Capitolo 1: I Lineamenti dell’Ordinamento Sanitario
1. I Riferimenti Normativi
L’ordinamento sanitario italiano si fonda su una serie di norme fondamentali
che garantiscono il diritto alla salute e regolano l’organizzazione e il
funzionamento del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Questi riferimenti si sono
evoluti nel tempo, passando da un sistema mutualistico a un sistema
universalistico. Analizziamo nel dettaglio i principali riferimenti normativi.
1.1 L’art. 32 della Costituzione
Fondamento costituzionale del diritto alla salute:
o L’art. 32 della Costituzione Italiana stabilisce che:
“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e
interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.”
o È uno dei principi fondamentali della Costituzione, evidenziando
il valore della salute come diritto individuale e bene collettivo.
Principali concetti:
o Universalità: Ogni cittadino, indipendentemente dalla propria
condizione economica, sociale o geografica, ha diritto all’assistenza
sanitaria.
o Obbligatorietà dei trattamenti sanitari: Consentiti solo se
previsti dalla legge e nel rispetto della dignità umana. Esempi
includono:
Vaccinazioni obbligatorie per prevenire epidemie.
Trattamenti sanitari obbligatori (TSO) per la salute mentale.
Ruolo della Repubblica:
o Lo Stato e le istituzioni pubbliche devono predisporre risorse,
strutture e personale adeguati per garantire il diritto alla salute.
o La salute non è solo assenza di malattia, ma uno stato di benessere
fisico, mentale e sociale (come definito dall’OMS).
1.2 La Legge 23 dicembre 1978, n. 833
Questa legge rappresenta una pietra miliare nella storia sanitaria italiana,
poiché ha istituito il Servizio Sanitario Nazionale (SSN).
Principali Obiettivi:
1. Universalità: Accesso ai servizi sanitari garantito a tutti i cittadini senza
discriminazioni.
2. Equità: Superamento delle disparità territoriali e sociali nell’accesso alle
cure.
3. Solidarietà: Redistribuzione delle risorse in base ai bisogni di salute
della popolazione.
Principali Caratteristiche:
Abolizione del sistema mutualistico:
o Il precedente sistema basato sulle mutue assicurative era limitato a
categorie di lavoratori e non garantiva equità nell’accesso.
o Con la Legge 833/1978, il SSN diventa universalistico.
Decentramento amministrativo:
o Le competenze gestionali e organizzative vengono trasferite alle
Regioni.
o I Comuni giocano un ruolo importante nella pianificazione e
gestione locale.
Tre livelli di assistenza:
1. Prevenzione collettiva: Vaccinazioni, educazione sanitaria,
sicurezza ambientale.
2. Assistenza sanitaria: Diagnosi, cura e riabilitazione.
3. Riabilitazione: Recupero fisico e sociale dei pazienti.
Innovazioni Introdotte:
Integrazione tra ospedali e servizi territoriali.
Istituzione delle USL (Unità Sanitarie Locali) per gestire i servizi a livello
locale.
Introduzione della medicina preventiva.
Limiti e Criticità:
Crescita incontrollata della spesa sanitaria.
Disomogeneità nella qualità dei servizi offerti tra le diverse Regioni.
1.3 Il Riordino della Sanità: [Link]. 30 dicembre 1992, n. 502
Con il Decreto Legislativo 502/1992, si avvia una riforma strutturale del SSN
per migliorarne efficienza, sostenibilità e qualità.
Principali Obiettivi:
Aziendalizzazione del SSN:
o Trasformazione delle USL in Aziende Sanitarie Locali (ASL) con
autonomia gestionale, amministrativa e patrimoniale.
o Introduzione del Direttore Generale come figura centrale con
poteri decisionali.
Decentramento:
o Maggiore autonomia delle Regioni nella programmazione sanitaria
e nella gestione economica.
Finanziamento per quota capitaria:
o Allocazione delle risorse alle Regioni in base alla popolazione e alle
caratteristiche socio-demografiche.
