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Argomento: I Livelli Essenziali di Assistenza Sanitaria (LEA)

I Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) rappresentano l’insieme delle


prestazioni e dei servizi che il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) è tenuto a
fornire a tutti i cittadini, in modo gratuito o con partecipazione alla spesa
(ticket), secondo criteri di appropriatezza e uniformità su tutto il territorio
nazionale. I LEA mirano a garantire il diritto alla salute sancito dall’articolo 32
della Costituzione italiana, assicurando un accesso equo e omogeneo alle cure
indipendentemente dalla regione di residenza o dal reddito del cittadino.

11.1 Le prestazioni sanitarie garantite dal SSN


Ruolo del SSN
Il SSN è stato istituito con la Legge n. 833/1978 con l’obiettivo di tutelare la
salute come diritto fondamentale della persona. Per raggiungere questo scopo,
lo Stato individua i livelli di assistenza essenziali, cioè le prestazioni che devono
essere assicurate a tutti i cittadini.
Tipologie di prestazioni
Le prestazioni garantite dal SSN possono essere classificate in diverse
categorie, tra cui:
1. Prevenzione: comprende vaccinazioni, screening, campagne di
educazione sanitaria, controllo delle malattie infettive e azioni di tutela
dell’ambiente.
2. Diagnosi e Cura: prestazioni ambulatoriali, diagnostica di laboratorio e
per immagini, interventi chirurgici, visite specialistiche e ricoveri
ospedalieri.
3. Riabilitazione: interventi terapeutici finalizzati al recupero delle funzioni
fisiche o cognitive del paziente.
4. Assistenza Domiciliare: servizi infermieristici, medici e socio-sanitari
erogati direttamente al domicilio del paziente.
5. Assistenza Residenziale e Semiresidenziale: servizi rivolti a persone
con disabilità, anziani e soggetti non autosufficienti, in strutture
specializzate o centri diurni.
Importanza per i Cittadini
Grazie ai LEA, i cittadini possono accedere a servizi essenziali in maniera
omogenea su tutto il territorio nazionale, evitando che le disuguaglianze socio-
economiche e geografiche limitino il diritto all’assistenza sanitaria.

11.2 Dal decreto del 2001 ai nuovi LEA


Evoluzione Normativa
Nel 2001 furono introdotti i primi LEA attraverso il DPCM 29 novembre 2001,
che elencava le prestazioni minime obbligatorie da garantire. Col passare del
tempo, la sanità ha dovuto adeguarsi ai cambiamenti socio-demografici, come
l’invecchiamento della popolazione e il conseguente aumento delle patologie
croniche.
Per rispondere a queste esigenze, lo Stato ha rivisto e aggiornato i LEA,
culminando in un nuovo provvedimento: il DPCM 12 gennaio 2017, che ha
ridefinito e ampliato le prestazioni essenziali garantite. Successivamente, gli
aggiornamenti possono continuare a intervenire, per mantenere i LEA al passo
con l’evoluzione scientifica e tecnologica.
Novità Introdotte dai Nuovi LEA
1. Maggior attenzione alle patologie croniche e rare: inserimento di
nuove malattie rare nel Registro nazionale e istituzione di percorsi di cura
dedicati.
2. Approccio Multidisciplinare: rafforzamento delle reti di assistenza
territoriale, con servizi di assistenza domiciliare e l’introduzione di figure
professionali specifiche (come l’infermiere di famiglia/comunità).
3. Nuovi Vaccini e Screening: ampliamento dell’offerta vaccinale gratuita
e introduzione di programmi di screening più estesi per la diagnosi
precoce di determinate patologie.
4. Procreazione Medicalmente Assistita (PMA): aggiornamento delle
prestazioni relative alle tecniche di procreazione assistita, in linea con
l’evoluzione normativa e scientifica.
5. Trapianti e Cure Palliative: potenziamento dei percorsi assistenziali
per i pazienti trapiantati e maggiore attenzione alle cure palliative, con
servizi specifici per i malati terminali.
Impatto sul Territorio
I nuovi LEA mirano a ridurre le differenze regionali nell’offerta sanitaria,
obbligando tutte le Regioni ad adeguarsi agli standard nazionali. Tuttavia, è
fondamentale che i livelli di finanziamento e la gestione regionale garantiscano
una reale uniformità di accesso e fruizione dei servizi.

