lui si focalizzerà sull'uso del volgare
10/03
GIOVANNI BOCCACCIO
nasce nel 1313 a Certaldo
figlio illegittimo di un ricco mercante; lui riconosce il figlio e lo fa studiare
per lavoro il padre si trasferisce a Napoli nel 1327 dove rimarrà fino al 1340/41, A Napoli trascorre il tempo in modo piacevole;
dove frequenta gli ambienti cortigiani e letterari, e accede alla biblioteca di Roberto fa la bella vita simile a quella di petrarca ad avignone
d'Angiò, nella quale attinge liberamente per studiare
si interessa al latino e studia latino
la sua famiglia cadrà in rovina al ritorno da napoli
--> crisi interiore si dedica a letteratura, studio... quello che petrarca chiamerebbe Otium
(a Napoli tra 1336-38)
il padre prova a indirizzarlo verso studi di economia ma lui preferisce letteratura si innamora della figlia del re Roberto, Fiammetta ---> amore infelice
• 1340 ritorna a firenze
• 1348 scoppierà la peste ---> verrà trattata nel Decameron dinamiche a livello sociale molto particolari, scrive una raccolta di novelle per allettare il pubblico
femminile in un periodo di crisi tale
si rivolge spesso a loro con adorazione ma verso fine della vita scrive opera molto misogina, il "corbaccio"
viaggia molto
intorno al 1350 diventa ambasciatore della città --> dovrà recarsi per accordi diplomatici per italia 1350-1351 andrà a padova a chiamare petrarca affinché diventi
professore presso università di firenze; P. rifiuta ma nasce un rapporto
di amicizia tra i due (si vedranno diverse volte; intratterranno un
rapporto epistolare)
Petrarca spingerà Boccaccio a studiare anche stilnovisti e Dante
Suor Beatrice
anni '50 si recherà dalla figlia di dante, Antonia, a Ravenna, la quale diviene monaca di clausura --> sta studiando Dante e le porta riconoscimento in onore di suo padre
trattato in onore di Dante (una delle prime biografie di dante): "trattatello in laude di dante"
farà una lettura pubblica della divina commedia ma si interromperà al canto 17
studierà in maniera approfondita le sue opere
visita anche posti menzionati in divina commedia e sue opere
AD OGGI CHIAMIAMO "Divina commedia" PERCHÈ FU BOCCACCIO AD ANTEPORRE "DIVINA" AL TITOLO
come petrarca si fece chierico ed ebbe 5 figli illegittimi; ebbe numerosi incarichi pubblici
muore nel 1375 a certaldo, dove era nato --> soffriva di acciacchi di vecchiaia e anche di obesità
OPERE
"filostrato" opera i cui protagonisti sono principi troiani (letteralmente significa "vinto da amore"; racconta di figlio di priamo e prigioniera dei troiani)
"filocolo": significa "fatica d'amore" ---> primo romanzo in prosa di boccaccio 1336 SCRITTO IN VOLGARE tratto dalla tradizione romanza
si ispira/rielabora un poemetto francese del 12esimo secolo sulla storia di Florio e Biancifiore, un’antica leggenda d’amore molto popolare nel Medioevo
"il cantare di Florio e Biancifiore"
lingua: volgare stile: prosa 11/03
CORBACCIO
significa "corvo" boccaccio stesso che si scaglia contro genere femminile
2 interpretazioni
uccello del malaugurio donna a cui è rivolta opera duplice interpretazione
opera misogina di boccaccio --> alta considerazione delle donne fino a fine della sua vita, che subirà una delusione d'amore bruciante
SATIRA AGGRESSIVA E PUNGENTE (molto breve)
rinnega tutta la sua precedente produzione letteraria + descrive personaggi femminili in modo grottesco
soprattutto rinnega la letteratura cortese
si era appassionato di letteratura cavalleresca alla corte del Re d'Angiò
FILOCOLO
"fatica d'amore"
1336
prima opera in prosa
si ispira/rielabora un poemetto francese del 12esimo secolo sulla storia di Florio e Biancifiore, un’antica leggenda d’amore molto popolare nel Medioevo
"il cantare di Florio e Biancifiore"
Florio, figlio del re di Spagna, cresce insieme a Biancifiore, una bellissima fanciulla. I due si amano fin da piccoli. Durante la loro educazione leggono insieme testi come l’“Ars
amatoria” (o "ars amandi") di Ovidio, un manuale che insegna come conquistare e preservare l’amore della persona amata (Ovidio aveva scritto anche i “Remedia amoris”, su come
superare l’amore non ricambiato o finito).
La loro storia si complica: Biancifiore viene rapita e venduta da mercanti, finendo alla corte del re d’Egitto.
Florio, disperato, finge di essere un mercante per seguirla. Attraversa una serie di viaggi, peripezie e rapimenti, mantenendo nascosta la sua vera identità: in Egitto si presenta sotto il
falso nome di Filocolo.
