimo 20-30 casi.
Vantaggi: permette di testare generalizzazioni tenendo conto di diverse variabili e di trovare
eccezioni a regole generali.
Svantaggi: i dati raccolti devono essere quantificabili (misurabili numericamente) e
standardizzati (raccolti in modo uniforme in ogni caso studio) per essere comparati.
Si tratta di analisi quantitative su ampi dataset per studiare le relazioni tra variabili (causa/
effetto) -> approcci orientati alle variabili
Limiti:
- Non sempre i dati a disposizione sono standardizzati
- Si basano su correlazioni statistiche: spiegano come variano due variabili ma non se
una variabile cause la variazione di un’altra
Esempi di teorie testate: Democrazia/ sviluppo economico, partecipazione politica/ reddito,
partecipazione politica/ istruzione
Ci può essere una correlazione tra i fenomeni, ma non significa che ci sia un rapporto
causale.
-Comparare pochi casi
Numero ridotto di casi attraverso analisi dettagliate che includono da due a sei casi.
Vantaggi: permette di considerare la complessità delle relazioni tra fattori diversi, i dati sono
qualitativi e non devono essere standardizzati
Svantaggi: richiede conoscenza dettagliata e approfondita dei casi, dispendiosa in termini di
risorse e tempo
Si tratta di analisi qualitative sistematiche e in profondità con l’obiettivo di comprendere i
processi in atto in pochi casi studio -> approccio orientato ai casi
Limiti:
- Non permette di giungere a conclusioni generali (Analisi circoscritta a un numero
limitato di casi)
- Non permette di testare in modo rigoroso delle generalizzazioni
- Richiede conoscenza in profondità e familiarità con i casi considerati (es.
Conoscenza della lingua per avere accesso a fonti scritte e orali)
-Tanti o pochi casi? Dipende
La scelta dei casi dipende da cosa vogliamo verificare, è una conseguenza della domanda
di ricerca che ci poniamo.
In base al tempo che abbiamo, informazioni, …
-Tipi di comparazione
- Metodo dell’accordo (o comunanze) (John Stuart Mill 1800):
Se Un fenomeno si evidenzia in più casi la sua causa va ricercata in caratteristiche che
accomunano quei casi.
Es. USA e India democrazie, entrambe ex colonie Regno Unito
-> Si sottintende che vi siano molte differenze e si cerca quello che può essere un fattore
comune esplicativo (fattore che accomuna i casi che sto studiando)
- Metodo delle differenze (Mill):
Se due o più casi sono simili ma il fenomeno che vogliamo studiare esiste solo in uno di
questi, la sua causa va ricercata nelle diverse caratteristiche di questo caso
Es. Colonialismo spagnolo in America Latina, democrazie e dittature
-> Si sottintende che vi siano molti elementi in comune tra i casi, si cercano fattori all’origine
delle differenze
Metodo usato negli studi di area (Area Studies) Medio Oriente (rapporto tra Islam e aree
politiche), America Latina
Non studiano il singolo paese, ma paesi in aree dove ci sono delle comunanze
E’ il metodo più usato, relativamente alle aree geografiche.
- Tipi di comparazione (Adam Przeworski e Henry Teune 1970):
-Metodo dei sistemi più differenti:
Si selezionano casi che sono molto diversi ma hanno in comune la caratteristica che si vuole
studiare
Es. Danimarca e India: democrazie
-Metodo dei sistemi più simili:
Si selezionano casi molto simili ma che non hanno in comune la caratteristica che si vuole
studiare
Es. India e Pakistan ex colonie Regno Unito: non sono entrambe democrazie
-Strategie
La strategia dello n grande: numero ampio di casi ricerche statistiche
Comparazione binaria (due casi)
Es. Partito socialista in Francia e in Spagna
La strategia dello n piccolo (più usata): scelta di un numero limitato di casi (sotto i 10)
Studio del caso singolo (o studio di caso):
Unico caso può contribuire alla formazione di proposizioni generali e alla costruzione di
teorie che permetteranno la comparazione
Es. Studio di casi devianti rispetto a teorie
-Il fattore tempo
Analisi comparata sincronica: due o più oggetti in un dato periodo di tempo
-> eventi fotografati qui e ora
Analisi comparata diacronica:
-> due o più oggetti o qualità di un oggetto nel corso del tempo
Analisi più approfondite che mettono in luce il mutamento
-Il fattore spazio:
1. Entità transnazionali: UE, spazi geopolitici
2. Istituzioni statali, sistema politico
3. Spazi geografici: Comunità montane, spazio Alpino, spazio Appenninico
4. Entità sub-statali: comuni, regioni, province
5. Studi di Area: Medio Oriente, Nord Africa, Asia, Paesi Scandinavi
24/02
- Dal sistema politico al regime politico
Il sistema politico include tra “facce della politica”
Polity: identità e confini di un singolo sistema politico (cosa tiene insieme la comunità
politica: territorio, istituzioni, aspetti socio-culturali)
Politics: i processi all’interno del sistema politico Che rendono funzionante il sistema stesso
(chi governa e come)
Policy: decisioni su aree politiche specifiche (output del sistema, politiche pubbliche)
(Termini in italiano tradotti tutti con “politica”)
Regime politico= Componente essenziale del sistema politico. Insieme di norme e valori che
regolano le interazioni in una comunità politica (principi e distribuzione del potere)
Il termine ha una connotazione negativa, ma nasce con una connotazione neutrale, in
quando anche la democrazia è un regime.
Può crollare o implodere, non è sempre stabile (Unione Sovietica, “stati falliti”)
Si definisce anche a seconda della base sociale (3 approcci: a livello di sviluppo
socio-economico, classi sociali e cleavages, attitudini soggettive.
Quando l’autorità cambia (elezione di nuovi rappresentanti), il regime politico non cambia. Il
regime politico è una componente del sistema che risulta stabile.
La comunità politica può cambiare in caso di annessione di altri territori, ma non è un
cambiamento frequente.
Il crollo di un regime politico può accadere con frequenza.
L’Italia ha avuto tre regimi politici: monarchia, autarchia e repubblica parlamentare.
1. Regimi a base sociale - Livelli di sviluppo economico
Lo sviluppo socio-economico, l’urbanizzazione, alfabetizzazione sono condizioni di base per
la democrazia.
Livelli di sviluppo economico maggiori portano a democrazie.
Teoria della modernizzazione: indicatori come PIL pro capite e alfabetizzazione sono
variabili indipendenti (X) da cui dipende il livello di democratizzazione (Y)
Lipset (1960) “Più è ricca una nazione, maggiori sono le probabilità che essa sosterrà la
democrazia”
Critiche:
- Approccio lineare non considera crisi economiche, guerre, crisi politiche e
internazionali (es. Rep. Di Weimar)
- Le democrazie possono sopravvivere anche in contesti più poveri (India?)
- Lo sviluppo economico non è un prerequisito ma una condizione che favorisce la
democrazia e il suo consolidamento
- Ruolo della colonizzazione: stati colonizzati resi economicamente dipendenti da
quelli industrializzati
2. Regime a base sociale- Le classi sociali
Le strutture sociali contribuiscono alla definizione del regime. Strutture ”orizzontali” (etnica,
lingua religione) e “verticali” (strati sociali differenti e disuguaglianze)
Lipset e Rokkan (1967) elaborano 4 grandi fratture “cleavages” che hanno caratterizzato la
struttura sociale in Europa come il prodotto delle rivoluzioni nazionali e della rivoluzione
industriale: centro/ periferia, stato/ chiesa, interessi industriali (ciità)/ interessi agrari
(campagna), capitale/ lavoro
-> Fratture all’origine di partiti politici (fratture attraverso le quali si sviluppano gli interessi di
classi diverse)
Fratture recenti (Inglehart 1977)
Quinta frattura: Materialista/ Post-materialista (partiti ecologisti, partiti anti-sistema)
3. Regimi e base sociale - Attitudini soggettive
Approccio a livello micro che osserva le classi sociali nel loro interno per comprendere come
si relazionano con il regime politico.
Geiger (1932): struttura sociale Rep. di Weimar
es. Classe media impiegati/ classe media piccoli imprenditori, artigiani, lavoratori autonomi,
proletariato, sub-proletariato
-> Elaborano mentalità e attitudini che possono cristallizzarsi come base sociale del regime
- Cultura politica: un concetto elusivo
”Modello particolare di orientamenti verso le azioni politiche in cui ogni sistema politico è
incorporato” (Almond 1956)
”Comprende gli ideali politici e le norme operative di una comunità politica. E’ il prodotto
della storia collettiva di un sistema politico e delle storie di vita dei membri di quel sistema”
(Pye 1968)
Immaginari e valori
Legittimità istituzionale
Tipo di comunicazione politica
Tipo di partecipazione politica
Chi ha un passato negativo con un certo regime politico avrà attitudini diverse da chi con
quel regime si è arricchito, quindi attitudini diverse nei confronti del sistema.
Un primo modo per studiare la cultura politica è porsi domande sul grado di conoscenza
delle istituzioni da parte dei cittadini.
Poi ci si sofferma sugli orientamenti (comportamenti nei confronti delle istituzioni);
indifferenza, cinismo o se si crede nell’istituzione che possa portare gli output che
desideriamo, livello di fiducia, …
Subcultura: valori, norme di comportamento relative ad un determinato gruppo di una
collettività (ex. Su base territoriale: “Il nord-Est”, musicale/ religioso/ generazionale …)
Rapporto con le istituzioni che caratterizza un preciso contesto
Cultura politica d’elitè: diverse visioni/ valori/ comportamenti che caratterizzano le elites al
potere e il modo in cui gestiscono il potere
Cultura politica di “sudditanza”= vede le istituzioni e si relaziona alle istituzioni solo
considerando gli output di queste; è passiva e si aspetta dalla istituzioni solo degli output,
senza neanche reagire nei confronti delle istituzioni; si trova spesso in contesti non
democratici
Cultura politica di “partecipazione”= Presuppongono una partecipazione attiva nel sistema
politico e si definiscono anche con una posizione di adesione del singolo nel definire il suo
rapporto con le istituzioni
Esistono diversi tipi di cultura politica.
4 sottosistemi sociali per identificare i contenuti di una cultura politica (Parsons 1951):
- Sistema comunitario: identità sub-nazionali (comunità politica non omogenea a livello
di identità linguistiche, regionali, sociali)
- Sistema socio-culturale: valori, rituali, memorie collettive, simboli trasmessi da
“agenti socializzanti” che danno significato alla vita politica (es. Tensione egualitaria o
gerarchica, merito, …)
- Sistema economico: implicazioni politiche sui singoli delle scelte economiche (es.
Etica del lavoro, ricchezza, consumo)
- Sistema politico: legittimità del sistema politico e supporto di cui gode da parte della
comunità politica
Anni Novanta: ritorno della dimensione culturale nello studio della politica:
- 1989 crollo Unione Sovietica e democratizzazione
- ”Scontro di civiltà” (Huntington 1993): conflitti basati su etnie, religioni, differenze
culturali) che sostituiscono la Guerra Fredda
- Analisi storica di culture politiche (Putnam 1992: differenze storiche tra Nord e Sud
Italia)
- Sviluppo Area Studies (affinità tra aree geografiche)
Critiche: La socializzazione politica e la cultura politica non modellano le istituzioni politiche
ma al contrario vi è interdipendenza tra le due.