11.3 Le aree dei LEA


I LEA si suddividono principalmente in tre grandi aree:
1. Prevenzione Collettiva e Sanità Pubblica
o Attività di promozione della salute e prevenzione delle malattie
(vaccinazioni, screening, controlli igienico-sanitari).
o Tutela sanitaria nei luoghi di lavoro e in ambiente scolastico.
o Azioni di profilassi per malattie infettive e parassitarie.
2. Assistenza Distrettuale o Territoriale
o Assistenza Ambulatoriale: visite specialistiche, diagnostica
strumentale e di laboratorio.
o Assistenza Domiciliare Integrata (ADI): erogazione di cure
mediche e infermieristiche a domicilio, interventi di riabilitazione e
sostegno socio-sanitario.
o Assistenza Residenziale e Semiresidenziale: rivolta a persone
non autosufficienti, con disabilità o disturbi psichiatrici.
o Assistenza Primaria: medico di base, pediatra di libera scelta e
guardia medica.
3. Assistenza Ospedaliera
o Ricoveri Ordinari: per patologie acute che richiedono interventi
chirurgici o cure specialistiche intensive.
o Day Hospital e Day Surgery: per interventi e trattamenti che
possono essere svolti in giornata senza ricovero notturno.
o Pronto Soccorso: gestione delle emergenze-urgenze.
o Riabilitazione Ospedaliera: trattamento intensivo e post-acuto.
Significato Operativo
La suddivisione in tre aree consente di organizzare meglio le risorse e di
tracciare percorsi di cura personalizzati. Per un Operatore Socio Sanitario
(OSS), è importante conoscere queste aree per poter collaborare efficacemente
con le diverse figure professionali (medici, infermieri, assistenti sociali,
educatori) e fornire un’assistenza di qualità ai pazienti.

Importanza dei LEA per l’Operatore Socio Sanitario


Per un Operatore Socio Sanitario, avere familiarità con i LEA è fondamentale
per:
 Riconoscere i Diritti del Cittadino: comprendere quali prestazioni e
servizi devono essere garantiti a ogni persona che ne ha diritto.
 Integrare l’Assistenza: collaborare con gli altri professionisti
(infermieri, medici, assistenti sociali) per assicurare che il paziente riceva
una presa in carico completa e integrata.
 Fornire Informazioni Corrette: aiutare i pazienti a orientarsi tra i
servizi disponibili, specialmente in situazioni di fragilità o cronicità.
 Prevenire le Disuguaglianze: favorire l’accesso ai servizi di tutti, in
particolare delle fasce più deboli e vulnerabili della popolazione.
Argomento: L’iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale e la Sanità
Digitale
L’evoluzione del sistema sanitario italiano ha portato a una sempre maggiore
digitalizzazione dei servizi, con l’obiettivo di rendere l’accesso alle cure più
semplice e uniforme per tutti i cittadini. In questo contesto, è fondamentale
conoscere come avviene l’iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e
quali siano gli strumenti digitali a disposizione di pazienti e operatori. Di
seguito, analizziamo i principali aspetti legati alla sanità digitale e ai servizi che
ogni Operatore Socio Sanitario (OSS) dovrebbe conoscere.

