Giovanni Verga
La Vita e le opere
Nasce a Catania nel 1840 da famiglia di agitati proprietari terrieri.
A sedici anni compone il romanzo, rimasto inedito, Amore e Patria. Nel 1858, si iscrive alla Facoltà di
giurisprudenza di Catania, ma abbandona presto gli studi a spese della famiglia pubblica il Romanzo Storico
i Carbonari della montagna e nel 1866 il Romanzo di tema Passionale
Nel 1865 si trasferisce a Firenze dove scrive la sua prima opera di successo: Storia di una capinera
Nel 1872 si sposta a Milano, dove si scontra con la moderna realtà economico- sociale, comincia a prendere
coscienza della degradazione dei rapporti sociali:
A Milano pubblica tutte le sue opere di successo, delle raccolte di novelle (Vita dei Campi, Novelle rusticane)
ai romanzi ( I malavoglia, Mastro-Don Gesualdo), al teatro (cavalleria rusticana da una novella)
Nel 1893: torna in Sicilia dove pubblica alcuni drammi tratti dalle sue novelle, e si interessa di cinema e
soprattutto di fotografia
Nel 1922 muore a Catania dopo essere stato nominato senatore del Regno di Italia
OPERE PENSIERO E LA POETICA
L’opera di Verga è caratterizzata dalla diversa prospettiva di giudizio sulla realtà contemporanea e da una
nuova tecnica narrativa
Guarda con pessimismo al cambiamento in atto nei rapporti sociali e affettivi che da solidi valori
tradizionali si stanno spostando verso un mondo dominato dalla logia e dalla sopraffazione
Per raccontare questo cambiamento. Adotta un punto di vista interno al racconto con la tecnica
dell’impersonalità il narratore popolare non guida il lettore dove vuole, ma gli lascia libertà di
interpretazione
Gli esordi: narrativa patriottica e soprattutto sul tema romantico dell’amore passione (“pentalogia del
cuore”)
Le prime opere veriste scoperta della realtà economico- industriale, tecnica dell’impersonalità e scomparsa
del narratore onnisciente, collaborazione del lettore all’interpretazione del testo. ( Nedda, Rossa Malpelo)
Le novelle: Culto della “roba”, profitto e sopraffazione, Vita dei campi, Novelle rusticane, Per le vie
I Vinti: Inchiesta sulla degradazione morale della nuova Italia condotta attraverso tutte le classi sociali – I
Malavoglia, Mastro Don Gesualdo, Tre romanzi non scritti
PESSIMISMO: l’arte non è in grado di intervenire per cambiare la società
NO PIANO PROVVIDENZIALE DELLA STORIA: esisterà sempre ‘un pesce grosso che mangia il
pesce piccolo’
FAMIGLIA =UNICO VALORE ‘religione della famiglia’ ‘ideale dell’ ostrica’
TECNICHE NARRATIVE: 1-impersonalità >‘eclissi dell’autore’; 2- ‘artificio della regressione’> la
voce narrante è di un anonimo narratore popolare interno; 3- ‘artificio dello
straniamento’>divario tra la visione del mondo del narratore (che è la stessa del mondo
rappresentato) e quella dell’autore (che coincide con il lettore); 4- discorso indiretto libero>
assenza di verbi dichiarativi (quali dire e pensare), assenza congiunzione che, presenza di punti
interrogativi, esclamativi, puntini di sospensione, uso della terza persona per indicare chi parla o
chi pensa
Un Racconto Sentimentale: Nedda
E una novella che risale al 1874, e alla quale Verga non affida molta importanza; ha però molto successo, è
uno “schizzo di costumi siciliani”, ambientato nella campagne intorno a Catania, con riferimenti geografici e
notizie sulle condizioni dei contadini(la paga) è un’opera controversa . Molti critici considerando la novella
come un punto di rottura nella poeta verghiana, ma in realtà l’impianto è ancora di tipo tradizionale, la
protagonista è fatta ancora per piacere a un pubblico borghese, vagamento filantropico, che si commuove
nel provare compassione per una ragazza maltratta dalla vita
Vita dei campi
È una raccolta di novelle risale al 1880 la prima opera del nuovo corso verghiano, con l’applicazione del
metodo dell’impersonalità rappresentano lo stadio iniziale dell’inchiesta critica condotta sulla società
contemporanea l’obiettivo è rivolto al gradino più basso, al mondo arcaico dell’umile Sicilia. le novelle
presentano un mondo contadino, fatto di miseria e di sopraffazione, ancora radicato ai valori tradizionali
ma in piena transizione verso una vita dominata dalla logica del profitto. La “vita dei campi” è ritratta sotto
una luce dolorosa e amara, tutt’altro che idillica; è colta, infatti, nel momento in cui entra in contatto con i
nuovi imperativi della vita economica e sociale
La sconfitta degli onesti: I Malavoglia
E il primo romanzo del ciclo dei Vinti, viene pubblicato nel 1881, la vicenda è ambienta nel piccolo mondo
chiuso del borgo marinaro di Aci Trezza, le vicende della famiglia vanno di pari passo con la trasformazione
dei vecchi valori in quelli nuovi
La famiglia Toscano di modesti pescatori, detta “Malavoglia”, tenta di migliorare la propria condizione
economica(i Malavoglia sono ancorati ai valori tradizionali di onestà e duro lavoro), il naufragio della loro
barca con la conseguente perdita del carico di lupini e la morte di Bastianazzo getta la famiglia sul lastrico(le
nuove leggi dell’utile, del guadagno e della violenza portano al logoramento dei rapporti sociali) la definitiva
rovina avviene a causa di un usuraio e dell’indifferenza dei compaesani, che sembrano accanirsi contro di
loro( la definitiva sconfitta degli onesti avviene di fronte ai nuovi valori e a chi li incarna)
Le Novelle Rusticane
La raccolta è pubblicata nel 1883 si compone di dodici nuovi racconti, ambientati per lo più ancora tra i
contadini delle campagne catanesi la “roba” ha vinto definitivamente: il possesso, il profitto a ogni costo
hanno pervaso la vita dei protagonisti anche la politica e la giustizia sono viste attraverso gli occhi dei
poveracci che cercano un’occasione di riscatto, e per questo vengono condannati, chi a morte chi al carcere
La sconfitta degli affetti: Mastro-don Gesualdo
è il secondo romanzo del ciclo dei Vinti viene pubblicato nel 1889 la vicenda si svolge ancora in Sicilia, nella
cittadina di Vizzini e nelle campagne circostanti, la “roba” ha preso ormai il posto degli affetti. Gesualdo da
“mastro” che era si è fatto “don”, quindi ricco possidente che ha fatto dell’accumulo la ragione della propria
vita ma perde l’affetto di chi gli sta intorno, e dopo aver perso le sue proprietà muore solo, nella casa del
genero, circondato solo da domestici che lo disprezzano per le sue umili origini la sua apparente vittoria
nella vita si traduce in un destino di sconfitta: l’ansia della “roba” gli ha scavato intorno il deserto,
soffocando ogni rapporto umano e ogni sentimento autentico