25/02
- Stato e tipi di regime
Definizione empirica di Stato
Si basa sulle principali funzioni (difesa, legge e ordine, tutela diritti fondamentali, sanità,
istruzione) svolte dall'apparato statale (forze armate, burocrazia, magistratura)
-> Forte connessione tra istituzioni statali (es.burocrazie) e istituzioni di regime
(es.parlamento) ma non una sovrapposizione
N.B. Se c’è un cambio di regime può esserci una continuità negli apparati statali
Una volta identificati i diritti, lo stato dovrà adoperarsi con le proprie forze e i propri funzionari
nei confronti dei diritti dei cittadini.
Anche con dei cambi di regime, la burocrazia continua a svolgere la sua funzione nel nuovo
regime; non sempre i cambi di regime portano a dei cambi nella burocrazia, ci sono forme di
continuità tra la burocrazia precedente e successiva.
- Regime politico: caratteristiche
Ha istituzioni stabili per un periodo di tempo (forme stabili di organizzazione politica)
Indica come il potere è distribuito tra i vari ruoli all’interno di un sistema politico (Easton)
Definisce l’ordine Costituzionale, la suddivisione del potere tra istituzioni
E’ in stretto e continuo interscambio con lo Stato e il sistema politico
Stato, regime, comunità politica e autorità formano il sistema politico.
Tipi di regime: democratico, autoritario, totalitario, militare
- Democrazia
Termine che indica:
- Rapporto tra potere e persone
- Diverse realtà così definite da cittadini ed èlite al potere
- Opinioni normative ed ideali
- Concetto nato in Occidente che “viaggia” rf è riconosciuto universalmente
- Definito “valore universale” (Sen)
- Retorica democratica: adottata da politici che possono intendere in modo
controverso il termine
- E’ “imposta” dall’Occidente? E’ adatta solo all’Occidente?
Le democrazie cambiano ma cambia anche il modo in cui vengono raccontate.
Il termine e lo studio della democrazia è molto complesso, anche in contesti non occidentali;
viene spesso utilizzato in modo strumentale con finalità autoritarie, perché presentando ciò
che fanno come democratico pensano che questo gli permetta di superare la reputazione
negativa che ha il fatto di essere considerati autoritari.
- Definizione minimalista di democrazia
Poche caratteristiche, semplici per “viaggiare” in contesti diversi e per distinguere la
democrazia da altri regimi politici
Dahl (1971): si definisce democrazia se vi sono almeno le seguenti caratteristiche:
1. Suffragio universale (maschile e femminile)
2. Elezioni libere, ricorrenti, competitive, eque
3. Più di un partito politico
4. Fonti di informazioni diverse e alternative
E’ implicito il rispetto dei diritti civili e politici (esistono solo se vi sono…)
N.B. Sono condizioni necessarie per una democrazia, se una manca o cessa di esistere il
regime NON è una democrazia
- Definizione empirica di democrazia
Definizione più precisa basata sulle procedure (Dahl)
5 criteri chiave di una democrazia:
1. Partecipazione effettiva (tutti possiamo dire la nostra opinione?)
2. Uguaglianza di voto (tutti i voti espressi sono uguali?)
3. Comprensione illuminata (tutti possono conoscere le alternative possibili e le diverse
conseguenze)
4. Controllo dell’agenda (tutti possiamo portare argomenti all’ordine del giorno)
5. Inclusione degli adulti (tutti o almeno dhi è residente permanente ha pieni diritti di
cittadinanza?)
Democrazia: L’insieme di regole e procedure formali riguardanti il suffragio universale,
elezioni libere, eque, competitive e ricorrenti; un organo decisionale e governativo eletto
seguendo le norme sopra menzionate, di solito corrispondente ad un’assemblea
parlamentare; un primo ministro e un governo che sono responsabili nei confronti del
parlamento o sono il risultato dell’elezione diretta da parte dell’elettorato; un insieme di
strutture intermedie rappresentate da partiti politici e gruppi di interesse; e tutte le strutture
burocratiche (pubblica amministrazione, magistratura, forze armate, polizia, sistemi di
assistenza sociale, …) che interagiscono continuamente con le strutture democratiche
elette.
Le istituzioni e le norme garantiscono diritti e libertà ma la legittimità delle democrazie si
fonda anche su aspettative della comunità politica:
- meno corruzione
- uguaglianza
- diritti sociali
- giustizia sociale
Se mancano, può esserci una delegittimazione delle istituzioni democratiche.
Tipi di democrazia
Premessa:
Con “democrazia” ci riferiamo a democrazie rappresentative: fondate su regole e istituzioni
della rappresentanza (elezioni libere, eque, competitive e ricorrenti) che permettono
l’elezione di rappresentanti all’interno di strutture rappresentative come il parlamento, e
decisionali, come il governo: Le decisioni vengono delegate ai rappresentanti.
Democrazie indirette:
Basate su un coinvolgimento diretto dei cittadini, tramite il voto, nelle scelte decisionali I
cittadini esprimono parere direttamente, senza delegare rappresentanti.
-> Istituzioni di democrazia diretta (es. Referendum) sono introdotti nelle democrazie
rappresentative.
Come operare distinzione tra diverse democrazie?
Criterio 1: come sono organizzate le relazioni tra poteri
- Semi-parlamentare (o del cancelliere)
Premier eletto dal Parlamento e riceve voto di fiducia. Forte leadership del governo che
determina le politiche principali e controlla il funzionamento del Parlamento attraverso una
maggioranza parlamentare stabile (UK, Germania, Spagna e Grecia).
- Parlamentare (o di assemblea)
Premier eletto dal Parlamento e riceve voto di fiducia. Il primo ministro è “primus inter pares”
e deve considerare la coalizione di partiti che supporta il governo nel guidare l’attività
parlamentare (Italia, Danimarca, Norvegia)
- Semi-presidenziale (Francia)
Il Capo dello stato (o Presidente) è eletto dai cittadini e Primo ministro sostenuto dalla
maggioranza parlamentare.
Caso 1: Presidente e premier stessa maggioranza parlamentare -> il Presidente ha
maggiore potere
Caso 2 (coabitazione): Presidente e premier con maggioranza parlamentare diversa -> Il
Presidente è più debole
Si evita con elezioni congiunte del Presidente e del Parlamento!
- Presidenziale (presidenzialismo)
Elezione diretta del Presidente che è capo dello stato e capo dell’esecutivo (premier).
Parlamento?
In USA: il potere legislativo non è controllato dal Presidente. Se di maggioranza diversa può
bloccare politiche del governo (decreti di urgenza fatti dal Presidente)
In America Latina: il Presidente può influenzare il processo legislativo con leadership forte
26/02
Lijphart identifica due modelli polari di democrazia: maggioritaria e consensuale
Come? Distingue diverse dimensioni e le applica a 36 paesi.
Caratteristiche esecutivo e partiti politici:
1. Composizione del governo (partito unico o coalizione)
2. Rapporto tra esecutivo e legislativo (esecutivo domina o equilibrio)
3. Numero di partiti e tipo di sistema partitico (multipartitico, bipartitico)
4. Sistema elettorale (maggioritario o proporzionale)
5. Relazione tra governo e gruppi di interesse (lobbies o corporazioni)
Carattere unitario o federale del regime democratico:
6. Dispersione del potere del governo (unitario o decentrato=
7. Numero e diversità delle Camere Parlamentari
8. Costituzione rigida o flessibile
9. Banche centrali indipendenti o dipendenti dal governo
10.Presenza di istituti di democrazia diretta (referendum)
- Modello maggioritario (o Westminster, UK)
Caratteristiche
Esecutivo e partiti politici:
1. Principio maggioritario governi monopartitici
2. Dominanza dell’esecutivo
3. Sistema bipartitico
4. Sistema elettorale maggioritario
5. Pluralità di gruppi di interesse (lobbies)
Carattere unitario o federale del regime democratico:
6. Governo unitario e centralizzato
7. Parlamento unicamerale
8. Flessibilità Costituzionale
9. Banca centrale controllata dall’esecutivo
10.Assenza di istituti di democrazia diretta (referendum)
Modello in cui i rappresentanti scelti sulla base di elezioni libere, eque, ricorrenti e
competitive decidono attraverso il principio di maggioranza.
Adatto a società relativamente omogenee.
- Modello consensuale (Belgio e Svizzera)
Caratteristiche:
Esecutivo e partiti politici:
1. Ampi governi di coalizione
2. Equilibrio tra potere legislativo ed esecutivo
3. Sistema multipartitico
4. Sistema elettorale proporzionale
5. Gruppi di interesse corporativi (sindacati)
Carattere unitario o federale del regime democratico:
6. Governo federale e decentralizzato
7. Forte bicameralismo e rappresentanza minoranze
8. Rigidità Costituzionale
9. Banca centrale indipendente
10.Presenza di istituti di democrazia diretta (referendum)
Modello “più gentile e mite” che incoraggia la condivisione del potere in coalizioni e
concertazione.
Adatto a società più eterogenee, pluraliste con fratture sociali (religiose, linguistiche, etniche)
per evitare tirannia della maggioranza (aver vinto le elezioni non significa governare ai danni
delle minoranze, c’è bisogno di maggiore consensualità tra le parti) e avere maggior
supporto sociale.
- Problemi e limiti del modello:
1. Modelli come i poli opposti “puri” non corrispondono alla realtà
-> La maggioranza dei regimi democratici sono modelli misti
2. Dall’osservazione empirica emergono molti più casi tendenti al modello consensuale
3. Le dimensioni considerate sono tante e diverse ma sono prettamente formali-legali.
Si rischia di rilevare quindi differenze formali e apparenti trascurando la realtà politica
effettiva
-> es. Rilevare se una democrazia è corrotta, quando è efficace
Visioni dominanti dalla democrazia emerse da sondaggi di opinione (Ferrin e Kriesi 2016)
includono i seguenti modelli di democrazia:
- Liberale: elezioni libere e competitive, tutela delle minoranze, libertà di opposizione,
tribunali imparziali e indipendenti
- Socialdemocratico: con attenzione maggiore ai diritti sociali
- Diretta: referendum e partecipazione diretta nei processi decisionali completano le
istituzioni rappresentative
Sono definizioni normative (quali valori prevalgono) e meno empiriche, basate su aspetti
sostanziali.
- Consolidamento e crisi democratica
Consolidamento del regime.
Processo attraverso il quale:
- Le istituzioni e le regole democratiche si radicano saldamente in una società
- Le relazioni tra società simile e regime si strutturano
Elementi che lo determinano:
1. Stabilizzazione del comportamento elettorale (masse)
2. Modelli di competizione tra partiti (masse)
3. Stabilizzazione della leadership (élites)
1. Stabilizzazione elettorale
Si definiscono relazioni tra partiti politici e tra partiti ed elettori. Indicatore della
stabilizzazione del comportamento di voto + la volatilità elettorale: maggiore consolidamento,
minore volatilità
2. Modelli ricorrenti di competizione
Il sistema partitico (numero effettivo di partiti e frammentazione) si stabilizza: non emergono
più nuovi partiti
-> si sono stabilizzate le fratture sociali (es. Destra/ sinistra)
3. Leadership di partito e classe politica
Stabilizzazione della leadership e ricambio delle élites a livello nazionale e locale.
- Legittimazione e delegittimazione
La legittimazione di un regime è il processo attraverso cui sviluppa una sua legittimità e si
consolida. Come?
Attraverso atteggiamenti positivi dei cittadini verso le istituzioni democratiche considerate
migliori di qualsiasi altra possibile alternativa.
”La legittimità democratica è caratterizzata dall’accettazione delle istituzioni politiche
esistenti” (Linz) può essere forte o meno, ampia o no.
Processo basso verso l’alto ed è tipico delle democrazie occidentali consolidate con una
forte società civile.
La contestazione nei confronti del governo è diversa dalla contestazione nei confronti del
regime politico (ordine costituito).