12.1 La tessera sanitaria


Descrizione e Funzione
La tessera sanitaria è un documento personale, rilasciato a tutti i cittadini
iscritti al Servizio Sanitario Nazionale, che identifica l’assistito e garantisce
l’accesso alle prestazioni sanitarie su tutto il territorio nazionale. Si presenta
come una tessera plastificata, simile a una carta di credito, e oltre a riportare i
dati anagrafici fondamentali, contiene un microchip o una banda magnetica
che può essere utilizzata per accedere ad alcuni servizi digitali (come la firma
elettronica o l’identificazione in rete).
Importanza
 Accesso ai Servizi Sanitari: La tessera sanitaria è richiesta per
usufruire di visite mediche, ricoveri e prestazioni varie (come esami di
laboratorio, radiografie o altre procedure diagnostiche).
 Tracciabilità dei Dati: Consente la registrazione delle prestazioni
sanitarie e l’acquisizione dei dati necessari per il rimborso delle spese (ad
esempio per i farmaci).
 Utilizzo in UE: In alcuni casi, la tessera sanitaria funge da Tessera
Europea di Assicurazione Malattia (TEAM), permettendo di ricevere
assistenza sanitaria in altri Paesi dell’Unione Europea alle stesse
condizioni dei cittadini di quello Stato.
12.2 La prescrizione elettronica
Evoluzione della Ricetta Medica
La prescrizione elettronica, detta anche ricetta dematerializzata, ha sostituito
progressivamente la ricetta cartacea tradizionale. Il medico emette la
prescrizione attraverso un sistema informatico connesso al SSN, generando un
numero di ricetta elettronica (NRE) o un codice univoco.
Vantaggi Principali
 Riduzione degli Errori: Elimina problemi legati a eventuali illeggibilità o
smarrimento della ricetta cartacea.
 Maggiore Controllo: Le autorità sanitarie possono monitorare in tempo
reale le prescrizioni, evitando abusi o dispersioni e migliorando la
programmazione delle risorse.
 Semplificazione per il Cittadino: Per ritirare i farmaci prescritti o
prenotare visite ed esami, basta fornire in farmacia o in ambulatorio il
proprio codice fiscale e il codice della ricetta, senza necessità di portare
la versione cartacea.
Ruolo dell’OSS
L’Operatore Socio Sanitario, pur non essendo abilitato a emettere ricette, deve
conoscere il funzionamento di base della prescrizione elettronica per fornire
supporto ai pazienti nella comprensione delle procedure, nell’ottenimento dei
codici di prescrizione e nella corretta gestione delle cure.

12.3 Il fascicolo sanitario elettronico (FSE)


Definizione
Il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) è l’insieme dei dati e documenti
digitali relativi alla storia clinica di un cittadino, raccolti e aggiornati in modo
continuo e sicuro. Può includere referti, prescrizioni, verbali di pronto soccorso,
lettere di dimissione e molto altro ancora.
Finalità
 Continuità Assistenziale: Medici e strutture sanitarie, se autorizzati,
possono accedere al fascicolo per avere un quadro completo della storia
clinica del paziente, migliorando la qualità delle cure e riducendo i tempi
di diagnosi.
 Trasparenza e Accessibilità: Il cittadino può consultare i propri
documenti sanitari in qualunque momento, aumentando la
consapevolezza e la partecipazione alla gestione della propria salute.
 Riduzione dei Costi: Limitando la duplicazione di esami e analisi, il FSE
contribuisce a una gestione più efficiente delle risorse, evitando sprechi e
ritardi.

12.4 Il FSE 2.0: le Linee guida per l’attuazione 2022


Innovazioni Principali
Con l’avvento del FSE 2.0, il Ministero della Salute e le Regioni hanno
introdotto nuove linee guida per rendere il fascicolo sanitario ancora più utile e
fruibile. Tra i principali miglioramenti:
 Standardizzazione e Interoperabilità: I dati devono essere caricati in
modo uniforme, garantendo che le strutture sanitarie di tutte le Regioni
possano dialogare e condividere informazioni in maniera efficace.
 Sicurezza e Privacy: Sono stati rafforzati i protocolli di sicurezza
informatica e le regole di gestione dei consensi, tutelando la riservatezza
dei pazienti.
 Servizi Aggiuntivi: Possibilità di integrare nel FSE i dati raccolti da
dispositivi elettronici personali (come gli smart watch o le app dedicate
alla salute), ampliando la visione sullo stato di salute del paziente.
Impatto per gli Operatori
Con il nuovo FSE, medici e operatori socio-sanitari possono collaborare in modo
più semplice e integrato, avendo a disposizione un quadro dettagliato della
situazione clinica del paziente, aggiornato in tempo reale.

