Arte Gotica
Arte Gotica
In Italia settentrionale e centrale progressivo passaggio dai liberi comuni alle Signorie
Rinascenza nel Regno delle due Sicilie sotto l'Imperatore Federico II di Svevia (1215-50). Alla morte di Federico II il
Papa conferisce il regno a Carlo I d'Angiò, fratello del Re di Francia.
Fine utopia restaurazione imperiale; Contrasti tra il Re francese Filippo il Bello e Papa Bonifacio VIII; 1309 avvio
cattività avignonese: trasferimento sede papale ad Avignone sotto il controllo del Re di Francia (1309-77).
Dagli inizi del trecento epidemie, carestie, 1347-51 peste nera crollo demografico, crisi economica
Nascita degli ordini predicatori, mendicanti in Italia che, sull’esempio dei monaci cistercensi, si fanno portavoce di
un rinnovamento religioso ma anche culturale.
-FRANCESCANI (Ordine dei Frati minori fondato nel 1209, approvato da Papa Onorio III nel 1223), da S. Francesco d’Assisi
(+ 1226, canonizzato nel 1228);
-DOMENICANI (Ordine Frati predicatori fondato nel 1216), da S. Domenico di Guzmàn (+1221, canonizzato nel 1234);
Parigi, ricostruzione e ampliamento Basilica dell'abbazia benedettina di Saint Denis, 1136-44. La chiesa dell'abbazia di
origine carolingia, situata appena fuori Parigi, contiene le reliquie di Dionigi,primo vescovo di Parigi ed è il sacrario dei Re di
Francia. L'abate Suger, consigliere dei Re di Francia Luigi VI e Luigi VII, fa ricostruire la facciata (a due torri, slanciata, con 3
portali strombati a tutto sesto, archi ciechi, finestre, ampio rosone), il coro e l'abside (con doppio deambulatorio, cappelle
radiali continue, volte a crociera ogivali, archi a sesto acuto e vetrate) e parte del corpo longitudinale. La ricostruzione
prosegue fino al 1270. La chiesa a croce latina è dotata di cripta, nartece, 3 navate, transetto con portali e rosoni vetrati,
coro e abside con doppio deambulatorio e cappelle radiali. Navate e transetto hanno volte a crociera ogivali, archi a sesto
acuto e pilastri a fascio. La navata centrale è a 3 livelli in alzato: arcate, triforio e claristorio. All'esterno sono presenti
contrafforti e archi rampanti. La chiesa oggi è diventata Cattedrale.
Torre nord
facciata
principale
smontata
nell'Ottocen
to e in
progetto di
essere
rimontata
entro il
2024.
Facciata nord
transetto: rosone
vetrato e portale con
statue-colonna
Parigi, Cattedrale di Notre Dame, 1163-1320 in pietra calcarea locale: pianta a croce latina con transetto poco
sporgente e 5 navate con volte a crociera esapartite e pilastri circolari, navata centrale con arcate, triforio e
claristorio, coro e abside con doppio deambulatorio e cappelle radiali, facciata a due torri con: 3 portali strombati
archiacuti con statue-colonna, galleria dei Re, balaustra, rosone e finestre. Restaurata nell'Ottocento da Viollet Le
Duc (che ad es. interviene nella guglia centrale e aggiunge in facciata la galleria delle chimere), la cattedrale ha
subito un terribile incendio nel 2019.
Sainte-Chapelle, Parigi, 1241-48: cappella palatina
costruita per volere di Re Luigi IX detto il Santo,
nella corte del Palazzo reale, andato distrutto.
Conservava reliquie della passione di Cristo come
la corona di spine, oggi in Notre Dame. Ha una
pianta rettangolare con abside poligonale e si
sviluppa su due livelli: la Cappella inferiore,
destinata al popolo e la Cappella superiore,
destinata alla famiglia reale. La Sainte Chapelle è
un edificio rappresentativo del Gotico rayonnant
(radiante) in cui le vetrate policrome sostituiscono
quasi per intero le mura perimetrali.