- Ancoraggio e disancoraggio (Morlino)
E’ necessario quanto la legittimazione per raggiungere il consolidamento democratico.
Ancoraggio: l’emergere e l’adattarsi di “ancore” che coinvolgono e tengono insieme la
società civile e possono anche controllarla
Ancore: entità intermedie che in un processo dall’alto verso il basso sono in grado di
esercitare effetto coinvolgente e limitante, tenendo insieme cittadini e associazioni
Disancoraggio; processo di rottura più o meno graduale delle entità intermedie
Istituzioni democratiche da cui discendono le ancore (barca)
Società civile dove si agganciano le ancora; organizzazioni (fondale)
Le ancore sono:
- Partiti politici: capacità di canalizzare potenziale di protesta
- Gruppi di interesse: sindacali, religiosi
- Gruppi clientelari: privati o fondazioni
- Neocorporativismo: accordi sindacati, datori di lavoro e governo
- Canale TV, quotidiano molto diffuso
- UE
Una volta ancorata la nave si muove solo entro certi limiti. Permette di contenere il conflitto e
potenziale delegittimazione.
- Qualità della democrazia
Democrazia di qualità (Morlino 2011):
- E’ un regime largamente legittimato dai cittadini (qualità in termini di risultato)
- In cui la comunità intera gode di libertà e uguaglianza (qualità in termini di contenuto)
- I cittadini hanno potere di controllare e valutare se il governo sta operando scelte
verso una piena libertà e uguaglianza secondo lo stato di diritto (qualità in termini di
procedura)
Dimensioni per maggiore o minore qualità della democrazia
1. Stato di diritto (Rule of Law):
Supremazia della legge sulle autorità: leggi non retroattive, universali, sistema giudiziario
indipendente, capacità di combattere corruzione e abuso di potere, forze di politica che
rispettano i diritti dei cittadini, sicurezza individuale
2. Responsabilità elettorale e inter-istituzionale:
Impegno dei leader politici eletti di dare conto delle loro decisioni se richiesto dai cittadini o
da altri organi statali: informazioni su atti politici, scelte motivate e valutazione di tali atti da
parte dell’elettore o altro organo (punizione/ premio)
Verticale: elettori/ eletti
Orizzontale: tra organi
3. Partecipazione
Comportamenti che consentono ad individui e gruppi di influenzare i processi decisionali
delle autorità politiche al fine di mantenere o modificare lo status quo. Se la partecipazione
aumenta migliora la qualità della democrazia
4. Competizione
Esistenza di più attori politici in competizione tra loro. Se esiste competizione libera ed equa
migliora la qualità della democrazia.
5. Libertà e uguaglianza
Rispetto dei diritti civili, politici e sociali e qualità democratica.
6. Responsività/ reattività (responsiveness)
Capacità dei leaders di soddisfare/ rispondere le richieste dell’elettorato: rischio!: interessi
del proprio elettorato versus interessi collettivi.
3/03
Le non-democrazie, regimi tradizionali e regimi autoritariQuasi l’8% della popolazione
mondiale vive in una democrazia completa. Il restante 92% no.Tipi di non-democrazie:regimi
tradizionali
–sultanati e monarchie assolute (Arabia saudita, Oman, Emirati Arabi Uniti)
–Linz e Chehabi (1998) sultanismo o sultanati: potere assoluto del sovrano (paura e
ricompense)
–Il sovrano è legibus solutus: non deve sottostare alle leggi e le sue decisioni non sono
sottoposte ad alcun organo di controllo
–La successione avviene per via ereditaria
–Non vi sono elezioni e nessuna responsabilità nei confronti dei sudditi
–Le legittimità del regime è su base patrimoniale: il sovrano è il proprietario delle risorse sul
territorio
–Sovrano ed élite al governo (familiari, gerarchie religiose, …) detengono il potere e lo
gestiscono per scopi individuali e per accrescere il potere del regno
–Polizia ed esercito sono centrali per reprimere oppositori
–Mancano mobilitazioni di massa e opposizioni organizzate Regimi autoritari (Juan Linz
1964)
Esistono diversi tipi di regimi autoritari. In generale, secondo Linz, un regime è autoritario se
rispetta queste 5 caratteristiche:
1. Sistema politico con pluralismo politico limitato e non responsabile: –Èlite al potere
(esercito, civili, religiosi, leader unico) non è responsabile di fronte ai cittadini: non
deve dare conto delle proprie azioni – Il pluralismo è limitato perchè
–Le elezioni non sono libere, eque, competitive e ricorrenti, ma sono un
appuntamento simbolico di sostegno al regime
–Esiste una coalizione dominante egemonica formata dagli attori che supportano il
regime e che emargina politicamente ogni opposizione – Sulla coalizione dominante
–È spesso anti-qualcosa (coalizione negativa), compatta per opporsi a divisioni
politiche interne, metodo anti-democratico
–Può variare se alcuni attori vengono emarginati una volta installato il regime (es.
Iran 1979, partito comunista Tudeh)
–Nel pluralismo limitato le opposizioni controllate possono essere funzionali al
regime, per dare parvenza liberale (semi opposizione, pseudo opposizione)
2. Senza una elaborata ideologia ma con mentalità caratteristiche –su quale apparato
ideologico si giustifica il regime?–Manca una ideologia totalitaria articolata sotto
forma di dottrina (regimi totalitari) ma vi sono delle mentalità, degli atteggiamenti e
valori su cui attori con interessi diversi si accordano
–Possono essere concetti ambigui, ampi come riferimenti alla nazione, alla famiglia,
all’ordine
3. ––…Senza mobilitazione politica ampia o intensa se non in alcune fasi Non c’è una
propaganda massiccia che mobilita ad un sostegno obbligato del regime La
mobilitazione avviene solo in determinate circostanze (fase iniziale, ricorrenze, crisi,
…)
–– La partecipazione politica è fortemente controllata e disincentivata (forte
de-politicizzazione della società civile)Partecipazione differisce da mobilitazione:–La
partecipazione politica avviene dal basso su scelta dell’individuo
4. –––5.––La mobilitazione avviene dall’alto ed è indirizzata dal potere, da organi
intermedi e da leaders che chiamano alla mobilitazione Con un leader o un piccolo
gruppoleader solo al comando, forte personalizzazione Potere è concentrato in una
stretta cerchia Create istituzioni nuove o adattate dal regime precedente (partito
unico, legge elettorale, …)Chi è al governo esercita il potere entro limiti formalmente
mal definiti ma prevedibiliIl leader (o gruppo) esercita il potere secondo limiti mal
definiti ma piuttosto prevedibili: non c’è certezza del diritto, forte discrezionalità del
potere
Tipi di autoritarismo:
–militare–Civile-militare–CivileElettorale–Autoritarismo militare: –Un solo attore (esercito) al
potere con un golpe–Mentalità caratteristica: ordine, sicurezza–Partecipazione limitata o
assenteFattori che facilitano i colpi di stato militari–assenza di istituzioni
consolidate–Capacità organizzativo dell’esercito e pervasività nel gestire il monopolio
dell’uso della forza–“Riportare l’ordine” in caso di crisi politica interna, bassa legittimazione
delle istituzioni democratiche, radicalizzazione dei conflitti –Appoggio all’esercito da parte di
Stato estero (USA in Iran 1953, Cile 1973, argentina 1976, …)–Tutela degli interessi delle
forze armate (potenziale minaccia interna o esterna)–Proteggere l’interesse nazionale o per
tutelare gli interessi delle classi medio-alte Fattori che limitano la riuscita di colpi di
stato–società civile forte e organizzata –Partito politico forte e
dominante–Professionalizzazione dell’esercito e accettazione del potere civile –Timore di
minare l’unità dell’esercito in caso di intervento militare Diversi tipi di autoritarismo militare (=
quale ruolo hanno i militari?)–moderatori: restano esterni al governo come gruppo di
pressione influente con diritto di veto. Obiettivo: mantenimento dello status quo–Guardiani:
controllano direttamente il governo, occupano posizioni di rilievo nella burocrazia o ruoli di
governo. Obiettivo: garantire l’ordine –Governanti: presenza capillare in tutte le strutture
politiche e burocratiche. Obiettivi di governo: trasformazione della società, creazione di un
partito unico (esercito-partito)Autoritarismo civile-militare –Attori: l’esercito è alleato con
gruppi sociali (industriali, proprietari terrieri, gerarchie religiose, …)–Mentalità: ordine,
madrepatria, sviluppo––Partecipazione limitata e controllata da sindacati cooptati dal
regime, partito unico egemonicoRegimi populisti, esercito-partito, burocratico-militare,
corporativiAutoritarismo civile (di mobilitazione)–Attori: civili –Mentalità caratteristica: più
vicina a un’ideologia (nazionalismo, islam, cristianesimo, comunismo, fascismo)–Maggiore
mobilitazione popolare con struttura organizzata in milizie e gruppi paramilitari che
reprimono le opposizioni –La mobilitazione può essere a base religiosa (Iran)Autoritarismo
elettorale–Regole e istituzioni democratiche sono regolamentate e controllate dal
regimePartiti di opposizione ammessi per dare parvenza di legittimità– – legittimano
indirettamente il regime, sono utili/funzionali al regime –Le elezioni sono manipolate, non
sono libere, eque, ricorrenti e competitive–Le opposizioni sono represse, limitate nelle loro
azioni e nella loro capacità di mobilitare la popolazione contro il regime –Presenza di
pluripartitismo (funzionale al regime)–Requisiti minimi di democrazia
insufficientiAutoritarismo chiuso:–no pluripartitismo –No elementi minimi di democrazia
4/03
Nulla
5/03
- Cambio di regime
Il cambiamento di regime avviene attraverso cambiamenti politici, economici, territoriali e di
popolazione.
Cambiamento di regime e/ o ”rivoluzione”? Non è detto che tutti i cambi di regime siano una
rivoluzione
Partecipazione popolare di che tipo?
Cambia la forma di governo e le sue istituzioni. Bidirezionale:
Da democrazia consensuale a democrazia maggioritaria (c’è comunque un cambio delle
caratteristiche del regime)
Da democrazia a autoritarismo (tutte le caratteristiche del regime autoritario sono raggiunte)
Cambio di regime quando tutte o quasi tutte le caratteristiche significative cambiano in una
direzione o nell’altra.
Non vi è un cambio di regime ma un cambiamento parziale quando una o solo poche
dimensioni cambiano: in questo caso il regime resta invariato.
- Transizione e installazione
Al cambiamento precede una fase di transizione:
-> Periodo di fluidità istituzionale: alternative contrastanti
es. Apertura a nuovi partiti politici (Pluralismo), riconosciuti diritti civili e politici
Sono abbandonate alcune caratteristiche (non tutte) chiave del precedente, senza aver
acquisito tutte le caratteristiche del nuovo regime.
Es. Siria oggi, non sappiamo ancora che regime si instaurerà, poiché le istituzioni non si
sono ancora formate del tutto.
Caratteristiche fondamentali delle transizioni
1. Livello di continuità
Forte discontinuità:
- Rottura netta con il sistema normativo e istituzionale precedente
- Evento chiave ben identificabile che fa crollare il regime (es. Colpo di stato,
abolizione partito unico, …)
- Nuovi attori alla guida dell’installazione del nuovo regime
Continuità:
- Cambiamento graduale del regime
- Alcuni membri dell’élite restano al potere e guidano la transizione al nuovo regime
- Cambiamento controllato verso la democrazia
Cambiamento graduale del regime: concessione dall’alto della democrazia da parte delle
élites: “octroyée” (Hermès, 1986)
2. Installazione si sovrappone alla transizione della democrazia e comporta:
- Riconoscimento effettivo di diritti civili e politici
- Passaggio di governo da militari a civili
- Apertura a più partiti politici e sindacati
- Adozione di norme e istituzioni democratiche che regolano il processo elettorale e i
rapporti tra potere legislativo ed esecutivo
Come avviene?