Integrazione pubblico-privato:
o Apertura alla partecipazione di strutture sanitarie private
accreditate per garantire una maggiore offerta di servizi.
Innovazioni Gestionali:
Introduzione dei DRG (Diagnosis Related Groups): Sistema di
classificazione per monitorare i costi delle prestazioni ospedaliere.
Promozione di criteri di efficienza e trasparenza nella gestione sanitaria.
Criticità:
Disuguaglianze territoriali ancora marcate.
Complessità amministrativa nel rapporto tra pubblico e privato.
1.4 La Riforma Sanitaria Ter
La Riforma Sanitaria Ter rappresenta un’evoluzione del sistema sanitario,
consolidando e ampliando le modifiche precedenti.
Principali Provvedimenti Normativi:
1. [Link]. 517/1993:
o Rafforzamento della figura del Direttore Generale.
o Introduzione di sistemi di controllo della qualità e della
performance delle ASL.
2. Legge 229/1999:
o Introduzione dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza):
Prestazioni e servizi che il SSN deve garantire uniformemente su
tutto il territorio nazionale.
o Monitoraggio periodico dei LEA per assicurare l’efficacia.
3. Riforma del Titolo V della Costituzione (2001):
o Assegnazione alle Regioni di una maggiore autonomia legislativa e
gestionale in materia sanitaria.
o Introduzione del principio di sussidiarietà, con il coinvolgimento di
enti locali e privati.
Sfide e Obiettivi Futuri:
Riduzione delle liste d’attesa: Implementare tecnologie e sistemi
gestionali più efficienti.
Assistenza territoriale: Potenziamento dei servizi di medicina di base e
domiciliare.
Digitalizzazione della sanità: Creazione di sistemi informatici per
gestire dati clinici e monitorare le prestazioni.
Appunti Completi e Dettagliati: Il Servizio Sanitario Nazionale (SSN)
Origini e Obiettivi del SSN
Istituzione del SSN
Legge di riferimento: Il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) è stato
istituito con la Legge 23 dicembre 1978, n. 833.
Principi fondamentali:
o Universalità: Tutti i cittadini hanno diritto all’accesso ai servizi
sanitari, indipendentemente dalla loro condizione economica o
sociale.
o Equità: Garantire parità di trattamento sanitario su tutto il
territorio nazionale.
o Solidarietà: Redistribuzione delle risorse per assicurare che i
bisogni di salute siano soddisfatti a prescindere dalle differenze
regionali e personali.
Obiettivi principali del SSN:
1. Tutelare la salute come diritto costituzionale (art. 32 della Costituzione).
2. Promuovere la prevenzione delle malattie e il benessere generale della
popolazione.
3. Offrire assistenza sanitaria gratuita o a costi ridotti per tutti i cittadini.
4. Integrare i servizi sanitari ospedalieri e territoriali.
Principali Funzioni del SSN
1. Prevenzione:
o Vaccinazioni obbligatorie e facoltative.
o Educazione sanitaria e promozione di stili di vita salutari.
o Monitoraggio della sicurezza ambientale e alimentare.
2. Cura:
o Diagnosi e trattamento delle malattie acute e croniche.
o Ricoveri ospedalieri per emergenze e interventi programmati.
o Assistenza specialistica ambulatoriale.
3. Riabilitazione:
o Programmi di riabilitazione fisica e psicosociale per pazienti con
disabilità temporanee o permanenti.
4. Assistenza sociale integrata:
o Collaborazione tra servizi sanitari e sociali per garantire supporto ai
pazienti fragili (anziani, disabili, malati terminali).
Organizzazione del SSN
Struttura e Decentramento
Il SSN è decentrato e organizzato su tre livelli principali:
1. Stato:
Definisce i principi fondamentali e i livelli essenziali di
assistenza (LEA).
Coordina le politiche sanitarie e assicura l’equità tra le
Regioni.
