ETÀ IMPERIALE
Ottaviano:
- imperator
- princeps senatus
- censore
- augustus (13 gennaio 23 a.C.)
- tribuncia potestas (23 a.C.)
23 a.C., nuovo tipo di regime il principato, quello di Augusto fu un lungo periodo di
prosperità
12 a.C., pontefice massimo
Modifica calendario, ottavo mese dell’anno prese il suo nome Augustus, agosto
17 a.C., nuova epoca di pace stabilita dal senato con un decreto
dopo la riappacificazione di Spagna e Gallia (da parte di Agrippa), l’esercito venne impiegato
per nuove campagne di conquista
La celebrazione di Augusto come restauratore della pace PAX AUGUSTA che mirava al
consenso sociale e politico:
– favoriva i VETERANI e i ceti più bassi
– fece diventare gratuiti: grano, gli spettacoli e i giochi pubblici
Augusto, promotore dell’attività edilizia:
– costruzione edifici pubblici
– costruzione infrastrutture per migliorare la condizione di vita dei cittadini di Roma,
risolsero il problema della disoccupazione
LA POLITICA DI AUGUSTO
Augusto creò una solida struttura amministrativa e istituì nuove cariche per controllare tutto
il territorio.
l’Italia fu suddivisa in 11 regioni amministrative
Roma invece fu ripartita in 14 distretti
– praefectus urbis: garantiva l’ordine pubblico nella capitale
– praefectus vigilium: vigilanza notturna e interveniva in caso di incendio
– praefectus annonae: provvedere all’approvvigionamento alimentare di Roma e
dell’Italia
– curatores viarum: incaricati nella manutenzione delle strade
- guardia pretoriana: formata dai soldati più valorosi, per la difesa personale del principe, a
capo c’era il prefetto del pretorio
il rifornimento idrico fu gestito da Agrippa, interventi di protezione civile
i membri del ceto equestre e i cavalieri con Augusto entrarono a far parte dell’apparato
burocratico, ricoprendo funzioni di grande importanza
riorganizzazione delle province
le province vennero suddivise in due categorie:
– province imperiali: Spagna, Siria e Gallia erano le più importanti dal punto di vista
strategico e facevano parte del patrimonio personale del principe. venivano
organizzate attraverso i legati
– province sanatorie: erano le più antiche e prestigiose, ma strategicamente meno
importanti. venivano gestite da governatori
– egitto fu invece affidato al governo di un prefetto
Augusto istituì una nuova categoria di funzionari, i procuratori che avevano il compito di
riscuotere i tributi in maniera equa, sostituendo i pubblicani
riforma fiscale e monetaria di Augusto
la riorganizzazione amministrativa di Augusto modificò il rapporto tra Roma e le province.
- i guadagni statali derivavano dall’imposizione tributaria.
– vennero indetti censimenti
– per ripartire le imposte senza squilibri vennero redatti i catasti
– le tasse e i tributi venivano riscossi nelle province:
- senatorie venivano raccolte nell’erario di Saturno
- imperiali confluivano nel fiscus, il tesoro imperiale, patrimonio perdonale del principe
– instituì l’erario militare, per pagare i legionari al momento del congedo
– riforma del sistema monetario, fu stabilito un rapporto fisso tra il valore delle monete e
il loro peso
– nuova moneta l’aureo (moneta d’oro) era uno strumento di propaganda politica che
contribuiva ad accrescere il consenso della figura di Augusto
la riforma militare
augusto cercò di designare i confini, difendere gli interessi commerciali e rafforzare la sua
autorità nelle aree sottomesse.