INGHILTERRA prima gotico austero cistercense, poi infl gotico Ile de France poi stile perpendicolare
Londra, Abbazia di Westminster La ricostruzione gotica dell'abbazia benedettina, che segue quella del 1042 di Edoardo il
Confessore, si avvia nel 1245 sotto Enrico III; i lavori vengono interrotti durante la peste nera, la guerra dei cent’anni e la guerra delle
due rose, e la chiesa viene completata solo a metà Settecento. Nel XVI secolo Enrico VIII Tudor fondatore della Chiesa anglicana,
allontana i benedettini dall'abbazia. La chiesa, ispirata alla cattedrale di Reims, ha una pianta a croce latina, con transetto e 3 navate
con volte a costoloni ogivali e pilastri a fascio, navata centrale con arcate, triforio e claristorio, coro e abside con deambulatorio e
cappelle radiali. La facciata principale, del XV sec. è a due torri mentre la facciata nord del transetto è a salienti. Contiene i monumenti
di uomini illustri e il trono ligneo delle incoronazioni.
La Basilica, che sorge in posizione elevata, alle falde del Monte Subasio, è a due aule sovrapposte: la chiesa inferiore e quella
superiore. A questi due livelli si aggiunge la cripta posta al di sotto della chiesa inferiore. La facciata a capanna, ancora legata al
Romanico umbro, è tripartita: il registro inferiore è caratterizzato da l'ampio portale d’ingresso centrale a sesto acuto strombato e
bipartito dal trumeau in archi trilobati; il registro mediano è decorato con un rosone traforato; il frontone è decorato con un oculo e
ha due torrette cilindriche retrostanti I fianchi della Basilica superiore sono rinforzati da contrafforti cilindrici ai quali vengono
addossati dal 1279 archi rampanti poco inclinati. La Basilica inferiore, legata al romanico, è a croce commissa ed è composta da
un'unica navata divisa dal 1271 in 4 campate con volte a crociera costolonate, 1 atrio laterale a sinistra sempre voltato, cappelle
laterali (aggiunte nel XIII secolo), un transetto e un'abside a pianta semicircolare. Tozzi e bassi pilastri definiscono le campate
coperte da volte larghe e molto ribassate, tanto che l'intera chiesa inferiore sembra una grande cripta dalle volte incombenti.
Tale effetto è accresciuto dalla scarsa illuminazione. La Basilica superiore, gotica, pur riprendendo lo schema planimetrico di
quella sottostante (è a croce commissa ed è composta da un'aula ad una sola navata, suddivisa in quattro campate quadrate,
transetto e abside poligonale), è molto più luminosa e slanciata e presenta volte a crociera ogivali, impostate sui pilastri a fascio
addossati alle pareti. Nel registro superiore delle pareti si aprono alte finestre che inondano di luce l'aula.
Nella Basilica di san Francesco si conserva il più importante complesso di affreschi della pittura italiana dalla metà del Duecento
al terzo decennio del Trecento, con opere dei pittori fiorentini Cimabue, Giotto, dei senesi Simone Martini, Pietro e Ambrogio
Lorenzetti e di pittori romani. La decorazione della basilica inferiore comprende nella navata le Storie della passione di Cristo
(parete nord) e le Storie di S. Francesco (parete sud) del Maestro di San Francesco, anteriori al 1260; nella volta del presbiterio le
allegorie francescane di Giotto e aiuti; nel transetto sinistro gli affreschi di Pietro Lorenzetti con Storie della Passione (1310-
1320); nel transetto destro storie dell'infanzia di Cristo e la crocifissione di Giotto e aiuti, la Maestà di Cimabue e la Madonna col
bambino di Simone Martini; nella cappella di San Martino gli affreschi di Simone Martini e nella cappella della Maddalena quelli
di Giotto e aiuti. La decorazione della basilica superiore inizia sotto Papa Niccolò III (1277-1280) e prosegue sotto Niccolò IV
(1288-1292).Le pareti delle campate della navata sono suddivise in 4 fasce o registri: il registro inferiore o zoccolo decorato con
finti arazzi dipinti, il registro mediano con le scene della vita di San Francesco entro riquadri rettangolari, attribuite dalla maggior
parte degli studiosi a Giotto, e i due registri superiori con storie dell'Antico e del Nuovo Testamento affiancate alle alte finestre.
