PIRANDELLO
Luigi Pirandello è senza ombra di dubbio uno degli scrittori più importanti della letteratura italiana,
capace di rinnovare le forme e i generi della letteratura. Dopo lo scrittore siciliano il teatro, il
romanzo e la novella non saranno più quelli di prima: Pirandello segna un punto dal quale non si
può tornare indietro. Pirandello scrive e mette in scena cose che mai prima erano state scritte e
messe in scena e per questo il suo successo fu strepitoso, sia durante la sua vita che dopo la sua
morte ed è per lo stesso motivo che, ancora oggi, è uno degli autori più letti e amati dal pubblico.
La sua opera è caratterizzata dalla ricerca dell'identità individuale e dall'analisi della complessità
della natura umana, spesso rappresentata in modo paradossale e contraddittorio.
IL MONDO E LA LETTERATURA SECONDO PIRANDELLO
Per capire quello che Pirandello scrive, bisogna prima di tutto capire quello che Pirandello vede,
perché il suo sguardo non è quello di una persona comune. Partendo da questo presupposto,
andrò ad illustrare le sue idee per illustrare in seguito la sua visione del mondo e della letteratura.
Mi concentrerò in particolare intorno a tre nuclei fondamentali del suo pensiero.
Vitalismo – Il paradosso della realtà
Per Pirandello la realtà umana è un continuo conflitto tra vita e forma. La vita è il flusso vitale e
indistinto che anima l’individuo (Schopenhauer), un "magma vulcanico" in continua ebollizione,
che l'uomo tende a cristallizzare e irrigidire in forme stabili: la forma, fissa, che blocca la vita e la
rende artificiale e porta inevitabilmente con sé sofferenza e la morte. L’uomo all’interno della
società vive una continua lotta contro la forma, le costrizioni e le maschere che la società gli
impone, che lo rendono estraneo a sé stesso e agli altri. Per Pirandello questo contrasto non è
superabile e l’uomo è destinato alla sconfitta.
L'umorismo - Il sentimento del contrario
Mentre con il vitalismo Pirandello ci racconta cos’è la vita, con la teoria dell’umorismo (esposta nel
saggio L’umorismo del 1908) ci dice come porci verso di essa. Per Pirandello il nostro
atteggiamento davanti alla negatività del mondo deve essere di tipo umoristico e ci spiega in cosa
l’umorismo si distingue dal comico.
Il comico è un “avvertimento del contrario”: vedo che qualcosa è contrario a come dovrebbe
essere e rido. L’umorismo è il invece “sentimento del contrario”: vedo qualcosa che è contrario a
come dovrebbe essere e rifletto sulle ragioni profonde di quella diversità, su quello che c’è dietro la
maschera. Nel primo caso si ha una risata, nel secondo un sorriso amaro, consapevole della
tragicità del mondo.
Metaletteratura - Lo scontro tra realtà e finzione
Il terzo nucleo tematico riguarda il perché Pirandello ha deciso di scrivere e qual è per lui la
funzione della letteratura. Essa per lui ha allo stesso tempo una funzione consolatoria,
proponendosi come gioco umoristico, e opprimente, in quanto rappresenta la lotta continua tra
vita e forma. Tale scontro diventa uno scontro tra la realtà e la finzione, dal momento che la
letteratura è di per sé una finzione, qualcosa che non esiste. Pirandello allora decide di svelare
questa finzione, facendo metaletteratura.
La metaletteratura in Pirandello, in poche parole, è quando la letteratura, parla della sua stessa
natura, delle sue finzioni, e dei meccanismi che la fanno funzionare. Pirandello, attraverso questo
approccio, svela come la letteratura possa essere sia un conforto, sia un peso, poiché rappresenta
la continua lotta tra la vita reale e le forme che le diamo.
CONCLUSIONI
Alla luce di tutto questo è più facile comprendere cosa vede Pirandello e come lo rappresenta.
Pirandello vede un mondo claustrofobico e paradossale. Un mondo nel quale l’uomo non può
veramente mai essere sé stesso perché non c’è un sé stesso, non c’è un solo io, ma tante forme e
maschere in cui l’uomo è imprigionato. L’uomo non può realizzarsi, è un essere incomprensibile a
sé stesso e agli altri. Diremo allora che Pirandello è un pessimista.