Si analizza:
Durata e ruolo della violenza?
Attori della transizione= attori della installazione?
Attori governativi/ non governativi
Attori internazionali
3. Ruolo delle opposizioni
- L’opposizione al regime autoritario determina il cambiamento attraverso lotta armata
- L’opposizione cerca di fare pressioni ma ha poca influenza
- L’opposizione si unisce ad attori internazionali che agiscono per il cambio di regime
4. Ruolo dell’esercito
- Le forze armate sconfitte o divise: cambiamento più semplice
- Le forze armate restano intatte e potrebbero tornare al potere appoggiando il nuovo
regime
5. Come si forma la coalizione che instaura il nuovo regime
- Formazione di una coalizione che include partiti e movimenti di opposizione
(pre-esistenti al regime o no) -> legittimità a più posizioni
- Avvio di “patti”, “tavole rotonde" e accordi per risolvere il conflitto e facilitare la
transizione e l’installazione del nuovo regime -> si scrivono le “regole del gioco”
norme del nuovo regime (es. Legge elettorale, diritti politici e civili
Il leader deve essere riconosciuto per poter governare e instaurare il nuovo regime.
Bisogna far finire il conflitto e riscrivere le regole.
6. Partecipazione di massa
- Intensa ed estesa attraverso forme classiche (scioperi, manifestazioni) e forme di
violenza collettiva (rivolte)
- Può esercitare pressione o influenzare le fasi di negoziazioni successive delle élites
(dimostrazione di forza e sostegno di determinati attori)
7. Installazione della democrazia
- Se successiva ad un conflitto violento o guerra civile: influenza moderatrice e
propensione al compromesso
- Può trattarsi di una di-democratizzazione se vi era una democrazia liberale
precedente al regime autoritario
-> Può influenzare la nuova transizione democratica in termini di socializzazione,
politicizzazione, leadership, continuità di organizzazioni collettive (es. Partiti politici
ricostituiti, leaders tornano dall’esilio)
L’influenza della politicizzazione precedente dipende da due fattori:
1. Durata del regime autoritario
2. Tipo do autoritarismo (grado di controllo sociale, distruzione delle precedenti identità
politiche, indebolimento società civile)
8. Ragioni del crollo
- Sconfitta militare
- Crisi economica
- Cambiamenti socio-economici che alterano base sociale di supporto al regime
- Intervento di un paese estero che impone istituzioni democratiche
L’intervento straniero deve trovare consenso nella società e negli attori dell’opposizione.
- Spaccature interne alla coalizione che sostiene il regime
9. Grado di organizzazione dell’opposizione
- Opposizione democratica più o meno organizzata con partiti pronti a riorganizzarsi
con la caduta del regime
2. Regimi ibridi
Termine coniato durante l’ultima ondata di democratizzazione per indicare casi di regimi con
componenti di autoritarismo ed elezioni (Africa, Asia e America Latina)
Diversi i termini con cui si definisce l’ambiguità dei regimi ibridi: O’ Donnell e Schmitter
(1986) “democratura” da cui altri termini come “semi-democrazia”, “democrazia illiberale”,
“semi-autoritarismo”, “autoritarismo competitivo”, “regimi misti”, “democrazia parziale”, …
In alcuni casi si tratta di regimi che hanno avviato transizione da A -> D ma comune forze
hanno impedito l’installazione democratica fermandosi ad un livello intermedio.
Es. Tunisia (slide)
Regimi in cui le istituzioni e le norme non rispecchiano la definizione minima di democrazia e
neppure le caratteristiche proprie dei regimi autoritari.
- Si caratterizzano per istituzioni stabili per un periodo di tempo -> Non si tratta di una
transizione! La transizione ha avuto come esito questa tipologia di regime
- Si tratta di autoritarismi che hanno perso alcune caratteristiche chiave e/ o che hanno
acquisito alcune istituzioni caratteristiche della democrazia
Es. Si tratta di democrazie minime in cui si riduce il rispetto dei diritti e emergono
componenti proprie dell’autoritarismo
Regime ibrido (Morlino): Un insieme di istituzioni che sono persistenti per un periodo
prolungato, sono state precedute da un regime autoritario o tradizionale e sono
caratterizzate dalla rottura di un pluralismo limitato, forme di partecipazione indipendente e
autonoma e l’assenza di almeno uno dei quattro aspetti di una definizione minima di
democrazia
10/03
Si considerano:
- Istituzioni retaggio del precedente regime e i vincoli che impediscono che si arrivi ad
DoA
- Attori decisivi “veto players” che mantengono il regime in uno stato di ambiguità
(partito politico, potenza straniera, sovrano tradizionale, esercito, gerarchie religiose,
leader autocratico, …) senza riuscire ad eliminarne le forze pro democrazia
Criterio: Motivi che impediscono il cambio di regime -> D/A
Caratteristiche:
1. Processo elettorale (pluralismo politico, partecipazione, libertà di espressione e di
partecipazione)
2. Funzionamento dello stato (istituzioni dello stato stabili)
3. Stato di diritto (corruzione limitata, sistema giudiziario indipendente, burocrazia
efficiente)
Modelli di regimi ibridi
Criterio del processo elettorale:
1. Democrazia limitata:
Suffragio universale, procedure elettorale formalmente corrette, sistema multipartitico ma
diritti civili sono limitati e repressi dalle forze di polizia. Non vi è una opposizione efficace e i
media sono controllati -> Manca una efficace garanzia dei diritti pur essendoci istituzioni
formali
2. Democrazia protetta
Alcuni attori pongono dei limiti all’espressione effettiva del voto, le relazioni sono sono libere
e l’opposizione è controllata -> Es. Si proibisce ad alcuni partiti di competere
Criterio del funzionamento dello stato
Democrazia senza legge/ democrazia senza stato
Lo stato non è in grado di funzionare correttamente, non ci sono istituzioni statali funzionanti,
vige illegalità diffusa, assenza di stato di diritto e burocrazia inefficiente
Criterio dello stato di diritto
Quasi democrazie/ Pseudo-democrazie
Regimi in cui vi sono una forte illegalità e vincoli alla effettiva garanzia di diritti: sono di fatto
regimi autoritari
- Parlamento
Pesi e contrappesi per garantire l’equilibrio tra funzioni e tre poteri nelle democrazie
1. Funzione legislativa: processo decisionale (potere legislativo
2. Funzione esecutiva (potere esecutivo)
3. Funzione di controllo giurisdizionale (potere giudiziario)
Il potere legislativo ed esecutivo hanno funzione di rappresentanza.
Il potere giudiziario ha funzione di controllo.
Funzione di rappresentanza
E’ propria dei governi e dei parlamenti e indica l’agire nell’interesse dei rappresentanti ->
Come?
La rappresentanza politica -> Interessi della collettività tramite fiduciari che agiscono
secondo virtù civiche
La rappresentanza privata -> Interessi dei singoli/ gruppi tramite delegati (es. Avvocato/
assistito)
Paradosso della rappresentanza
Nella rappresentanza politica il rappresentante esercita la rappresentanza in modo
indipendente, con discrezionalità e giudizio
Paradosso: Potere dei cittadini o dei rappresentanti?
Vincolo di mandato (o mandato imperativo) -> Gli eletti sono direttamente responsabili nei
confronti degli elettori e possono essere revocati anche in corso del loro mandato se si
distanziano dal programma politico rappresentato
Il vincolo di mandato è vietato in molte democrazie -> Dal 2004 il Consiglio di Europa lo
ritiene inaccettabile per uno stato democratico
Era vigente in alcune repubbliche socialiste e nella Comune di Parigi del 1871 (Marx
"Espressione embrionale della dittatura del proletariato”)
Oggi il divieto di vincolo di mandato implica che gli eletti ricevono un mandato generale dagli
elettori che è senza alcun Vincolo giuridico (non può essere revocato). Si assicura così la
libertà di espressione dei parlamentari
-> Le elezioni successive sono il metro con cui verrà giudicato l’operato dei rappresentanti
che hanno come unico vincolo la responsabilità politica
Costituzione italiana: art.67 Ogni membro del Parlamento rappresenta la nazione ed esercita
le sue funzioni senza vincolo di mandato
I parlamenti hanno l’obbligo di aderire ad un Gruppo Parlamentare (gruppo in parlamento
con linea politica da perseguire) e possono cambiare gruppo
Proposte di revoca del divieti di vincolo di mandato
Parlamenti
Assemblee di rappresentanti eletti che formano un corpo politico chiamato a discutere e
legittimare decisioni su questioni che riguardano la comunità in generale
- Istituzione collegiale permanente (membri eletti ogni 4/ 5 anni)
- Si basa sul principio rappresentativo
- Pluralismo interno secondo le linee di partiti politici
I parlamenti si riconoscono nell'istituto democratico per essere:
- Rappresentativi (delle forze politiche elette democraticamente)
- Trasparenti (nello svolgimento delle loro attività, Canali TV, live)
- Accessibili (coinvolgimento della società civile nel loro agire)
- Responsabili (nei confronti dell’elettorato per azioni e condotta)
Funzioni parlamentari
Tre principali funzioni:
1. Rappresentativa
Svolta dai singoli rappresentanti o gruppi attraverso i partiti in parlamento non è da
intendersi come rappresentativa della società (gruppi etnici, religiosi) anche se possono
essere incluse quote (es. Quote rosa per le donne)
Come?
- Interpellanze: domande che sollecitano chiarimenti sui motivi dell'azione politica del
Governo
- Interrogazioni (scritte o orali) domande che i parlamentari rivolgono al Governo per
avere informazioni su fatti specifici, sul funzionamento di alcune politiche o per
migliorare la trasparenza dei procedure
2. Funzione di monitoraggio e controllo (del governo)
Nelle democrazie parlamentari (parlamento elegge con voto di fiducia il governo e può farlo
cadere) è una funzione chiave
Casi di Germania e Spagna: “sfiducia costruttiva” Parlamento vota con la sfiducia solo se vi
è una maggioranza alternativa per nuovo governo. Maggiore stabilità dei governi
Nelle democrazie presidenziali (capo del governo è eletto dai cittadini)
Il controllo dell’opposizione sulle attività legislative della maggioranza è fondamentale
Come avviene?
- Interrogazioni in cui rispondo ministri
- Dibattiti in aula
- Ruolo di controllo dei media
3. Funzione legislativa
Nelle democrazie parlamentari funzione spesso svolta dal parlamento (75% delle proposte
di legge è di iniziative governative). Il parlamento propone emendamenti
-> Può esserci una fusione dei poteri se vi è stretta relazione tra parlamento e governo nelle
attività legislative: in questo caso aumenta ruolo di controllo di magistratura e media
Nelle democrazie presidenziali con separazione di poteri se il Presidente non può contare su
maggioranza in Parlamento può esserci uno stallo decisionale
11/03
Quali relazioni tra le camere? Come si strutturano i lavori?
Numero di camere,chi rappresentano, tipi di elezione …
Monocamerali: una camera
Bicamerale: due camere
(“Bassa” deputati, “alta” senato)
Ad oggi 106 monocamerali e 81 bicamerali, 6 stati con camere sospese
Es. Algeria (slide) Quote riservare ai giovani
- Tipi di bicameralismo
Si definiscono in base a:
-Base rappresentativa (congruente o incongruente)
-Poteri attribuiti (simmetrico o asimmetrico)
Interpretazioni della rappresentanza ugualmente forti tre le due camere? Si guarda se vi è
forza maggiore o minore del principio rappresentativo su cui si basa su a delle due camere.