2. Regioni:
Hanno autonomia nella programmazione e gestione dei
servizi sanitari.
Redigono i Piani Sanitari Regionali per definire le priorità
locali.
3. Aziende Sanitarie Locali (ASL):
Gestiscono i servizi sanitari a livello locale, garantendo
l’erogazione delle prestazioni ai cittadini.
Sono autonome dal punto di vista organizzativo,
amministrativo e finanziario.
Livelli Essenziali di Assistenza (LEA)
I LEA rappresentano le prestazioni e i servizi che il SSN è tenuto a
garantire uniformemente su tutto il territorio nazionale.
Sono definiti dal Ministero della Salute e comprendono:
1. Assistenza sanitaria collettiva: Prevenzione, vaccinazioni,
screening.
2. Assistenza distrettuale: Medicina generale, pediatria, consultori,
assistenza domiciliare.
3. Assistenza ospedaliera: Ricoveri ordinari, day hospital, pronto
soccorso.
Principali Riforme del SSN
Legge 833/1978:
Introduzione del sistema universalistico.
Abolizione delle mutue assicurative.
Integrazione tra servizi sanitari ospedalieri e territoriali.
[Link]. 502/1992 e 517/1993:
Aziendalizzazione: Le USL diventano Aziende Sanitarie Locali (ASL) con
autonomia gestionale.
Introduzione del finanziamento basato su quota capitaria.
Apertura ai privati accreditati per garantire una maggiore offerta di
servizi.
Legge 229/1999:
Introduzione dei LEA.
Rafforzamento del monitoraggio delle prestazioni.
Riforma del Titolo V della Costituzione (2001):
Maggiore autonomia legislativa alle Regioni in materia sanitaria.
Ampliamento del principio di sussidiarietà per coinvolgere enti locali e
privati.
Principali Attori del SSN
1. Ministero della Salute:
o Stabilisce le linee guida nazionali.
o Definisce i LEA e monitora la loro applicazione.
2. Regioni:
o Redigono i Piani Sanitari Regionali.
o Gestiscono il budget e le risorse per la sanità locale.
3. ASL:
o Forniscono assistenza sanitaria territoriale e specialistica.
o Collaborano con gli ospedali per l’erogazione dei servizi.
4. Medici di Medicina Generale e Pediatri di Libera Scelta:
o Sono i primi punti di contatto tra cittadini e SSN.
o Forniscono assistenza sanitaria di base.
5. Privati accreditati:
o Forniscono servizi sanitari integrati in regime di convenzione con il
SSN.
Finanziamento del SSN
Fonti di finanziamento:
o Fiscalità generale (tasse).
o Ticket per alcune prestazioni sanitarie (con esenzioni per reddito,
età e patologie croniche).
o Fondi regionali per la sanità.
Problemi di sostenibilità:
Crescita della spesa sanitaria dovuta all’invecchiamento della
popolazione e all’aumento delle malattie croniche.
Differenze tra le Regioni nella capacità di finanziare i servizi.
Criticità del SSN
1. Disuguaglianze territoriali:
o Servizi sanitari di qualità superiore nelle Regioni del Nord rispetto al
Sud.
2. Liste d’attesa:
o Tempi lunghi per visite specialistiche e interventi chirurgici.
3. Sostenibilità economica:
o Crescita della spesa sanitaria rispetto alle risorse disponibili.
Sfide e Prospettive Future
Digitalizzazione: Implementazione del Fascicolo Sanitario Elettronico
(FSE) per migliorare la gestione dei dati sanitari.
Potenziamento della medicina territoriale: Migliorare l’assistenza
domiciliare e la continuità assistenziale.
Riduzione delle disuguaglianze: Garantire livelli uniformi di assistenza
su tutto il territorio nazionale.
Il Piano Sanitario Nazionale (PSN)
Introduzione: Il Piano Sanitario Nazionale (PSN)
Il Piano Sanitario Nazionale (PSN) è lo strumento fondamentale di
programmazione strategica del Servizio Sanitario Nazionale (SSN).