Tuttavia egli non si ferma alla costatazione del male, ma decide di coglierne gli aspetti più
divertenti, creando una nozione di umorismo che non esclude la riflessione, ma nemmeno il
sorriso.
Infine c’è la letteratura: Pirandello considera la letteratura come un gioco e attraverso questo gioco
vuole mostrare tutti i mali che affliggono l’uomo, scomponendoli attraverso la lente dell’umorismo.
Pirandello insomma non ci dà una soluzione al problema, ma ci mostra che si può ‘prenderla con
filosofia’, che si può sorridere nelle avversità e giocare, perfino quando non sappiamo nemmeno
chi siamo.
IMMAGINI E TEMI RICORRENTI IN PIRANDELLO
La visione del mondo di cui abbiamo parlato si esprime nelle opere di Pirandello attraverso alcune
immagini e alcuni temi ricorrenti. Attraverso queste immagini Pirandello riesce a mettere sulla
pagina il proprio pensiero. Ecco quali sono le più importanti:
La trappola familiare, che imprigiona l’uomo in un mondo ristretto e claustrofobico
Le maschere, quello che siamo agli occhi degli altri, le forme che ostacolano la vita
La follia, vista come unica via d’uscita, ma che determina il rifiuto da parte della società
I personaggi rifiutati e frantumati, che perdono la loro identità e le loro certezze
La modernità, come momento drammatico
Lo specchio, come prova dell’estraneità dell’uomo a sé stesso
Il doppio, scambi e raddoppiamenti di personaggi che perdono la loro identità
VIAGGIO NELLE OPERE PRINCIPALI
Il fu Mattia Pascal
Il Fu Mattia Pascal (1904) è il primo capolavoro di Pirandello, ma all’epoca non ottenne molto
successo. La storia inizia con la fuga di Mattia Pascal a Montecarlo, dove vince una grande somma
al gioco. Tornando a casa scopre di essere stato dichiarato morto, scambiato per un cadavere
trovato suicida. Il protagonista decidere di cogliere al volo l’occasione per liberarsi di tutti i legami
sociali, fingersi veramente morto e ricominciare tutto da capo. Si trasferisce a Roma sotto il falso
nome di Adriano Meis e si innamora della figlia del suo padrone di casa con la quale vorrebbe
iniziare una nuova vita. Ma non può farlo perché di fronte alla legge Adriano Meis non esiste.
Decide allora di fingersi nuovamente morto, di tornare al suo paese e riprendere il suo ruolo di
Mattia Pascal. Ma qui scopre che la moglie ha ormai una nuova famiglia. Quello che ormai è il Fu
Mattia Pascal decide di vivere in una biblioteca e scrivere la propria storia. In questo romanzo
troviamo molti dei temi cari a Pirandello: l’identità, la maschera, la finzione, la condizione
dell’uomo come personaggio, il tentativo di fuggire dal mondo e la sconfitta finale, il rifiuto da
parte del mondo che si voleva rifiutare.
Sei personaggi in cerca d'autore
È l’opera teatrale più famosa di Pirandello, simbolo del metateatro pirandelliano, e quella che gli
aprì le porte del successo. Si tratta di un’opera di teatro nel teatro. Una compagnia sta provando il
suo spettacolo quando, all’improvviso, entra un gruppo di personaggi, che raccontano di essere
stati rinnegati dal loro autore e chiedono di poter narrare la loro storia. Si tratta di una storia
surreale, tragica e umoristica. Attraverso quest’opera Pirandello porta avanti un discorso sulla
condizione del personaggio e sulla finzione nell’arte.
Le novelle - La tematica della follia
Pirandello scrisse un gran numero di novelle, molte bellissime. Tra le più famose ci sono La
tragedia di un personaggio, Il treno ha fischiato, La trappola, La carriola. In queste troviamo la
messa in atto della visione del mondo di cui abbiamo parlato. I personaggi delle novelle
appartengono all’ambiente siciliano e alla borghesia romana. Molte di esse presentano personaggi
inizialmente inseriti nel loro ambiente, ma che a un certo punto vengono sconvolti da un evento
che gli rivela la tragica condizione umana e che li porta alla follia, all’allucinazione e a compiere
azioni assurde e apparentemente senza senso.
