Testo parte dei Codici di Nag Hammadi, insieme di la spudorata e la pudica
trascrizioni datate per la metà del IV secolo D.C. di più antichi la forza e il terrore
testi gnostici cristiani e pagani datati tra il III secolo A.C. e il la guerra e la pace
II secolo D.C., rinvenuti nei pressi di Nag Hammadi (Egitto), prestate ascolto.
nel dicembre 1945.
Io sono la piena di grazia e la disgraziata
Si tratta di un testo in poesia che riporta il monologo di una custodisci la mia povertà, cura la mia ricchezza.
divinità femminile sulla natura non duale e onnicomprensiva Quando mi esilieranno dalla terra, non gridare:
del divino mi riconoscerai in quelli che verranno.
Non cercarmi tra corpi e colossi di letame
Tuono, Mente Perfetta (o Tuono, Intelletto Perfetto) non invischiarti nella caccia:
mi riconoscerai nei regni.
Quando mi relegheranno
Inviata dal potere tra gli ultimi e i disonorati
vengo per chi in me si riflette non ridere di me:
soltanto chi mi cerca può trovarmi. non gettarmi tra chi è ucciso con violenza.
Fissami, tu che in me rifletti
ascoltatemi, uditori.
Chi mi attende, mi porti con sé. Sono spietata e piena di pietà:
Non bandirmi dalla tua vista. stai all’erta.
Non permettere alla tua voce e al tuo udito di odiarmi.
Non ignorarmi, mai, in nessun tempo, in nessun luogo. Non disprezzare la mia obbedienza
Veglia! Resta allertato! e non amerò la mia anarchia.
Non ignorarmi. Non abbandonarmi quando sarò debole
il mio potere non ti intimorisca.
Perché io sono la prima e l’ultima
l’onorata e la bestemmiata Perché mi odi quando incuto timore
la puttana e la santa e maledici il mio orgoglio?
la moglie e la vergine Io presiedo ogni paura
la madre e la figlia. sono la forza che trema.
Sono le membra di mia madre Io sono il debole assoluto
la sterile amo i luoghi paradisiaci.
dei molti suoi figli. Insensata, insinuo il senso in ogni cosa.
Ho avuto il matrimonio più fastoso
perché non ho marito. Perché mi odiate, Greci?
Sono la levatrice e colei a cui è levato il parto Perché trai barbari sono il barbaro?
solo conforto delle mie laboriose doglie. Ma io sono la sapienza dei Greci
Sono la sposa e lo sposo dei barbari la maestria.
mio marito mi è genitore. Sono colei che giganteggia in Egitto
Sono la madre di mio padre e che i barbari non possono raffigurare.
e la sorella di mio marito Sono quella che è odiata da tutti
e lì è fissa la mia discendenza. che ovunque è amata.
Sono la serva di chi mi ha osservato Mi hai chiamato Vita
sono sovrana della mia stirpe. mi hai chiamato Morte.
Ma lui mi generò prima del giorno natio Mi avete detto Legge
e a tempo debito sarà la mia prigione progenie: mi avete soprannominata Illegale.
da lui il mio potere proviene. Sono l’inseguito, la sequela e colui che insegue.
Sono lo scettro della sua gioventù Sono il disperso che hai raccolto
perché lui è il vincastro della mia vecchiaia. sono quella di cui ti vergogni
Ciò che vuole, accade. e che ami svergognare.
Sono il silenzio indefettibile Non ho bisogno di riti
e l’idea che s’india nella tua memoria. e per me avete ideato tutti i riti.
Voce dal ritmo tentacolare
verbo dai moltiplicati inganni
pura pronuncia del nome. Sono una senzadio
e quella per cui Dio è grande.
Rifletti su di me
Perché tu che mi odi mi ami per disprezzarmi
e odi chi mi ama? sono l’ignorante
Confessami, tu che mi sconfessi che si fa insegnante.
Sconfessami, tu che ti confessi. Quando da me ti nascondi
Chi di me dice la verità è un mentitore appari ovunque.
chi su di me mente, dice la verità. Quando vi nasconderete
Chi mi conosce mi ignora apparirò
chi mi ignora mi conoscerà. quando apparirai
mi nasconderò.
Io sono la sapienza e l’insipienza
la vergogna e la svergognata
Ciò che va fatto fallo… insensatamente… e la sua divisione
Levami dal dolore …pronuncerò il suo nome.
accoglimi nella conoscenza e nella sofferenza.
Prendetemi con voi in orridi e rovine Fissate le parole
ruberia di bellezza in luoghi laidi. compilate gli scritti
Svergognata, prendetemi con voi, spudoratamente; Attendete con attenzione
che la vergogna e la spudoratezza uditori e angeli, inviati
travolgano le vostre membra. e invitati e voi
Vieni avanti, tu che mi conosci spiriti risorti dalla morte:
e che conosci i miei corpi
stabilisci chi è il grande tra i piccoli.
Vieni presso l’infanzia Io sono la sola cosa che esiste
e non disprezzarla perché è poca cosa e breve. e nessuno oserà giudicarmi.
Non levare la grandezza dal piccolo Perché molti sono i piaceri e numerosi i peccati
perché il piccolo si comprende per la sua grandezza. le incontinenze insaziate
le passioni disgraziate
i piaceri fugaci
Perché mi benedici e mi bestemmi? che gli uomini abbracciano
Mi hai ferita ed è fertile la tua pietà. fino a diventare dementi
Non separarmi dai primi che hai conosciuto e ascendere presso il riposo.
e non allontanare mai nessuno. Mi troverete lì:
e nessuno vivrà
[…] e non avrà vita la morte.
Io sono dentro
…ogni natura.
Presiedo… la creazione degli spiriti
…la questua delle anime.
Sono il controllo e l’incontrollato
unione e dissoluzione
l’unica e la dissipata
sono ciò che è al fondo
e tutti convergono presso di me.
Sono la condanna e l’assolto
sono il senza peccato
e la radice di ogni peccato.
Sono la lussuria e la casta.
Sono la voce che tutti ascoltano
e il discorso incomprensibile:
il muto e la muta del verbo.
Ascoltami con gentilezza
apprendi la mia durezza.
Sono il grido
e la scagliata a terra.
Preparo il pane e la mente
sono la conoscenza del nome.
Sono quella che urla
e ascolta.
Sono la difesa, l’indifesa
mi chiamano Verità
avvero l’iniquità.
Mi onori… e chiacchieri contro di me.
Tu che sei vano, giudica chi svanisce
prima che ti giudichino, perché
è in te il giudice e il parziale.
Se sarai condannato, chi potrà assolverti?
Se sarai assolto, chi ti custodirà?
Ciò che è dentro di te è fuori di te
chi ha modellato il tuo corpo
ha dato forma al tuo spirito.
Ciò che vedi fuori di te è dentro di te.
Io sono la voce che tutti capiscono
e il lemma che nessuno comprende.
Sono la pronuncia
e l’impronunciabile
la lettera