Attraverso il PSN vengono definiti gli obiettivi di salute, le priorità di intervento
e i criteri per l’organizzazione e l’erogazione dei servizi sanitari su tutto il
territorio nazionale.
Riferimenti normativi:
Legge 23 dicembre 1978, n. 833 (istituzione del SSN).
Decreto Legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e successive modifiche.
Art. 117 della Costituzione (Titolo V): ripartizione delle competenze tra
Stato e Regioni in materia sanitaria.
3.1 Il PSN quale strumento di programmazione e attuazione del SSN
Finalità del PSN:
1. Individuazione delle priorità di salute:
o Identificare i bisogni sanitari della popolazione.
o Fissare obiettivi nazionali basati sui Livelli Essenziali di
Assistenza (LEA).
2. Orientare le politiche sanitarie:
o Guidare l’allocazione delle risorse economiche.
o Stabilire criteri di qualità, efficienza e appropriatezza.
3. Ridurre le disuguaglianze:
o Promuovere l’equità nell’accesso ai servizi sanitari su tutto il
territorio nazionale.
4. Promuovere la salute pubblica:
o Prevenzione delle malattie e promozione di stili di vita sani.
Struttura del PSN:
Il PSN è redatto dal Ministero della Salute e approvato dal Consiglio
dei Ministri.
Ha una durata triennale, ma può essere aggiornato in caso di
emergenze o necessità.
Include:
o Analisi dello stato di salute della popolazione.
o Obiettivi generali e specifici.
o Modalità di attuazione e monitoraggio.
Competenze dello Stato e delle Regioni:
Stato:
o Stabilisce le linee guida generali.
o Definisce i LEA.
o Coordina le politiche sanitarie a livello nazionale.
Regioni:
o Adattano il PSN alle peculiarità locali tramite i Piani Sanitari
Regionali (PSR).
3.2 I Piani Sanitari Regionali (PSR)
Definizione e Finalità:
I Piani Sanitari Regionali (PSR) sono lo strumento di programmazione
sanitaria adottato da ciascuna Regione. Servono a implementare gli obiettivi
del PSN in un contesto territoriale specifico.
Caratteristiche principali:
1. Autonomia regionale:
o Le Regioni hanno competenza esclusiva nella programmazione e
gestione sanitaria, in base al Titolo V della Costituzione.
o I PSR sono elaborati considerando le esigenze locali e le risorse
disponibili.
2. Adattamento ai bisogni locali:
o I PSR identificano le priorità sanitarie della popolazione regionale,
basandosi su indicatori epidemiologici e socioeconomici.
o Definiscono strategie per ridurre le disuguaglianze nell’accesso ai
servizi.
3. Integrazione con il territorio:
o Promuovono la collaborazione tra ospedali, servizi territoriali e
assistenza domiciliare.
4. Monitoraggio:
o I PSR includono indicatori per valutare l’efficacia delle politiche
adottate.
Obiettivi del PSR:
Garantire i LEA su scala regionale.
Ottimizzare l’uso delle risorse economiche e umane.
Potenziare la sanità territoriale (medicina di base, assistenza domiciliare,
consultori).
Promuovere la prevenzione e la diagnosi precoce.
3.3 I Piani Attuativi Locali (PAL)
Definizione e Ruolo:
I Piani Attuativi Locali (PAL) rappresentano il livello operativo della
programmazione sanitaria. Sono strumenti utilizzati dalle Aziende Sanitarie
Locali (ASL) per tradurre le indicazioni del PSR in interventi concreti sul
territorio.
Caratteristiche principali:
1. Decentramento gestionale:
o I PAL permettono alle ASL di adattare gli obiettivi regionali alle
necessità specifiche delle comunità locali.
2. Pianificazione operativa:
o Definiscono le modalità di erogazione dei servizi sanitari
(ambulatoriali, ospedalieri, domiciliari).
o Stabiliscono obiettivi a breve e medio termine.