12.5 Il sistema CUP (Centro Unificato di Prenotazione)


Cos’è il CUP
Il Centro Unificato di Prenotazione (CUP) è un sistema centralizzato, di
solito gestito a livello regionale o di ASL, che consente ai cittadini di prenotare
visite ed esami specialistici in modo semplice e coordinato. Può essere
accessibile telefonicamente, online o tramite sportelli fisici presso ospedali e
distretti sanitari.
Caratteristiche Principali
 Unico Punto di Accesso: Il cittadino può visualizzare tutte le
disponibilità di visite ed esami in diverse strutture, scegliendo quella più
comoda o che ha tempi di attesa minori.
 Riduzione dei Tempi di Attesa: Grazie a una panoramica completa, si
evita la frammentazione delle informazioni e si possono ottimizzare gli
appuntamenti.
 Gestione delle Urgenze: Il CUP può riconoscere le priorità sanitarie e
assegnare con più efficacia le disponibilità per i casi che richiedono
urgenza.
 Trasparenza: Erogando prestazioni in base all’ordine di prenotazione e
priorità clinica, si riducono possibili disagi o preferenze non giustificate.
Ruolo dell’OSS
L’OSS non gestisce direttamente il sistema CUP, ma spesso è chiamato a
fornire informazioni ai pazienti, spiegando come e dove prenotare le
prestazioni. Conoscere i meccanismi di funzionamento del CUP è quindi
essenziale per orientare correttamente le persone e facilitare l’accesso ai
servizi.

Argomento: Le tipologie di interventi assistenziali e sanitari


Gli interventi assistenziali e sanitari possono essere suddivisi in diverse
tipologie a seconda degli obiettivi e delle modalità con cui vengono erogati.
Conoscerne la distinzione è fondamentale per un Operatore Socio Sanitario
(OSS), poiché offre una visione più completa delle possibili aree di intervento.
Di seguito vengono illustrati i principali tipi di interventi, dalla prevenzione alla
riabilitazione, passando per l’urgenza e la cura.

13.1 Interventi preventivi


Gli interventi preventivi mirano a evitare l’insorgenza di malattie o a ridurre
l’impatto di fattori di rischio sulla popolazione. Si basano sull’educazione
sanitaria, sulla promozione di stili di vita sani e sull’individuazione precoce delle
patologie. Per esempio, campagne di sensibilizzazione sull’alimentazione
corretta, l’attività fisica e la lotta al tabagismo rientrano a pieno titolo in questa
categoria. L’OSS, in questo contesto, può sostenere il lavoro degli altri
professionisti (medici, infermieri, assistenti sociali) attraverso l’informazione e il
supporto ai pazienti, diffondendo buone pratiche di prevenzione.

13.2 La profilassi preventiva: le vaccinazioni


Un elemento chiave della profilassi preventiva è rappresentato dalle
vaccinazioni, fondamentali per la protezione individuale e collettiva nei
confronti di diverse malattie infettive. La pratica vaccinale contribuisce a
ridurre o addirittura a eradicare patologie potenzialmente gravi,
salvaguardando la salute pubblica. L’OSS svolge un ruolo di supporto,
informando i cittadini sull’importanza delle vaccinazioni, rassicurandoli sulle
procedure e collaborando con il personale sanitario durante le campagne
vaccinali.

13.3 Le vaccinazioni obbligatorie: la L. 119/2017


La Legge 119/2017 ha introdotto importanti modifiche in materia di
vaccinazioni obbligatorie. Ha ampliato il numero di vaccini resi obbligatori per i
minori, al fine di garantire un’adeguata copertura vaccinale e prevenire la
diffusione di malattie che, in passato, avevano già mostrato segni di riduzione
o scomparsa. Tra questi vaccini si annoverano, ad esempio, quelli contro la
poliomielite, il morbillo, la pertosse, la varicella e altri, la cui mancata
somministrazione può comportare specifiche sanzioni o limitazioni nell’accesso
ai servizi educativi. Per l’OSS è importante conoscere la normativa per
orientare i pazienti e i loro familiari, rispondendo a domande riguardanti l’iter
da seguire o i possibili rischi.

13.4 Interventi curativi


Gli interventi curativi sono rivolti al trattamento delle patologie acute o
croniche, con l’obiettivo di alleviare i sintomi, limitare la progressione della
malattia e, quando possibile, guarirla. Comprendono visite mediche, interventi
chirurgici, somministrazione di farmaci, terapie fisiche, psicologiche o
farmacologiche. L’OSS opera in collaborazione con medici e infermieri,
fornendo assistenza di base ai pazienti (igiene personale, alimentazione,
mobilizzazione) e monitorando i parametri vitali, oltre a creare un ambiente di
sostegno emotivo e relazionale.