Alla fine della storia avviene un riconoscimento finale (agnizione): Florio riesce a ritrovare Biancifiore e a farsi riconoscere. I due si ricongiungono e il loro amore trionfa.
riconoscimenti di personaggi che si rivelano essere diversi da come si presentano all'inizio dell'opera
Filocolo composto da 5 libri ricchi di descrizioni, viaggi, peripezie, rapimenti, agnizione finale
TESTO PAG 574
PAGINA 576
lettera scritta da donna e dedicata alle donne innamorate pubblicata nel 1343-44
ELEGIA DI MADONNA FIAMMETTA
opera psicologica in prosa; introspezione
protagonisti: panfilo ma soprattutto fiammetta (introspezione)
elegia si ispira a Heroides ovidiane, vita nova dantesca e tradizione romanza francese
ovidio fa finta di calarsi nei panni di eroine di mitologia antica che scrivono lettera ai loro innamorati (di solito amore tragico)
caratteristiche: B. si cala nei panni di fiammetta e fa in modo che lei racconti del loro amore --> riprende tipica elegia (compianto d'amore) latina
-opera ambientata a napoli ma scritta a Firenze
Fiammetta, sposata con un altro uomo, si innamora di Panfilo ("specchio" dell'autore; dati biografici realmente accaduti), un mercante fiorentino. Quando Panfilo torna a Firenze
nome molto caro a boccaccio promettendo che sarebbe tornato, Fiammetta non riceve più notizie e cade nella disperazione.
Ossessionata dal dolore, vive tra speranza e gelosia (introspezione interiore profonda), temendo di essere stata abbandonata o tradita.
Il marito, ignaro, la porta in una passeggiata lungo la costa, ma la conduce nei luoghi dove lei incontrava Panfilo, aumentando il suo tormento.
Fiammetta, sopraffatta dalla sofferenza, arriva perfino a pensare al suicidio, raccontando in prima persona il suo dolore d’amore.
parla del suo umore altalenante; riflessioni ossessive su situazione di abbandono e tradimento; gelosia intensa
solitamente donna è oggetto dell'amore, ora diventa SOGGETTO
rispetto a tradizione petrarchesca e dantesca si tratta di amore vissuto e concreto
diversa esperienza dell'amore: amore come inclinazione naturale che va assecondata
"TIMELINE"
FILOCOLO E FILOSTRATO ---> periodo napoletano
ELEGIA DI MADONNA FIAMMETTA --> periodo fiorentino
CORBACCIO ---> finale della sua vita; conseguenza di delusione cocente
tocca sia lingua sublime, che lingua umile --> PLURISTILISMO
scritto in prosa, sintassi latineggiante, struttura complessa, periodi ampi
brigata giovanile = gruppo di ragazzi giovani
dal greco "dieci giorni" (10 novelle x 10 giorni) --> Deka Hamerôn 24/03
DECAMERON
raccolta di novelle: testi brevi, presentano pochi personaggi,
solitamente una sola ambientazione geografica, unica trama e
ambientato durante gli anni della peste nera, nonostante venne scritto successivamente
lineare (poco complessa)
10 giovani nobili
protagonisti: 7 ragazze e 3 ragazzi, i quali si incontrano nella chiesa di Santa Maria Novella si ispira molto alla tradizione orientale: "le mille e una notte"; racconta di sultano
tradito da moglie, che la ammazza, ogni notte ne entrava un'altra e lui le
ammazzava tutte tranne quando arriva una che racconta novella e non
cercavano di evitare contatto umano ma le funzioni religiose venivano mantenute racconta mai finale; lui si incuriosisce e infine se ne innamora
esaltata astuzia nel costruire inganni ai danni di qualcuno, capacità di resistere alla fortuna, intelligenza dell'uomo..
tema principale: amore in tutte le sue forme (diverso da amore dei suoi precedenti) --> amore carnale, fisico, sensuale; numerosi e vari risvolti
trama ---> partono un mercoledi mattina per la campagna, si rifugiano in una tenuta fuori dalla città di firenze e vivono in questa realta che costruiscono loro al di fuori delle dinamiche
che stavano stravolgendo la città; il viaggio dura 14 giorni
si dilettano raccontandosi delle novelle, le quali raccontano per 10 giorni; saltano venerdi (giorno della passione di cristo) e sabato per motivi religiosi
ogni giorno viene eletto un re o una regina che stabilisce il tema su cui costruire la novella; i temi sono molto vari, divertenti, alcune novelle sono dedicate a amori tragici, altre a quelli felici,
alla fortuna, o all'industria (inteso come ingegno nel sapersela cavare); + 2 giornate in cui il tema è libero
Dioneo (libero dai vincoli tematici) si prende la libertà di non attenersi al tema stabilito ma di racconatre sempre qualcosa che lo
proiezione dell'autore stesso appassiona; spesso tematiche licenziose = osano rispetto ai costumi ell'epoca + parti autoriali
alla fine della giornata uno dei 10 canta una ballata da lei recitata (inventa una poesia)
caratteristiche:
-narratore di primo grado (introduce le novelle per mezzo di una rubrica = breve sintesi del contenuto della novella; si presenta anche alla conclusione) --> PARTI AUTORIALI
-ambientazione prevalente: Italia (ubicazioni geografiche comunque disparate, ovvero differenti)
-rapporti /amori licenziosi MA vita della brigata tuttavia onesta ----> alti principi morali
-dedicato alle donne --> pubblico femminile
-rubrica: sintesi della novella che include re o regina del giorno e tema scelto --> da "ruber"= rosso ; una sorta di titoletto riassuntivo
-personaggi: predilige BORGHESIA (1. perchè suo padre era un mercante benestante; 2. ne apprezza l'industria)
intorno alle novelle vi è la cornice della difficile situazione che stanno vivendo, la peste stravolge i principi morali..