3. Coinvolgimento degli attori locali:
o Collaborazione con Comuni, associazioni e privati accreditati.
o Promozione della partecipazione dei cittadini nella definizione dei
bisogni sanitari.
Obiettivi dei PAL:
Accesso ai servizi: Migliorare la distribuzione e la fruibilità dei servizi
sanitari sul territorio.
Efficienza e qualità: Ottimizzare le risorse per garantire standard
elevati di assistenza.
Integrazione socio-sanitaria: Favorire la collaborazione tra servizi
sanitari e assistenza sociale (es. anziani, disabili).
Monitoraggio e valutazione: Controllare periodicamente il
raggiungimento degli obiettivi prefissati.
Relazione tra PSN, PSR e PAL
1. PSN:
o È il livello strategico nazionale.
o Fissa obiettivi e priorità generali.
2. PSR:
o Adatta le direttive nazionali al contesto regionale.
o Coordina le risorse sanitarie e definisce le linee guida per le ASL.
3. PAL:
o Attua concretamente le direttive regionali sul territorio.
o Si concentra sulle esigenze locali e sulle modalità operative.
Sfide e Criticità
Disuguaglianze regionali:
o Le Regioni con minori risorse economiche (es. Sud Italia) hanno
difficoltà nel garantire i LEA.
Coordinamento Stato-Regioni:
o La frammentazione delle competenze può generare inefficienze.
Monitoraggio:
o Necessità di migliorare il controllo sull’efficacia degli interventi a
tutti i livelli (nazionale, regionale, locale).
Prospettive Future
1. Digitalizzazione:
o Sviluppo di strumenti digitali per migliorare il monitoraggio e la
trasparenza.
2. Integrazione socio-sanitaria:
o Rafforzare il legame tra assistenza sanitaria e sociale.
3. Potenziamento della medicina territoriale:
o Ridurre la pressione sugli ospedali aumentando i servizi locali.
Il Piano Sanitario Nazionale Vigente
Il Piano Sanitario Nazionale (PSN) è lo strumento di programmazione
strategica attraverso il quale lo Stato definisce gli obiettivi e le priorità in
materia di salute pubblica, garantendo l'uniformità e l'equità del Servizio
Sanitario Nazionale (SSN) su tutto il territorio italiano.
1. Definizione e Finalità del PSN
Definizione: Il PSN è un documento programmatico triennale che
stabilisce gli indirizzi generali per la tutela della salute, delineando le
strategie per la prevenzione, cura e riabilitazione, in conformità con i
principi costituzionali e gli obblighi internazionali.
Finalità:
o Determinare le priorità sanitarie: Identificare le aree di
intervento prioritario per rispondere ai bisogni di salute della
popolazione.
o Definire i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA): Stabilire le
prestazioni e i servizi che il SSN deve garantire a tutti i cittadini in
modo uniforme.
o Orientare le politiche sanitarie regionali: Fornire linee guida
alle Regioni per l'elaborazione dei Piani Sanitari Regionali (PSR).
o Assicurare l'equità nell'accesso ai servizi: Ridurre le
disuguaglianze territoriali e sociali nell'erogazione delle prestazioni
sanitarie.
2. Struttura e Contenuti del PSN
Analisi del contesto sanitario: Valutazione dello stato di salute della
popolazione, dei determinanti di salute e delle risorse disponibili.
Obiettivi strategici: Definizione degli obiettivi di salute da raggiungere
nel triennio di riferimento, con particolare attenzione a:
o Prevenzione: Promozione di stili di vita sani e riduzione dei fattori
di rischio.
o Cura e assistenza: Miglioramento dell'accessibilità e della qualità
delle cure.
o Riabilitazione: Potenziamento dei servizi per il recupero
funzionale e sociale.
Strategie di intervento: Indicazione delle azioni da intraprendere per il
raggiungimento degli obiettivi, includendo l'allocazione delle risorse e
l'organizzazione dei servizi.