Simmetrico -> Camere stesse poteri ed eletti in modo simile,
Bicameralismo ridondante -> Attribuzione di simili poteri alle due camere
Asimmetrico -> Camere con poteri e funzioni diverse
Debole -> Base di rappresentanza diversa (del partito e del territorio)
Funzionale -> Funzioni differenti ma la rappresentanza è identica (stesso tipo di legge
elettorale)
-> Nella maggior parte dei casi è debole con supremazia della camera bassa
Bicameralismo forte: assemblee con base rappresentativa diversa e poteri simmetrici
Bicameralismo debole: assemblee con base rappresentativa diversa e poteri asimmetrici
Stessa Base rappresentativa ma quali poteri?
Bicameralismo ridondante (fortissimo): assemblee ugualmente rappresentative e eguali
poteri
Bicameralismo funzionale (debolissimo): assemblee ugualmente rappresentative e poteri
differenti
Caso italiano:
N.B.
Il termine bicameralismo perfetto indica il caso di camere che hanno assoluta partità di poteri
e perseguono gli stessi procedimenti legislativi
Dal 2022:
Ruolo delle commissioni in parlamento e dei partiti:
- Commissioni più o meno specializzate con membri stabili
- Tipo di leadership
- Controllo dell’Ordine del Giorno
- Rapporto con i gruppi di interesse
Es. Ruolo dei gruppi di interesse nel Congresso USA
Leaders di partito più o meno influenti
Lealtà alla linea di partito da parte dei membri
Tipi di commissioni:
- Inchiesta
- Con funzioni legislative
- Commissioni speciali
- Potere esecutivo
Governo: Indica le attività formali di indirizzo e guida e le autorità che svolgono tali ruoli. E’
composto da istituzioni che hanno la responsabilità di rendere decisioni collettive.
Governance: L’attività che consiste nel prendere le decisioni collettive. Processi e le
interazioni individuali e collettive, formali e informali dei governi con organizzazioni non
governative (ONG), movimenti sociali, gruppi di interesse
-> Queste interazioni prevedono un coordinamento tra settore pubblico e privato sotto forma
di network politici su questioni specifiche (es la “governance delle migrazioni”, …)
Funzioni dell’esecutivo:
1. Iniziativa politica
I progetti di legge sono redatti dagli uffici dell’esecutivo e inviati al Parlamento per
l’approvazione
2. Poteri regolari
Trasformano le leggi approvate in regolamenti attuativi per renderli operativi. Questa fase di
attuazione compete ai ministeri
3. Coordinamento
Tra i ministeri e le istituzioni della burocrazia
Tipi di governo
Criterio I: Se l’esecutivo è eletto direttamente o nominato dal parlamento a seguito di un voto
di fiducia
- Governi monocratici eletti
Democrazia presidenziale/ governo presidenziale
● Elezione diretta del presidente che diritte il governo e ne nomina i componenti
● Il presidente è capo dello stato
● Incompatibili incarichi di governo con ruolo di parlamentare
(Foto slide)
- Governi monocratici nominati:
Democrazia parlamentare/ governo parlamentare
● Parlamento accorda o revoca la fiducia del governo (file con le slide)
● Parlamento elegge capo dello stato
● Gli incarichi di governo possono essere compatibili con quello di deputato o senatore
(Foto slide)
Criterio 2: Relazioni all’interno del governo: Chi governa?
Governi collettivi: La politica scaturisce dalle riunioni di governo senza ruolo preminente del/
la premier (Finlandia)
Governi ministeriali: singoli ministri operano in relativa autonomia dietro indicazioni del/ la
premier che è primus inter pares (Italia)
Governi del primo ministro: il/ la premier è la figura dominante che gestisce i singoli ministri
(Germania)
-> In situazioni di crisi economica o politico-sociale
Tecnocratici: ministri scelti per la loro esperienza e competenza non per appartenenza a un
partito politico
Governi tecnici e tecnico-politici in Italia:
- Ciampi ex Governatore Banca d’Italia (1993-1994)
- Dini ex Governatore Banca d’Italia (1995-1996)
- Monti ex Commissario Europeo (2011-2012)
- Draghi ex Presidente della Banca Centrale Europea (2021-2022)
Sono state approvate molte misure importanti con questi governi.
Criterio 3: Quanti partiti sostengono il governo e se i partiti che lo sostengono hanno o no la
maggioranza
- Governo di maggioranza (a partito unico)
- Governo di minoranza (di coalizione) (2 o più partiti)
Coalizioni sovradimensionate: di numero superiore a quello necessario per la maggioranza
parlamentare
Coalizioni minime vincenti: del numero minimo necessario per raggiungere maggioranza
parlamentare
Coalizioni minoritarie: i partiti che sostengono il governo non hanno maggioranza
parlamentare
Le coalizioni sovradimensionate si trovano:
- In caso di crisi o post.-crisi, “governi di unità nazionale”, di grande coalizione
- Post transizioni democratiche per avviare mediazione dopo fase di conflitto
In caso di governo di minoranza, il governo deve cercare voti in parlamento per ogni singola
proposta di legge.
La frammentazione del sistema partitico influisce sul tipo di governo. Maggiore è il numero di
partiti, minore è la probabilità di avere un governo monopartitico e con coalizione minima
vincente.
- La partitocrazia (party government)
I partiti e i leaders di partito sono i principali attori nel processo decisionale
- Partiti reclutati dai partiti e responsabili nei confronti del partito
- Decisioni prese dal leaders di partito
- Politiche decise dai partiti durante le campagne elettorali
- Partiti di governo coesi
- Voti per gruppi di partito in parlamento
Leaders hanno potere clientelare attraverso nomine più leali in posizioni di rilievo
-> Partitocrazia, un fattore della crisi della democrazia
- La magistratura
Nelle democrazie può esserci fusione di poteri tra il potere legislativo ed esecutivo ma la
separazione resta netta tra esecutivo/ legislativo e giudiziario
Nei regimi non democratici, la magistratura non è autonoma e non vi è alcuna separazione
tra potere esecutivo e potere giudiziario.
La magistratura è un fattore determinante per analizzare diverse tipologie di regime e la loro
transizione.
Si considerano due tipi di funzioni principali:
1. Controllo del potere legislativo ed esecutivo
-> Se rispettano leggi e la Costituzione
2. Risoluzione dei conflitti in cui sono coinvolte le autorità pubbliche in modo imparziale
affinché sia garantita piena indipendenza delle Corti
12/03
- Politiche pubbliche
Il sistema politico include tre facce della politica
Polity: identità e confini di un singolo sistema politico (cosa tiene insieme la comunità
politica: territorio, istituzioni, aspetti socio-culturali)
Politics: i processi all’interno del sistema politico (chi governa e come)
Policy: decisioni su aree specifiche
Definire le politiche pubbliche (policy)
E’ una linea di azione (non una singola decisione, ma un insieme di decisioni collegate dalle
interazioni degli attori politici finalizzate a risolvere un problema che è entrato nell’agenda
politica
La politica è “pubblica” perché colpisce direttamente o indirettamente una collettività, viene
attuata da autorità pubbliche e funzionari pubblici
Permette che alcuni riferimenti normativi siano tradotti in azione
Come e perchè soltanto alcuni problemi entrano nell’agenda politica?
es. Fino? Disoccupazione giovanile? Calo demografico? Crisi climatica? Consumo di alcool?
Senza fissa dimora?
Chi controlla l’agenda politica?
Come vengono “filtrati“ gli inputs in arrivo
- Le fasi del ciclo delle politiche
I Fase: Come una questione entra nell’agenda politica
Una questione si costruisce come “problema”
- Per cause esterne (crisi economica, flussi migratori)
- Perché introdotto come problema da un leader politico (es. Sicurezza, lotta, evasione
fiscale)
Fase iniziale è importante perché informa su chi ha definito il problema e perchè in quel
determinato momento
II Fase: Formulazione e preparazione della politica
Si formulano le alternative e le soluzioni dando avvio ad uno scontro tra interessi divergenti
- Quali alternative sono proposte e quali escluse
- Quali interessi vengono tutelati e quali no
- Conflitti tra interessi diversi può portare a fasi di stallo
Il successo di una proposta dipende dall’apertura di una “finestra di opportunità politica” un
momento cruciale in cui l’azione si velocizza e in cui imprenditori di policy agiscono per
convincere vertici politici che il problema è rilevante e serve un intervento tempestivo
III Fase: Fase decisionale
Attori formali (governo, parlamento, burocrazia) e attori informali (interessi colpiti dalla
misura, associazion) vengono coinvolti a diversi livelli (nazionale, locale, internazionale)
E’ questo il processo di governance
Contrattazione
- Compromesso per arrivare a decisioni
Definizione di Governance: attività che consiste nel prendere decisioni collettive. Processi e
interazioni individuali e collettive, formali e informali dei governi con organizzazioni non
governative, movimenti sociali, gruppi di interesse
IV Fase: Implementazione
Viene adottata la decisione e la burocrazia affina il modo in cui sarà eseguita
V Fase: Valutazione della politica
Di una politica si valutano:
OUTPUTS: cosa è stato prodotto (es. 100 centri per l’impiego?)
ESITI: cosa si è ottenuto (es. Aumento occupazione giovanile?)
VI Fase: Continuazione, Ridefinizione o Conclusione
Si decide se continuare, modificare o porre termine ad una politica
Spesso si segue il percorso “Path dependance” e una volta avviata si continua con la stessa
o con modifiche minime
Questo fino a quando non ci saranno nuove congiunte critiche e si apriranno nuove “finestre
di opportunità”
- Classificazione delle politiche pubbliche
In base ai livelli (nazionale, locale, regionale, UE, …)
In base agli ambiti di policy
-> nuovi temi possono essere inseriti
es. Welfare e politiche sociali 1960-1970
o tolti dall’agenda politica
crisi petrolifera anni ‘70 e inizio politiche di pareggio di bilancio e che riduce intervento
pubblico 1980
● Politiche procedurali: stabiliscono regole e processi attraverso cui le politiche sono
attuate
● Politiche sostanziali: regolano ambiti specifici (es. Sanità, istruzione)
Alcune politiche possono essere procedurali e sostanziali
Criterio I: Theodore Lowi (1972)
In base all’applicazione delle politiche e possibili sanzioni
Due criteri:
- Probabilità della coercizione (ci sono sanzioni? Sono immediate?)
- Applicabilità della coercizione (sanzioni colpiscono individui? O l’ambiente di
condotta?)
Individua tre tipi di politiche in base a questi criteri:
● Politiche distributive: Assegnano servizi o benefici a individui/ gruppi senza alcune o
poche sanzioni (es. Politica economica, istruzione)
● Politiche regolative: Politiche procedurali che impongono restrizioni o sanzioni sul
comportamento di individui o gruppi mirate a proteggere l’interesse pubblico generale
(es. Politiche ambientali)
● Politiche costitutive: Procedurali e riguardano la riorganizzazione di istituzioni e alle
regole formali (es. Revisione legge elettorale)
● Politiche redistributive: Politica sostanziale, sposta l’allocazione della ricchezza e del
reddito a favore delle classi inferiori o delle persone più povere (es. Tassa
progressiva sul reddito)
-> Sono politiche redistributive tutte le politiche di welfare volte a migliorare il
benessere collettivo.
Le politiche possono essere al contempo distributive e regolative
Criterio 2: James Wilson 1972
In base ai costi e benefici di ogni politica.