Uno, nessuno, centomila - Il testamento letterario di Pirandello
È la storia di Vitangelo Moscarda, un uomo qualunque che scopre casualmente di non essere per
gli altri quello che è per sé stesso. Da qui parte una lunga riflessione che porta il personaggio a
compiere delle azioni che inducano gli altri a rivedere l’immagine che hanno di lui. Ma ottiene solo
di non essere compreso ed essere considerato un folle. Nel finale si assiste alla rinuncia di
Vitangelo a vivere nel mondo. Il romanzo riassume i temi centrali e il pensiero di Pirandello e può
essere considerato il suo testamento letterario.
GABRIELE D’ANNUNZIO
Quando si pensa a una frase per descrivere il celebre poeta e scrittore Gabriele D’Annunzio, il
pensiero va immediatamente a “vivere inimitabile”. La frase venne inventata dallo stesso
D’Annunzio e, in effetti, riassume benissimo sia la sua esistenza che tutte le sue esperienze: una
vita che, decisamente, non può essere imitata. D'Annunzio volle fare della sua vita un'opera d'arte
e visse in modo che così fosse.
Gabriele D'Annunzio incarna la figura dello scrittore e dell'intellettuale che ha saputo unire
l'impegno politico con la passione per la letteratura e l'arte. La prosa elegante e poetica hanno
influenzato molte generazioni di scrittori.
D'ANNUNZIO, IL DECADENTISMO E L’ESTETISMO
Nel termine Decadentismo rientrano diversi movimenti che, partendo da un fondo comune di idee,
sviluppano questi concetti in modi leggermente differenti. Sono movimenti decadenti il
Simbolismo, l’Estetismo, il Crepuscolarismo, il Superomismo, l’Ermetismo. Il concetto di fondo che
tutti questi seguono è la rottura con la società, con l’arte ufficiale classica o romantica: si avverte
cioè un grande bisogno di allontanarsi dalla massa borghese e anzi di scandalizzarla, e di rompere
anche con le tradizioni letterarie passate. Viene meno la rigidità degli schemi metrici e si utilizza un
nuovo metro libero.
L'Estetismo è la variante che più ci interessa quando parliamo di D’Annunzio che ne fu il più grande
rappresentante in Italia. Che cosa significa estetismo? Possiamo partire anche solo dalla sua
etimologia per averne un’idea piuttosto chiara: dal greco deriva la parola estetica, la filosofia che si
occupa delle sensazioni, della bellezza, dell’arte. In letteratura l’Estetismo implica un culto del
bello, questo significa che l’importanza dei contenuti o dei significati passa in secondo piano,
perché molto più importante è il modo in cui le opere appaiono: devono essere piacevoli alla vista,
al tatto, alla lettura, devono sconvolgere, esprimere lusso e distacco da tutto quello che è comune.
D’Annunzio, come abbiamo visto, interpreta benissimo questi temi e anzi arriva ad estremizzarli e
rendere la sua stessa vita una meravigliosa opera artistica.
Il romanzo che meglio di tutti concretizza le tematiche dell’Estetismo e che anzi aiuta la diffusione
di queste idee in Italia è Il Piacere che vedremo fra poco.
LE OPERE PRINCIPALI DI GABRIELE D'ANNUNZIO
Il Piacere
La prima edizione di questo romanzo è del 1889 dove troviamo raccontata l’esperienza romana di
Gabriele D’Annunzio che si mimetizza nella figura del protagonista, Andrea Sperelli, dalla vita
lussuosa e carica di amori adulteri di cui parlavamo sopra. Andrea Sperelli è un nobile romano di
orgini abruzzesi trasferitosi a Roma dove si innamora prima di Elena Muti, poi di Maria Ferres,
figura più pacata della prima e conosciuta dopo essere stato ferito in duello. Sullo sfondo della
nobiltà romana in decadenza si snodano le vicende amorose di questi tre personaggi che finiranno
poi per perdersi senza alcun lieto fine.