Le volte della navata sono affrescate con un cielo stellato (come nella Basilica inf.) o con figure: la volta della déesis (terza dalla
facciata) con Cristo, la Vergine, S. Francesco e il Battista e la volta dei dottori (a ridosso della controfacciata) con i Dottori della
Chiesa: Girolamo, Agostino, Ambrogio e Gregorio. Il transetto è decorato con le storie dei SS. Pietro e Paolo (transetto nord) e
scene dell’Apocalisse (transetto sud), dipinte da Cimabue (1280-1290 ca). Sempre di Cimabue e databili allo stesso periodo sono
le crocifissioni nella parete orientale di entrambi i bracci del transetto, le storie di Maria nell'abside e gli Evangelisti nella volta
della crociera. La Crocifissione di Cimabue del transetto sinistro della Basilica Superiore è un’opera di intensa intonazione
drammatica. La scena, molto affollata, ha il suo centro nella croce. La figura serpentinata del Cristo è tragicamente investita dal
vento; la tensione drammatica è accentuata dalla figura della Maddalena che mostrando tutta la sua disperazione leva le braccia
tese al cielo e dalla presenza di san Francesco accasciato ai piedi della croce che appare prostrato dal dolore.
Le vetrate dell’abside della Basilica superiore con Storie dell’Antico e del Nuovo testamento sono opera di maestranze tedesche
( 1270 ca).
SANTA MARIA NOVELLA - FIRENZE
Realizzata a partire dal 1278 su progetto dei domenicani Fra Sisto e Fra Ristoro, è la prima chiesa domenicana costruita
in città. La chiesa, a pianta a croce commissa (T) , è costituita da 3 navate, con sei campate (con volte a crociera
costolonate con archi a sesto acuto e pilatri polistili) che diminuiscono di dimensioni avvicinandosi al coro, il transetto,
un'abside a pianta quadrata, affiancata da quattro cappelle rettangolari simmetricamente disposte ai suoi lati. La navata
centrale molto ampia, l'altezza degli archi acuti che mettono in comunicazione le tre navate e la minima differenza di
quota fra le navate, fanno apparire la chiesa come un'unica, grande aula (pseudosala). La navata centrale è illuminata da
finestre circolari (oculi) sopra le arcate. Gli elementi portanti sono bicromi. La facciata è stata avviata nel registro
inferiore (rivestimento marmoreo bicromo bianco e verde, tipico della tradizione fiorentina, con motivi a riquadri e
archetti ciechi, 2 portali laterali sormontati da arco ogivale e cuspide e avelli di uomini illustri entro nicchie) e nell'oculo,
nel Duecento per essere poi terminata nel Quattrocento da Leon Battista Alberti. Il campanile,eretto tra il 1332 e il 1333
da Jacopo Talenti, è in stile romanico, con trifore a tutto sesto ed archetti pensili, ma la ripidissima copertura cuspidata è
un elemento gotico.
SANTA CROCE - FIRENZE
La Basilica, costruita a partire dal 1295 su progetto tradizionalmente attribuito all'architetto e scultore toscano
Arnolfo di Cambio è la prima basilica francescana in città e si caratterizza per austerità e semplicità. Ha una
pianta a croce commissa (T) con tre navate, transetto, abside semiottagonale e dieci cappelle simmetricamente
disposte ai suoi lati. Altre cappelle si aprono sui bracci del transetto. Le navate hanno una semplice copertura a
travi lignee e gli alti archi a sesto acuto poggiano su robusti pilastri a sezione ottagonale. Per assicurare la
contraffortatura necessaria alla stabilità delle pareti della navata centrale, dato che mancano le volte nelle
navate laterali, sono presenti archi trasversali in corrispondenza dei pilastri, che suddividono le navate laterali
in sette campate. Le lesene, che partono dalla sommità dei capitelli e le alte finestre accentuano lo slancio
dell'edificio. Tale tensione verso l’alto è contrastata però dalle travi lignee e dal ballatoio su mensole di pietra
che corre lungo tutto il perimetro della navata centrale, poco sopra il colmo degli archi. Il grande arco absidale
e quelli più piccoli delle due cappelle che lo affiancano richiamano gli archi trionfali romani a tre fornici.
L'abside con le dieci cappelle vicine e le cappelle che circondano il transetto sono le parti più «gotiche» della
basilica fiorentina, le sole coperte da volte ogivali costolonate.
La facciata è ottocentesca ed ispirata a quella delle cattedrali gotiche italiane come Siena e Orvieto.