Monitoraggio e valutazione: Definizione degli indicatori per la verifica
dell'attuazione del piano e dei risultati ottenuti.
3. Procedura di Adozione del PSN
Elaborazione: Il PSN è predisposto dal Governo su proposta del Ministro
della Salute, tenendo conto dei contributi delle Regioni e delle Province
autonome.
Consultazione: Prima dell'approvazione, il piano è sottoposto al parere
delle Commissioni parlamentari competenti e delle Confederazioni
sindacali maggiormente rappresentative.
Approvazione: Il PSN è adottato con Decreto del Presidente della
Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri e d'intesa con
la Conferenza Unificata.
4. Il PSN Vigente
Attualmente, il Piano Sanitario Nazionale vigente è quello relativo al periodo
2006-2008, approvato con Decreto del Presidente della Repubblica del 7 aprile
2006.
Ministero della Salute
Nonostante la scadenza naturale, questo PSN continua a rappresentare il
riferimento programmatico per il SSN, in attesa dell'adozione di un nuovo piano
aggiornato.
5. Criticità e Prospettive Future
Mancanza di aggiornamento: L'assenza di un PSN aggiornato può
comportare difficoltà nel coordinamento delle politiche sanitarie e
nell'adattamento alle nuove sfide emergenti, come l'invecchiamento
della popolazione e l'aumento delle malattie croniche.
Necessità di un nuovo PSN: È fondamentale procedere
all'elaborazione e all'adozione di un nuovo Piano Sanitario Nazionale che
tenga conto delle evoluzioni epidemiologiche, tecnologiche e socio-
economiche, al fine di garantire un SSN efficiente, equo e sostenibile.
6. Ruolo degli Operatori Socio-Sanitari (OSS) nel Contesto del PSN
Contributo agli obiettivi del PSN: Gli OSS svolgono un ruolo cruciale
nell'attuazione delle strategie previste dal PSN, in particolare per quanto
riguarda:
o Assistenza diretta alla persona: Supporto nelle attività
quotidiane e promozione del benessere psicofisico.
o Educazione sanitaria: Sensibilizzazione degli utenti su temi di
prevenzione e adozione di stili di vita sani.
o Collaborazione interdisciplinare: Lavoro in team con altri
professionisti sanitari per garantire un'assistenza integrata e
centrata sul paziente.
Formazione continua: Per rispondere efficacemente alle esigenze del
PSN, è essenziale che gli OSS partecipino a programmi di aggiornamento
professionale, acquisendo competenze in linea con le evoluzioni del
sistema sanitario.
I Patti per la Salute
I Patti per la Salute sono accordi programmatori tra lo Stato e le Regioni,
fondamentali per garantire l'equilibrio finanziario e organizzativo del Servizio
Sanitario Nazionale (SSN).
Definizione e Finalità
Cos’è un Patto per la Salute?
o È un accordo triennale che definisce obiettivi, risorse e strumenti
per la gestione del SSN.
o Stabilisce le modalità di finanziamento del SSN e i criteri di
distribuzione delle risorse tra le Regioni.
Finalità principali:
1. Garantire sostenibilità economica del SSN.
2. Promuovere efficienza e qualità nell’erogazione dei servizi
sanitari.
3. Ridurre le disuguaglianze territoriali.
4. Potenziare la sanità territoriale e la prevenzione.
Contenuti principali dei Patti per la Salute
1. Definizione dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza):
o Aggiornamento dei LEA per garantire prestazioni sanitarie uniformi
su tutto il territorio nazionale.
2. Monitoraggio e valutazione:
o Indicatori per verificare l’efficienza e l’efficacia dei servizi sanitari
regionali.
3. Innovazione e ricerca:
o Investimenti in tecnologie sanitarie e digitalizzazione (es. Fascicolo
Sanitario Elettronico).
4. Potenziamento della sanità territoriale:
o Miglioramento dell’assistenza domiciliare, della medicina di base e
dei consultori.