riorganizzazione generale dell’esercito:
– ridotto il numero delle legioni da 60 a 28 di 6000 uomini ciascuna, tutti cittadini romani
– la possibilità di arruolarsi venne estesa ai provinciali
– legioni, corpo militare permanente, carriera militare una vera professione e fu
incentivato l’arruolamento volontario
– al termine del servizio (circa vent’anni) i soldati ricevevano un premio in denaro, pagato
con l’erario militare
– alternare gli ufficiali al comando delle legioni
vittorie e sconfitte di augusto
Augusto affidò le imprese militari a:
– Tiberio (figliastro)
– Druso (figliastro)
– Agrippa (generale molto fidato)
26-19 a.C. Agrippa sedò una guerriglia in Spagna
25 a.C. Roma consolidò il suo potere nelle regioni alpine e poi si estese anche nei territori
liguri, nelle alpi marittime e in valle Camomica
16-15 a.C. Tiberio e Druso occuparono le regioni Rezia e Norico, i confini arrivarono fino al
Danubio
12-9 a.C. Tiberio terminò la conquista della Pannonia e poi della Mesia
secondo Augusto il confine dell’impero dal Reno all’Elba, allontanando le popolazioni
germaniche, questo compito venne affidato a Druso.
9 a.C. dopo la morte di Druso e dopo che il comando dell’esercito passò a Publio Quintilio
Varo, le popolazioni germaniche tesero un’imboscata nella foresta di Teutoburgo dove
morirono 20000 legioni romani
augusto fece riportare il confine imperiale lungo il Reno e Roma abbandonò le sue mire
espansionistiche in quell’area.
in oriente arrivò a patti con i Parti. 20 a.C. Tiberio siglò un trattato di pace
ECONOMIA E CULTURA NELL’ETÀ DI AUGUSTO
un’epoca di prosperità e di sviluppo dei commerci
pace e stabilità garantirono le condizioni ideali per un intenso sviluppo economico.
– sicurezza interna
– uniformità amministrativa e monetaria
– impulso dell’ampliamento delle infrastrutture
sono tutti fenomeni che riguardarono l’impero nel suo complesso
ai privati lascia un’assoluta libertà d’iniziativa
la grande crescita economica delle province è caratterizzata da e un grande sviluppo
economico
– commercio su lunga distanza
– moneta unica per tutto l’impero
– stabilità interna
– la specializzazione in determinate culture e produzioni che caratterizzano una parte
dell’impero
augusto si presentò come il custode dei valori tradizionali
– promosse leggi per tutelare famiglia e moralità (condanna all’adulterio)
– per restaurare le tradizioni religiose si oppose al culto dell’imperatore, favorendo il
“Genio”di augusto (nuova divinità)
culturalmente, ottenne il supporto degli intellettuali. utilizzò arte e cultura per diffondere
l’ideologia augustea, celebrando la grandezza di Roma e il ritorno dei valori tradizionali, così
riuscì a consolidare il proprio potere
augusto, per rafforzare il proprio consenso, supportò poeti e intellettuali.
con l’aiuto di Gaio Mecenate creò un circolo letterario sull’Esquilino dove diversi autori
(Virgilio, orazio, properzio e tito livio) celebravano l’età augustea come un periodo di pace e
prosperità.
in cambio augusto e mecenate
– promuovevano le loro opere
– garantivano commissioni
Imperatori del I secolo
Successione di augusto
Prosperità e stabilità politica ( caratteristiche del regno di augusto) convincono i romani
della necessità di affidare il potere a un principe in grado di garantire pace ed equilibrio.