Cattedrale di Santa Maria del Fiore a Firenze
Nel 1294 i Fiorentini decisero di sostituire l’antica Chiesa di Sant'Anna Reparata (IV-V sec.) “ch’era di molto grossa forma e piccola a
comparazione di siffatta cittade” – così attesta la cronaca trecentesca di Giovanni Villani – con una nuova cattedrale che per
dimensioni e ricchezza rappresentasse degnamente la città e che prenderà in seguito il nome di Santa Maria del Fiore, con allusione
al giglio dello stemma di Firenze, al giglio simbolo della purezza della Vergine e simbolo di Cristo nel Cantico dei cantici.
Il primo progetto, destinato ad influenzare l’aspetto definitivo dell’edificio che troverà compimento molto più tardi, risale al 1296 ed
è di Arnolfo di Cambio, architetto e scultore toscano. Arnolfo prevede una fusione delle piante longitudinale e centrale e concepisce
una basilica con 3 ampie navate con archi e volte a ogiva confluenti nel 'trifoglio' delle absidi, innestate sul vasto vano ottogonale
del presbiterio. Arnolfo inizia la costruzione della facciata e nel 1301, alla sua morte, la decorazione con statue e marmi policromi è
completata fino alla metà dell’altezza. I lavori di costruzione nel 1334 vengono affidati a Giotto che costruisce il Campanile fino al
primo cornicione (completato da Andrea Pisano e poi Francesco Talenti il campanile è caratterizzato da una pianta quadrata,
contrafforti angolari,bifore, trifore, rivestimento marmoreo policromo ed è decorato con bassorilievi di Andrea Pisano e di Luca
della Robbia, nicchie con profeti e sibille di Andrea Pisano e Donatello). I lavori nel cantiere proseguono con Andrea Pisano dal 1337
e dal 1347 con Francesco Talenti che porta a compimento la cattedrale nel 1357 ampliando la dimensione delle navate e delle tre
absidi e determinando la luce della cupola (45 metri circa di diametro). La chiesa attuale a tre navate, ha quattro immense campate
e tre absidi poligonali che si articolano attorno a un grande vano ottagonale coperto da una cupola. Questa viene costruita solo dal
1418 da Brunelleschi, ma era già stata prevista da Arnolfo, sebbene di dimensioni minori.
La facciata viene completata nel 1886 da Emilio De Fabris.
Il rivestimento esterno della chiesa è costituito da marmi bianchi di Carrara, marmi rossi di Siena e marmi verdi di Prato.
INTERVENTI URBANISTICI: ampliamento delle città, nuove cinte murarie (1250-1350), costruzione di porte
urbane monumentali, apertura di una piazza con il palazzo pubblico.
Interventi di bonifica in campagna.
ARCHITETTURA CIVILE
Edilizia privata: nobiltà: abbandono case torri: maestosi imponenti palazzi.
Sedi capitano del popolo, del podestà, Palazzo pubblico (sede del governo), vie con le botteghe artigiane;
fontane con portico, a bacini sovrapposti, a parete.
Palazzi pubblici dei Comuni dell’Italia settentrionale: Palazzi pubblici nelle città dell’Italia centrale: Firenze,
tipologia del broletto (brolo cortile per riunioni Palazzo Vecchio in Piazza della Signoria. Aspetto di una
pubbliche, broletto edificio a due piani, con loggiato al fortezza (elementi difensivi) sale ampie, loggiati, balconi.
pian terreno e aula grande superiore per riunioni) (modello Palazzo del Bargello 1255). Progetto di Arnolfo di
Piacenza, Palazzo pubblico, seconda metà XIII sec. Cambio 1299-1314. Forma cubica, paramento in arenaria
sbozzata (bugnato rustico), coronamento aggettante con merli
feritoie e piombatoi , torre 1310-14
CORTE DI FEDERICO II (1215-1250) Federico II, figlio di Enrico VI di
Svevia e Costanza d'Altavilla (figlia di Ruggero II), è interessato alle arti, la
letteratura, la scienza, l'arte venatoria. Presso la sua corte nasce la prima
scuola poetica in volgare. Nel 1224, viene fondata l'Università di Napoli.
L’ARTE FEDERICIANA si caratterizza per un programmatico richiamo all'arte
imperiale romana, assorbe la tradizione locale araba e normanna e i modi del
gotico d'oltralpe.