Esempi di Patti per la Salute
Patto per la Salute 2014-2016: Focus su sostenibilità finanziaria e
riduzione delle disuguaglianze.
Patto per la Salute 2019-2021: Introduzione di innovazioni digitali,
potenziamento della rete ospedaliera e prevenzione.
6. La Trasformazione dell’Unità Sanitaria Locale in “Azienda”
6.1 La Nascita delle Unità Sanitarie Locali (USL)
Le Unità Sanitarie Locali (USL) furono istituite con la Legge 23 dicembre
1978, n. 833, che introdusse il Servizio Sanitario Nazionale (SSN).
Caratteristiche principali delle USL:
1. Funzione:
o Le USL erano enti locali responsabili dell’organizzazione e gestione
dei servizi sanitari a livello territoriale.
2. Decentramento:
o Le competenze sanitarie furono trasferite ai Comuni, con l’obiettivo
di avvicinare i servizi alla popolazione.
3. Principi guida:
o Universalità, equità e solidarietà nell’accesso alle cure.
o Prevenzione, cura e riabilitazione come pilastri del SSN.
4. Struttura:
o Ogni USL era composta da ospedali, ambulatori, consultori e servizi
di medicina generale.
Criticità delle USL:
Gestione frammentata: La dipendenza dai Comuni portava a
inefficienze e disparità territoriali.
Sostenibilità economica: Il sistema risultò troppo costoso e poco
controllabile.
6.2 Dalle USL alle Aziende Sanitarie Locali (ASL)
Con la riforma del Servizio Sanitario Nazionale avviata dal [Link]. 30
dicembre 1992, n. 502, le USL furono trasformate in Aziende Sanitarie
Locali (ASL).
Motivazioni della trasformazione:
Necessità di migliorare la gestione economica e l’efficienza
organizzativa.
Introduzione di un modello aziendale basato su criteri manageriali.
Caratteristiche principali delle ASL:
1. Aziendalizzazione:
o Le ASL diventano enti dotati di personalità giuridica e autonomia
gestionale, amministrativa e patrimoniale.
2. Direzione aziendale:
o Introduzione della figura del Direttore Generale, responsabile
della gestione economica, organizzativa e sanitaria dell’ASL.
3. Bilancio aziendale:
o Le ASL devono redigere bilanci basati su principi contabili aziendali.
4. Integrazione pubblico-privato:
o Possibilità di accreditare strutture sanitarie private per integrare
l’offerta di servizi sanitari.
Struttura delle ASL:
Comprendono ospedali, ambulatori, consultori, medicina di base e servizi
domiciliari.
Coordinano l’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) sul
territorio di competenza.
Benefici delle ASL:
Efficienza: Migliore utilizzo delle risorse economiche e umane.
Controllo: Maggiore trasparenza nella gestione e nella rendicontazione.
Flessibilità: Capacità di adattarsi alle esigenze sanitarie locali.
Criticità delle ASL:
Persistono disuguaglianze territoriali nella qualità dei servizi offerti.
Complessità nella gestione dei rapporti tra pubblico e privato.
Sintesi e Relazione tra USL e ASL
USL: Erano strutture sanitarie locali gestite dai Comuni, caratterizzate da
una gestione frammentata e meno efficiente.
ASL: Sono aziende autonome che operano con criteri manageriali per
garantire sostenibilità economica e maggiore qualità dei servizi.
Ruolo degli OSS nel Contesto delle ASL
Assistenza diretta alla persona: Gli OSS operano all’interno delle ASL,
fornendo supporto nelle attività quotidiane dei pazienti.
Prevenzione: Collaborano con il personale sanitario nella promozione
della salute e nella prevenzione delle malattie.
Integrazione socio-sanitaria: Favoriscono il collegamento tra i servizi
sanitari e sociali, lavorando a stretto contatto con famiglie e pazienti.
Formazione continua: Gli OSS devono aggiornare le loro competenze
per rispondere alle esigenze delle ASL.