4 d.c augusto adotta tiberio ( in assenza di figli maschi), gli dà in sposa la figlia giulia + due
cariche indispensabili
. Potestà tribunizia : diritto di veto
. Comando proconsolare: potere militare
14 d.c augusto muore, senato riconosce
● tiberio come nuovo principe
● Principio di trasmissione ereditaria
(Nessuna legge sanciva l’esistenza di principato ereditario)
Principato di tiberio
Con tiberio inizia la dinastia giulio-claudia che dura fino alla morte di nerone
Tiberio: gens claudia
Augusto: gens iulia
Operato:
● prosegue la politica di consolidamento del principato
● Arricchisce le casse dello stato attraverso la cura dell’amministrazione finanziaria
● Contrasta le incursioni con il nipote germanico
● Stipula nuovi trattati di pace con i parti
Considerato un principe moderato, cerca di ottenere il sostegno del senato, a lui ostile +
freddezza anche del popolo = portano a misure repressive influenzate da il prefetto del
pretorio seiano
26 d.c tiberio lascia la capitale, seiano ne approfitta
31 d.c condanna a morte di seiano + germanico (poco dopo)
37 d.c tiberio muore, ultimi anni caratterizzati da complotti e repressioni
Caligola
Due possibili successori:
. gaio cesare, detto caligola
. Tiberio gemello
Pretoriani e senato acclamano caligola ma salito al potere instaura e regime di terrore,
governa in maniera dispotica e autocratica
● sperpera l’intero patrimonio imperiale
● aumenta enormemente la tassazione per recuperare denaro
● Intraprende una campagna espansionistica in mauretania
● Rafforza il sistema di stati cuscinetto in oriente
pretende di trasformare il principato in una monarchia di stampo imperiale attraverso:
● prosternazione
● Divinizzazione della sorella
● Obbliga gli ebrei a situare una sua statua nel tempio di gerusalemme
41 d.c muore ucciso dai pretori
Claudio
Senato vuole affidare il potere ad un principe debole facilmente influenzabile : claudio, zio di
caligola
Si dimostra un ottimo governante
● consolida il principato
● Rafforza l’autorità del principe nei confronti del senato
● Politica estera: annette la mauretania (42- 43 tracia, giudea, sud della britannia)
● Mette a punto una riorganizzazione burocratica
Ruolo di responsabilità ai liberti / riordina le finanze statali / importanti opere pubbliche /
prosciugamento del lago del fucino
Vita privata
. Moglie, messalina: corrotta e dissoluta
. Moglie, agrippina: lo convince ad adottare nerone (suo figlio), 54 lo avvelena
Nerone
Morte di claudio= nerone diventa imperatore
Inizio ( aiutato da seneca e burro): politica improntata alla moderazione e all’accordo con il
senato
64 d.c (autonomo) : vera e propria tirannia, basata sulla repressione e annientamento di ogni
forma di opposizione
64 d.c incendio a roma: nerone incolpa i cristiani
Lati positivi:
● riforma monetaria: svalutazione della moneta
● Effetti meno negativi sui ceti medi, ma ostilità dei nobili
68 d.c nerone muore in un tentativo di fuga
Ribellione in spagna, il senato lo dichiara nemico della stato
Dura lotta tra legionari e pretoriani per il potere
64d.c 4 imperatori
● servio sulpicio galba
● Otone
● Vitellio
● Vespasiano
Promulga la lex de imperio vespasiani: principe cessa di essere il primo tra pari
Sancisce l’ereditarietà del titolo di imperatore
Politica basata sul consolidamento della pace
● amministra il tesoro statale con parsimonia
● Maestose opere pubbliche: il colosseo (anfiteatro flavio)
● Seda le ribellioni sul fronte estero: rivolta di giudea, 70 d.c conquista e distruzione di
gerusalemme
79 d.c muore
Potere passa a tito che sostiene con le proprie finanze le popolazioni colpite dalle eruzioni
del vesuvio ( pompei, ercolano, stabia)
Deciso impulso all’attività edilizia: terme, acquedotti, colosseo
Soprannome del suo buon governo: delizia del genere umano
Politica estera: formidabile sistema difensivo confine reno-danubiano + agri documates
politica interna: monarchia assoluta, repressione brutale di ogni forma di dissenso
96 d.c muore assassinato da un liberto
Principato adottivo
Nerva instaura il principato adottivo
96 d.c potere assegnato a marco cocceio nerva, anziano esponente del senato
Governa in maniera equilibrata e introduce il principato adottivo (in vigore per tutto il II
secolo):
● scegliere il proprio successore adottando la persone che si ritiene più autorevole
Epoca di massimo splendore e prosperitá