Il romanzo è espressione dell’Estetismo dannunziano, una grandissima prova del D’Annunzio
romanziere e uno dei testi che meglio lo rappresenta. Ogni autore lascia un po’ di sé nella sua
opera, in questo c’è una bella parte di Gabriele D’Annunzio.
Le Laudi
Questa raccolta di componimenti poetici viene assemblata fra il 1896 e il 1903. Rappresenta un
nuovo periodo di D’Annunzio perché, oltre l’estetismo del Piacere, qui troviamo suggestioni tratte
dal nuovo concetto di superuomo. In particolare troveremo le seguenti tematiche:
- Attenzione dell’autore verso il mondo classico, anche in seguito ad un suo soggiorno in Grecia.
- In linea con il mito del superuomo si esprime l’idea di un uomo nuovo che riconquista il mondo e
si appropria di ogni angolo della natura.
- L’autore vuole trasmettere una vitalità irresistibile e quasi eroica dell’uomo che si pone oltre ogni
vincolo, libero, in contatto con lo spirito intimo del mondo.
L’opera si suddivide in altre più piccole raccolte di componimenti che vanno sotto i seguenti titoli:
Maia, Elettra, Alcyone, a cui poi si aggiunsero anche Merope e Canti della guerra latina. La più bella
fra queste raccolte è stata considerata l’Alcyone che si pone come un momento di tregua nella
tensione di questo uomo eroe che tutto deve dominare e che finalmente quasi si ferma a
contemplare l’estate (è qui che troviamo infatti il celebre componimento La pioggia nel pineto).
LE RAGIONI DELLA GRANDEZZA DI D'ANNUNZIO
Gabriele D'Annunzio è considerato geniale per diversi motivi che si intrecciano tra la sua opera
letteraria, il suo stile innovativo e la sua personalità complessa e originale:
Stile Letterario Innovativo. D'Annunzio è noto per aver introdotto uno stile letterario
innovativo nel panorama letterario italiano. La sua prosa e poesia sono caratterizzate da
una raffinata ricchezza di linguaggio, un uso audace di metafore e immagini, e
un'attenzione scrupolosa ai dettagli. Questo stile elaborato e sensoriale gli ha guadagnato il
riconoscimento come uno dei principali esponenti del Decadentismo.
Esplorazione dei Sensi e delle Emozioni. D'Annunzio ha esplorato profondamente
l'esperienza sensoriale e le emozioni umane nei suoi scritti. Ha utilizzato una lingua carica di
sensazioni e simbolismo per catturare l'intensità delle emozioni, creando un
coinvolgimento profondo nel lettore.
Iconoclasta e Innovatore. D'Annunzio è stato un'iconoclasta, sfidando le convenzioni
letterarie e sociali dell'epoca. Ha introdotto nuovi modi di esprimere il desiderio, il piacere e
l'estetica. Le sue opere, come "Il piacere" e "Le vergini delle rocce," hanno suscitato
scandalo e ammirazione contemporaneamente.
Natura Multiforme dell'Opera. La vasta produzione letteraria di D'Annunzio spazia dalla
poesia alla prosa, dal dramma al romanzo, dall'autobiografia al giornalismo. Questa
diversità dimostra la sua versatilità e la sua abilità nel dominare diversi generi letterari.
Fascino Personale. D'Annunzio aveva una personalità magnetica e carismatica che attirava
l'attenzione e l'ammirazione di molti. Il suo stile di vita lussuoso e la sua partecipazione a
imprese avventurose hanno alimentato il suo status di celebrità e icona culturale.
Rappresentante del Tempo. D'Annunzio è emerso nel contesto di un'Italia in evoluzione, sia
dal punto di vista politico che culturale, durante il periodo del tardo Ottocento e dell'inizio
del Novecento. Le sue opere riflettono le tensioni e le contraddizioni dell'epoca, e le sue
parole sono state spesso interpretate come espressioni artistiche di questi cambiamenti.