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Metodologie lezione 10 (28\10\24)

Le metodologie sono relative alla scelta dell’insegnante e dipendono dal contesto in cui si agisce,
dalla disciplina e anche dagli obiettivi che si prefigge l’insegnante.
La metodologia corrisponde alla ricerca e all’elaborazione di una serie di metodi che sono principi
che regolano i criteri generali attraverso i quali si va ad insegnare. La metodologia è quindi
l’insieme, lo studio, la ricerca e la scelta dei metodi che saranno applicati.
Abbiamo già parlato del concetto di approccio, che è un qualcosa di più generale e comprende
anche una serie di metodi. Il metodo è la via attraverso la quale vado a raggiungere gli obiettivi che
mi prefiggo (come insegnante o come apprendente), mentre la metodologia è l’insieme di tutto ciò
che porta alla scelta dei metodi, è quindi sia un qualcosa di teorico che di pratico e può
corrispondere a delle modalità operative che si realizzeranno in aula e che riguardano la ricerca
stessa.

Ci sono varie metodologie che possono essere utilizzate a scuola e che possono andare avanti per il
resto della vita. Qualsiasi sia la metodologia che si utilizzi si deve rispondere a determinate
necessità didattiche e devono essere sempre parte degli obiettivi che si prefigge l’insegnante. Fra
queste, bisogna valorizzare il discente.
Il discente deve sentirsi protagonista nell’atto di imparare ed è importante anche valorizzare le
esperienze pregresse, alle quali aggiungere nuove esperienze che si faranno con i compagni di
classe.
Bisogna anche riuscire ad incuriosire lo studente. Anche la semplice trasmissione di conoscenze
deve essere vista come qualcosa di innovativo, come una nuova scoperta che stimoli l’interesse. Il
discente deve essere consapevole di sé stesso e raggiungere un certo livello di maturazione per
acquisire degli strumenti che gli saranno utili non solo nella costruzione del suo sapere ma più in
generale per costruirsi un bagaglio di esperienze che lo renderanno autoconsapevole e pronto alle
sfide che dovrà affrontare (nel caso dello studente di lingue, anche semplicemente riuscire a
“sopravvivere” all’estero, a fare la spesa in un supermercato in un’altra lingua)
Bisogna sempre stimolare la voglia di collaborare, rendere pronti gli studenti a cooperare e a
interagire con gli altri.

Di seguito analizzeremo varie possibilità di fare didattica; le varie metodologie possono essere in
realtà combinate tra loro e i vari approcci che nel tempo si sono susseguiti hanno lasciato qualche
positività quindi quello che c'è stato precedentemente stato va studiato per poter estrapolare quello
che di buono c’è stato.
DIDATTICA PERSUASIVA
Possiamo parlare di persuasione già da Aristotele, il quale parlava di persuasione come “arte di
indurre qualcuno a compiere determinate azioni che normalmente non compirebbero se non lo
chiedessimo loro”.
Possiamo associare il verbo persuadere a quello di convincere però c’è differenza fra le due
possibilità. Infatti, convincere riguarda un aspetto di tipo razionale, si rifà a quello che vuole la
logica; quindi, attraverso una serie di motivazioni porto l’altra persona a convincersi della mia idea
o della mia proposta.
Persuadere, invece, tocca le emozioni; non riguarda un insieme di consequenzialità che portano ad
una decisione ma attraverso una gestione delle emozioni dell’altro (anche attraverso l’empatia) si
riesce ad entrare nell’altro per portarlo dalla parte in cui vogliamo che vada.
La didattica persuasiva non ha un’accezione negativa perché consiste nel riuscire a catturare
l’interesse e conquistare emotivamente gli alunni affinché siano incuriositi e motivati sia verso la
disciplina che verso la figura dell’insegnante (che funge da punto di riferimento).