Mette fine al comando esclusivo dell’aristocrazia romana: effetto positivo sulla
romanizzazione delle province
Traiano
98 d.c potere a traiano, generale spagnolo, designato da nerva
Molto rispettoso delle magistrature e del senato, molto collaborativo
Titolo di optimus princeps
Governo improntato sull’equità e alla moderazione
Durante il principato
● impero raggiunge la massima estensione territoriale
● Si conclude la Romanizzazione delle province
Prima campagna militare in dacia:
. 101 d.c legione romana si stabilisce nella capitale sarmizegetusa
. 106 d.c divenne provincia romana
. Conquista, Viene fondata una nuova capitale: sarmizegetusa regia
Conquista= ingenti bottini di guerra + sfruttamento di miniere d’oro e sale
Spedizione in oriente:
. Conquista il regno dei nabatei : diventa provincia d’arabia
. 114 d.c conquista l’armenia
. 116 d.c romani entrano vittoriosi nella capitale ctesifonte + creando province d’ assiria
e mesopotamia
Concorrenza economica
Controllo delle nuove province orientali : difficoltoso per
● estensione e distanza dei territori
● Forte concorrenza dei prodotti subita maggiormente dall’italia
Traiano rimedia con un sistema assistenziale basato sugli alimenta (contributi finanziari)
attraverso la concessione di prestiti a interessi bassi
Grandi ricchezze delle conquiste di nuovi territori utilizzate per
● mantenere esercito e funzionari dell’impero
● Realizzazione di importanti opere pubbliche
Sistema stradale
Nuovo acquedotto
112 d.c Foro di traiano, colonna traiana
Porto ad ancona
L’ETÀ D’ORO DELL’IMPERO
La politica estera di Adriano
116: Traiano organizza una spedizione militare in Cilicia contro i Parti
117: Traiano muore e sale al potere Publio Elio Adriano
Con Adriano cambia la politica dell’impero ci si concentra infatti sul consolidamento dei
confini e la protezione del territorio:
– l’esercito diventa uno strumento di difesa
– opere difensive come il Vallo di Adriano
Nasce così il limes romano.
Anni prima, Tito aveva raso al suolo il tempio di Gerusalemme e proprio in quell’area Adriano
volle fondare un tempio dedicato a Giove capitolino, per poi trasformare la città stessa in una
colonia romana.
Scoppiò così, nel 132 in Giudea, una violenta sommossa, capeggiata da Simone Bar
Kochba.
La risposta romana fu molto violenta:
– 500.000 vittime
– seconda diaspora per gli ebrei
– la Giudea diventa provincia di Siria-Palestina
La politica interna di Adriano
Adriano permise un maggiore equilibrio nella vita amministrativa e sociale dei cittadini, in
particolare:
– creò funzionari di carriera, con compensi ben fissati
– creò quattro distretti giudiziari, retti dagli ex consoli
– si impegnò per uniformare il diritto interno, incaricando il giurista Salvio Giuliano di
redigere l'editto perpetuo, un codice che comprendeva tutte le norme utilizzate
durante i giudizi.
– fece costruire moltissime opere architettoniche (mausoleo, Pantheon, Villa Adriana)
Durante il suo dominio, Adriano viaggiò molto, per questo è considerato simbolo della
romanizzazione e dell’omogeneizzazione dei classi dirigenti a Roma.
Antonino Pio
Alla morte di Adriano, avvenuta nel 138 a causa di una grave malattia, salì al potere il
senatore gallico Arrio Antonino, meglio conosciuto come Antonino Pio.
Egli segue la politica di consolidamento del suo predecessore ma si interessò anche ai
problemi sociali delle classi più svantaggiate varando leggi in loro favore.
Morì nel 161, lasciando il posto a Lucio Vero e Marco Aurelio.
Marco Aurelio
I due imperatori governarono insieme fino al 169, quando Lucio Vero morì.
Marco Aurelio era molto colto (pensieri a me stesso).
Nel 166 dovette affrontare i Parti, che sconfisse, ma al ritorno scoppiò un’epidemia di peste,
malattia altamente contagiosa che causò una profonda crisi sociale, con milioni di vittime.
Dato che l’area danubiana era rimasta praticamente scoperta, i Quadi e i Marcomanni
sbaragliarono le difese romane nel 167.
I Marcomanni entrarono in Italia ma furono sconfitti da Marco Aurelio ad Aquileia.
Commodo
Nel 180 Marco Aurelio morì.
Gli succedette il figlio Commodo, di indole dispotica e tirannica.
Infatti governò in maniera molto autoritaria e superficiale, organizzando grandiosi giochi.
A causa di ciò Commodo venne ucciso nel 192 e il Senato ne decretò la damnatio memoriae
ovvero la distruzione di tutto ciò a lui associato.