Costi e benefici possono essere dispersi o concentrati su piccoli gruppi sociali
● Politiche maggioritarie: Costi e benefici sono divisi tra ampi settori della società
● Politiche dei gruppi di interesse: Regolamenti premiano un piccolo gruppo a spese di
un alto e la società in generale non è coinvolta
● Politiche imprenditoriali: I benefici sono generalizzati ma di piccola entità e i costi
ricadono su un piccolo gruppo. Serve abile capacità imprenditoriale per fare
accettare i costi solo ad una piccola parte
-> Si possono formare movimenti di protesta es. Locale NIMBY
● Politiche orientate al cliente (clientelari): Costi sono dispersi nella società ma i
benefici solo a piccoli gruppi ben organizzati. Costi dispersi, non c’è molta
opposizione ma si manifesta il conflitto se si premiano sempre stessi gruppi
- Modelli di policy making
Incrementale (Lindblom 1959): Politica diretta ad un problema, viene testata e modificata
con aggiustamenti continui incrementali procedendo per tentativi ed errori
Bidone della spazzatura (March e Olsen 1972): Problemi da affrontare, soluzioni possibili,
scelte disponibili e partecipanti al processo non sono in comunicazione costante e si
spostano da un'opzione all’altra (scartando o scegliendo soluzioni)
17/03
18/03
Cultura civica e democrazia
Almond e Verba: partecipazione politica nelle democrazie
Modello di “cultura civica”: atteggiamenti utili al compromesso negoziati e fiducia nelle
istituzioni
Forme della partecipazione classica e di routine:
1. Tenersi informati
2. Votare
3. Mobilitarsi per una campagna elettorale o un’azione collettiva
4. Essere attivista regolare in un partito o movimento politico
5. Candidarsi alle elezioni politiche
Milbrath e Goel: partecipazione politica convenzionale negli USA 3 gruppi cittadini:
- Gladiatori (5-7%): impegnati nella lotta politica come militanti
- Spettatori: (60%): osservano il contesto ma raramente partecipano se non con il voto
- Apatici (33%): non prendono parte a forme convenzionali di partecipazione politica
- Partiti politici
Max Weber: Designano associazioni l’appartenenza alle quali è libera e il cui fine è
assicurare ai suoi leader una posizione di potenza all’interno di una comunità e ai suoi
membri vantaggi materiali
Giovanni Sartori: Qualsiasi gruppo politico identificato con etichetta ufficiale che si presenta
alle elezioni ed è capace di allocare candidati alle cariche pubbliche
Elementi distintivi:
1. Cercano di esercitare potere in un sistema politico e assumerne la leadership
(diverso dai gruppi d’interesse)
2. Perseguono benefici ideali o materiali per i loro membri e tentano di mobilitare
membri e sostenitori
3. Formano organizzazioni più o meno permanenti con struttura definitiva (diverso dai
movimenti sociali)
Maurice Duverger distingue tra:
- Partiti formati "internamente": gruppi interni al Parlamento
- Partiti formati “esternamente”: da fase di istituzionalizzazione di movimenti sociali
I “Cleavages”, fratture sociali, di Lipset e Rokkan (Chiesa/ Stato, centro/ periferia, capitale/
lavoro) si erano “congelate” in partiti politici stabilì fino agli anno Settanta
-> In seguito “scongelamento” con emergere di nuovi problemi sociali e nuove fratture
post-materiali, anti-sistema e forte disallineamento degli elettori maggiore volatilità)
Es. Da movimenti verdi a partiti verdi
Funzioni elettorali:
- Nomination elettorale: designare i cittadini che devono rappresentarli nella campagna
elettorale (reclutamento, primarie)
- Mobilitazione elettorale: convincere i cittadini a partecipare alle elezioni e a votare
per i loro candidati
- Strutturazione delle problematiche: decidere la linea politica in merito a determinati
problemi sociali e le alternative politiche possibili
● Funzioni di rappresentanza= Rappresentanza sociale di gruppi e strati sociali
rappresentati dal partito e dai candidati (ascolto elaborazione richieste, problemi
sociali e alternative)
● Funzione di aggregazione degli interessi= Uniscono e aggregano interessi diversi
(es. Partito pigliatutto con più interessi da articolare e aggregare in fase di proposte)
● Formazione e sostegno a governi (soprattutto governi parlamentari)
● Integrazione sociale= Permettono ai cittadini di partecipare efficacemente al
processo politico
- Modelli di comportamento partitico
1. Ottenimento dei voti: massimizzazione voti, necessario per
2. Ottenimento di cariche: ottenere potere nel sistema politico e
3. Perseguimento di politiche: raggiungere obiettivi specifici
- Tipi di partito
● Partiti dei notabili: poco strutturati (1800), aristocratici e alta borghesia in Parlamento,
partecipazione solo convenzionale
● Partito di massa: risultato di movimenti sociali, organizzazione centralizzata a base
solida, coordina la partecipazione politica e forte funzione di integrazione sociale fino
al 1970
Robert Michels: “Legge ferrea dell’oligarchia”
”Chi dice organizzazione dice oligarchia” -> vi è una tendenza per cui tutti i partiti, anche
quelli di massa, finiscono per essere dominati da élites e diventare partiti di quadri
● Partito pigliatutto (catch all party): orientato a politiche intermedie e al centro,
allontanato dalle classi di riferimento
● Partito elettorale professionale: non è di massa, enfasi su leadership personale,
questioni politiche specifiche, flessibilità strategica, competenze marketing politico
● Partito di cartello: al potere da lungo tempo, connesso con lo stato, collusione e
metodi clientelistici
- Sistemi di partito
Indica il numero di partiti in Parlamento
Criterio: Potenziale di ricatto e livello di polarizzazione
Monopartitici:
- Partito unico
- Partito egemonico (opposizioni non possono competere)
- Partito predominante (opposizioni non riescono ad essere alternative)
Bipartitici:
- Due partiti competono per maggioranza assoluta e uno dei due ottiene la
maggioranza e governa da solo
Multipartitici:
- Pluralismo moderato: max 5 partiti, poca polarizzazione ideologica e governi di
coalizione, sistema bipolare con forze centripete (verso il centro, per governare)
- Pluralismo polarizzato: oltre 5 partiti, forte polarizzazione ideologica, forze
antisistema, opposizione bilaterali che si escludono a vicenda, tendenze centrifughe
(verso le ali stremo), pensiero ideologico, centro occupato da partito di governo,
opposizioni anti-sistema e scarsa responsabilità democratica
19/03
24/03
- Comportamento elettorale
Interessi individuali: il partito che rappresenta i propri interessi (materiali e non)
Interessi possono essere incrociati (Es. Operai cattolici)
Voto retrospettivo: si vota considerando cosa ha fatto (o no) il governo precedente
Negli ultimi decenni aumento della volatilità elettorale: elettori la cui preferenza in termini di
partito cambia da un’elezione all’altra
-> segno di indebolimento dei legami tra partiti ed elettori e rafforzamento del ruolo del
leader del partito
Volatilità in Italia
Pre anni ‘80 bassa -> picco nel ‘94 (seconda repubblica -> alcuni partiti scompaiono e ne
nascono di nuovi) e nel 2013 (emergere dei 5 stelle)
- Comunicazione politica, opinione pubblica e media
Tre attori nel sistema della comunicazione politica: politici, media e cittadini
”Fonti di informazione diverse e alternative” nella definizione minima di democrazia
- Permette formulazione opinioni autonome
- Riporta la responsabilità elettorale dei candidati e informa sulla responsabilità
interistituzionale
- Permette una valutazione critica degli atti di governo e istituzioni
Comunicazione politica: Indica uno scambio di contenuti “politici” relativi a questioni
pubbliche che riguardano cittadini e non cittadini che vivono in un dato territorio
Comunicazione politica -> E’ sempre conflittuale: obiettivo di modificare le convinzioni dei
cittadini attraverso simboli, valori, emozioni
Diverso dalla propaganda: dall’alto verso il basso, dall’attore politico per influenzare valori e
atteggiamenti dei cittadini
Media: sono un mezzo di informazione e attori che manipolano l’informazione
Due tipi di comunicazione politica:
- Comunicazione istituzionale: espressione delle istituzioni e non delle persone che
ricoprono i vari uffici
- Comunicazione non istituzionale: soggetti politici, partiti, leader, movimenti, gruppi di
pressione, che, rappresentati o meno nelle istituzioni, competono e interagiscono tra
di loro -> più presente
Dove avviene la comunicazione politica
Contesto e regole della democrazia:
Libero scambio di risorse simboliche per la conquista del potere, la dialettica tra le parti,
sono possibili solo in un contesto di libertà e di non coercizione
“Spazio pubblico” e “sfera pubblica borghese” (nasce dai salotti borghesi) (Habermas 1962)
il pubblico dei cittadini è il depositario delle strutture e dei processi della democrazia, del
controllo e della gestione del potere, della rappresentanza della volontà popolare, della
discussione e dell’opinione pubblica, della pubblicità
Ruolo politico dei media in democrazia
Attore autonomo (può rappresentare un gruppo di interesse o élite)
- Influenzare leadership di un partito
- Influenzare processi decisionali
- Suggerire ai cittadini come votare
Attore (quasi) neutrale
- Fornire informazioni su ciò che accada in politica
- Aiutare a comprendere ciò che accade a livello nazionale e internazionale
- Dare spazio ad opinioni diverse
Media e campagne elettorali
Frammentazione
- Comunicazione politica (TV, internet)
- Opinione pubblica (temi e tipi di informazione diversi)
-> minore identificazione in un partito e maggiore volatilità elettorale
Professionalizzazione
Consulenti, media managers, sondaggisti, necessari per partiti e leaders durante le
campagne elettorali diventano fondamentali in caso di “campagne elettorali permanenti”, per
una comunicazione efficace e mantenere l’attenzione sui leaders
Personalizzazione della politica -> scomparsa di forti ideologie al centro dei partiti, emergono
i leaders, ricerca di volti e di messaggi nuovi
Presidenzializzazione -> Rafforzamento ruolo delle autorità elette, personalizzazione forte
del leader
Marketing elettorale -> Campagne elettorali in cui il candidato è un bene in vendita e
l’elettore è il consumatore, strategie di marketing basate su sondaggi continui e risorse in
comunicazione
I leader cercano di scavalcare partiti e media e di raggiungere direttamente gli elettori.
Caratteristica del “populismo”: relazioni dirette tra il “popolo” e il leader che pretende di
incarnare idee e sensazioni senza alcuna mediazione delle istituzioni democratiche (o
media)
Ridotto il ruolo dei partiti politici nella comunicazione: focus sui leader.
La politica è “mediatizzata” dipendente dai media (TV, internet) e ne viene modellata.
31/03
- Scheda di sintesi
E’ il profilo di un paese.
Punto di partenza per la comparazione, necessario ma non sufficiente
”Fiche tecniche” che serve ed è aggiornata costantemente nelle Direzioni di ministeri,
multinazionali, giornali
Primo passaggio: Scelta di uno stato (elenco su Moodle)
La scheda è composta da due parti:
- Indicatori comuni
- Parte libera, personalizzabile, restando nei limiti (da 1 a 3 pagine in totale)
Ma non bastano i dati statistici
Ci servirà contestualizzare e storicizzare brevemente i dati:
- E’ sempre stato così quel valore?
- Quando e come è migliorato/ peggiorato?
Per farlo occorrerà individuare alcune letture specifiche per il singolo caso studio che
serviranno da corredo ai dati stessi e ci permetteranno di iscrivere dinamiche e
caratteristiche di quel paese su scala temporale e geografica.
-> Paragrafi esplicativi (sintetici)
Ci sono delle tensioni tra stati? Guerre?
Si possono inserire dati e grafici citando la fonte.
Le letture utili per elaborare il quadro sintetico vanno citate alla fine (non conta nelle tre
pagine).