Aristotele propose tre fattori utili per persuadere l’interlocutore:


1. ethos = riguarda la forza morale che l’oratore trasmette all’interlocutore
2. pathos = si riferisce alle emozioni, al far sentire le emozioni a chi ascolta e quindi a
coinvolgere emotivamente chi ascolta
3. logos= riguarda la parola, comunicazione verbale. Secondo Aristotele il logos era l’aspetto
più importante, mentre studi più recenti sostengono che sia il pathos a riuscire a convincere
l’altro.
Ci possono essere varie possibilità di fare didattica. Ad esempio, Thomas Gordon (1918-2002) ha
proposto una serie di metodologie utili che influenzano il discente. Fra queste suggerisce l’uso di
“IO”; se il discente è in difficoltà, è utile mettersi quasi sullo stesso piano, “umanizzarsi” come
docente per dimostrargli che quel momento di difficoltà è transitorio e che esistono delle soluzioni.
È sempre fondamentale l’ascolto attivo: il docente deve essere presente, deve essere capace di
ascoltare e deve proporre soluzioni che siano positive per il discente, deve essere coerente nel
tempo, deve riuscire a dare una solidità (legata all’essere autorevole) e deve essere presente per tutti
i discenti.

DIDATTICA LABORATORIALE
Nella didattica laboratoriale si sviluppano le competenze. Mentre le conoscenze hanno a che fare
con ciò che si sa, con il sapere, le competenze sono qualcosa di più pratico e concreto e hanno a che
fare con ciò che si sa fare.
Il laboratorio parte come uno spazio in cui si svolgono attività pratiche (come il laboratorio dello
scienziato) e diventa un ambiente in cui si svolgono delle attività che devono essere significative
(apprendimento significativo).
Anche nel contesto dell'aula, dove normalmente i discenti possono seguire lezioni frontali, possono
esserci dei momenti più laboratoriali. Sono proposte attività attraverso le quali si fa effettivamente
qualcosa. Si lavora di persona su una specifica questione quasi come in una bottega di artigiani che
toccano con mano la materia e creano qualcosa.

È una forma di apprendimento attivo perché si fa qualcosa attivamente e si impara facendo.


Quando parliamo di laboratorio parliamo di qualcosa che ha valore pedagogico e programmatico:
va sia a educare e insegnare ma anche a programmare una serie di attività che verranno fatte.
Possono essere fatti percorsi didattici in un'unica disciplina ma possono anche esserci delle
collaborazioni con docenti di altre discipline, andando a lavorare in una maniera più
interdisciplinare. Si può fare didattica laboratoriale sia durante le ore curricolari che in altri spazi e
in altri orari (orari pomeridiani).

DIDATTICA PER SCOPERTA


La metodologia che guida l’apprendimento del discente consiste nella scoperta della disciplina ma
più in generale del mondo. Attraverso quella disciplina, infatti, si va ad indagare il mondo intero, si
va a scoprire qualcosa e a suscitare l’interesse.
Possiamo parlare di processi induttivi perché facciamo indurre qualcosa attraverso esempi, oppure
possiamo parlare di attività di brainstorming.
Quindi si può proporre una serie di scoperte che saranno il filo conduttore di tutta la lezione. In casi
estremi, c’è chi sostiene di non voler condividere di ciò che gli studenti scoprono per non
“sporcare” la loro scoperta.

DIDATTICA METACOGNITIVA
Viene da metacognizione, cioè ciò che ci fa rendere conto che stiamo imparando.
L’obiettivo del docente è di insegnare al discente come si fa a imparare.
In questo modo si stimolano i discenti a riflettere, a farsi domande fra loro, a rispondere alle
domande del docente non solo relative agli argomenti della disciplina ma anche relative alla
modalità attraverso cui si sta imparando, si stimola quindi a riflettere sulla capacità stessa che si ha
di progredire. Questo favorisce l’autovalutazione, stimola l’intelligenza intrapersonale (rifletto su di
me e non solo sul percorso), la capacità di auto percepirsi e di avere una mente aperta.

Quando si fa didattica metacognitiva si considerano una serie di strategie:


- Selezione di informazioni
- Organizzazione delle informazioni (ad esempio attraverso mappe)
- Elaborazione delle informazioni (come le propongo)
- Ripetizione (che facilita la memorizzazione)

DIDATTICA PER PROGETTI


Introdotta da Kilpatrick (morto nel 1965). Nel 1918 ha proposto un tipo di lavoro laddove la
didattica passa esclusivamente per una serie di progetti, di attività che semplificano il lavoro
attraverso la realizzazione di un compito che corrisponde ad un obiettivo (vale a dire il progetto).
Il prodotto finale può essere visto come una sfida, come un gioco e consiste nella realizzazione di
qualcosa di concretamente pratico e visivo.
C’è un percorso da seguire per realizzare un progetto: pianificare, organizzare e coordinare. La
differenza con la didattica metacognitiva sta nel focus, nell’obiettivo.