Alla sua morte ricominciarono le lotte per il potere, che mise nuovamente in luce l’incapacità
governativa del Senato, che non riuscì a scegliere un principe; si succedettero:
– Elvio Pertinace
– Didio Giuliano
– Settimio Severo, di origine africana che riuscì a diventare imperatore nel 197.
Caracalla
Figlio di Settimio, deve il suo nome al particolare mantello che soleva indossare.
Salì al potere con Geta nel 211, ma Caracalla fece uccidere il fratello, inimicandosi il Senato.
212: Constitutio Antoniniana che concede la cittadinanza romana a tutto l’impero (in
questo modo aumentano anche le entrate dello Stato, grazie alle tasse imposte a tutti i
cittadini).
Elagabalo: sacerdote del dio Sole
Alla morte di Caracalla, salì al potere Opellio Macrino ma, nel 218, le truppe d’Oriente
acclamarono al suo posto il nipote di Giulia Domna, moglie di Settimio Severo.
Il quindicenne in questione, si chiamava Vario Avito Bassiano, ma si faceva chiamare
Elgabalo (da El Gabal, divinità solare).
Egli introdusse molti culti orientali a Roma, cadendo vittima di una nuova congiura
pretoriana, nel 222.
Alessandro: la fine della dinastia dei Severi
Durante l’ultima fase del suo principato, Elgabalo condivise il potere con il cugino Alessiano,
che assunse poi il potere nel 221, cambiando il suo nome in Alessandro.
– collaborò con il Senato
– ricercò il benessere dei suoi cittadini
– sconfisse i Parti
– morì poi nel 235 per una congiura.
LA FORZA DI ROMA E DEL SUO IMPERO
Tra il I e il II secolo (eta imperiale) ci fu una profonda rivoluzione urbanistica che trasformo
profondaemnte il suo aspetto.
I personaggi piu ricchi ed influenti, soprattutto gli imperatori finanziarono la costruzione di
grandi edifici pubblici (Colosseo e terme di Caracalla).
Roma aveva ormai 1 milione di abitanti; molti erano nullatenenti o contadini che affollavano
le vie dlla citta. Essendo il ridotti in miseria erano difficli da governare e soprattutto
potenzialmente pericolosi (pronti a scatenare tumulti).
Percio gli imperatori escogitarono strategie per mantenere calma la situzione ed ottenere
consenso:
– distribuzioni regolari e gratuite di cibo
– giochi pubblici (corsa, tiro della fune, corse coi carri, lotte tra gladiatori)
La frequenza dei ludi aumentó a dismisura (per ogni giorno lavorativo, due di festa).
L’impero romano era un organismo politico multietnico, caratterizzato da un profondo
cosmopolitismo. Ci fu una romanizzazione dei territori sottomessi:
– diffusione delle leggi romane
– fusione culture
– urbanizzazione
– progressiva estensione della cittadinanza romana
Questo fenomeno ebbe molte conseguenze:
– omogeneizzazione giuridica di tutte le aree dell’impero
– costruzione di infrastrutture
– sviluppo economico
fondamentale fu la pax romana (no conflitti) che portó l’impero ad una profonda stabilità
politica.
Sorsero nuove città e i centri preesistenti si svilupparono (scambi commerciali, riscossione
delle tasse, amministrazione della giustizia e manutenzione
infrastrutture).
Alle province orientali fu concessa una certa autonomia (in alcuni casi autogoverno),
mentre quelle occidentali furono affidate ad un decurione.
I centri urbani si dividevano in tre gruppi:
. citta peregrine ( -privilegi, +tasse, no cittadinanza romana)
. municipi (solo alcuni godevano della cittadinanza)
. colonie (citta + recenti, tutti avevano lo status di civis romano)
Questo sistema fu abolito con la Constitutio Antoniniana emanata dall’imperatore
Caracalla nel 212 che concesse la cittadinanza a tutti.
3.ECONOMIA, SOCIETÀ E CULTURA
L’economia romana si basava sull’agricoltura. La produzione agricola si era sempre basata su
metodi di coltivazione estensivi (sfruttamento schiavistico).
Dopo il secondo secolo d.C. si verificò in Italia una crisi della produttività agricola, che
causò lo spopolamento delle campagne.