OTTICA LAICA
tratti personaggi disparati (alcuni reali, realtà contemporanea es Cavalcanti, monaci, monache, preti, nobili ,ragazzi poveri...altri inventati)
si parla di questioni religiose con ironia e leggerezza
tradizione antifratesca = spesso ridicolizza figura prete, monaca..
IL RUOLO DELLA FORTUNA E DELLA NATURA le definisce "ministre del mondo" = forze motrici che regolano il mondo
natura e fortuna secondo boccaccio regolano andamento del mondo/universo è importante sapersi destreggiare nonostante si è sempre in balia della fortuna per mezzo di industria
serie di eventi che colpiscono una persona, sia positive che negative
differenza con Dante: collega a provvidenza divina --> ne parla nel girone di Avari e Prodighi (quando incontra Pluto, dio della fortuna); dante fa excursus e ne parla
virgilio la descrive come forza angelica che regola destino degli uomini
inclinazione naturale che "reclama" dei diritti
natura ---> istinto della persona che non sempre puo essere accontentato (principi morali, società...)
natura e fortuna spesso si avvicinano, a volte convergono a volte vanno in contrasto --> non sempre dalla stessa parte
TESTO PAG 586
lingua: volgare fiorentino, prosa
25/03
PIANI NARRATIVI
1. parti autoriali ---> corrispondono a proemio della raccolta di novelle e conclusione di quest'ultima
2. voce del narratore di primo grado, il quale si occupa di narrazione e introduzione delle singole novelle, ballate, cornice, scelta della tematica
3. voce di narratore di secondo grado --> giovani personaggi che raccontano le novelle
3 piani/livelli narrativi
TESTO PAG 677 E ESERCIZI
TESTO PAG 680
RIASSUNTO TESTO MADONNA ORETTA
Madonna Oretta, una nobildonna fiorentina, sta viaggiando a cavallo con un gruppo di cavalieri e dame. Ad un certo punto del tragitto uno di questi si offre di raccontarle una storia
con l'intenzione di rendere più piacevole il viaggio. Tuttavia, il cavaliere non si rivela un buon novellatore, tanto che racconta in modo confuso e maldestro, interrompendo la
scorrevolezza della narrazione della storia con errori e disordine.
Ad un certo punto, Madonna Oretta, stanca del racconto confuso e mal narrato, lo interrompe con una battuta breve ma sagace, facendogli notare con ironia che il suo modo di
raccontare la novella è cosi sgradevole da rendere il viaggio ancora più faticoso. Con questa frase viene fatto un parallelo tra il trotto faticoso del cavallo e la scarsa capacità di
narrazione del cavaliere, sottolineando il fallimento del narratore senza offenderlo direttamente.
È su questo che Boccaccio basa la sua riflessione: sostine che le donne debbano prediligere interventi brevi e taglienti rispetto ai lunghi discorsi, i quali, a suo parere, non si addicono a
queste.
TESTO PAGINA 652
31/03
RIASSUNTO CHICHIBIO E GRU
Chichibio è un cuoco veneziano al servizio di Currado Gianfigliazzi, un nobile fiorentino. Un giorno, Currado va a caccia e cattura una gru, che ordina a Chichibio di cucinare per
la cena. Mentre sta preparando l’arrosto, la bella Brunetta, di cui Chichibio è innamorato, gli chiede insistentemente una coscia dell’animale. Per compiacerla, Chichibio gliela dà.
Quando Currado si accorge che alla gru manca una coscia, interroga Chichibio, che, per uscire dall’impaccio, afferma che le gru hanno una sola gamba. Il nobile, incredulo,
decide di metterlo alla prova il giorno dopo, portandolo nei campi dove alcune gru stanno dormendo su una gamba sola. Chichibio pensa di aver ragione, ma Currado le spaventa
facendole mettere entrambe le zampe a terra.
Messo alle strette, Chichibio trova una risposta pronta e scherzosa: “Messere, se ieri sera aveste gridato così alla gru arrosto, anche quella avrebbe avuto due gambe!”
Currado, divertito dalla prontezza di spirito del cuoco, lo perdona.
La novella mette in luce l'importanza dei motti di spirito, uniti alla fortuna intesa come ingegno, capaci di salvare anche nelle situazioni più imbarazzanti.