Ci sono delle fasi da rispettare per stendere un progetto:


- Fase preliminare in cui si deve pianificare, individuare la questione da affrontare
- Fase di negoziazione in cui si va a discutere sul tema (scambio di idee)
- Progettazione vera e propria.

Quando si propone un progetto in classe si può fare sotto forma di didattica fissa nelle ore di lezione
oppure si possono organizzare progetti più complessi (coinvolgendo anche persone esterne e
andando oltre le ore di lezione), in questo caso bisogna fare la proposta al consiglio di classe e al
dirigente.
In questo tipo di didattica si parla di trasversalità: considero competenze trasversali che vanno
oltre la disciplina stessa e che fanno sviluppare varie skill. Vengono quindi coinvolte competenze
interdisciplinari.

Ad oggi abbiamo molte risorse tecnologiche a disposizione quindi la creatività per realizzare
progetti è maggiore rispetto al passato.
I progetti si distinguono:
- In base al tipo di intervento del docente (progetti strutturati, semistrutturati o non strutturati),
poiché l’intervento del docente varia
- In base alle tecniche per la raccolta dati
- In base alle tecniche di presentazione: progetti di produzione (cortometraggi, power point,
cartelloni), progetti di performance (recita finale), progetti organizzativi (organizzazione di
qualcosa come un evento, un convegno)
DIDATTICA COOPERATIVA o COOPERATIVE LEARNING
La collaborazione è importante, si riconduce al sociocostruttivismo secondo cui la competenza
viene costruita attraverso la collaborazione. Quello che imparo è frutto del lavoro mio e dei miei
compagni e questo rende l’apprendimento ancora più significativo.
Ci ricolleghiamo al concetto di sviluppo prossimale proposto da Vygotskij: tendo ad avvicinarmi al
mio compagno quindi lavoro anche sulla mia capacità di interagire (intelligenza interpersonale)
perché lavoro con i miei pari per un obiettivo comune.
Il docente ha ruolo di tutor: circola fra i banchi, dà suggerimenti, segue i discenti ma li lascia fare.
In questo modo si lavora sulla responsabilizzazione degli studenti, sulle capacità sociali
C’è sempre una figura più di rilievo nel gruppo, è di solito una persona che ne sa di più.
L’apprendimento cooperativo può essere supportato dal computer però non bisogna mettere in
secondo piano l’aspetto umano.

DIDATTICA PER CONCETTI


È di matrice costruttivo-cognitivista e prevede una didattica che tende a lavorare sullo sviluppo
cognitivo e sulla ricostruzione delle discipline.
Si deve favorire un apprendimento più di tipo teorico, qui parliamo principalmente di conoscenze,
di sapere. Lavorare con mappe permette di mettere in ordine gli argomenti e di memorizzare
meglio.
Possono intervenire anche varie risorse tecnologiche (lim, computer) che permettono di lavorare su
tanto.

La mappa concettuale è una rappresentazione grafica della conoscenza che rende visibile il sapere
che dobbiamo conquistare. Novak per primo ha proposto l’uso di mappe e queste prevedono delle
gerarchie fra le parti della mappa. Si parte da un concetto chiave e sotto si sviluppano delle colonne
che specificano quel sapere. Si parte quindi dal concetto generale per andare poi nello specifico.
Questo si differenzia dalla mappa mentale perché essa ha un’impostazione grafica diversa. Il
concetto chiave qui è al centro e si allarga per entrare sempre più nello specifico.
Le mappe possono essere utili per ordinare le informazioni, per memorizzarle e per verificarle
(posso usarle per ripassare e per verificare quello che ho detto in maniera più rapida).
Il primo a proporre le mappe mentali è stato Buzan (1942-2019). In questo caso il concetto chiave
che è al centro non deve essere necessariamente una scritta, può essere anche un’immagine, un link
che riporta ad un video.
Esistono software particolari per fare delle mappe sul computer, uno di questi è I Mind Map (ideato
proprio da Buzan).
DIDATTICA STEM\STEAM
La didattica STEM è un tipo di didattica legata a competenze scientifiche, si va quindi a lavorare
con discipline scientifiche (scienza, tecnologia, matematica) in vari modi. La didattica STEAM
include anche le discipline letterarie e umanistiche per completare il concetto. Si può lavorare con
più discipline che comunicano tra loro

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