In rosso gli indicatori
Data.wordbank.org -> Vedere tasso di crescita della popolazione
Tasso di crescita variabile in relazione a:
- Fascia di reddito
- Regime politico
- Livello di diseguaglianza
Fascia di reddito e diseguaglianze
World inequality report 2022 (wid.world)
A quanto ammontano le ricchezze pubbliche e quelle private
Indice di sviluppo umano (HDI)
1990 Indice delle Nazioni Unite
Il livello di sviluppo non solo legato alla crescita economica
Misura livelli di:
- Longevità: aspettativa di vita
- Istruzione: anni di scolarizzazione
- Reddito: Reddito Nazionale Lordo pro capite (GNI)
Valore da 0 a 1
Human Development insights (sito)
World Bank open group
hdr.undp.org
1/04
Il regime politico (ed eventuale cambio di regime)= Istituzioni e forma di governo
Tipo di regime: misurare il tipo di democrazia
Variaties of democracy
Liberal Democracy Index: Report annuale
Analisi e misurazioni di singole variabili (es.libere elezioni)
Cambi di regime/ transizioni democratiche
Mappe e grafici a più variabili
HTTP://v-dem-net/graphing/graphing-tools/
Sito web: https://v-dem.net
Valori da 0-1 livello di democrazia liberale (1 max)
Economist intelligence unit
Previsioni, ricerche accademiche del gruppo Economist.
Dal 2006, “Democracy index” (livello di democrazia) basato su:
1. Electoral process and pluralism
2. Functioning of government
3. Political participation
4. Political culture
5. Civil liberties
Sito web: https://www.eiu.com
Freedom House (US, 1941)
”Libertà fiorisce in contesti democratici”
Distinzione: Free, Partially free, not free
Report “Freedom in the world” tiene conto di:
- Processo elettorale
- Pluralismo e partecipazione politica
- Funzionamento del governo
- Libertà di espressione, di associazione
- Rapporti tra potere giudiziario e governo
- Diritti individuali
Sito web: https://freedomhouse.org/
LIbertà di stampa -> Indicatore spia regimi autoritari
Limitata nel nome di una stabilità sociale e sicurezza nazionale da proteggere: stampa libera
come “oggetto di discordia e disgregazione”
Considerata come “Occidentale”
Controllo necessario su costumi e morale
Freedom House Report
https://rsf.org/en
Indice percepito di corruzione
Dal 1995
Indice di corruzione e ingiustizia
Promuovere trasparenza
Caratteristica dei sistemi democratici
Report annuale
Global Corruption Barometer
https://www.trasparency.org/en/cpi/2024
Indice di fragilità
Indicatori sociali, politici ed economici
Report annuali
Casi studio
- Democratizzazione
Principale fenomeno politico negli ultimi decenni
Su scala mondiale
Huntington (1991) Tre “ondate” di democratizzazione 1828-1926, 1943-1962, 1974-oggi
Questo processo non va inteso in una prospettiva evoluzionista, ma avviene a più stadi e a
più riprese “o ondate”
La crisi della democrazia
Negli ultimi decenni cambi di regime
Democrazia -> Regimi ibridi
”Crisi della democrazia”?
Le democrazie perdono caratteristiche minime
Si riduce la legittimità delle istituzioni e la qualità della democrazia
La democrazia sembra perdere capacità attrattiva
Disinformazione e polarizzazione tossica si rafforzano le transizioni verso regimi autoritari
Quali indicatori segnalano democrazie in declino (2014-24)?
- Repressione della società civile
- Censura dei media
- Componenti chiave per una definizione minima di democrazia
2/04
7/04
L’appropriazione da parte di società non occidentali di temi e istituzioni tipiche della
modernità occidentale (lo stato nazione moderno, l’economia di mercato capitalista) porta a
forme di selezione, reinterpretazione, riformulazione e rigetto)
Anche attori che articolano temi antimoderni hanno caratteristiche moderne.
Le società musulmane e l'Occidente come grande “altro”.
Mitizzazione di entrambe le categorie come monolitiche.
Anni ‘50/ ‘60 Modernità e processo di modernizzazione con valenza normativa: legato al
paradigma della democratizzazione
Area studies- Middle East and North Africa (MENA)
- Nascono durante la guerra fredda
- Definite unità geografiche distinte
- La modernizzazione avrebbe trasformato società tradizionali in società moderne
1989-2008? Washington Consensus
Ricette neoliberiste di FMI e Banca Mondiale per uscire da povertà e sottosviluppo.
Liberalizzazione finanziaria, privatizzazione imprese di stato, liberalizzazione del commercio,
deregolamentazione della concorrenza
- Aumento indebitamento
- Impoverimento popolazione
- Aumento diseguaglianze
- Dipendenza dei paesi poveri da prestiti esteri
Teorie evoluzioniste sulla modernizzazione e democratizzazione incentrate sul modello
europeo e americano in un’ottica neocoloniale e orientalista.
Orientalismo (Edward Said 1978)
- L’Oriente come astrazione mentale, opposto all’Occidente
- Visione stereotipata, romantica e sovente razzista
- Oriente “esotico”
- Termine con cui si descrive tutto ciò che è “altro” inconciliabile
- Concetto ripreso dai “Postcolonial studies” per indicare come il colonialismo abbia
forgiato una mentalità orientalista
Da “Terzo Mondo” e “Terzomondismo”: anni ‘50
Primo mondo USA, secondo URSS, Terzo mondo: tutto il resto.
Definì in base a livelli di reddito situazioni di povertà -> Paesi poveri
Limiti: occidentalocentrica e non considerava come lo sviluppo del primo mondo fosse
avvenuto con le risorse del Terzo.
I paesi poveri devono essere “salvati” dai paesi ricchi?
A “Paesi in via di sviluppo”
Limiti: società occidentale come idealtipi desiderabili, riprende il contestato paradigma della
modernizzazione
”Sud Globale”
Non definisce le caratteristiche proprie dei Paesi che si vorrebbe includere
”Minority world” e “Majority World” ad indicare il privilegio dei Paesi Sviluppati e la condizione
di povertà della maggioranza dei Paesi del mondo
“Where is the middle east”?
Il medio oriente come regione strategica post Guerra fredda
- Il medio oriente “arabo” unità araba come strategia di sicurezza dei paesi della
regione
- Il medio oriente “musulmano” e l’invenzione del “mondo musulmano”, attori islamisti
trasnazionali
- Il medio oriente “mediterraneo” e i civici i interessi dell’UE
- Lo stato nel mondo arabo
Processo di modernizzazione non porta a democratizzazione: eccezionalissimo
Democrazie non effettive, “a bassa intensità”, con istituzioni instabili, poco solide
Democrazia vs tradizioni
Anni ‘90
Nuova ondata di orientalismo e interessi dell’Occidente nell’area confermata dei regimi in
essere (status quo).
Le democrazie a bassa intensità o regimi autoritari sono sostenuti se garantiscono accordi
finanziari.
Lo stato nazione moderno è da considerarsi “superato” con la presenza di regioni e territori
parzialmente autonomi, secessionisti e attori che non godono del monopolio del controllo
della violenza legittima.
Spesso però, questi attori non statali tendono a “imitare” lo stato e le istituzioni, servizi più
che a superare.
”Fragilità” data da basi clientelari, con violenza degli apparati di polizia per nascondere
incapacità redistributiva e di legittimazione.
Ruolo della religione (Islam) come possibile ostacolo al secolarismo.
Nell’Ottocento “Rinascimento arabo”, (Nahdah) risveglio ideologico, politico e sociale,
letterario, avvio del modernismo del mondo arabo-musulmano.
Rinascita araba che si concluse con la fine della prima guerra mondiale: Nazionalismo come
separato dall’Islam.
Colonialismo e “rivoluzioni culturali dall’alto” da parte di élites europeizzate, provoca
distorsioni culturali come urbanizzazione senza industrializzazione, secolarizzazione senza
scientizzazione.
Contrapposizione tra movimenti islamisti e élite politiche che si ponevano come eredi del
nazionalismo arabo.
Utilizzo dell’Islam come risorsa politica contro la colonizzazione ma anche per “laicizzare” la
religione stessa con la creazione di una “Islam di Stato” (Egitto, Tunisia, Turchia).
8/04
- Democrazia illiberale
Equivale alla democrazia elettorale.
I governi eletti non garantiscono diritti individuali né i rapporti con gli oppositori, senza
alternanza e senza vera opposizione.
Presidente autoritario, il potere non ha limiti formalmente definiti.
Legame con il popolo, leader “salvatore”.
Tra i regimi più frequenti e spesso intreccia l’ autoritarismo competitivo o elettorale.
La democrazia va poco oltre le elezioni.
Risultato elettorale (se equo) condizionato da forte influenza del potere sui media e sulle
risorse dello stato.
Diritti civili e politici poco rispettati.
Democrazia “senza alternanza” (Huntington): leader non perdono le elezioni
Regime autoritario, presidente autoritario con potere non limitato, capo incontrastato
“salvatore della patria”.
Definita anche come “autoritarismo competitivo”.
La legge è utilizzata solo come strumento di potere per punire oppositori.
Democrazia illiberale in società povere e ineguali
”Democrazie imperfette” in America Latina.
- Ampie masse in estrema povertà alle periferie delle metropoli e leaders autoritari,
populisti che promettono sviluppo
- Figura par terna, partito dominante
- Collocano a livello internazionale minacce (vere o presunte) alla sicurezza del Paese
- Non sono una fase intermedia, possono stabilizzarsi a lungo, quando i leader
diventano interlocutori stabili delle istituzioni internazionali
- Polarizzazione politica
Sostenitori di campi politici differenti interagiscono in modo ostile in diversi ambiti, oltre la
politica (famiglia, associazioni, tempo liberto, posti di avorio).
Retorica escludente e divisiva, “polarizzazione tossica” può indebolire le regole
democratiche, minore fiducia e aumento della violenza politica.
Forte polarizzazione è un freno al pluralismo democratico (volontà di silenziare l’altro).
Oppositori politici -> Nemici (della nazione)
Legame tra polarizzazione politica e mobilitazione per modelli e mentalità autoritari.
In Germania partiti di estrema destra xenofoba.
- Polarizzaizone e de-polarizzazione
Come ridurre la polarizzazione quando arriva a livelli elevati?
- Cambiamenti significativi e shock nel sistema politico (guerre civili, guerre di
indipendenza, interventi di potenze internazionali, cambi di regime) verso la
democratizzazione
- Quando le democrazie si polarizzano il passaggio successivo è meno noto, perchè si
è studiata la polarizzazione soprattutto in contesti non-democratici, oggi è
caratteristiche che si sviluppa anche in democrazie liberali (es. USA)
- Frequenti cicli di polarizzazione, depolarizzazione e re-polarizzazione
V-dem variable graph -> Altro indice da mettere
Scegliere un’altra variabile da far confrontare a questa
- I media nelle non-democrazie
Media vulnerabili alle pressioni governative.
Media pubblici seguono pedissequamente la linea del regime.
Giornalisti critici sono sottoposti a vessazioni.
Autocensura dei media.
-> Aumenta la distanza tra Stato e società
I meccanismi di controllo dei media possono essere differenti:
- Dichiarazione stato di emergenza e limiti alla libertà dei media
- Limitazione dell’accesso alla carta da stampa
- Introduzione di leggi in tema di diffamazione
- Obbligo di cauzione al governo prima di avviare una nuova pubblicazione
- Partecipazione politica nei regimi autoritari
Partecipazione autonoma è ridotta ai minimi termini.
E’ presente per permettere l’esistenza di opposizioni funzionali al regime.
Al posto della partecipazione relazioni patrono-cliente (clientelari).