13.5 Le nuove Linee guida sul Pronto soccorso ospedaliero. Triage e


OBI
Le nuove Linee guida sul Pronto soccorso introducono procedure più strutturate
per la gestione delle emergenze, puntando a garantire tempi di intervento
adeguati in base alla gravità dei casi. Una parte fondamentale di questo
processo è il Triage, in cui il personale infermieristico valuta rapidamente le
condizioni dei pazienti e attribuisce un codice di priorità (ad esempio bianco,
verde, giallo o rosso).
Un altro elemento importante è l’OBI (Osservazione Breve Intensiva): si
tratta di un’area dedicata a pazienti che necessitano di un monitoraggio più
approfondito e di cure temporanee, senza richiedere necessariamente un
ricovero prolungato. L’OSS può collaborare attivamente in queste fasi, aiutando
i pazienti in attesa, fornendo informazioni e sostenendo gli infermieri nel
monitoraggio delle condizioni cliniche.
13.6 Interventi riabilitativi
L’obiettivo degli interventi riabilitativi è aiutare il paziente a recuperare, per
quanto possibile, le capacità motorie, cognitive e funzionali perse a causa di
malattie, incidenti o interventi chirurgici. Possono essere attuati sia in ambito
ospedaliero (in reparti dedicati alla riabilitazione) sia presso strutture territoriali
o domiciliari. L’OSS collabora con fisioterapisti, logopedisti, terapisti
occupazionali e altri professionisti, supportando il paziente nello svolgimento
degli esercizi di recupero e garantendo le migliori condizioni di comfort e
sicurezza.

13.7 Attività medico-legale


Le attività medico-legali riguardano quegli interventi in cui la medicina
interagisce con il sistema giuridico. Tra gli esempi più comuni troviamo le visite
fiscali, la redazione di certificati medici per finalità assicurative o previdenziali,
le autopsie giudiziarie, gli accertamenti relativi all’invalidità civile e all’inabilità
al lavoro. Pur non essendo direttamente responsabile dell’aspetto legale, l’OSS
può essere di supporto per la preparazione della documentazione clinica,
l’accompagnamento dei pazienti alle visite o la collaborazione con gli altri
operatori sanitari coinvolti.

Argomento: PNPV 2023-2025 (Piano Nazionale di Prevenzione


Vaccinale)
Il Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale (PNPV) 2023-2025
rappresenta il documento di riferimento per la programmazione e
l’organizzazione delle strategie vaccinali in Italia. Questo piano, predisposto dal
Ministero della Salute in collaborazione con gli enti regionali e gli Istituti di
ricerca (come l’Istituto Superiore di Sanità), mira a garantire un’elevata
copertura vaccinale nella popolazione, attraverso un’offerta adeguata e
gratuita di vaccini, nel rispetto dei principi di equità e universalità del Servizio
Sanitario Nazionale (SSN).

1. Obiettivi del PNPV 2023-2025


1. Aumentare la copertura vaccinale
o Ridurre il numero di persone non vaccinate o in ritardo con i
richiami.
o Mantenere o raggiungere la soglia del 95% di copertura per le
vaccinazioni fondamentali (es. anti-polio, anti-morbillo, ecc.), in
linea con le raccomandazioni dell’OMS.
2. Prevenire e controllare malattie infettive emergenti
o Prevedere la vaccinazione contro patologie considerate prioritarie,
tenendo conto anche di possibili emergenze sanitarie (come
l’influenza stagionale, ma anche eventuali nuove varianti di virus).
3. Promuovere l’adesione consapevole
o Fornire informazioni chiare e trasparenti, contrastare la
disinformazione e accrescere la fiducia nel sistema vaccinale.
4. Garanzia dell’uniformità nazionale
o Assicurare che tutte le Regioni e le Province Autonome offrano lo
stesso livello di prestazioni vaccinali, riducendo al minimo le
diseguaglianze territoriali.
5. Innovazione e digitalizzazione
o Potenziare gli strumenti digitali (Fascicolo Sanitario Elettronico,
anagrafe vaccinale, ecc.) per migliorare il monitoraggio delle
coperture e facilitare l’accesso alle informazioni.