In risposta a questa crisi, nacquero i latifondi, grandi appezzamenti di terreno che venivano
acquistati a basso prezzo da grandi proprietari, che lo cedevano poi in affitto a i coloni
oppure li affidavano alla gestione degli schiavi.
LA CONDIZIONE DELL’AGRICOLTURA ITALICA PEGGIORA ULTERIORMENTE.
In seguito, dopo le conquiste di Traiano e la diminuzione della manodopera, i campi si
avviarono verso una condizione di degrado e l’agricoltura verso un totale declino.
Il commercio
In età imperiale, diventa molto diffuso e redditizio il commercio, favorito da queste nuove
condizioni:
– grande disponibilità di risorse
– comunicazioni sicure e agevoli
– unità monetaria
– assenza di dazi doganali (o comunque imposte molto basse)
honestiores humiliores
i più onesti (ricchi) i più umili (poveri)
nobiltà, grandi commercianti, braccianti, contadini, diseredati
classe dirigente, latifondisti e proletari
Gli honestiores erano a loro volta divisi in tre classi:
– aristocrazia senatoria: cursus honorum e patrimonio di un milione di sesterzi.
cavalieri: 400.000 sesterzi, ricchi mercanti, banchieri proprietari terrieri o imprenditori
(governatori delle province).
municipali: 20.000/100.000 sesterzi, decurioni che amministravano le città.
Come sempre in fondo alla scala sociale si trovavano schiavi e liberti.
Tuttavia, dal momento in cui l’appartenenza a una determinata classe sociale non dipendeva
dal diritto di nascita ma dal censo, molte persone, arricchendosi, riuscirono a scalare la
piramide sociale.
L’esercito
Un caso particolare è quello dell’esercito che venne riformato, anche economicamente.
Prima tutti potevano essere chiamati a combattere, ora abbiamo un esercito permanente, con
legionari stipendiati e mantenuti dalla classe statale.
I comandanti posti a capo delle legioni appartenevano al ceto equestre o senatorio, tuttavia
la carriera militare offriva a chiunque ampie possibilità di avanzare di grado.
In età repubblicana era molto importante partecipare alla vita politica, ma con l’instaurazione
del principato le cariche pubbliche vennero assommate sotto la figura dell’imperatore.
Tuttavia ne vennero create di nuove, di cui approfittarono il ceto equestre, che costituì il
nerbo della burocrazia imperiale.
L’istruzione nell’impero.
Le classi dirigenti sapevano il latino e il greco(lingua della cultura e amministrativa)
L’istruzione era impartita solo a pochi privilegiati:
– fino si sette anni si stava con la madre;
– pedagogo scelto dal pater familias;
Si apprendevano le sette arti liberali, divise in trivio (grammatica, retorica e dialettica) e
quadrivio (musica, astronomia, aritmetica e geometria)
scuola privata scuola pubblica scuole superiori
grammatica e retorica (creata nel solo alcuni ragazzi le
aritmetica (sono le 78 da Vespasiano) frequentano
scuole primarie)
L’ingresso alla vita pubblica avveniva a 17 anni e veniva spesso inaugurato con delle
esperienze formative nell’esercito.
Il diritto romano
L’unico ambito culturale che non ha subito alcun tipo di influenza ellenica è il diritto romano.
La iurisprudentia, così si chiamava la disciplina che si dedicava allo studio del diritto, si
divideva in:
– ius civitatis: regolava il rapporto tra cittadini
– ius praetorium: raccolta delle deliberazioni dei magistrati
– ius gentium: regolava il rapporto tra Roma e gli altri paesi
La religione
– politeista: molte divinità greche
– rispetta i culti stranieri a patto che questi non turbassero l’ordine pubblico
– carattere ufficiale e politico della religione che si esterna con il culto dell’imperatore.
(fedeltà allo Stato)
Molto importanti erano i culti privati per Lari e Penati.
C’erano anche diversi tipi di sacerdoti:
– auguri: interpretano il volo degli uccelli e le viscere degli animali
– flamini: culto delle singole divinità
– vestali: Vesta
– pontefice massimo: carica più importante (dopo Augusto è ricoperta dal principe
stesso)