Clientelismo: coinvolgimento politico diverso dalla partecipazione ma necessario per
esercizio del potere
Patrono garantisce protezione a clienti di modesta condizione sociale che contraccambiano
con fedeltà e sostegno.
Patroni: Proprietari terrieri, leader di comunità, ministri, datori di lavoro, chi ha il controllo di
risorse
Clienti: Non hanno controllo di risorse e cercano protezione e tutela economica o sicurezza
Si barattano voti in cambio di protezione: rete clientelare si espande in base all’abilità del
patrono
Clientelismo si origina da una differenza di classe sociale tra patrono e cliente (élite e
massa)
Riduce la solidarietà all’interno delle stesse classi sociali formando un rapporto diretto con il
patrono
Clientelismo si trova in tutti i sistemi politici (corruzione, voto di scambio, …)
Il caso italiano dimostra il ruolo chiave dei partiti nel creare reti clientelari a livello locale e
nazionale.
Nei regimi autoritari è più forte: Povertà e potere autoritario creano condizioni ottimali
9/04
14/04
- Le diaspore
Dagli anni ‘90, le diaspore come parti di una idea di nazione estesa e territorialmente diffusa,
“domestic abroad”.
Studiando le diaspore si studia anche come lo stato possa esercitare la propria autorità al di
fuori dei suoi confini.
Istituzioni ad hoc, politiche e apparati burocratici per la diaspora attraverso cui gli stati
nazione mantengono legami politici, economici e religiosi con le comunità che vivono
all’estero.
Diaspora building: top-down
Creazione di diaspore leali agli stati di origine.
Gli stati di origine estendono il controllo oltre i confini territoriali e cercano di rendere anche
le diaspore dei soggetti governabili.
Approccio stato centrico allo studio delle diaspore (dagli Stati nazione alle diaspore).
Le diaspore hanno anche istituzioni proprie nate nei territori di destinazione (es. associazioni
di comunità).
“Governare le diaspore” strumento utile per: voti espressi, lealtà al regime politico, risorse
economiche e costruzione dell’immagine dello stato.
Per raggiungere, influenzare e controllare popolazioni che vivono fuori dal territorio non vi è
uso della violenza fisica legittima ma forme creative e “strumenti simbolici”.
Turchia istituzioni per la diaspora:
- TIKA
- YTB
- DIYANET
In Italia e in Europa: invio di imam e predicatori/ predicatrici
Dal 2019: 1931 ufficiali religiosi inviati all’estero, periodo da 2 a 5 anni
Attività per giovani, bambini, donne e famiglie.
”Famiglia turca tradizionale” in crisi da valori “Occidentali”.
Messaggi che uniscono religione, nazionalismo e presentano legami con la Madrepatria.
Flussi delle rimesse importanti.
Rimesse e investimento arrivano ai regimi locali.
Relazioni tra diaspora e stato di origine:
- A livello di politica interna (es. elezione nel paese di origine)
- A livello diplomatico (es. relazioni con stati Europei)
- La Russia che si ribella
La partecipazione politica è discontinua, solo nel periodo elettorale.
Si basa su una diseguaglianza politica tra il leader e le masse.
La società civile debole e non autonoma.
Gruppi al di sopra della famiglia ma al di sotto dello Stato.
Organizzazioni come sindacati, associazioni, comunità religiose, …
Rientra nella definizione della sfera pubblica come costruzione liberale e borghese di fine
‘800.
Anche il modello occidentale di società civile è stato esportato.
Es. Finanziamento di associazioni locali da parte dell’UE nel Mediterraneo.
Difficile costruire società civile dopo regimi totalitari.
Società civile debole. limitato coinvolgimento della popolazione che antepone governo forte
alla partecipazione (America Latina, Europa Orientale, Africa).
Società civile resta controllata dal potere autoritario e cooptata con la nascita di GONGOs
(associazioni governative).
Utile messa in scena per parvenza democratica.
Nei regimi totalitari, il candidato ufficiale riceve investitura con plebiscito.
Nei regimi autoritari, le elezioni sono controllate, candidati indipendenti sono sotto controllo
dei servizi segreti e possono essere estromessi, media a favore del partito dominante.
Illusione che il partito del leader sia l’unico capace di governare, possibile ricorso alla
falsificazione degli scrutini.
- Elezioni nelle democrazie illiberali
Momento chiave: con il voto il potere ottiene legittimità.
Disparità nella copertura mediatica e nell’accesso a risorse da parte del partito di governo.
Meccanismo clientelari facilitano la rielezione.
Società civile debole incapace di opporsi a disparità di potere.
- Partiti in Europa Orientale
Democratizzazione post 1991
Pluripartismo con bassi tassi di iscrizione a partiti politici.
Non si è seguito un modello partito Europa occidentale.
Fratture (Clivages): destra vs sinistra, religiosi vs laici, europeisti vs nazionalisti
Simbiosi tra stato e partiti e meno presenza nella società (partiti di cartello che impediscono
la nascita di altri partiti).
Perché i russi non si ribellano?
Chi sono gli attori iniziatori delle proteste?
- Anziani (reduci II Guerra MOndiale)
- Religiosi (sermoni anti guerra)
- Atti individuali e isolati
Oltre la repressione, quali fattori frenano lo sviluppo di una mobilitazione contro il regime?
- Contrastare l’insorgere di una società civile attiva
- Depoliticizzazione della società
Chi si oppone o viene arrestato da un enorme apparato burocratico giudiziario-poliziesco o
fugge in esilio.
L’opposizione fatica ad organizzare proteste ed eventi, non ci sono forze strutturate che
coordino gli sforzi, tutte le persone che potevano farlo sono state arrestate oppure hanno
lasciato il paese.
Novara Gaeta, fondazione 1993 periodico indipendente.
7 giornalisti assassinati per indagini che riguardavano il potere.
Brogli elettorali, candidature respinte, repressione delle manifestazioni.
Come è possibile organizzare l’opposizione oggi in Russia?
Non è possibile una resistenza collettiva, si utilizzano spazi privati, lotte silenziose in un
contesto di costante propaganda.
Forme alternative di partecipazione:
- Attivismo depoliticizzato
- Microproteste
- Autocensura
- Picchetti solitari
- Elezioni
15/04
- Lo stato patrimoniale
Modello di stato fondato su personalismo del leader e l’informalità delle relazioni.
Reti informali intermedie che mediano tra leader e intercedono tra le parti (capi villaggio,
leader tribali, leader di comunità, …).
Chi è al vertice governa attraverso questo network di relazioni personali e informali che
dipendono dal leader e sono reclutati sulla base della loro lealtà.
Non vi è distinzione tra patrimonio pubblico e patrimonio del sovrano-potere assoluto e
classe media assente o debole (che può gestire i patrimoni).
- Il parlamento nei regimi autoritari
La funzione rappresentativa propria del Parlamento è marginale perchè manca il pluralismo.
Difficilmente è eliminato del tutto, ma fortemente depotenziato.
Non si elimina perché:
- Conferisce legittimità al regime
- Può servire per includere posizioni più moderate
- Serve a testare la lealtà di potenziali élites
- Fa emergere il malcontento per poi controllarlo
- Parlamento nelle democrazie illiberali
Presente e può essere mantenuto finché non minaccia l’egemonia del presidente.
Spesso poco organizzati e deputati poco competenti -> Ruolo Dell’uomo più forte che
emerge sul Parlamento
Assente la funzione di controllo sul governo.
Il leader è solo responsabile di fronte alla nazione (volontà nazionale).
- Esecutivo nei regimi autoritari
Ha una natura informale, il leader e la sua cerchia hann il controllo su più poteri e istituzioni.
Dominio personale, sistema di relazioni che connettono i governanti non con il pubblico ma
con notabili, clienti, i sostenitori che costituiscono il sistema di potere (preferenze,
discrezionalità).
Non sono le istituzioni a strutturare il sistema ma gli stessi politici: il sistema politico dipende
dalle persone e non dalle istituzioni.
-> Potenziale vulnerabilità (tradimenti dall’interno)
- Esecutivo nelle democrazie illiberali
Modello presidenziale.
Il leader non è soggetto a vincoli costituzionali.
Limiti al potere non ben definiti.
Approccio personalistico e reti clientelari.
- Politiche pubbliche nei regimi autoritari
Corruzione dei leaders e meccanismo clientelare: distribuzione delle ricchezze per
mantenere il potere (appalti e gare destinate alla propria cerchia).
Ricerca di rendite accesso a risorse naturali (petrolio, gas).
- Politiche pubbliche democrazie illiberali
Mancano istituzioni solide e legame tra stato e istituzioni per elaborare politiche pubbliche.
Forti differenze socio-economiche e concentrazione della ricchezza nella cerchia legata al
regime.
Forte corruzione dei funzionari, serve a rafforzare la capacità delle istituzioni.
”Capacity building”: Non solo disporre di risorse economiche e umane ma saperle anche
impegnare correttamente
- Sahel: Geopolitiche di una crisi
Sahel: “pianura” o “riva/ costa” che delimita il mare di sabbia del deserto del Sahara
- Linea di faglia e di frontiera
- Connessione tra Africa e Mediterraneo -> Nuova frontiera meridionale dell’Europa
- Tentativo di “sigillare le frontiere”
Da luogo di sottosviluppo e crisi umanitarie a spazio di minacce globali (terrorismo) e area a
statualità limitata (fragilità) in cui Stati Uniti, Francia, UE per favorire il controllo delle
frontiere hanno contribuito a rafforzare regimi locali corrotti.
16/04
Come si articolano le relazioni tra il potere civile e quello militare?
- Concentrazione del potere politico ai militari (Thailandia e Myanmar)
- Subordinazione dei militari alle autorità civili democratiche (Giappone, Taiwan e
Indonesia)
- Convivenza simbiotica fra le élite civili-militari nel modello Esercito-Partito (Cina e
Vietnam)
7 casi di studio della regione
Modelli ibridi di come i militari possono influenzare
Scheda di sintesi
- Aree geografiche (Europa, MENA, ASEAN, N/S America)
- Cambio di regime (Democratico/ autocratico)
- Tipo di regime: Democrazia liberale, illiberale, regime ibrido, tradizionale,
autoritarismo, totalitarismo
- Forma di governo: Stato (federale o unitario, fallito, post coloniale), parlamento
(quante camere, quanti parlamentari), esecutivo (eletto o no, Presidente o premier?),
Costituzione e apparato giudiziario, Sistema elettorale, Sistema partitico
- Alternanza (chi detiene il potere lo cede attraverso le elezioni?): partecipazione
politica (convenzionale/ non convenzionale), posizione in riferimento all’area
geografica
- Comparazione democrazie liberali (Governo parlamentare e indice percepito di
corruzione) (Governo presidenziale e libertà di stampa), Fascia di reddito e tasso di
crescita della popolazione) (In Europa: Fascia di reddito e tasso di crescita della
popolazione)
- Democrazie illiberali e regimi ibridi: Fascia di reddito, Tasso di crescita della
popolazione, Libertà di stampa, Tasso di corruzione percepita
- Rapporti di vicinato se ci sono delle tensioni in corso
- Poco spazio al contesto storico (Linea temporale eventi chiave: indipendenza, guerra
civile, fine dittatura, …)
- Aspetto politico sociale: se ci sono rivolte, …
- Indicatori numeri messi all’inizio in una tabella, se ci sono degli indicatori importanti
bisogna spiegarli in breve
- Grafici con più variabili e come si comportano insieme (es. valori autoritarismo
centrale insieme e da spiegare)
- Box informativi su un evento specifico, partito, questione importante per quel paese
(Max.12 righe)
- Tre pagine, quarta pagina solo di bibliografia