Porta di Capua (1234-1239), ricostruzione grafica Andria(Bari), Castel del Monte, 1240-50
(frammenti superstiti) :La porta che si ispira all'arco di (maestranze francesi e locali): es di architettura civile-militare: è il castello di caccia e
Augusto a Rimini e a quello di Costantino a Roma residenza estiva dell'Imperatore. Costruito in blocchi di pietra calcarea, di forma
demarcava il confine tra il Regno di Napoli e Sicilia e lo ottagonale, si sviluppa attorno ad un cortile ottagonale ed è addossato da otto torri
Stato della Chiesa. La porta aveva un valore celebrativo angolari ottagonali. Interno:8 stanze trapezoidali per piano coperte da volte a crociera
volto a ribadire l’autonomia e la legittimità del potere costolonate a sesto acuto; volte a ombrello nelle torri, scale e ambienti di servizio.
imperiale di Federico II. Le sculture risentono dell'influenza Esterno: doppia scalinata, porta d'ingresso con arco ogivale e timpano cuspidato;
della statuaria e rilievi romani e dei modi gotici d'oltralpe cornice marcapiano, ordine inferiore monofore a tutto sesto, ordine superiore
bifore/trifore coronate da piccoli rosoni e racchiuse da archi ogivali.
Elementi derivanti dall’antichità, dall’architettura normanna, dall'architettura
cistercense, influenza castelli e monasteri Vicino Oriente e Africa settentrionale.
Impianto idraulico di derivazione araba. Scultura architettonica di influenza classica.
La scultura gotica italiana riserva un grande interesse alla decorazione del pulpito, che diviene un
elemento fondamentale nella nuova liturgia della predicazione francescana e domenicana. Sostenuto da
esili colonne nello spazio del presbiterio, o addossato ad un pilastro della navata centrale, questo piccolo
podio, spesso di forma poligonale, permette al predicatore di essere visto e ascoltato con facilità dai
fedeli. La sua ricchissima decorazione ne sottolinea l’importanza.
In questo periodo si formano delle vere e proprie scuole di scultura; la più importante nasce a Pisa e fra i
suoi maggiori esponenti figurano Nicola Pisano e suo figlio Giovanni. Le opere di questi artisti evidenziano
uno studio attento e approfondito delle sculture romane nella ricerca del tuttotondo e nella composizione
articolata su piani diversi e in riquadri successivi che “raccontano” storie e riflettono anche l’influenza
della scultura gotica francese nella ricerca di intensa espressività. Tra le opere più importanti di Nicola
Pisano sono da ricordare il pulpito del Battistero di Pisa(in cui è evidente un richiamo diretto a modelli
classici) e quello del Duomo di Siena(in cui è evidente un aggiornamento rispetto alla scultura gotica
francese). Giovanni, che collabora attivamente con il padre e che aderisce in modo deciso ai modi del
gotico francese dell'Ile de France, va ricordato per l’esecuzione del pulpito della Chiesa di sant’Andrea a
Pistoia e per quello del Duomo di Pisa.
Nicola Pisano
I documenti più antichi indicano Nicola Pisano come “Nicola de Apuleia”. La sua formazione avviene
nell’ambiente classicista federiciano. Nel 1245 si trasferisce in Toscana e opera a Pisa e a Siena, comuni
ghibellini filoimperiali.
Pulpito del Battistero di Pisa, 1260: composto da un'arca esagonale decorata con pannelli ad altorilievo,
sostenuta da 6 colonne di granito rosso con archi a tutto sesto trilobati, separati da profeti e
personificazioni delle Virtù e poggianti su basi o su leoni stilofori (la colonna centrale poggia su una base
ornata da figure umane e animali).
Le 5 lastre marmoree del parapetto del pulpito separate da fasci di colonnine sono decorate con altorilievi
che rappresentano: la Natività, l'Adorazione dei Magi, la Presentazione al tempio, la Crocifissione e il
Giudizio Universale.
La struttura architettonica del pulpito è ben definita e non è sopraffatta dalla decorazione plastica. Nelle
parti scultoree è evidente il riferimento a rilievi e alla statuaria romana.
Pulpito di Sant'Andrea a Pistoia 1297-1301: il verticalismo della struttura architettonica, dimostra l’adesione
piena di Giovanni ai modi del Gotico.
L'arca esagonale è sostenuta da sei esili colonne di granito rosso: 3 poggianti su alte basi, 2 su leoni stilofori e 1
su un atlante (o telamone). La colonna centrale poggia su una base ornata da un leone, un’aquila e un grifone
(simboli di Cristo, la sua Ascensione e il suo Ritorno alla fine dei tempi).