2. Struttura e contenuti principali


1. Calendario vaccinale aggiornato
Il PNPV fornisce un calendario dettagliato delle vaccinazioni
raccomandate, suddivise per fasce d’età (infanzia, adolescenza, età
adulta, terza età) e per situazioni di rischio specifiche (donne in
gravidanza, persone immunocompromesse, soggetti a rischio
professionale).
2. Vaccinazioni prioritarie
o Pediatriche: Anti-difterite, anti-pertosse, anti-tetano, anti-polio,
anti-Haemophilus influenzae tipo b, anti-epatite B, anti-morbillo,
anti-parotite, anti-rosolia, anti-varicella.
o Adolescenti: Richiami per difterite, pertosse e tetano,
vaccinazione anti-papillomavirus (HPV), anti-meningococco, ecc.
o Adulti e anziani: Vaccinazioni anti-influenzali stagionali, anti-
pneumococco e richiami per difterite e tetano, considerando
eventuali patologie croniche.
3. Vigilanza epidemiologica e farmaco-sorveglianza
Il piano prevede un rafforzamento della raccolta dei dati epidemiologici
per valutare l’efficacia delle campagne vaccinali. Inoltre, è potenziato il
sistema di segnalazione di eventuali reazioni avverse (farmaco-
sorveglianza).
4. Attività di formazione e comunicazione
Il PNPV sottolinea l’importanza di formare il personale sanitario, compresi
gli operatori socio-sanitari, sui più recenti protocolli vaccinali e sulle
tecniche di comunicazione efficace con i pazienti. Vengono incentivati
anche progetti di educazione nelle scuole e campagne informative rivolte
al pubblico.
5. Coinvolgimento dei Medici di Medicina Generale (MMG) e dei
Pediatri di Libera Scelta (PLS)
Il piano riconosce un ruolo cruciale ai medici di famiglia e ai pediatri per
favorire l’adesione alle vaccinazioni, fornendo counseling e informazioni
aggiornate alle famiglie.

3. Il ruolo dell’Operatore Socio Sanitario (OSS)


1. Supporto informativo
o L’OSS, pur non avendo competenze mediche autonome, è spesso
la prima figura con cui i pazienti e le famiglie si interfacciano. Un
OSS formato può fornire informazioni di base sull’importanza dei
vaccini, orientare i pazienti verso i corretti percorsi vaccinali e
segnalare le figure competenti (medici, infermieri) per
approfondimenti clinici.
2. Collaborazione con i professionisti sanitari
o L’OSS può assistere gli infermieri e i medici durante le sedute
vaccinali, accogliendo il paziente, aiutando a compilare eventuali
modulistiche, curando l’ordine e la pulizia dell’ambiente, e
agevolando la corretta registrazione dei dati nella piattaforma
regionale o nell’anagrafe vaccinale.
3. Educazione e prevenzione
o In contesti territoriali, domiciliari o nelle strutture socio-sanitarie
(RSA, centri diurni, ecc.), l’OSS può promuovere la cultura della
prevenzione, supportando programmi di informazione e
sensibilizzazione sulle nuove vaccinazioni previste dal PNPV 2023-
2025.
4. Monitoraggio e segnalazione
o Qualora, dopo una vaccinazione, dovessero emergere dubbi su
possibili reazioni avverse o insorgere sintomi non usuali, l’OSS è in
grado di riconoscere il problema e di segnalare tempestivamente ai
colleghi infermieri o medici, seguendo le procedure di sicurezza.

4. Sfide e prospettive future


1. Disomogeneità territoriale
o Nonostante il piano promuova l’uniformità nazionale, potrebbero
persistere differenze nell’organizzazione e nelle risorse tra regioni.
Occorre un impegno continuo per colmare i divari.
2. Riluttanza vaccinale (vaccine hesitancy)
o La diffusione di informazioni fuorvianti può influenzare
negativamente l’adesione alle campagne vaccinali. Una
comunicazione chiara e un approccio empatico restano
fondamentali.
3. Aggiornamento continuo
o L’evoluzione di nuove tecnologie e i progressi in ambito
farmaceutico potrebbero introdurre nuovi vaccini o aggiornare
quelli esistenti. L’OSS, insieme agli altri professionisti, dovrà
seguire una formazione continua per restare al passo con le novità.
4. Digitalizzazione
o L’integrazione delle informazioni vaccinali nel Fascicolo Sanitario
Elettronico (FSE) e l’utilizzo di piattaforme online per le
prenotazioni e il monitoraggio richiedono competenze digitali
sempre più avanzate, anche per il personale socio-sanitario.

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