Gli archi a sesto acuto trilobati sono separati da profeti, sibille e angeli dell’Apocalisse. Nelle 5 lastre marmoree
del parapetto sono rappresentate: la Natività, l'Adorazione dei Magi, la Strage degli Innocenti, la Crocifissione
e il Giudizio Universale. Nel pulpito la componente scultorea prevale sull’architettura.
Natività: La formella è densa di personaggi dalle proporzioni minute, i cui corpi sono quasi a tutto tondo. Il
profondo chiaroscuro che si crea con i violenti contrasti di luce e ombra accentua l’intensità emotiva e il
dinamismo della scena. Le pieghe larghe di Nicola, i panneggi all'antica, lasciano il posto a pieghe decorative, a
linee sinuose e ad una anatomia quasi impercettibile. La Vergine non appare come una matrona romana ma in
una posa naturale , ancora affaticata dal parto che si protende nel gesto umanissimo di coprire il figlio appena
nato. Sono narrati più momenti contemporaneamente e i nessi narrativi tra i vari episodi sono fluidi, con un
rimando continuo tra l’uno e l’altro.
Madonna col Bambino, Padova, Cappella degli Scrovegni, 1305 ca
Raramente dalla fine dell'antichità vengono realizzate statue isolate. La Madonna col bambino di
Giovanni Pisano, che fa parte di un gruppo statuario dato che è affiancata da due angeli, è libera da ogni
costrizione. Il suo profilo ci suggerisce che lo scultore ha studiato direttamente la statuaria classica,
mentre la posa arcuata(vedi hanchement gotico), la cadenza ritimica delle pieghe del manto e della
veste, nonché il gesto leggiadro della mano destra che solleva un lembo del manto, il colloquio di
sguardi, rivelano i contatti dell’artista con la scultura francese . Il gesto affettuoso del Bambino che
appoggia un braccio sulla spalla della madre è del tutto naturale. I loro sguardi s’incrociano ed essi
sembrano colloquiare così come avveniva nelle statue di Reims. Infine la Vergine, che appare come una
regina raffinata e dai modi eleganti, si collega direttamente al mondo cortese e cavalleresco.
Arnolfo di Cambio (Colle val d’Elsa, 1245-FI 1302/10 ca): allievo di Nicola Pisano, dal 1276 al 77
soggiorna presso la corte di Carlo I d'Angiò a Roma dove h modo di studiare direttamente le opere
antiche, è influenzato dalla cultura classica e dal gotico francese.
Fino alla prima metà del XIII sec. in pittura prevale l'influenza della tradizione bizantina(figure stilizzate,
ieratiche, frontali,rigide, inespressive, resa bidimesionale figure e spazio, fondo oro, stile grafico lineare,
colori olivastri, compatti). Successivamente alcuni artisti ricercano una resa più naturalistica delle
espressioni, una resa tridimensionale delle forme e dello spazio e cromie più delicate. Caposcuola della
pittura fiorentina è Cimabue,(Cenni di Pepo, 1240-1302) mentre Duccio da Buoninsegna (1255-1318) è il
capostipite della scuola pittorica senese.
FIRENZE SIENA
Duccio di Buoninsegna, Madonna Rucellai,
Cimabue, Maestà del Louvre, 1280 ca.
Uffizi, 1285 ca. eseguita per la cappella
eseguita per la chiesa di San Francesco a Pisa Rucellai in Santa Maria Novella, Firenze
valori cromatico-
lineari,delicatezza
cromie, raffinati
distacco dalla accordi e
tradizione bizantina: trasparenze
ricerca resa cromatiche,
sentimenti,profondità eleganza- sinuosità
spaziale (per piani lineare e
sovrapposti), volume delicatezza
tramite il chiaroscuro, sentimenti del
posa Madonna di ¾. gotico d'oltralpe.
infl. iconografie
bizantine
GIOTTO
(Giotto di Bondone, Vicchio 1267-Firenze 1337)
Affreschi navata: nei due registri superiori: storie dell’Antico e del Nuovo Testamento (1-32) tra cui alcune attribuite al
romano Jacopo Torriti e le storie di Isacco attribuite al maestro di Isacco, tradizionalmente identificato con Giotto; nel
registro mediano sotto le finestre: 28 episodi della vita di S. Francesco basati sulla Legenda Maior di S. Bonaventura da
Bagnoreggio (1260-1263) eseguiti a giornate e con l'aiuto di sinopie nell'arriccio e delimitati da una cornice e un finto
loggiato a trompe-l’oeil che mette in relazione lo spazio dipinto della scena con quello reale della navata. Nel registro
inferiore: finte tappezzerie. Nella copertura si alternano: due volte dipinte a cielo stellato, due volte figurate: la volta della
déesis (terza dalla facciata) con Cristo, la Vergine, S. Francesco e il Battista e la volta dei dottori (a ridosso della
controfacciata) con i Dottori della Chiesa nei loro studi: Girolamo, Agostino, Ambrogio e Gregorio.
GIOTTO E LA RAPPRESENTAZIONE DEL GIOTTO E LA RAPPRESENTAZIONE DEL CORPO
PAESAGGIO UMANO
Assisi, Basilica
superiore,
Giotto, Storie di
S. Francesco: San
Francesco dona il
mantello al
povero cavaliere;
Rinuncia ai beni
GIOTTO E LA
PROSPETTIVA Assisi, Basilica superiore,
Giotto, Storie di S. Francesco,
Il sogno di Innocenzo III e la
Predica davanti a Onorio III
Giotto, croce dipinta, Firenze, Santa Maria
Novella, 1288-90, tempera su tela,
incollata su tavola. Naturalezza, attenzione
anatomica, peso di un corpo vero.
Storie della Vergine Maria (1° registro a sin), di Cristo (2° e 3° registro) e di San Gioacchino (padre di Maria, 1° registro a dx)
GIOTTO A PADOVA: GIOTTO E LA RICERCA SULLA PROSPETTIVA
L’ESPRESSIONE DEI SENTIMENTI e LO
STUDIO DEL COLORE parete di fondo: coretti convergenza visiva con lo
spazio reale: effetto illusionistico: trompe l'oeil
Compianto sul Cristo morto
Giotto, Maestà d’Ognissanti, 1305-10, Firenze, Uffizi per la Chiesa
Ognisanti a Firenze. Profondità spaziale, vigore plastico, solennità-umanità figure
Formazione nell'ambiente duccesco, assimilazione novità giottesche resa spazio, volume, infl. miniatori e maestri vetrai
d'oltralpe, linearismo sinuoso, gusto decorativo, vena narrativa, resa analitica, adattamento alla ricca società del tempo,
profanizzazione soggetto sacro, atmosfera cortese, lirica, affabulata.
San Francesco d'Assisi ,Basilica inferiore,
Siena, Palazzo Pubblico, Sala del Gran Consiglio, Simone Cappella di S. Martino, 1313-1318,
Martini, Maestà, 1315 (commissionata dal governo dei Nove) Rinuncia di san Martino alle armi. Gusto
riproduzione baldacchino processionale narrativo atmosfera cortese, infl Giotto
Firenze,Uffizi, Simone Martini, Annunciazione (tra Santa
Massima e Sant’Ansano), 1333. Pala d'altare per Duomo di Gentile da Fabriano, Adorazione dei Magi
Siena. Collaboratore Lippo Memmi. Ritrosia Vergine, (nella predella Natività, Fuga in Egitto,
delicatezza, preziosità cromie, linea sinuosa attenzione ai
dettagli, pavimento di marmo marezzato. Minor interesse per Presentazione al Tempio), Firenze, Uffizi,
la profondità spaziale. 1423 (commissionata da Palla Strozzi)
Ambrogio Lorenzetti, Allegoria del Buon Governo, Allegoria del cattivo governo, effetti del Buon Governo in città e in campagna, effetti del cattivo governo in
città e in campagna, Sala dei Nove detta anche Sala della Pace, Palazzo Pubblico, Siena 1337-39 benessere, sicurezza, pace, giustizia, senso religioso e civile,
virtù/instabilità, ingiustizie, vizi, timore Interpretazione eventi in chiave allegorica, simbolica. Gusto per i dettagli.
Ambrogio Lorenzetti (1285-1348), tentativo di raccordo arte senese-Giotto. Si distingue per la straordinaria capacità nella resa delle
ambientazioni urbane, dei paesaggi a veduta a volo d’uccello, il gusto narrativo, il linearismo senese, la ricerca spaziale e robustezza di forme
fiorentina, la delicatezza delle cromie.
Pisa, Camposanto, il Giudizio universale, affresco di Buffalmacco (Buonamico di Martino), 1340-1343